Rispondetemi...

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  • 07-07-2009, 21.07
    339009 in risposta a 338702

    Re: re:Rispondetemi...

    Monolite su Marte...?

     

     

    http://www.lunexit.it/gallery/displ...&cat=0&pos=1

     

     


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  • 07-07-2009, 21.32
    339013 in risposta a 339009

    Re: re:Rispondetemi...

    Ti seguo sempre, dei filmati mi dispiace non conoscere l'inglese ma comunque li guardo con interesse e molto colgo, ciao a presto, Ocibi.

    "Un diverso contatto con la realtà"
  • 07-09-2009, 12.07
    339266 in risposta a 339013

    Re: re:Rispondetemi...

    E "Phobos" non è da meno...





    http://www.lunexit.it/gallery/displ...&cat=0&pos=0




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  • 07-09-2009, 20.04
    339312 in risposta a 339266

    Re: re:Rispondetemi...

     

    Permettetemi d'insistere... Il primo proviene dall'"Apollo-11" e ne abbiamo parlato abbastanza...


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  • 07-09-2009, 20.06
    339313 in risposta a 339312

    Re: re:Rispondetemi...

     

    Con questi video invece vado molto più cauto; anche se a tutt'ora le analisi fatte sembrano confermare l'avvistamento.

     

     

     


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  • 07-09-2009, 20.08
    339314 in risposta a 339313

    Re: re:Rispondetemi...

     

    Non capisco perché nel video si parla di 5 ninuti d'interruzione quando il sottoscritto stette tutta la notte in piedi ad sapettare fino lle 05.30 di mattino! Infatti gli astronauti eseguirono il loro programma, ma IN SEGRETO; al mattino ci fecero credere che stavano sbarcando!

     

     


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  • 07-09-2009, 20.11
    339315 in risposta a 339314

    Re: re:Rispondetemi...

    Ho messo questo video per far notare i famosi UFO "Telemetrici" (di dimensioni molto piccole, dai 50 cm. al metro di diametro) osservati assai spesso anche sopra i "Crops-Circle"; potrebbero essere effettivamente come i nostri "drones", telcomandati...

     

     

     

     

     

    =spnMessageText> 


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  • 07-09-2009, 20.16
    339316 in risposta a 339315

    Re: re:Rispondetemi...

    E questi sono gli stessi UFO "Telemetrici" che a quanto pare riescono a produrre (e perché no) i famosi "Crops-Circle"...

     

     

    pnMessageText> 


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  • 07-09-2009, 20.17
    339317 in risposta a 339316

    Re: re:Rispondetemi...

    E questi sono i famosi "Foo-fighters" osservati da tutti i contendenti della II Guerra Mondiale; sono gli stessi "UFO Telemetrici"? Penso proprio di sì...






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  • 07-09-2009, 20.25
    339318 in risposta a 339317

    Re: re:Rispondetemi...

    =msg class=spnMessageText> IL CASO MEYER

    Il 28 gennaio 1975, nel primo pomeriggio, lo svizzero Eduard Billy Meyer, ex gendarme ed agricoltore, lascia la propria casa colonica a bordo di un ciclomotore portando con sé la macchina fotografica e si dirige verso una meta per lui ancora ignota.

    Alle 14:00 Meyer giunge nella riserva boschiva di Hinwill quando avverte uno strano ronzio riempire l'aria. Alzato lo sguardo verso il cielo, la sua attenzione viene attratta da un disco, apparentemente metallico, che evoluisce nell'aria, lentamente, e comincia a scendere di quota. Ne vede perfettamente la struttura, una inferiore ed una superiore, divisa da una fila di rettangoli rossi, orientati verso l'alto, che circondano l'intero scafo. Meyer prende la macchina fotografica e scatta tre foto in rapida successione. Per circa sei minuti ogni cosa attorno a lui, compreso il disco nell'aria, sembra subire un effetto tipo "fata Morgana", per cui i contorni dei corpi appaiono sfocati e tremolanti. Poi, dopo aver sfrecciato avanti e indietro ad incredibile velocità, in una frazione di secondo l'UFO scompare e il paesaggio riprende la sua dimensione visibile normale. Annunciato dall'inquieto abbaiare dei cani, dagli striduli versi dei corvi e da quel persistente ronzio, alle 14:32 l'oggetto riappare sbucando dalle nuvole, ondeggiando sempre più in basso, ed atterra silenziosamente a circa 180 metri dallo svizzero emanando un forte campo energetico che oppone come una forza "frenante" sull'uomo, il quale cade a terra sfinito. Dopo un minuto, dall'oggetto discoidale poggiato al suolo esce una figura umana, di media statura e di aspetto attraente. Una donna di corporatura esile, dai lunghi capelli che le ornano il viso, abbigliata con un vestito grigio aderente che termina con un supporto per un casco all'altezza del collo, avanza verso di lui e gli porge una mano per aiutarlo a sollevarsi da terra e gli si rivolge in perfetta lingua tedesca: "Tu sei un uomo coraggioso, ti abbiamo studiato per molti anni".

