Ah... questi Complottisti...

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  • 01-31-2010, 15.15
    378278 in risposta a 378080

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Hai perfettamente ragione riosaeba!
    Mi farò dare lezioni di grammatica.

  • 01-31-2010, 19.27
    378372 in risposta a 378278

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Secondo me hai solo bisogno di lezioni di modestia.
  • 02-01-2010, 9.09
    378439 in risposta a 378278

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Io invece, egregio, resto in attesa di veder pubblicato ad opera di un certo fisico quantistico italiota un bel pamphlet scientifico (che so, su "Science"), dedicato a spiegare dove sarebbero sbagliati i calcoli del NIST.

    E magari contenente una serie di ipotesi esaurienti sulle tecniche da utilizzare per minare le TT.

    O temi forse che anche al NIST siano così somari da non capire le tue alte elucubrazioni?

    Ti garantisco che potrai trovare grosso credito presso la comunità scientifica internazionale, se sei in grado di provare qualcosa, invece di ragliare. Quello, lascialo fare a noi somari comuni.



    Ai lettori di focus torno a consigliare la lettura dell'ormai penultima Perla:
    http://complottismo.blogspot.com/2010/01/alla-mia-mamma.html
    Questa sì davvero preoccupante: una spia drammatica dello stato di certa parte dell'istruzione in questo paese!
    .
    L'uomo ama credere a ciò che più vorrebbe fosse vero.

    Per chi vuole capire anziché "credere":
    undicisettembre.blogspot.com
    crono911.org
    11-settembre.blogspot.com
  • 02-01-2010, 12.25
    378480 in risposta a 378439

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Senti brain_use mi tireresti fuori tutti i calcoli del NIST.
    Così posso visionarli io, e li faccio visionare da un fisico mio amico ben più esperto di me e che lavora al LHC di Ginevra.
    Ti assicuro che se sono giusti sono pronto a cospargermi la testa di cenere ed a chiedere perdono per aver creduto nel complotto. Così cesserò di ragliare, anche se non sono mai riuscito a farlo.
    Grazie per l'attenzione, e ricorda che sono in attesa.
  • 02-01-2010, 12.40
    378487 in risposta a 378480

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Quando si dice "parlare di cose che non si conoscono"...

    http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/

    Se non ricordo male, sono circa 10000 pagine solo per WTC1 e 2, oltre, naturalmente alla parte che riguarda il WTC7, trattata a parte.

    Buon divertimento a te e al fisico del CERN.

    L'uomo ama credere a ciò che più vorrebbe fosse vero.

    Per chi vuole capire anziché "credere":
    undicisettembre.blogspot.com
    crono911.org
    11-settembre.blogspot.com
  • 02-01-2010, 13.08
    378507 in risposta a 378487

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Probabilmente la parte più interessante è il capitolo 6:
    http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201-6D.pdf

    NIST NCSTAR 1-6D: Global Structural Analysis of the Response of the World Trade Center Towers to Impact Damage and Fire

    http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/NCSTAR1-6index.htm

    One of the four main objectives of the National Institute of Standards and Technology (NIST) investigation of the collapse of the World Trade Center (WTC) towers was to determine why and how the
    two towers collapsed. Events that played a significant role in the structural performance of the towers were the aircraft impact, the rapid ignition of fires on multiple floors, the growth and spread of fires and the structural weakening resulting from effects of high temperatures. The passive fire protection applied to the steel structural components in the WTC towers was investigated to provide information on the in place condition of the fire protection before and after aircraft impact. Standard fire resistance tests were conducted to establish the appropriate classification (fire resistance rating) of the original design of the WTC floor system and to develop insight into the structural performance of the composite steel and concrete floor system under exposure to a standard fire. Results of simulations of the aircraft impacts were used to predict damage to the structure, fire protection, and partition walls in the path of the debris field. Characterization of the temperatures of the structural components, determined from simulated WTC fires, allowed the calculation of the performance of major subsystems constituting the structural system of the towers including the core framing, the exterior wall (columns and spandrels), and full tenant floors. Insights gained from these analyses were used, in turn, to formulate and execute nonlinear, temperature-dependent finite element analyses of global structural systems to predict the collapse sequence of each tower. The structural analyses were guided, and where possible validated, by observations made from the review of thousands of photographs and video recordings. This report covers the characterization of the conditions of the WTC towers before the attacks, their weakening due to the aircraft impacts, the response of the structural systems to the subsequent growth and spread of fires, and the progression of local failures that led ultimately to the total collapse of both towers.


  • 02-01-2010, 15.13
    378581 in risposta a 378507

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

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    June 9, 2005
    Morgan Reynolds, Ph.D. [send him mail], è professore emerito alla Texas A&M University ed ex direttore del Criminal Justice Center presso il quartier generale del National Center for Policy Analysis di Dallas, TX. Ha prestato la sua opera come capo economista al Dipartimento per il Lavoro degli US nel periodo 2001–2, durante il primo mandato di George W. Bush.
    Copyright © 2005 LewRockwell.com


    Per spiegare l’imprevedibile crollo verticale delle torri gemelle del World Trade Center, il giorno 11 Settembre 2001, gli esperti ufficiali (vedi anche The American Professional Constructor, October 2004, pp. 12–18) proposero una spiegazione in tre punti: 1) l’impatto di due aeroplani ha indebolito entrambe le strutture, 2) un intenso incendio ha indebolito termicamente i componenti strutturali che potrebbero aver subito danni a materiali refrattari, causando deformazioni strutturali che, a loro volta, 3) hanno consentito ai piani superiori di schiantarsi sui piani sottostanti.

