IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

Ultimo intervento 11-08-2011, 23.02 di camelia177. 11 repliche.
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  • 11-19-2007, 18.25

    IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    STORIE DI ORDINARIA (ASSURDA) BUROCRAZIA:
    IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Molti immigrati si iscrivono ai corsi serali di scuola media inferiore o superiore "cimentandosi" nella conquista del tanto sospirato diploma. Ma siamo sicuri che tutta questa gente sia davvero sprovvista di una opportuna scolarità ? O c'è dell'altro ?

    Nei giorni scorsi, su un quotidiano on-line nazionale, è apparso un interessante articolo dal titolo "Di sera a scuola si parla straniero" nel quale si parla di una "valanga" di iscrizioni di "stranieri" ai corsi serali per il conseguimento della Licenza di Scuola Media e del Diploma di Scuola Media Superiore. Si citano, tra gli altri, i "rumeni", spiegando come molti di loro si cimentano nella conquista di un diploma di scuola media o di scuola superiore.

    L'immagine che ne esce, è sicuramente forviante della realtà.

    Infatti, non si precisa, ad esempio,  che in Romania l'obbligo scolastico arriva a 18 anni e si compone di 4 anni di scuole elementari, 4 anni di scuole medie e 4 anni di scuole superiori, professionali o liceali. Quindi un livello di scolarità "obbligatoria" ben superiore a quella italiana. Non si dice nemmeno che in classe VIII (diciamo 4° media...) i ragazzini già studiano le equazioni di II grado, le basi della geometria analitica, le funzioni elementari, ecc.

    Quindi, fatti salvi i casi di inadempienza all'obbligo scolastico (che esistono ma non costituiscono la "norma") i rumeni (ma immagino anche molti altri immigrati) non si iscrivono ai corsi serali a causa di una scarsa scolarità pregressa, ma per un motivo che trova origine... nella normativa italiana. Cerchiamo di caprie quale...

    Questo ci aiuterà anche a capire per quale motivo meno del 2% dei laureati o ricercatori stranieri sceglie l'Italia per lavorare e vivere. Infatti, il Regio Decreto 1592 del 1933, all'art. 170, prevede che "i titoli accademici conseguiti all'estero non hanno valore legale in Italia". Quindi devono essere sottoposti ad una complicata (e spesso irrealizzabile) procedura di equipollenza.

    Ma tale procedura non è affatto semplice, infatti si scontra con una infinità di complicazioni burocratiche. Prima fra tutti: i titoli di grado superiore, in Italia, non "assorbono" quelli di grado inferiore, quindi per ottenere il riconoscimento del Dottorato di Ricerca, è necessario, prima ottenere l'equipollenza della laurea straniera (o ri-conseguire un laurea italiana). Ma per accedere all'università italiana e farsi riconoscere la laurea (o almeno un certo numero di esami), è necessario farsi riconoscere il diploma di maturità. Vediamo come ottenere almeno quest'ultimo riconoscimento....

    Facciamo un passo indietro. E' normale pensare che, una volta acquisito un titolo scolastico nel Paese di origine, chi emigra abbia tutto l'interesse di farlo valere anche nel Paese in cui risiederà. Ed è prassi normale, in tutta Europa (o quasi, infatti non lo è in Italia) attuare delle formalità di riconoscimento tali da permettere di utilizzare il proprio titolo di studio originale nello Stato di residenza, senza sentirsi costretti a reiniziare tutto da capo.

    A tale fine, nel resto d'Europa, per quanto riguarda i Diplomi conseguiti negli Stati dell'Unione, è necessario e sufficiente trasmettere agli Uffici preposti la copia autenticata del proprio diploma, un certificato rilasciato dalla scuola contenente l'elenco delle materie di studio e le relative valutazioni intermedie e finali, il tutto legalizzato, e tradotto nella lingua locale. Nel giro di qualche giorno è rilasciata la dichiarazione di riconoscimento.

    Come è ovvio, può essere richiesto di sostenere un esame per valutare la conoscenza della lingua locale. Questa procedura, semplice e veloce, permette agli immigrati di ottenere rapidamente il riconoscimento del proprio diploma.