    Semjase, così si presenta, è una pleiadiana scesa sulla terra per affidare a lui, Eduard Billy Meyer, intelligente e di buoni sentimenti, il seguente messaggio, destinato a tutta l'umanità:

    "Sopra ogni cosa si erge quell'Ente che governa la vita e la morte di ogni essere. E' il Creato che ha fissato le proprie leggi invariabili ed eterne su ogni cosa. L'uomo è in grado di riconoscerle nella natura, se si impegna; esse rappresenteranno per lui il corso della vita e la via della grandezza spirituale, lo scopo della propria esistenza. Tuttavia l'uomo, succube delle proprie religioni, ed al tempo stesso di un falso insegnamento, altro non fa che umiliare il suo spirito, sempre di più avvicinandosi ad un abisso senza fine".

    Durante questo primo incontro la bellissima pleiadiana avrebbe rivelato la continua presenza di entità extraterrestri interagenti con l'umanità sin da tempi antichissimi, elevandosi a Dei per esercitare potere sugli uomini. Semjase termina questo suo discorso incitando l'uomo a dedicarsi con sempre maggiore impegno alla ricerca e allo studio del Creato, vivendo in perfetta armonia della natura, al fine di evitare il collasso dell'intero pianeta Terra. La misteriosa fanciulla dichiara di essere portavoce dell'impegno della sua civiltà a collaborare per il bene universale, il progresso scientifico e per il raggiungimento della verità. Successivamente, secondo quanto da lui dichiarato, fu protagonista di numerosi altri contatti con i pleiadiani, i quali lo fecero loro messaggero, e per dargli credibilità fra gli uomini, gli permisero di fotografare e filmare dozzine di volte le loro navi spaziali, gli fornirono materiale roccioso di altri pianeti e metallo tratto dai loro velivoli e gli permisero di portare con sé dei testimoni che poterono assistere ai loro incontri.

    Malgrado queste prove la reazione della gente fu improntata al netto scetticismo. La narrazione dello svizzero sembrava troppo un miscuglio tra fantascienza e i tipici messaggi di "setta". Inoltre le foto erano troppo belle per essere vere.

    Eduard Billy Meyer si isolò allora dai contatti col pubblico, circondandosi solo di coloro che lo accettavano senza mezzi termini, e se ciò è umanamente comprensibile, contribuì senza dubbio a metterlo in luce come "guru" di una setta.

    Nell'ottobre '77 Meyer, poco dopo il suo ottantanovesimo contatto con i pleiadiani, si incontrò a Zurigo con il colonnello Wendelle Stevens, che nel 1948 era stato nominato responsabile di un programma di ricerca USAF in Alaska. Stevens riceveva i rapporti UFO dai piloti, rendendosi conto che essi venivano sistematicamente archiviati altrove, ed insabbiati. Cosa si celava dietro questa procedura? Da allora Stevens cominciò un suo archivio personale e nel 1976 comprendeva olter 700 testi in materia ed oltre 5000 foto di UFO provenienti da diversi continenti: il più grande archivio ufologico privato del mondo.