    Molti concorderanno, OK, questo è ciò che successe e torneranno a guardarsi le finali NBA o qualsiasi altra cosa, ma personalmente trovo questa teoria soddisfacente tanto quella secondo cui "19 giovani Arabi operanti agli ordini di un quartier generale nel remoto Afghanistan" hanno causato il disastro del 9/11. La teoria governativa del crollo è altamente contestabile nei suoi termini, la sua limitatezza e mancanza di argomenti è il suo difetto principale, al contrario del suo principale rivale scientifico: la demolizione controllata. Solo una demolizione professionale sembra poter spiegare in pieno i fatti associati al crollo della WTC 1 (Torre Nord), WTC 2 (Torre Sud), e del quasi dimenticato crollo dell’edificio di 47 piani WTC 7 alle 17:21 di quel giorno fatale.

    La controversia scientifica sull’indebolimento iniziale della struttura pone due quesiti: cosa ha causato il danneggiamento originale delle torri e questo danneggiamento ha “seriamente” indebolito le strutture? Le foto mostrano una Torre Nord (WTC1) stabile, immobile dopo il danno sofferto alle 8:46, come la Torre Sud dopo l’impatto delle 9:03. se ci concentriamo sulla Torre Nord, un attento esame delle foto rivela chiaramente danni "leggeri" piuttosto che "pesanti" alla torre Nord e alle sue colonne perimetrali.

    All’incirca 45 colonne esterne tra i piani 94 e 98 sul lato nord-est (impattato) della Torre Nord erano spezzate – separate le une dalle altre – eppure non vi è traccia diretta di "pesanti" indebolimenti strutturali. Nessuna delle sezioni superiori delle colonne perimetrali spezzate era visibilmente piegata o inclinata verso la sua corrispondente colonna sottostante. Questo lo possiamo dedurre dalle coperture in alluminio delle colonne: ciascuna colonna si allinea uniformemente in senso trasversale rispetto alla Torre, formando una “linea tratteggiata” orizzontale nella facciata, da uno smusso all’altro. Nonostante il foro dovuto all’impatto, i vuoti nelle colonne perimetrali e le parti mancanti dei piani 95–98 presso l’apertura, la facciata in alluminio non mostra segni di spostamento verticale delle colonne, suggerendo una minima o nulla deformazione perimetrale a livello del pavimento.

    Le coperture in alluminio fissate alle colonne erano allineate verticalmente dopo l’impatto, vale a dire che le colonne separate continuavano a rimanere visivamente a piombo (in verticale), contornando da cima a fondo l’apertura, indicando perciò che non vi fu alcuno spostamento orizzontale percettibile da parte delle colonne. Le testimonianze fotografiche del lato nordest della Torre Nord non hanno mostrato alcun danno strutturale rilevante oltre l’apertura stessa. Naturalmente c’era il fumo che usciva dai piani superiori.
    Il fatto che le colonne perimetrali non fossero spostate suggeriva che i piani dei pavimenti non si fossero inclinati o accartocciati. Nonostante le parti mancanti dei piani 95–98, le foto non mostrano deformazioni o inclinazione su altri piani. Stando così le cose, diventa molto alta la probabilità che i danni al nucleo centrale fossero molto limitati. Le foto non documentano cosa è successo alla struttura interna e a nessuno fu consentito di ispezionare e prelevare detriti importanti prima che le autorità governative – prima fra tutti la FEMA (Federal Emergency Management Agency) – le rimuovessero rapidamente. Le testimonianze visive da parte degli scampati dall’interno della Torre Nord sulle probabilità di danneggiamento del nucleo centrale non sono disponibili.

    Le foto non ci consentono di vedere bene l’interno dell’edificio; infatti il varco è scuro, senza fiamme visibili. Noi sappiamo che il nucleo strutturale e il suo acciaio erano incredibilmente resistenti (ridondanza dichiarata 600% ) rendendo poco probabile l’ipotesi che il nucleo centrale fosse stato “seriamente” danneggiato dall’impatto. C’erano 47 colonne portanti collegate le une alle altre da travi in acciaio all’interno di un’area rettangolare di circa 26.5 m x 41.8 m. ciascuna colonna aveva una sezione rettangolare di circa 90 cm x 36 cm alla base, con acciaio spesso 100 mm sul perimetro, assottigliato fino a uno spessore di 6 mm sulla sommità.
    Ciascun piano era estremamente resistente (p. 26), una gabbia di acciaio, al contrario di quanti parlano si un sistema leggero a “reticolo”.

    Quanti sostengono la versione ufficiale, come Thomas Eagar (p. 14), professore di ingegneria dei materiali e sistemi costruttivi al MIT, solitamente indicano che il crollo deve essere spiegato dal calore degli incendi, dato che la perdita di portanza dovuta ai fori nelle torri era insignificante. Il trasferimento di carico avrebbe dovuto essere ampiamente sopportato dalla struttura delle torri. Dato che l’acciaio utilizzato negli edifici deve essere in grado di sostenere cinque volte il suo carico normale, Eagar puntualizza che l’acciaio delle torri potrebbe aver collassato solo se riscaldato al punto di “perdere l’80 percento della sua resistenza, attorno a 700oC. Eagar crede che questo sia quello che successe, sebbene gli incendi non sembrarono essere abbastanza intensi ed estesi, rilasciando brevemente fumo nero e relativamente poche fiamme.