    In Italia, però, le cose non funzionano così. Vediamo, in sintesi, la trafila burocratica necessaria per arrivare ad ottenere la famosa "equipollenza" del diploma di scuola superiore. Va premesso che per lo Stato italiano non fa alcuna differenza se il Diploma è stato conseguito in uno Stato membro dell'Unione Europea oppure no.

    Primo passo: riuscire ad ottenere la "Dichiarazione di Valore" consolare.  Per prima cosa lo Stato italiano, che considera privi di valore i diplomi ed i certificati rilasciati da autorità scolastiche estere, anche se debitamente legalizzati, richiede che la sede consolare italiana nello Stato in cui il titolo è stato conseguito ne attesti la validità. Per questo scopo il consolato deve rilasciare la cosiddetta "Dichiarazione di Valore in Loco". Per ottenere tale documento è generalmente necessario produrre al consolato il diploma originale (a differenza che nel resto d'Europa non accettano copie conformi, nemmeno autenticate da un notaio) e le pagelle scolastiche, vistate dall'autorità scolastica estera, legalizzati e tradotti in italiano. Tali documenti devono essere presentati di persona o tramite procuratore (con procura notarile), direttamente al consolato italiano nello stato estero, previo appuntamento. Ciò rappresenta un primo grossissimo ostacolo per i cittadini già residenti in Italia ai quali quasi mai viene assicurata, anche se prevista dalla normativa italiana, la possibilità di richiedere il documento per corrispondenza. Va detto che nessun altro Stato dell'Unione Europea richiede che i diplomi ed i certificati rilasciati dalle autorità scolastiche di altri Stati dell'Unione, se preventivamente legalizzati, debbano essere ulteriormente certificati dalle proprie sedi consolari. Solo l'Italia richiede questo ulteriore, spesso difficile da ottenere, passaggio. E molti si fermano proprio a questo punto: all'impossibilità di ottenere la Dichiarazione per motivi di tempo, soldi... o difficoltà ad ottenere l'appuntamento al consolato.

    Secondo passo: Recuperare i programmi scolastici. Ottenuta la "Dichiarazione di Valore" è necessario procurarsi i programmi scolastici originali rilasciati dalla Scuola dove si è conseguito il Diploma. La scuola deve pertanto rilasciare i programmi di tutte le materie studiate per ogni singolo anno di studio. Anche i programmi devono quindi essere legalizzati e tradotti in Italiano nelle stesse modalità previste per i documenti richiesti per la Dichiarazione di Valore. E' facile immaginare quanto possa essere difficile riuscire ad ottenere, magari dopo molti anni dalla conclusione degli studi, i programmi scolastici presso la scuola frequentata. Una richiesta che nel resto d'Europa viene spesso considerata assurda e magari impraticabile. Del resto è facile verificare anche in Italia, recandosi presso il proprio liceo, lasciato vent' anni prima, quale possa essere lo sguardo dell'addetta della segreteria di fronte ad una simile richiesta.

    Terzo passo: la domanda di equipollenza. Riuscendo, con tanta fortuna, ad entrare in possesso sia della "Dichiarazione di Valore" che dei programmi scolastici tradotti e legalizzati, ci si deve quindi rivolgere all'Ufficio Scolastico Provinciale (USP) di residenza, richiedendo che il Titolo sia dichiarato equipollente ad un diploma italiano di tipo corrispondente. L'USP confronterà i programmi studiati con quelli dell'ordinamento italiano vigente e solo se essi coincidono, rilascerà la dichiarazione di equipollenza. Il più delle volte, ovviamente, essi non coincidono affatto, se non altro perché, oltre alle diversità organizzative dei vari ordinamenti scolastici, di solito sono passati diversi anni dalla fine degli studi, e, di conseguenza, programmi svolti, magari dieci anni prima non possono essere considerati sovrapponibili a quelli dell'ordinamento vigente (nemmeno nello Stato di origine!). Si pensi ad esempio alle materie tecniche. Applicando la stessa logica ai diplomi italiani è facile immaginare che i programmi svolti da un perito meccanico dieci anni fa non potrebbero essere considerati "equipollenti" con quelli odierni, ma a nessuno verrebbe in mente di revocare il "valore" di un diploma di perito di dieci anni fa perchè a suo tempo il corso di studi era diverso. Quindi l'USP prevederà certamente alcuni esami di idoneità nelle materie ritenute non corrispondenti, tra queste certamente la prova di lingua e letteratura italiana corrispondente alle classi III, IV e V superiore italiana.