    Quando il colonnello Stevens ebbe modo di osservare le foto di Meyer, l'ex colonnello ebbe una reazione di sorpresa: non esisteva nulla di paragonabile nel suo archivio, nulla che si avvicinasse qualitativamente a quelle immagini. Le foto di Meyer si prestavano bene all'analisi: erano state tutte realizzate in luce diurna e mostravano distinatamente i dischi argentei su uno sfondo panoramico dato da alberi, montagne, prati; erano quindi ricche di punti di riferimento per individuare la genuinità e la posizione degli oggetti. Una foto mostrava addirittura una "nave a raggio" nei diversi momenti del suo volo attorno ad un abete, dove una forza misteriosa emanante dalla nave piegava lievemente i rami sommitali dell'albero. Per realizzare un fotomontaggio del genere sarebbe occorsa una somma non indifferente e delle attrezzature che all'epoca solo grandi centri con grosse risorse tecniche avrebbero potuto realizzare, del tutto al di fuori della portata di un contadino che viveva con 700 franchi al mese. Per dissipare i dubbi legittimi, Stevens decise di recarsi in Svizzera nel 1977 per studiare quello che sarebbe diventato "il caso Meyer".


    Con l'aiuto di Meyer, Stevens ricostruisce tutta la vicenda: i luoghi degli incontri, le postazioni per le foto, i dialoghi con l'anziano pleiadiano Ptaah e con l'affascinante creatura femminile Asket, proveniente dall'universo Dal, la promessa degli extraterrestri di ritornare 11 anni dopo, le sue esperienze con Semjase, i voli spaziali sugli UFO, la sua filosofia, che Meyer definiva "insegnamento dello spirito". Nei successivi incontri con Stevens, nel 1978, Meyer si sottopose e superò i test al "lie detector" e i suoi materiali furono affidate all'analisi del fisico Neil Davis, dirigente del "Design Tecnology", specializzato in analisi ottiche che concluse:

    "Dai risultati delle analisi effettuate è lecito ritenere che gli oggetti un questione non possono essere che corpi di grosse dimensioni posti ad una certa distanza dalla fotocamera".


    Quattro fotografie furono inoltre sottoposte, in presenza dello stesso Stevens, all'esame del Dr. Robert Nathan del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, a Pasadena in California usando le attrezzature impiegate per analizzare le immagini inviate dalle sonde spaziali della NASA, arrivando alla conclusione della assoluta autenticità delle foto. Anche l'astronomo Michael Manin, specializzato in analisi ottiche e progettista della fotocamera della sonda "Mars Observer", rimase sbalordito per l'assenza di indizi di falsificazione, analisi effettuate mediante computer all'avanguardia:

    "...Per quanto mi è stato possibile vedere, posso dire che non siamo in presenza di un trucco fotografivo... Ritengo pertanto che le fotografie in questione sono autentiche... Alla storia del contadino che entra a tu per tu in contatto con una dozzina di extraterrestri, e dai quali riceve periodicamente visite non posso assolutamente credere, ma queste immagini sono più che attendibili. Esse rappresentano una indiscutibile prova dell'esistenza di qualcosa di concreto, sulla cui natura non sono in grado di pronunciarmi".

    Quasi contemporaneamente varie organizzazioni pseudo-ufologiche cercarono di dimostrare la falsità delle foto, per esempio riproducendo le scene di Meyer mediante l'uso di modellini, ma queste venivano sistematicamente riconosciute come false all'analisi, avvalorando ulteriormente quelle di Meyer, invece di screditarle.

    Uno dei testimoni, il sig. Shutzbach, aveva registrato su nastro magnetico il ronzìo della nave a raggio, nastro che fu analizzato in vari modi con apparecchiature sofisticate presso il laboratorio sottomarino della US Navy a Groton. Si scoprì che il ronzìo era generato da tre diverse fonti e le frequenze risultanti nello spettro acustico era compresa tra i 320 e i 980 Hertz;

    "la fonte principale del ronzio è una macchina di natura elettromagnetica che rotea all'interno di campi elettromagnetici multipli al ritmo di 250 rivoluzioni al minuto. Il ronzìo, nello spettro del percettibile, è dato da un gruppo di armonie forti in diretto rapporto con la rotazione della macchina. In questo contesto, la rotazione della macchina rimane stabile... Inoltre il moto rotatorio della macchina genera una vibrazione che a sua volta determina una ulteriore amplificazione delle armoniche più elevate".

    Da una ulteriore analisi eseguita da Jim Dilettoso, tale ronzìo risulta essere prodotto da un concentrato di 32 frequenze simultanee, 24 delle quali rientravano nello spettro acustico percettibile.

    "Tutto ciò è alquanto difficile da duplicare - spiegò Dilettoso - il suono attribuito alla nave spaziale è indubbiamente una registrazione fuori del comune, data da una sorprendente gamma di frequenze".