    Sebbene alcuni esperti affermino che l’impatto dell’aereo di linea abbia seriamente indebolito l’intero sistema strutturale, non vi sono prove evidenti di ciò. I perimetri dei piani 94–98 non sembravano seriamente danneggiati, men che meno l’intero sistema strutturale. Il codice di investigazione criminale richiede che le prove provenienti dalla scena del crimine vengano preservate per l’analisi forense, ma la FEMA le ha distrutte prima che chiunque potesse seriamente eseguire indagini su di esse. La FEMA si trovava nella posizione di comando delle operazioni perché era arrivata il giorno prima degli attacchi al molo 29 di New York per eseguire delle esercitazioni di guerra, denominate "Tripod II," per una singolare coincidenza. Sembra che le autorità considerarono le macerie come merce molto preziosa: i funzionari di New York City tracciarono con il GPS ogni camion che trasportava detriti e un autista fu licenziato in tronco perché si prese una pausa pranzo non autorizzata di un’ora e mezza.
    Il responso preliminare del NIST (National Institute for Standards and Technologies) affermava che "la sezione di muro sopra la zona dell’impatto crollò verso il piano sottostante" (pdf, p. 36) su WTC 1 ma non offre alcuna prova di ciò. In ogni caso viene offerta la prova fotografica di un “lastrone di pavimento in bilico” all’ottantaduesimo piano della torre Sud alle ore 9:55.
    Questo tuttavia sembra un fatto irrilevante, dato che non ci sono curvature sui pavimenti adiacenti e l’integrità della struttura sembra assolutamente intatta. Anche l’incendio sembra debole, sebbene la Torre Sud sia destinata a crollare pochi minuti più tardi. Questo sarebbe un fatto piuttosto misterioso, se non si prendesse in considerazione la teoria della demolizione.

    Circa una dozzina delle sommità frammentate delle colonne esterne nel foro della Torre Nord erano piegate, ma le piegature erano nella “direzione sbagliata”, perché puntavano verso l’esterno della torre. Questo fatto è in contraddizione con la teoria ufficiale che afferma che l’urto di un aeroplano creò l’apertura e la susseguente esplosione tra i piani 94 e 98. Le leggi della fisica implicano che un aeroplano ad alta velocità con le ali piene di carburante che vada ad urtare le sottili colonne esterne pieghi queste ultime e le loro sommità spezzate verso l’interno, nel caso si dovessero piegare, e certamente non verso l’esterno dell’edificio.

    Una possibile risposta sarebbe che, si, effettivamente l’impatto di un aereo di linea avrebbe dovuto piegare le colonne verso l’interno piuttosto che verso l’esterno, ma la susseguente forza di un’esplosione dovuta al carburante del jet avrebbe agito in direzione opposta: qualsiasi piegatura verso l’interno causata dall’impatto di un aeroplano avrebbe dovuto essere raddrizzata o addirittura invertita verso l’esterno sotto la pressione dell’esplosione. In ogni caso, tale proposta teoria “di inversione” (prima piegatura interna dovuta alla collisione, poi piegatura esterna dovuta all’esplosione) contiene due grandi contraddizioni:
    1. Nessuna “colonna piegata verso l’interno” è stata osservata e sarebbe molto improbabile che tutte, nessuna esclusa, siano state rivoltate nello stesso modo dalla susseguente esplosione e
    2. l’ipotesi è ad hoc e manca di verosimiglianza, rendendole entrambe poco credibili scientificamente.

    Il rasoio di Occam (1) suggerirebbe che le piegature verso l’esterno delle colonne perimetrali siano state causate dalle esplosioni dall’interno della torre, piuttosto che dall’impatto di un aereo di linea avvenuto dall’esterno. A supporto di questa teoria vi è anche il fatto che le sommità uniformemente tagliate delle colonne perimetrali scardinate siano compatibili con le cariche di forma lineare che gli esperti di demolizioni usano per affettare acciaio spesso fino a 25 cm. L’ipotesi di cariche di forma lineare spiega inoltre le croci perfettamente formate ritrovate tra i detriti, (frammenti a forma di crocefisso delle strutture della colonna portante), come pure acciaio tagliato quasi perfettamente ritrovato ovunque.

    La teoria ingegneristica ufficiale contiene ulteriori contraddizioni. È risaputo che l’apertura nell’ala ovest del Pentagono, meno di 6 metri di diametro, era troppo piccola per accogliere un Boeing 757, ma l’apertura nella Torre Nord non era grande abbastanza da accogliere nemmeno un Boeing 767, il presunto massiccio aereo di linea utilizzato per il volo AA 11 (ufficialmente telaio numero N334AA, che la FAA ha classificato come "distrutto"). Un Boeing 767 ha un’apertura alare di 47.6 m, eppure la massima apertura nella facciata della Torre Nord era di circa 35 m, un foro sottodimensionato di un buon 26 percento. "Gli ultimi metri delle punte delle ali non riuscirono a penetrare attraverso le colonne esterne," commenta Hufschmid (p. 27). Mancano 6 metri per ogni ala? Io la definirei una differenza sostanziale, non “gli ultimi pochi metri”, specialmente tenendo conto che le aperture causate da impatto di aeromobili tendono ad essere tre volte le dimensioni del velivolo, riflettendo il fatto che gli aerei di linea carichi di carburante che impattano contro degli edifici proiettano oggetti a grande velocità in ogni direzione. Le piccole dimensioni delle aperture in entrambe le torri gettano delle ombre sulle ipotesi dell’impatto di aerei di linea e favoriscono ancora di più l’ipotesi di demolizione professionale. Non esistono resoconti del recupero di parti di aerei, specialmente di ali, distaccatesi durante la collisione e rimbalzate al suolo sul lato nordest della Torre, per quanto ne sappia, sebbene la FEMA abbia riferito di alcuni piccoli pezzi ritrovati a sud di Church street (pp. 68–9) e sulla sommità della torre WTC-5 ad est della torre WTC-1.