    Va detto, per amor del vero, che in base alla Convenzione di Lisbona sul riconoscimento dei titoli tra gli stati dell'Unione Europea, firmata anche dall'Italia, il riconoscimento dovrebbe essere basato su una "valutazione generale" della formazione acquisita e dovrebbe essere rifiutato solo in caso di "sostanziali differenze".  Il problema è che tale Convenzione è una semplice "raccomandazione" non vincolante... e quindi benché accolta in teoria, nei fatti disattesa dall'Italia.

    E' ovvio che di fronte ad una simile trafila, il più delle volte ci si arrende già al primo passo. Tant'è difficile, in molti casi riuscire ad ottenere la sola "Dichiarazione di Valore" consolare.

    A quel punto, l'unica reale possibilità è rinunciare a tutto - e cercare un lavoro come operaio o come badante - o mettere da parte quel che resta del proprio orgoglio... mettere il proprio diploma o la propria laurea nel cassetto, e ricominciare da zero cimentandosi nella ri-conquista di uno straccio di diploma di scuola media o di scuola superiore che apra lo spiraglio a qualche opportunità lavorativa migliore.

    Va anche detto che, mentre è quasi impossibile riuscire a farsi riconoscere i titoli di studio dal punto di vista "scolastico", la storia è completamente diversa per il riconoscimento "professionale" dei titoli universitari.

    Infatti grazie all'effettivo recepimento delle Direttive Europee 89/48/CEE, 92/51/CEE e 2001/19/CE, l'Italia ha finalmente, da poco, rimosso l'obbligo della presentazione della "Dichiarazione di Valore in Loco" per il riconoscimento dei propri titoli esteri universitari ai fini dell'esercizio delle professioni regolamentate in Italia.

    Per cui, coloro che intendono esercitare la professione ed ottenere il riconoscimento dei titoli sono tenuti a presentare la documentazione originale, legalizzata e tradotta, rilasciata dalla competente Autorità estera, direttamente ai Ministeri competenti, come il Ministero della Salute per le professioni sanitarie e il Ministero della Giustizia per molte altre professioni regolamentate (ingegneri, ecc.), senza passare per i vari consolati.
    Le uniche professioni per cui è ancora richiesta la presentazione della "Dichiarazione di Valore" sono quelle di insegnante (non a caso di competenza del Ministero della Pubblica Istruzione) e quella di Ricercatore (di competenza del Ministero dell'Università e della Ricerca), quest'ultima subordinata addirittura al possesso di una laurea italiana o estera già dichiarata "equipollente".

    Il riconoscimento professionale così ottenuto (applicabile però solo ad alcuni titoli universitari corrispondenti alle professioni regolamentate di competenza dei Ministeri della Salute e della Giustizia) non rende "equipollente" il titolo estero ad un titolo italiano, ma autorizza lo svolgimento della professione con il titolo estero originale. Quindi tale procedura non può essere attuata da chi dispone "solo" del diploma di scuola superiore o di una laurea che non rientra nell'elenco delle professioni regolamentate (ad esempio una laurea in matematica, in lettere, in filosofia, in informatica, ecc.).

    Sulla base di ciò rimane quindi la strana anomalia, tutta italiana, per cui:

    - se sono medico o ingegnere nello Stato di origine e voglio lavorare in Italia è condizione necessaria e sufficiente, ai fini della valutazione "professionale", presentare i Titoli ed i vari certificati di abilitazione professionale conseguiti nello Stato di origine (legalizzati e tradotti.... ovviamente);
    - se voglio, molto più semplicemente, farmi riconoscere il diploma di scuola media o superiore, o una laurea non corrispondente ad una professione regolamentata, o un dottorato di ricerca, è ancora necessario passare per il consolato italiano, ottenere i programmi scolastici e universitari dalla scuola/università di origine e .. sperare che possano essere conseiderati coincidenti con il sistema scolastico/universitario italiano. Ovviamente il tutto ripetuto tante volte quanti sono i titoli che devo far riconoscere. 