    Ma la prova più straordinaria furono quattro piccoli frammenti metallici che lo svizzero consegnò a Stevens il 5 aprile 1978, asserendo che essi rappresentavano "tre dei sette componenti di cui le navi a raggio sono costituite". Uno dei campioni metallici, composto da sferette di color grigio era in fase di autodissoluzione, fenomeno che Meyer attribuì alle condizioni atmosferiche tipiche della Terra. I campioni vennero analizzati dal prof. Walter Walker, dell'università dell'Arizona il quale scoprì che delle analoghe sferette grigie erano anche all'interno del secondo reperto, incastonate in una massa metallica solida. Quando egli ne staccò un frammento per analizzarlo al microscopio fuoriuscì del gas che frantumò il vetrino sul quale era stato riposto. Un altro frammento si presentava alquanto ossidato e quando si tentò di rimuoverne lo strato con un raschietto d'acciaio, apparvero delle striature rosse nel metallo.

    I campioni risultarono essere composti di varie leghe d'argento; uno risultò essere una lega estremamente complessa data da argento, alluminio, potassio, calcio, cromo, ferro, zolfo e silicio, con una notevole quantità di tulio (metallo rarissimo di valore superiore al platino), tutti contraddistinti da un elevatissimo grado di purezza. In un piccolo solco del campione, ingrandito 500 volte, furono trovati altri due micro-solchi, paralleli tra loro e uniti da sottilissimi canali che sembrarono artificialmente inseriti nel metallo.

     

     

     

    Avendo una "cassetta" riguardante il caso Meyer, ho visto tramite moviola come il Disco scompare e riappare: se fosse un fake, secondo me, il Disco dovrebbe sparire tutto insieme, simultaneamente; mi spiego megio:alla moviola si vede benissimo che comincia a scomparire dai bordi estremi per rimmpicciolirsi, fino al centro; al contrario quando riappare! Quelllo che voglio dire (e suggeritemi voi...) che se fosse un falso, l'intera immagine del Disco scomparirebbe simultaneamente, non con un restringimento graduale... Avete un'idea...?

     

     


     

     

     


    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 07-09-2009, 20.31
    339319 in risposta a 339318

    Re: re:Rispondetemi...

    Troppo famoso ed eclatante per non ricordarlo...
    Partita interrotta a Firenze, 1954

     

    spnMessageText> 


    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 07-16-2009, 11.27
    340297 in risposta a 339319

    Re: re:Rispondetemi...

    TORNANDO A ROSWELL


    Ogni tanto si torna a parlare di Roswell...

    L'incidente di Roswell

    Poi, due settimane dopo l'avvistamento di Arnold, accadde qualcosa che doveva condurre alla maggiore teoria cospirazionista sugli UFO di tutti i tempi. Il 2 Luglio del 1947, giorno più o giorno meno, qualcosa precipitò nel deserto del New Mexico, vicino alla Base militare di Roswell.

    Le autorità militari della base emisero un comunicato stampa che iniziava così: "Le molte voci che da tempo circolavano sui dischi volanti sono diventate una realtà ieri, quando gli ufficiali dei servizi di intelligence del 509mo stormo Bombardieri dell'Ottava Forza Aerea di stanza al campo di atterraggio di Roswell sono stati tanto fortunati da entrare in possesso di un disco".

    I giornali uscirono con titoli di prima pagina così: "Disco Volante catturato dall'Aviazione".

    Poi, appena 24 ore più tardi, i militari cambiarono la propria versione e affermarono che l'oggetto recuperato, erroneamente creduto un disco volante era, in realtà, un pallone sonda caduto in un pascolo nelle vicinanze. Stranamente, sia i mezzi di comunicazione sia l'opinione pubblica accettarono tale spiegazione senza problemi, con un'acquiescenza che oggi sarebbe impensabile. Roswell scomparve dalle cronache fino alla fine degli anni '70, quando alcuni dei militari coinvolti iniziarono a parlare. Il testimone chiave fu il Maggiore Jesse Marcel, l'ufficiale di intelligence che si era recato al ranch per recuperare i rottami. Egli descrisse il metallo di quei rottami come sottile come una sfoglia, ma incredibilmente resistente. Era leggero come legno di balsa, ma era impossibile sia tagliarlo che bruciarlo. Alcuni dei testimoni descrissero anche degli strani simboli incisi sui rottami.

