Possiamo, innanzitutto, trovare informazioni molto interessanti sugli sviluppi verificabili tra le scienze che si occupano del cervello all’interno di varie reviews, quali The Lancet Neurology e Nature.
Non è, tuttavia, necessario rifarsi a riviste scientifico per verificare che la coscienza non è un’area del cervello. Per non perdere troppo tempo copio e incollo quanto riportato da wiki (cose lapalissiane e verificabili):
“La psicologia tradizionale indica con coscienza una funzione generale propria della capacità umana di assimilare la conoscenza (...)
A seconda dell'ambito nel quale viene osservata, la coscienza viene intesa nei seguenti modi:
• Coscienza, in ambito neurologico, è lo stato di vigilanza della mente contrapposta al coma.
• Coscienza, in ambito psicologico, è lo stato o l'atto di essere consci, contrapposta all'inconscio: esperienza soggettiva di eventi o di sensazioni.
• Coscienza, in ambito psichiatrico, come funzione psichica capace di intendere, definire e separare l’io dal mondo esterno.
• Coscienza, in ambito etico, come capacità di distinguere il bene e il male per comportarsi di conseguenza, contrapposta all'incoscienza.
• Coscienza, in ambito filosofico, ha assunto nel corso della storia della filosofia significati particolari e specifici distinguendosi dal termine generico di consapevolezza, attività con la quale il soggetto entra in possesso di un sapere.
• Autocoscienza, come riflessione del pensiero su se stesso.
• Coscienza di classe, secondo le teorie marxiste della società e della storia, è la consapevolezza che gli appartenenti di una specifica classe sociale hanno di sé come gruppo”.
Come si nota, in nessun caso si afferma che la stessa sia “una particolare area del nostro cervello”. E’ evidente che i sentimenti non possono nascere da un’area che non esiste.
Infine, come implicitamente sottolineato da Slyk in precedenza, l’argumentum ad ignorantiam è una fallacia logica.
There is only one god, and his name is Death. And there is only one thing we say to Death: ‘Not today’.
Sono una foglia al vento,
l’attimo che sta passando,
il soffio che ti ha sfiorato.
http://martinedentree.wordpress.com/