    Ma se per ottenere l'equipollenza del diploma di maturità serve tutta questa trafila burocratica, che a volte richiede anni, immaginiamoci cosa significa riuscire ad ottenere il riconoscimento della propria laurea o del dottorato di ricerca.

    Inutile ricordare che spesso tra università italiane non si riconoscono a vcienda gli esami. Figuriamoci quelli svolti all'estero. Se poi non si riesce ad ottenere la "Dichiarazione di Valore", il titolo non viene nemmeno preso in considerazione: si ferma alle segreterie delle scuole o delle università e messo da parte.

    E' ovvio, quindi, che i  "cervelli", proprio perchè tali, preferiscano emigrare in altri Paesi, dove la qualità e la professionalità acquisita si misura "sul campo" piuttosto che negli uffici consolari, scolastici o ministeriali.

    Chi scrive conosce personalmente  il caso di un ricercatore in possesso di ben due lauree estere, un Ph.D. (dottorato di ricerca), un post-doc di un anno in una prestigiosa università tedesca, cinque anni di attività di ricerca svolti all'estero all'estero con la produzione di ben dodici pubblicazioni su riviste scientifiche di fama internazionale, attività di ricerca svolta in una università italiana (in cui, paradossalmente,  il titolo è stato riconosciuto solo "ai fini del consorso" in una borsa di studio riservata a ricercatori stranieri, ma non "equipollente" e quindi utilizzabile in altri ambiti) che ha portato alla co-produzione di una pubblicazione anche in Italia,  che, dopo tutto questo,  per avere uno straccio di titolo da spendere in Italia,  ha dovuto rifare l'esame di maturità e la laurea triennale in Italia, non essendo riuscito ad ottenere tutta la documentazione richiesta tra consolati, università estere, ecc.

    Inutile dire che tutta questa burocrazia impedisce non solo a brillanti "stranieri" di lavorare in Italia, ma anche ai giovani italiani di recarsi a studiare all'estero (non parlo di progetti Erasmus o simili, parlo di corsi di studio interamente svolti in prestigiose università estere) perchè alla fine si ritroverebbero, comunque, con un "pezzo di carta" privo di ogni valore, fosse anche un "pezzo di carta" ottenuto a Cambridge.

    Non saebbe il momento di rivedere sostanzialmente la legislazione italiana, che risale al ventennio fascista, e renderla almeno un po' più europea ? Di questo passo, tra la mancanza di investimenti per i ricercatori italiani, la preclusione burocratica al lavoro dei ricercatori stranieri, questo Paese si troverà sommerso di operai e manovali (magari in nero), ma senza la capacità di creare innovazione.

    Nota importante: L'equipollenza del diploma di scuola media superiore è possibile solo a cittadini di Stati membri dell'Unione europea, degli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo e della Confederazione elvetica, come previsto dall'art. 13 della Legge 25 gennaio 2006, n. 29. Prima di tale data il riconoscimento era possibile solo ai cittadini italiani emigrati e rientrati in Patria oppure ai loro congiunti che avessero acquisito la cittadinanza italiana, ad esempio per matrimonio. Ancora oggi oggi lo Stato italiano non prevede alcuna forma di riconoscimento dei diplomi di scuola media superiore per i cittadini non comunitari.

  • 11-21-2007, 10.29
    213554 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Desidero solo precisare che quanto riportato è frutto delle informazioni acquisite (spesso con molto fatica) in tanti anni di ricerca di fornti normative e risposte, più o meno complete, ottenute dalle varie Istituzioni. Se, tuttavia, in quanto riportato si ritrovassero errori o omissioni, certamente involontarie ed in buona fede, sarebbe gradito ogni intervento chiarificatore, in special modo da parte delle Istituzioni coinvolte nelle procedure di riconoscimento/equipollenza dei titoli.

    Sono pure graditi commenti e racconti di esperienze personali.

     

  • 11-21-2007, 11.15
    213560 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Caro fabiotv,Hai asolutamente ragione!!!!!!!!!!!Che vaticca per stranieri qui in Italia!!!!!!!!!!Tutto quelo che hai scritto e vero!!!!!!!!!Io avevo un grande sognio di fare academia di belle arti in Roma....Ho cominciato di fare documenti..Da noi in Ex Jugoslavia scuole sono cosi:
    La scuola materna dura 8 anni (cominci da 7 anni)
    La scuola media dura 4 anni
    La scula superiore dura 2-3 anni
    Universita,dipende,da 4 fino a 6 anni.