    Questi ed altri resoconti sull'incidente sono stati in gran parte ignorati, tranne che dai ricercatori più convinti.

    Ma la scorsa settimana è giunta una nuova svolta per il mistero di Roswell e una nuova luce ha illuminato il caso, sollevando la possibilità che, in definitiva, quel giorno noi fummo veramente visitati da esseri alieni. Il Tenente Walter Haut era l'addetto alle pubbliche relazioni della Base di Roswell nel 1947 e fu colui che indisse la successiva conferenza stampa dopo l'incidente, per ordine del Colonnello William Blanchard, comandante della base.
    Haut è morto l'anno scorso, ma ha lasciato una dichiarazione giurata (affidavit) da divulgare soltanto dopo la sua morte.
    Recentemente, il documento è stato pubblicato e vi si sostiene che la storia del pallone sonda era una copertura e che il vero oggetto caduto era stato requisito dai militari e custodito in un hangar. Nel documento, Haut sostiene anche di aver visto non solo la navicella, ma anche dei corpi alieni. Egli non è il primo dei testimoni a parlare di corpi alieni: lo aveva già fatto il locale impresario di pompe funebri Glenn Dennis che da sempre sostiene che poco dopo l'incidente fu contattato dalle autorità della base di Roswell affinchè procurasse un certo numero di bare della misura adatta a dei bambini. Dennis, una volta giunto alla base incontrò una sua amica infermiera (in seguito misteriosamente scomparsa) che gli raccontò che un UFO era caduto e che erano stati recuperati corpi di piccoli umanoidi extraterrestri.

    Il piano di disinformazione

    Walter Haut, però, è l'unico dei partecipanti della prima ora ad affermare di aver visto corpi alieni. Nel suo affidavit, Haut parla di un meeting ad alto livello a cui partecipò insieme al comandante della base Colonnello William Blanchard e al Comadante dell'Ottava Forza Aerea, Generale Roger Ramey. Haut riferisce che in tale riunione vennero mostrati pezzi di rottami e che tutti li maneggiarono senza riuscire a identificare di quale materiale fossero fatti. Secondo Haut, la conferenza stampa si rese necessaria perchè la popolazione locale, a causa delle notizie filtrate, era ormai in grado di riconoscere il luogo dell'impatto ma, in realtà, esisteva un secondo luogo di impatto dove erano presenti molti più rottami. Il piano era quello di ammettere l'esistenza del primo sito di impatto, scoperto da un allevatore, e distogliere così l'attenzione dal secondo e ben più importante sito. Haut parla anche di un'accurata 'operazione di pulizia' durata mesi, durante la quale personale militare passò al setaccio entrambi i siti, alla ricerca di tutti i possibili rottami rimasti, rimuovendoli e cancellando tutte le possibili tracce dell'accaduto. Ciò concorda perfettamente con i racconti della gente del posto che afferma di essersi vista sequestrare dai militari i pezzi di rottami conservati come ricordo.
    Haut racconta anche che il Colonnello Blanchard lo portò all'Edificio 84, uno degli hangar della base di Roswell e gli mostrò la navicella. La descrive come un oggetto metallico a forma di uovo lungo 12-15 piedi (circa tre o quattro metri e mezzo) e largo meno di due metri, senza finestrini né ali né coda e senza alcun meccanismo di atterraggio o motore visibile.
    Sul pavimento egli vide due corpi parzialmente coperti con tela incatramata, descritti come alti circa quattro piedi (circa un metro e venti) e con teste sproporzionatamente grandi. Verso la fine del suo affidavit Haut conclude: "Sono convinto che quello che ho visto era un qualche tipo di astronave di un altro mondo con il suo equipaggio".
    Ciò che rende interessante la storia di Haut è il fatto che nelle tante interviste concesse prima di morire egli aveva sempre raccontato di aver avuto un ruolo marginale nella storia e non aveva mai fatto affermazioni così concrete. Se avesse cercato pubblicità avrebbe sicuramente parlato prima dell'astronave e dei corpi. Aveva forse paura del ridicolo, oppure il suo affidavit è una sorta di confessione in punto di morte da parte di qualcuno che aveva fatto parte del cover-up e che era rimasto fedele al giuramento dato fino alla fine?