    Ad aggiungere sospetto sulla piccola apertura sulla torre WTC 1 è il fatto che alcuni vuoti verticali nelle colonne sul lato sinistro dell’apertura a nordest fossero molto brevi, probabilmente meno di un metro (p. 105) in altezza (p. 27). Non molte parti di un jumbo jet possono passare attraverso una così piccola apertura, specialmente perché un aeromobile con il pieno di carburante non diminuirebbe la sua area frontale. I motori sono un problema a parte, perché ognuno è enorme e pesante, essendo composto principalmente da acciaio temperato pesante da 24 a 28.5 tonnellate, a seconda del modello. Nessun motore è stato ritrovato tra le macerie e non vi è alcuna possibilità che una combustione di idrocarburi lo possa vaporizzare. L’apertura nella Torre Nord è inoltre sospetta perché non ha nemmeno una completa continuità sul perimetro, ma contiene una notevole massa di materiale appartenente al WTC (p. 27) appena a sinistra della zona centrale (pp. 62, 105). Questo materiale appare essere appartenente a tale area, perciò non si sarebbe spostato di molto, suggerendo uno spostamento minimo e non una chiara penetrazione da parte di un jumbo jet. Questi enormi velivoli pesano 82 tonnellate a vuoto ed hanno un peso massimo ammesso per il decollo di 193 tonnellate.

    Nel caso della Torre Sud, nessun motore dal volo UAL 175 (numero telaio N612UA e registrato dalla FAA come ancora valido!) è stato recuperato, nonostante il fatto che la traiettoria dell’aereo immortalata dai video abbia chiaramente indicato che il motore destro dell’aereo avrebbe mancato completamente la Torre Sud. Le foto che mostrano parti minori del motore al suolo sono poco convincenti, per usare un eufemismo. Forse degli esperti di motori di jet indipendenti (meglio pensionati?) potrebbero testimoniare il contrario.
    Ulteriore contraddizione del racconto ufficiale, il bordo smussato del lato sudest della Torre Sud era completamente intatto dopo l’impatto iniziale. Il Governo non è mai stato in grado di mostrare un motore di un jet recuperato, eppure ha dichiarato di aver miracolosamente ritrovato il passaporto del presunto dirottatore Satam al Suqami, intatto dopo un immane urto e il catastrofico crollo della Torre Nord! Il governo non ha mai mostrato i registratori vocali (CVR) o dei dati di volo (FDR) negli attacchi di New York, le cosiddette scatole nere, un fatto senza precedenti nella storia degli incidenti aerei di voli civili interni.

    Ad aggiungere ombre sulla teoria ufficiale è il fatto che le foto della apertura nella Torre Nord non mostrano in alcun modo la presenza di un aereo. Non si vede alcun relitto o parte di aereo riconoscibile nell’esatto luogo dell’impatto. Probabilmente questo argomento ci porterebbe troppo lontano, il carrello di atterraggio che presumibilmente è volato via dalla Torre Nord ed è stato ritrovato alcuni isolati più avanti potrebbe essere stato facilmente collocato dalla FEMA o altri agenti governativi. Personalmente non ho mai visto alcuna analisi obiettiva di questo carrello, sebbene sarebbe senz’altro auspicabile. Infatti, il governo si è rifiutato di fornire un qualsiasi reperto proveniente da uno dei quattro presunti velivoli caduti in quel giorno fatale. La foto conosciute del luogo di impatto dal Volo 93 in Pennsylvania (The 9/11 Commission Report, Ch. 9) non mostrano alcuna fusoliera, motore o qualsiasi parte riconoscibile come un aeroplano, bensì un semplice buco fumante nel suolo. Secondo quanto riferito, non fu permesso ai fotografi di avvicinarsi al cratere. Né la FBI, né la National Transportation Safety Board hanno investigato o prodotto qualsiasi rapporto sui presunti incidenti aerei.

    Non solo le aperture provocate sulla WTC 1 e sul Pentagono risultano essere troppo piccole. Le foto dimostrano che anche l’apertura nella torre WTC 2 era troppo piccola per essere stata causata dall’impatto di un Boeing 767. Infatti, il foro nella Torre Sud è sostanzialmente più piccolo del foro nella Torre Nord.

    La domanda che segue è se gli incendi siano stati così forti da causare il crollo degli edifici del WTC. Nel difendere la versione ufficiale e i suoi cloni che tentano di spiegare il crollo senza precedenti di tre grattacieli con struttura in acciaio senza una demolizione, il calore è senza dubbio più importante dell’impatto strutturale. Questo è vero senza ombra di dubbio per l’edificio WTC 7, perché non vi è stato nessun impatto con nessun aeroplano.

    Primo: nessun grattacielo con struttura in acciaio è mai crollato prima, neppure dopo essere stato in balia delle fiamme per ore e ore. Improvvisamente, tre stupefacenti crolli si verificano nello stesso quartiere nello stesso giorno, due presumibilmente colpiti da aeromobili, il terzo no. Questi crolli straordinari, avvenuti dopo piccoli incendi di breve durata, avrebbero reso ancora più determinante la preservazione delle prove, in primo luogo delle travi di acciaio, per studiare cosa fosse avvenuto. Per l’intensità degli incendi, considerate questo esempio come riferimento: un rapporto FEMA del 1991 sull’incendio del Philadelphia’s Meridian Plaza affermò che l’incendio fu così energico che "travi e putrelle si piegarono e torsero" ma "nonostante la straordinaria esposizione, le colonne continuarono a supportare il loro carico senza danni evidenti " (citato da Griffin, p. 15). Un incendio di tale intensità, con conseguente piegatura e torsione delle travi di acciaio non ha nessuna rassomiglianza con quello osservato presso le torri del WTC.