    Io ottenuto 6 (1 grado)che risponde a academia di 3 anni.
    Volevo fare iscrezione di ultimi due anni di Academia di belle arti in Roma,me hanno chiesto,tutto quello che hai scritto tu!!!!!!!!!!!!Di fare traduzione,mettere apostillo,e FARE TUTTO PROGRAMA SCOLASTICO(che aveva 520 pagine e ogni foglio devo essere tradotto,con apostille e timbro di consolato Italiano in Belgrado)).Per ogni firma,traduzione,apostille (senza consolato Italiano)ero oblighata di pagare 20 dm in quel periodo(sotto embargo,quando stipendio da non credere era 2 dm(marchi tedesci))!!!!!!!!!!Certo che ho rinunciato davvanti di programma di studi di 520 pagine!!!!!!!!!!Ma siamo fuori di testa!!!?????E per fine anche non sapevo se mi tutto questo aita di fare iscrezione al terzo anno di academia,o devvo fare da capo tutti esami!!!!!!!ma mica sonoschema!!!!!!!!!
    Cosi non ho fatto niente,ma vivevo di arte....
    un altra cosa:nostre scuole sono molto forte!!!!!!!!!!Tutti ragazzi che sono andati durante la guerra in altri paesi,come America,Svezia,ed altri.. e che hanno studiato Universita ,hanno dichiarato,che programma di studi rispondono a NOSTRE SCUOLE MEDIE!!!!!!!!!DA NON CREDERE!!!!!!!!!
    Ma non "importa"!!!!!
    Importante che in Roma a Ufficio Cologamento me hanno iscritto come una senza scuola!!!!!!!!!!HA!HA!!!!!Ti fai un c.... per 18 anni di studi e per fine ti dicono che non e valido!!!!!!
    Per questo dico a tutti ragazzi:IMPARATE LE LINGUE!!!!!!!QUESTO VI APRE PORTA DELL MONDO!!!!!!!!!!!!


    Sono sempre io che scrive male in italiano
  • 11-21-2007, 17.54
    213651 in risposta a 213560

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    E' vero,è una cosa scorretta,sopratutto tenendo conto dei regolamenti europei.

    Pero' sappiate,cari emigranti europei e extraeuropei,che oggi come oggi,le cose sono abbastanza facilitate.

    Perchè questo?Perchè anch'io ho avuto un'asperienza di emigrazione in paese molto civile;la Francia.

    Certo, erano altri tempi (moolto tempo fà),io sono andato in francia per correre dietro a una parigina e dato che non avevo grandi mezzi(perito meccanico più che ventenne...sehhh...)ho dovuto cercare lavoro.Per fortuna,nell'officina di mio padre avevo fatto una forte esperienza da meccanico frigorista ,e ho trovato lavoro subito.

    Preocedura di iscrizione all'ispettorato del lavoro  in francia??...sehhh..

    Dunque;Malgrado avessi una richiesta di assunzione della ditta francese, ho dovuto rientrare in italia e passare attraverso la bolgia del centro immigrazione,sede milano,e ,una volta"catturatomi" (non potevo più uscire,ho dovuto dormire in letti a castello con gente che ,non riuscendo a dormire nel letto(non era abituata) dormiva...per terra...sehh....

    Indi,l'indomani ci hanno portato in un laboratorio medico,dove,medici francesi,dopo averci denudati(nudi come vermi...sehh...)ci hanno visitato accuratamente(denti compresi come i cavalli) e hanno rilasciato il benestare di trasferimento al centro immigrazione di parigi.

    Bene,dopo questo,dato che parlavo francese,mi hanno "affidato" una "banda" di ragazzi che ho dovuto consegnare agli incaricati del centro suddetto.

    Naturalmente il mio diploma non valeva una "cicca".....

    E' stata un'avventura,durata quesi due anni,per me,ragazzo giovane e pieno di voglia di avventure,una esperienza moolto interessante.

    Ma,sottolineo,in francia,i poveri ragazzi stranieri che lavoravano lì,erano considerati meno che niente,tenuti d'occhio costantemente dai  flik....sehhh.