    La testimonianza di Philip Corso

    Un altro testimone militare che ha detto di sapere che a Roswell era caduta una nave spaziale aliena è stato il Colonnello Philip J. Corso, ex ufficiale del Pentagono, il cui lavoro consisteva nel passare ad aziende americane tecnologie dedotte dall'astronave recuperata a Roswell. Corso ha affermato che scoperte come il kevlar dei giubbetti anti-proiettile, la tecnologia stealth, i visori notturni, il laser e i chip dei circuiti integrati, hanno tutti avuto origine dalla tecnologia aliena scoperta grazie all'incidente di Roswell. Corso morì a causa di un attacco di cuore poco tempo dopo aver detto queste cose e ciò suscitò una nuova ondata di ipotesi cospirazioniste. Per quanto bizzarra possa apparire la storia di Corso, essa è stata supportata da molti personaggi importanti, incluso l'ex Ministro della Difesa del Canada Paul Hellyer che, in tempi recenti, ha rivelato di aver verificato le parole di Corso con una fonte attendibile dell'apparato militare statunitense e quest'ultima gli ha confermato essere tutto vero.


    Lanci ad alta quota

    Negli anni '90 il Governo degli Stati Uniti venne messo sotto forte pressione da parte dell'opinione pubblica riguardo al caso Roswell. Nel 1994, in risposta a una richiesta da parte dell'Ufficio Generale Contabilità, l'ufficio della Segreteria dell'Aeronautica (USAF) pubblicò una relazione intitolata: "Rapporto su Roswell: Fatti e non Fantasie nel deserto del Nuovo Messico". Tale rapporto concludeva che l'incidente di Roswell era riconducibile al cosiddetto Progetto Mogul, segretissimo all'epoca dei fatti, che consisteva nell'uso di palloni in grado di volare ad altissima quota; i palloni erano equipaggiati con sensori capaci di percepire eventuali esplosioni nucleari sovietiche. Quindi il rapporto ammetteva che la storia del pallone sonda era stata una copertura della verità, ma tale verità avrebbe riguardato soltanto un nuovo tipo di spionaggio da parte degli Stati Uniti e non la presenza di extraterrestri."
    Nel 1997 venne pubblicato un secondo rapporto dell'USAF intitolato "Roswell, caso chiuso". Tale rapporto era focalizzato sulle testimonianze che parlavano del ritrovamento di piccoli corpi e concludeva che, a parte la massa di affermazioni del tutto inventate o fraudolente, una piccola parte dei resoconti di cittadini onesti poteva essere stata causata dall'aver visto i manichini lanciati da palloni nell'ambito di un progetto dell'Aviazione chiamato "Lanci da alta quota". Lo scopo di tale progetto era lo sviluppo di equipaggiamenti protettivi per piloti o astronauti costretti a lanciarsi da altitudini estreme.

    Tali esperimenti si erano effettivamente svolti in New Mexico, ma soltanto a partire dal 1954 fino al 1959. Comunque, ciò non impediva al Governo USA di suggerire che proprio la vista di tali manichini sarebbe stata all'origine delle storie su alieni umanoidi e che, in seguito, la gente avrebbe confuso le date, collegando erroneamente questi fatti con la storia di un UFO precipitato nel 1947. Naturalmente gli scettici ignoreranno anche la testimonianza lasciata da Walter Haut, che dopo tutto, per quanto affascinante, è sempre e soltanto un'altra storia senza prove. Comunque, se non altro, queste ultime rivelazioni dimostrano che ancora oggi, a sessant'anni di distanza dai fatti, il mistero permane. Gli appassionati di UFO progettano di commemorare il sessantesimo anniversario dell'incidente di Roswell con una serie di eventi (le celebrazioni si aprono oggi, N.d.R.). Nella stessa Roswell è prevista una conferenza sponsorizzata anche dalle autorità cittadine e si prevede che saranno presenti migliaia di persone. Il caso Roswell non è più soltanto una grande notizia, è anche un grosso affare.


    Rendlesham

    Dai tempi dell'avvistamento di Kenneth Arnold e del caso Roswell gli UFO hanno continuato ad essere avvistati in tutto il mondo. Nel 1950, in Gran Bretagna, il Capo della Commissione Scientifica del Ministero della Difesa, Sir. Henry Tizard, affermò che gli avvistamenti di UFO non dovevano essere rigettati finchè non fossero stati compiuti seri studi scientifici sul fenomeno e il Ministero della Difesa britannico mise in piedi il comitato col nome forse più incredibile della storia: il Gruppo di Lavoro sui Dischi Volanti, ma le sue conclusioni furono scettiche.