    Secondo: danni strutturali gravi alle torri del WTC avrebbero richiesto incendi non solo enormi, ma estesi a tutto l’edificio e attivi per un considerevole lasso di tempo. Nessuna di queste condizioni si realizzò. "La mancanza di fiamme è un’indicazione che gli incendi erano piccoli e il fumo nero è un’indicazione che questi incendi si stavano soffocando," fa notare Hufschmid (p. 35). Testimoni oculari nelle torri, come pure poliziotti e vigili del fuoco, riportarono (pp. 199–200) la stessa cosa.

    Terzo: la zona di impatto fu 15 piani più in basso nella Torre Sud rispetto alla Torre Nord, dove le colonne portanti erano più spesse, perciò l’incendio nella Torre Sud avrebbe dovuto produrre più calore per innalzare la temperatura delle colonne di acciaio fino ad ammorbidirle (indebolimento termico). Eppure il fuoco fu considerevolmente più debole, e durò 30 minuti di meno. La torre crollò dopo aver bruciato per soli 56 minuti. Una prima spiegazione del perché “la torre sbagliata crollò per prima” potrebbe essere il piccolo incendio in via di estinzione, che forzò la mano degli assassini, che decisero di avviare la demolizione prima del previsto, al fine di sostenere la bugia del crollo dovuto all’incendio. La torre Nord resistette per altri 29 minuti e il suo cuore strutturale era più sottile, dato che ci si trovava ai piani più elevati. L’incendio del 1991 al Meridian Plaza bruciò per 19 ore e il fuoco fu così devastante che le fiamme uscivano da dozzine di finestre a diversi piani.
    L’edificio non crollò.

    Quarto: cercando di spiegare in modo semplicistico per spazzare via queste perplessità, l’attuale inchiesta NIST, condotta da un “esteso team investigativo composto da 236 persone," indica "la rimozione degli antincendio" come chiave di volta per spiegare il crollo. Presumibilmente, "la probabile sequenza di crollo delle torri del WTC è basata sul (sic) comportamento di componenti strutturali indeboliti termicamente che hanno avuto danni ai pannelli ignifughi protettivi o ai pannelli di gesso a causa dei detriti sparati dall’impatto degli aeromobili " (p. 111). "Se i dispositivi ignifughi non fossero stati spostati dal lancio dei detriti," afferma questo team di esperti pagati dal governo, "la crescita della temperatura dei componenti strutturali sarebbe stata probabilmente insufficiente a causare un crollo totale " (p. 108). Forse ammettendo la mancanza di prove dirette per le sue congetture, il NIST ammette che "un crollo totale delle torri del WTC non avrebbe potuto verificarsi anche se ci fosse stato un certo numero di travi o collegamenti difettosi " e "riconosce che ci sono molte incertezza al riguardo" (pp. 110 e 112). Il NIST dovrà migliorare la sua creatività per spiegare in modo plausibile il crollo della torre WTC 7, perché per quella non avranno il beneficio di storie di aerei e di detriti sparati contro protezioni ignifughe.

    A parte gli specifici difetti della teoria del crollo dovuto agli incendi, una grande varietà di fatti ne indebolisce la credibilità:
    • Alcune foto mostrano persone che camminano nei pressi del foro della Torre Nord “dove 10.000 galloni di combustibile per jet stavano presumibilmente bruciando. Le donne (p. 27) sembrano (sic) guardare giù verso il suolo" (il “resoconto NIST " pdf, p. 62, mostra una foto simile della stessa donna bionda con pantaloni chiari che guarda giù dal bordo del 94° piano).
    Nel momento in cui veniva colpita la Torre Sud, la maggior parte delle fiamme della Torre Nord erano già svanite, avendo bruciato per soli 16 minuti.
    • L’incendio non aumentò con il passare dei minuti, probabilmente perché il carburante si esaurì rapidamente e stava soffocando oppure l’impianto antincendio stava regolando le fiamme.
    • I vigili del fuoco del FDNY furono obbligati al silenzio stampa (Rodriguezvs-1.Bush.pdf, p. 10) per non riferire dell’esplosione che sentirono, videro e provarono direttamente. Anche il personale della FAA è obbligato al silenzio stampa per quanto riguarda il 9/11.
    • Perfino la Commissione 9/11 (Kean-Zelikow) nel suo Rapporto ammette che "nessuno dei capisquadra presenti riteneva possibile il crollo totale di una qualsiasi delle torri " (Ch. 9, p. 302). Quel fatto traumatizzò chiunque quel giorno, volontari e professionisti, sebbene alcuni vigili del fuoco avessero realizzato che c’era un possibile rischio di cosiddetti dispositivi esplosivi secondari.

    Griffin (pp. 25–7) identifica succintamente i principali difetti della versione ufficiale dei crolli del WTC e delle teorie allineate. Queste questioni furono completamente ignorate dal The 9/11 Commission Report (2004), perciò gli incaricati governativi avrebbero trovato estremamente difficile giustificare i seguenti fatti:
    1. Un incendio non aveva mai causato il crollo di edifici con struttura in acciaio, eccetto i tre edifici crollati il 9/11, e nessun edificio con struttura in acciaio è crollato a causa del fuoco dopo tale data.
    2. Gli incendi, specialmente nella Torre Sud e nel WTC-7, erano ridotti.
    3. Il WTC-7 non fu colpito da alcun aeromobile ed ebbe solo alcuni piccoli incendi al settimo e dodicesimo piano della sua struttura di 47 piani in acciaio, eppure crollò in meno di 10 secondi.
    4. WTC-5 e WTC-6 subirono alcuni incendi eppure non crollarono nonostante le travi di acciaio fossero notevolmente più sottili (pp. 68–9).
    5. In un documentario PBS, Larry Silverstein, l’amministratore del WTC ricordò di aver parlato al comandante dei vigili del fuoco il 9/11 a riguardo della WTC-7 e di aver detto, "…forse la cosa migliore è tirarlo giù" slang usato per indicare la demolizione.
    6. La FEMA, avendo l’ingrato compito di spiegare il crollo dell’edificio 7 con l’esplicita proibizione di menzionare la parola demolizione, ammise, il massimo che poteva uscire, che “c’era una bassa probabilità che (il crollo) si verificasse."
    7. è difficile se non impossibile per incendi di idrocarburi come quelli scaturiti da combustibile per jet (kerosene) alzare la temperatura dell’acciaio fino a valori prossimi alla fusione.