    Per me andava un pò meglio(sono un tipo intraprendnte) e mi...difendevo non male....sehhhh.

    Capito mi hai ?

    pionier

     

     

     


    Quelli che s'innamorano di pratica senza scienza sono come il nocchiero che entra in naviglio senza bussola,che mai ha la certezza dove si vada,L.D.Vinci
  • 11-22-2007, 7.53
    213758 in risposta a 213651

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Caro Pionir,
    hai visto?La conoscienza di lingua di ha aiutato!!!!!!!!
    Si ,la tua esperienza e unica,ma eri giovane e ti e pasato tutto come una avventura che adesso quando pensi a queste cose ti viene da ridere,,,,
    Certo quando siamo giovani siamo pieni di energia....e di piu importante e che crediamo a tutto quello che facciamo....
    Ma io me chiedo una altra cosa:Europa Unita!!!!!Tutti uguali!!!!!!!?????????Riconscimento di diplome?!?!(tutti di EU  hanno possibilità di lavorare in altri paesi di EU)!!!HA!HA!!!
    Si sono andata un po fuori tema,ma che possiamo aspettare per riconoscimento di diplome estracommunitarie se in EU non rispetano le cose?
    E non te preocupi,te capisco perfetamente,ha!ha!
    Ciao
    Sono sempre io che scrive male in italiano
  • 11-22-2007, 10.15
    213780 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Ciao Fabio, grazie per l'intervento: molto "denso", interessante. Me lo rileggo con calma e poi ti faro' qualche domanda: secondo me in qualche punto merita di essere spiegato di più. Se hai voglia e tempo, e vuoi proseguire questo discorso, scrivimi alla mail di redazione (rzreick@gujm.it) oppure telefonami: 02.76210400 (centralino, poi chiedi di raymond, focus.it).
    raymond
  • 06-12-2008, 16.42
    249608 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Il tutto raccontato in un video :) con tanto di domanda finale....

  • 06-12-2008, 17.15
    249614 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Credo valga la pena di mettere in evidenza anche quanto segue:

    Benché il Ministero, le università e le scuole italiane fingano di non saperlo, esiste una Decisione del Consiglio di Stato che definisce la c.d. "Dichiarazione di Valore" un documento non necessario al fine della valutazione dei titoli esteri.

    Si tratta della Decisione n. 4613 del 04.09.2007 che, nelle motivazioni del rigetto del ricorso presentato dall'Università di Roma "La Sapienza", definisce quanto segue:

         Come questa Sezione ha già avuto modo di rilevare (cfr. la decisione della Sezione 22 giugno 2006, n. 4932), alla c.d. dichiarazione di valore non può essere riconosciuto un ruolo decisivo e discriminante nei procedimenti di riconoscimento di titoli conseguiti all'estero; la p.a. ha, infatti, l’obbligo di motivare la sua decisione con riguardo ai contenuti formativi del diploma, non semplicemente in relazione ad aspetti estrinseci rispetto alle competenze ed alle abilità professionali attestate dal titolo, quale formalisticamente è la dichiarazione di valore, ma sulla base di una valutazione sostanziale, mediante l'impiego (da valutarsi caso per caso da parte del responsabile del procedimento) di tutti gli strumenti istruttori normalmente disponibili (inclusa la corrispondenza diretta e/o diplomatica, considerata tuttavia nel suo aspetto ordinario di fonte di informazioni non aventi carattere esclusivo o infungibile).

         La richiesta della dichiarazione di valore, insomma, corrisponde ad una mera prassi, che non esclude il potere-dovere dell'amministrazione di compiere le proprie autonome valutazioni anche qualora la rappresentanza diplomatica interessata (anche, se del caso, a cagione dell’assenza di forme di raccordo o di coordinamento tra la stessa e gli istituti universitari nazionali) non abbia fornito il riscontro richiesto o l'abbia fornito in termini generici od insufficienti.

         Non può essere, pertanto, accolta la tesi sostenuta nell’atto di appello secondo cui l’Università, nel suo ambito di autonomia, avrebbe ben potuto esigere, a sua assoluta discrezione, qualsiasi documento avesse ritenuto indispensabile, indipendentemente dal suo contenuto.