    In esse si affermava che gli avvistamenti di UFO erano da attribuire ad errate interpretazioni di fenomeni celesti, a truffe o a illusioni ottiche ed il Rapporto Finale del Gruppo di Lavoro, datato 1951, stabilì che non valeva la pena di dedicare altri fondi a quel tipo di ricerca. Nel 1952 si verificò una serie di avvistamenti notevoli in cui gli oggetti vennero individuati anche dai radar e dai piloti della Royal Air Force. A quel punto il Ministero della Difesa fu costretto a riesaminare la questione e da allora non ha mai smesso di investigare. Fino a oggi il Ministero della Difesa ha ricevuto più di 100.000 rapporti.

    Il più famoso incidente UFO avvenuto in Gran Bretagna avvenne nel Dicembre 1980 nella Foresta di Rendlesham, nel Suffolk. Nelle prime ore del mattino del 26 Dicembre il personale della RAF di stanza a Bentwaters (una base aerea inglese affittata all'Aeronautica degli Stati Uniti) riferì la presenza di strane luci nella foresta. Temendo che fosse precipitato un aereo, i militari andarono subito ad investigare. Ciò che trovarono, secondo i testimoni, fu un UFO. Gli uomini scattarono delle fotografie (in seguito, si disse dal loro sviluppo non era uscita alcuna immagine) dello scafo intensamente luminoso e uno di loro si avvicinò talmente all'oggetto da riuscire a toccarlo, immediatamente dopo l'oggetto si sollevò e volò via. Gli stupefatti militari fecero subito rapporto ai propri superiori, incluso l'incaricato del comando della base, il Tenente Colonnello Charles Halt.

    Halt diede ordine ai suoi uomini di rendere accurate testimonianze ufficiali e di fare degli schizzi della navicella avvistata. La sera successiva Halt si trovava ad un ricevimento quando un aviere irruppe sconvolto nella sala, fece il saluto d'ordinanza e disse: "Signore, è tornato. Halt lo guardò interdetto e chiese: "Che cosa è tornato?". "L'UFO, signore. L'UFO è tornato" rispose l'aviere.

    Halt e una piccola squadra di uomini andarono a vedere con l'intenzione, avrebbe detto in seguito Halt, di "ridimensionare quella sciocchezza". Non appena entrarono nella foresta le loro radio smisero di funzionare e i fari da ricerca si spensero. Improvvisamente, Halt e i suoi uomini videro l'UFO e cercarono di avvicinarsi ad esso. A un certo momento esso venne a trovarsi direttamente sopra di loro e li illuminò con un potente fascio di luce. Dopo questi avvenimenti Halt diede l'ordine di esaminare attentamente la zona dove l'UFO era stato avvistato la notte precedente. Nel terreno dove l'oggetto era atterrato vennero ritrovati tre buchi in corrispondenza dei quali il contatore Geiger diede segnali molto forti. Halt fece rapporto al Ministero della Difesa e venne avviata un'indagine. I risultati furono inconcludenti, ma lo Staff di Intelligence della Difesa dichiarò che le letture delle radiazioni prese sul luogo dell'atterraggio avevano registrato "livelli significativamente più alti di quelli attribuibili alla semplice radioattività di fondo". Il dossier del Ministero della Difesa sull'incidente è stato divulgato solo di recente grazie alla Legge sulla Libertà di Informazione.

    blog.libero.it/ALFCOSMOS/7364985.html

    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 07-16-2009, 11.28
    340298 in risposta a 340297

    Re: re:Rispondetemi...

    Un ufficiale dell’Air Force afferma: “nel 1980 in Inghilterra atterrò una nave extraterrestre”


    (Pubblicato da centroufologicotaranto su Luglio 10, 2009)

    La notizia ha creato scalpore e proviene da un alto ufficiale dell’Air Force, Charles Halt. Egli ha dichiarato in anteprima al “Daily Star” che nel 1980, nella foresta di Rendlesham (UK), dove è sede una base USAF con testate nucleari, atterrò una nave extraterrestre. L’ex vice comandante di allora della base ha dichiarato che, anche se c’è stato un “cover up” sulla questione, la causa dell’incontro ravvicinato di Suffolk non è di origine umana. Ed afferma che “gli UFOs sono macchina strutturate, che si muovono sotto controllo intelligente ed operano oltre la sfera del reale“. “Io credo che questi oggetti siano di origine extraterrestre“. Afferma anche che per il caso di Rendlesham Forest, l’Air Force ha fatto opera di “disinformazione”. Le informazioni sono state dichiarate “sensazionali” dall’ex funzionario del Ministero della Difesa britannico, Nick Pope. Afferma Pope che le dichiarazioni dell’ex vice comandante della base porterà una spiegazione definitiva sulla questione.