    La demolizione professionale, al contrario, può spiegare tutti questi fatti e anche altro.

    Demolizione significa piazzare esplosivi all’interno di un edificio e farli detonare in sequenza per indebolire "la struttura in modo che crolli o si ripieghi su se stessa " (p. 44). Nelle demolizioni convenzionali la gravità esegue la maggior parte del lavoro, sebbene questa ebbe una minima parte nel disastro del 9/11, visto quanto pesantemente erano state imbottite con esplosivi.

    1. Ciascun crollo degli edifici del WTC si verificò ad una velocità praticamente da caduta libera (circa 10 secondi o meno).
    2. Ciascun edificio crollò, per la maggior parte, all’interno della sua area di base.
    3. Virtualmente tutto il calcestruzzo (stimato in 100,000 tonnellate per ogni torre) su ogni soletta fu polverizzato in particelle finissime, un fenomeno che richiede una enorme energia e non può essere causato dalla sola gravità ("…gli operai non trovarono calcestruzzo. ‘è tutta polvere,’ riferì (il funzionario)").
    4. La polvere esplose orizzontalmente per alcune centinaia di piedi, come pure i detriti, all’inizio del crollo di ciascuna torre.
    5. I crolli furono completi, nessuna delle massicce colonne portanti centrali rimase in piedi, neppure per qualche decina di metri.
    6. Gli esperti in soccorsi furono meravigliati da quanto fossero fini i pezzi dei detriti.
    7. Le travi e le colonne di acciaio vennero giù in sezioni più corte di 30 piedi e non avevano segni di “ammorbidimento”: non rimase molto più di qualche sezione ritorta di acciaio e pezzetti di calcestruzzo.
    8. Foto e video dei crolli mostrano tutti “onde di demolizione," che indicano "onde confluenti di piccole esplosioni" sui vari piani (sequenze di esplosioni).
    9. Secondo molti testimoni, ci furono esplosioni all’interno degli edifici. 10. Ciascun crollo provocò vibrazioni sismiche rilevabili, che suggeriscono esplosioni sotterranee, simili al terremoto di magnitudine 2.3 risultante da una demolizione come quella del Seattle Kingdome (p. 108).
    11. Ciascun crollo ha prodotto acciaio fuso identico a quello generato da esplosivi, che causano “punti caldi” che persistono per dei mesi (i due punti caldi del WTC-2 e WTC-7 arrivarono circa a 730° C dopo cinque giorni che erano continuamente irrorati con acqua, una temperatura alta abbastanza da fondere l’alluminio (p. 70).

    La demolizione controllata avrebbe richiesto il libero accesso alle torri del WTC, disponibilità di esplosivi, capacità di evitare i controlli e la capacità di orchestrare la mortale distruzione da una postazione sicura nei paraggi. Tale accesso prima del 9/11 probabilmente dipese dalla complicità di una o più agenzie di sicurezza dal WTC. Queste agenzie si concentrano sul “controllo degli accessi” e uno specialista di sicurezza Wayne Black dice: "quando hai un contratto per la sicurezza, tu sai i movimenti di chiunque all’interno."
    Stratesec, una ora defunta agenzia che aveva dei contratti presso il World Trade Center e l’aeroporto Dulles International Airport, dovrebbe essere messa sotto inchiesta, assieme ad altre, per la strana coincidenza che il fratello del presidente Bush, Marvin P. Bush, e suo cugino, Wirt D. Walker III, erano i titolari dell’agenzia, con Walker in carica come CEO dal 1999 al Gennaio 2002 e Marvin fu visto a New York il 9/11. Almeno un resoconto afferma che una condizione di “mancanza di energia” si verificò nei giorni 8-9 Settembre (pdf, p. 45) al WTC per completare un "upgrade del cablaggio," rappresentando una buona opportunità di installare esplosivi con basso rischio di essere scoperti.

    Un punto importante è che le compagnie di demolizione hanno delle enormi spese quando si tratta di cablare grattacieli in acciaio con esplosivi per produrre implosioni controllate e farebbero volentieri a meno di queste enormi spese se per abbatterli bastasse semplicemente appiccare due piccoli incendi come quelli (presunti) che si svilupparono nell’edificio 7. Sembra che i terroristi-inventori abbiano tenuta nascosta questa nuova tecnologia segreta!

    Perché i killers avrebbero distrutto l’edificio WTC-7, specialmente se si pensa che un suo crollo avrebbe fatto sorgere più di un sospetto in molti ambienti? Una teoria logica quanto non provata suggerisce che gli autori del crimine abbiano utilizzato il “bunker” a prova di bomba del sindaco Giuliani al 23° piano della torre WTC-7 per portare a termine le implosioni e poi abbiano distrutto l’edificio per coprire ogni prova del loro crimine, proprio come un comune assassino mette a fuoco l’abitazione della sua vittima per coprire il crimine (un incendio su quattro è doloso). La “postazione segreta di Giuliani” era perfetta, perché fu evacuata alle ore 9:45 a.m. del 9/11, avrebbe consentito di lavorare tranquillamente, con un posto in prima fila, era a prova di bomba e di proiettile, aveva riserve di aria e acqua e poteva resistere a venti da 160 mph, protezione necessaria contro le folate generate dai grattacieli crollati.