    E' interessante notare che questa è la seconda Decisione dell'Organo Superiore della Giustizia Amministrativa che nega che una "Dichiarazione di Valore" mancante o incompleta possa costituire motivo di diniego al riconoscimento dei Titoli.

    Il testo completo è disponibile nella banca dati del Consiglio di Stato.

    Come fare per farlo conoscere anche alle competenti Autorità accademiche/scolastiche ?
  • 07-30-2008, 14.31
    258154 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    Io penso tu abbia creduto che l'iceberg fosse il cubetto per il drink.

    Di quell'iceberg ne vedo pezzetti tutti i giorni, dappertutto, sentendomi dire poi : "è così !"

    Penso che quello delle caste non sia solo un mondo narrativo, ma che prosperi col vento in poppa là fuori.

    Senza farti prendere dalla collera; sapresti spiegare il motivo ai pesi che hai dichiarato?

  • 01-05-2009, 15.22
    288856 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    NOVITA' IMPORTANTE

    Almeno per quanto riguarda i Titoli di studio comunitari, il mancato possesso della c.d. "Dichiarazione di Valore" NON è più motivo di interruzione della procedura di riconoscimento. Lo stabilisce una nota del MIUR del 30/12/2008, qui pubblicata (pag. 18 del documento):

    http://www.pubblica.istruzione.it/news/2008/allegati/guida_stranieri08_integrazione.pdf

    Si legge infatti:

    Giova ricordare, per quel che riguarda i titoli di studio conseguiti nell’ambito
    dell’U.E., che alla dichiarazione di valore non può essere riconosciuto un ruolo decisivo e
    discriminante.
    Infatti, la P.A. ha l’obbligo di motivare le sue decisioni con riguardo ai contenuti
    formativi del diploma, non semplicemente in relazione ad aspetti estrinseci rispetto alle
    competenze ed alle abilità professionali attestate dal titolo, quale formalmente è la
    dichiarazione di valore, ma sulla base di una valutazione sostanziale, mediante l’impiego
    (da valutarsi caso per caso da parte del responsabile del procedimento) di tutti gli
    strumenti istruttori normalmente disponibili (inclusa la corrispondenza diretta e/o
    diplomatica, considerata tuttavia nel suo aspetto ordinario di fonte di informazioni non
    aventi carattere esclusivo o infungibile).
    La richiesta della dichiarazione di valore, insomma, corrisponde ad una mera prassi, che
    non esclude il potere-dovere dell’Amministrazione di compiere le proprie autonome
    valutazioni anche qualora la rappresentanza diplomatica interessata non abbia fornito il
    riscontro richiesto o l’abbia fornito in termini generici od insufficienti.. (cfr. Consiglio di
    Stato sentenza n. 4613 del 4/9/07)



  • 07-15-2011, 20.49
    459702 in risposta a 213061

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    posso solo dire che è UNA VERGOGNA!!!!
    io sono rumena e sto provando con tanta fatica ad ottenere la dichiarazione di valore del mio diploma i maturità....
    solo fin'ora (e sono solo al inizio ) ho speso 300 euro. ma sapete cosa significa 300 euro in romania? è molto piu di uno stipendio!
    allora uno che ha studiato ( facendo anche dei sacrifici) che deve fare ? rinuncia a tutto perche la burocrazia in italia fa cagare????
    ho 29 anni..... in romania mi sono anche laureata ma se l'equipollenza per la laurea la devo ottenere tr 10 anni....no grazie!
    e poi dicono che ci danno delle possibilità? quando, dove, a chi?????
    senza pensare che c'è gente in parlamento che non ha nemmeno la terza media, non sano parlare e prendono in un mese i soldi che forse io....non prendo in un anno intero!
    complimenti!!!
  • 11-08-2011, 23.02
    469768 in risposta a 213554

    Re: IL RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI ESTERI COMUNITARI IN ITALIA

    lei crede che io solo con liceo sanitario fatto in romania potrei avere la possib??
    ho fatto pure la dich.di valore non mi manca niente che come dicono loro sono fuori con i anni.ma allora che mi dassero la possib di una equip.almeno diventatre oss.non operaio .fattemi sap.x favore.ogni volta al min della sal mi dicono cose diverse.ho bisogn di un avv??grazie mille