    Articolo completo (in inglese) su www.dailystar.co.uk/news/vie...e-says-chief

    Sotto ricostruzione sommaria del caso trovata girovagando sulla rete

    Il 25 dicembre 1980, il tenente colonello Charles I. Halt, vice comandante della base americana di Woodbridge, insieme a degli agenti del servizio si sicurezza, osservano delle luci insolite all’esterno del cancello di servizio della Base.
    Pensando che fosse atterrato un aereo nella foresta, uscirono per indagare e poco dopo trasmisero alla Base di aver avvistato uno strano oggetto splendente che eseguiva strani giri sulla foresta!
    La loro descrizione si fa ancora più precisa: l’oggetto in questione è di forma triangolare, largo circa tre metri e alto due ed emana una luce bianca.
    L’oggetto aveva in cima una luce pulsante e sotto una fila di luce blu, riferì Halt nel suo rapporto firmato; si librava nell’aria oppure si sosteneva su delle specie di zampe!
    Quando gli agenti gli si avvicinarono, esso manovrò fra gli alberi e si allontanò.
    Il giorno dopo, dove l’oggetto era stato avvistato furono osservate sul terreno depressioni profonde quattro centimetri e del diametro di diciassette e la notte successiva fu controllata l’area per rilevare tracce di radioattività; i contatori ne segnarono una percentuale anche se minima.
    La notte stessa, fu avvistata attraverso gli alberi una luce rossa simile ad un sole, si spostava e pulsava fino a frantumarsi in cinque distinti oggetti bianchi prima di scomparire!
    Quando il ministro della Difesa britannico fu interrogato in merito a tale avvistamento, negò di saperne qualcosa; Autorità di entrambi i governi, americano ed inglese, si sono in seguito rifiutati di fare commenti, limitandosi ad assicurare:” il nostro sistema di difesa non è mai stato in pericolo”; ancora oggi, a distanza di anni, non si conosce nulla di preciso relativo a quanto avvenne nella foresta di Rendlesham.

    Sotto il documento declassificato a firma di Charles Hal



    Il documento proviene dal sito di Nick Pope www.nickpope.net/Selected_Documents.htm

    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 07-16-2009, 20.30
    340400 in risposta a 340298

    Re: re:Rispondetemi...

    Un po di Astronomia, anche...



    Arsia Mons is erupting?
    In data 2 Luglio 2009, sono state ottenute (dalla Sonda ESA "Mars Express") una serie di immagini che SEMBRANO essere la prova visibile della verificazione di un fenomeno vulcanico tutt'altro che residuale nella Provincia Marziana di Tharsis: una nube piuttosto chiara, ma molto densa e compatta (oltre che di dimensioni davvero imponenti - ne stimiamo la lunghezza intorno ai 400/450 Km), pare infatti provenire dal Vulcano Arsia Mons.

    La qualità delle immagini ESA (scattate lungo l'arco di circa 30 minuti) è - come sempre... - scarsa e quindi, se non altro per il momento, ci limitiamo a pubblicare l'immagine più significativa (ed in Natural Colors), nel contesto di un piccolo collage il quale Vi sarà di aiuto per capire non solo la possibile origine dello sfogo, ma anche le sue attuali dimensioni (calcolabili agevolmente, una volta tenutosi conto che la caldera di Arsia Mons ha un diametro di circa 110 Km).

    (Dott. Paolo C. Fienga)

     


    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 07-17-2009, 11.25
    340468 in risposta a 340400

    Re: re:Rispondetemi...

    Riguardo a Marte... E se, nel sottosuolo, magari di più nella Provincia Vulcanica di Tharsis, ma comunque un pò dappertutto...fa caldo... Allora possono esserci DAVVERO fiumi, laghi e mari veri e propri, che scorrono nel sottosuolo. E se cisono, una qualche forma di Vita...

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