    Vi è un’altra implicazione importante nel crollo a caduta libera (punto uno della lista immediatamente sopra), se siamo d’accordo che le torri caddero a velocità da caduta libera. Questo rende il crollo da sovraccarico, con un piano che crolla sul piano sottostante, una spiegazione poco soddisfacente. Il sovraccarico progressivo non può avvenire a velocità di caduta libera ("g" o 9.8 m/s2). La caduta libera implica la rimozione degli ostacoli sottostanti, prima che possano impedire (rallentare) l’accelerazione di oggetti che cadono dall’alto. Esplosioni sequenziali, d’altro canto, spiegano perché i piani inferiori non interferirono con la progressione degli oggetti che cadevano dall’alto. La teoria del sovraccarico causato dai solai che si appoggiano uno sull’altro fallisce questa prova. Se mettiamo momentaneamente da parte l’assassinio di 2,749 vittime innocenti, il solo fatto tecnico inusuale nei crolli delle due torri fu che le esplosioni iniziarono dalla cima, immediatamente seguite da esplosioni dal basso. Il WTC-7, al contrario, fu interamente convenzionale, implodendo dal basso verso l’alto.

    È difficile esagerare l’importanza di un dibattito scientifico sulle cause del crollo delle torri gemelle e dell’edificio 7. Se la versione ufficiale dei crolli è errata, come io credo che sia, allora le politiche basate su tali analisi ingegneristiche errate è probabile che non siano attendibili. Delle pratiche di progettazione e costruzione riviste, per esempio, sulla base delle deduzioni che affermano che il crollo sia stato dovuto all’impatto di un aeromobile e dagli incendi conseguenti, sono premature, come minimo.

    Ancora più importante, le momentanee conseguenze politiche e sociali sarebbero enormi se dei professionisti indipendenti concludessero che le implosioni delle torri del WTC furono opera di ditte specializzate. Se dei demolitori distrussero tre grattacieli in acciaio del World Trade Center il 9/11, l’ipotesi di un "inside job" e di un attacco all’America da parte del suo governo sarebbe molto convincente. Nel frattempo, il lavoro di scienziati, ingegneri e ricercatori imparziali ovunque sta portando sulla giusta via l’analisi scientifica ed ingegneristica del 9/11, "anche se questo facesse cadere il cielo." Sfortunatamente, la ricerca della verità nell’odierno “stato di sicurezza” richiede coraggio, perché esperti di esplosivi e strutturali sono stati intimiditi nel corso delle loro analisi dei fatti che portarono ai crolli del 9/11.

  • 02-01-2010, 15.48
    378604 in risposta a 378581

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Nono, ACBDEFGHILMNO...

    tu hai detto che avresti contestato al NIST (e ai suoi 200 ingegneri strutturisti) le 10.000 pagine di rapporto -tecnico- sulle ragioni del crollo.

    Non che saresti venuto qui a spammare quel concentrato di favolette e bufalotte assortite che risponde al nome di come-don-chisciotte.

    Accidenti: ti spunta un "fisico quantistico" e ti aspetti qualcosa di autorevole su un bel giornale scientifico e invece ti spunta il solito copia-incolla della monnezza del web...

    Curioso, non me lo spiego proprio...

    E poi pretendono che noi si prendano sul serio i "truthers"...

    LOL
    .
    L'uomo ama credere a ciò che più vorrebbe fosse vero.

    Per chi vuole capire anziché "credere":
    undicisettembre.blogspot.com
    crono911.org
    11-settembre.blogspot.com
  • 02-01-2010, 19.24
    378651 in risposta a 378604

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Il rapporto integrale NIST riguarda tutti i fatti relativi all'11 settembre.
    A me interessavava la parte relativa alla caduta delle torri.
    Ho riferito quello che ho trovato su internet relativamente al rapporto NIST.
    Mi pare ci sia da meditare!
    Perchè non me lo fornisci tu il rapporto integrale NIST, ma solo la parte relativa alla caduta delle torri.
    Perchè si dà il caso che non riesca a trovarlo.
    Puoi contattarmi via E-Mail
  • 02-01-2010, 20.36
    378668 in risposta a 378507

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Un paio di post prima ci sono i links alle pagine specifiche.

    Cosa vuoi, una paginetta semplice semplice? Non sono i cartoni animati, si tratta di vita vera, quindi complicata....

    Oppure fai finta di niente?

    Renatus62:
    Probabilmente la parte più interessante è il capitolo 6:
    http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201-6D.pdf

    NIST NCSTAR 1-6D: Global Structural Analysis of the Response of the World Trade Center Towers to Impact Damage and Fire

    http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/NCSTAR1-6index.htm

    One of the four main objectives of the National Institute of Standards and Technology (NIST) investigation of the collapse of the World Trade Center (WTC) towers was to determine why and how the
    two towers collapsed. Events that played a significant role in the structural performance of the towers were the aircraft impact, the rapid ignition of fires on multiple floors, the growth and spread of fires and the structural weakening resulting from effects of high temperatures. The passive fire protection applied to the steel structural components in the WTC towers was investigated to provide information on the in place condition of the fire protection before and after aircraft impact. Standard fire resistance tests were conducted to establish the appropriate classification (fire resistance rating) of the original design of the WTC floor system and to develop insight into the structural performance of the composite steel and concrete floor system under exposure to a standard fire. Results of simulations of the aircraft impacts were used to predict damage to the structure, fire protection, and partition walls in the path of the debris field. Characterization of the temperatures of the structural components, determined from simulated WTC fires, allowed the calculation of the performance of major subsystems constituting the structural system of the towers including the core framing, the exterior wall (columns and spandrels), and full tenant floors. Insights gained from these analyses were used, in turn, to formulate and execute nonlinear, temperature-dependent finite element analyses of global structural systems to predict the collapse sequence of each tower. The structural analyses were guided, and where possible validated, by observations made from the review of thousands of photographs and video recordings. This report covers the characterization of the conditions of the WTC towers before the attacks, their weakening due to the aircraft impacts, the response of the structural systems to the subsequent growth and spread of fires, and the progression of local failures that led ultimately to the total collapse of both towers.


  • 02-03-2010, 17.11
    379094 in risposta a 378604

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

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    Chiaramente analizzando la parte più significativa del rapporto Nist, non posso fare una critica in chiave di critica quantistica (infatti non ci sono formule ma solo tabelle, schemi, diagrammi), ma posso dire che tutto il rapporto è sbagliato e fazioso

    L’unica formula caratteristica e contestabile è la seguente Ec = ½ M V^2

    dove:

    Ec = energia cinetica

    M = massa del mobile

    V = velocità del mobile

    È contestabile perché la torre non è costituita da una struttura rigida, ma da più strati che ammortizzano l’urto.

    Infatti l’aereo non è andato a schiantarsi contro una montagna di granito, ma ha trovato esternamente un insieme di travi di acciaio ed alluminio che si intrecciavano fra loro e di altissima resistenza.

    Pertanto quando l’aereo è arrivato al nucleo centrale aveva perso gran parte della sua velocità e della sua capacità distruttiva.

    Pertanto la formula Ec = ½ M V^2 dovrebbe essere Ec = ½ M V^2/K dove K è una variabile che indica il rallentamento che l’aereo ha subito impattando nella prima struttura.

    Intendo dire per l’impatto con le colonne portanti si deve applicare questa formula Ec = ½ M V^2/K e non la precedente indicata dal rapporto.

    Pertanto contesto completamente le prove balistiche che non hanno tenuto conto di questo aspetto.

    I 47 pilastri interni erano ricoperti oltre che di lana di amianto di uno strato di alluminio che ricopriva la lana di amianto.

    E’ del tutto impensabile che tutte le colonne siano rimaste completamente spoglie dopo l’impatto.

    Si può eventualmente ipotizzare che alcune colonne siano state parzialmente spogliate, ma in molte altre l’impatto non abbia fatto altro che comprimere ulteriormente l’alluminio verso la colonna lasciando l’isolante interno intatto.

    Ma quello che veramente è più mostruoso in questo rapporto consiste nel fatto che considera le temperature raggiunte nelle torri superiori a 1500 gradi, il che va contro qualsiasi logica.

    Infatti il combustibile non può aver superato i 900 gradi ed immagino solo in alcuni punti, inoltre i materiali interni che possono aver alimentato la combustione, come plastiche o legno sappiamo benissimo che quando bruciano non possono superare gli 800-900 gradi.

    Pertanto il rapporto si basa su dei presupposti sbagliati e quando i presupposti sono sbagliati significa che è sbagliato tutto il resto.

    Chiaramente questo è stato fatto per far piacere al governo il quale non ha avuto scrupoli a pagare 200 tecnici che dicessero cose sbagliate.

    Ovviamente si doveva salvare la reputazione del presidente e di alti funzionari governativi e tutto per giustificare agli occhi del mondo una guerra e l’occupazione di territori molto ricchi di petrolio e di oleodotti

  • 02-03-2010, 17.44
    379103 in risposta a 379094

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    A che pagina hai trovato la formula e i 1500°C?
  • 02-03-2010, 18.11
    379114 in risposta a 379103

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Se noti bene il secondo sito è una sintesi fedele del rapporto NIST relativamente alle prove balistiche ed alle temperature raggiunte
    Per cui mi sono riferito a questo secondo sito, che non si discosta nei termini dall'originale.

    Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin-top:0cm; mso-para-margin-right:0cm; mso-para-margin-bottom:10.0pt; mso-para-margin-left:0cm; line-height:115%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri","sans-serif"; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:PMingLiU; mso-fareast-theme-font:minor-fareast; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin;}

    http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201-6D.pdf

    http://11-settembre.blogspot.com/2008/02/resistenza-allimpatto-del-sfrm-prove.html


  • 02-04-2010, 12.25
    379234 in risposta a 379114

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    “L'Uomo ha complicato ogni singolo e semplice dono di Dio..."

    (Diogene il Cinico 412 a.c.  323 a.c.)

     

     

     

    Ben trovati a tutti gli eternauti.

     

    Chi ha seguito (e segue) il forum si ricorderà senz’altro del mio nick e della massima di “Diogene” (filosofo greco) che utilizzo per aprire ai miei interventi.

     

    Nell’ultima mail inviata, mi ero ripromesso che non avrei più risposto e intervenuto alla tematica in discussione, proprio per evitare di calarmi in inutili e alquanto antipatici battibecchi tra eternauti.

     

     

    Rientro stavolta nella “mischia” invitando, coloro che interverranno e risponderanno alle mie “allocuzioni” ( peraltro poco solenni e assolute ) , ad utilizzare un linguaggio pacato nei termini, educato e soprattutto  rispettoso…..il forum che stiamo “utilizzando” è semplicemente un sito dove, in modo civile e pacifico, si scambiano opinioni, pensieri e ci si confronta sulle idee.

     

    Pertanto, evitiamo per cortesia termini volgari, complimenti irriguardosi e lezioni di morale inutili….nessuno specula sulle tremila vittime del W.T.C.

    Avere un pensiero contrario ad un altro o qualche perplessità circa l’accaduto, non significa godere del dolore del prossimo……questo è un principio assoluto e valido tanto per il “Complottista” che per colui che “non crede al complotto”.

     

    Detto ciò, intervengo citando il passaggio di una mail precedente a questa, in cui qualcuno (rispondendo a SIFODIAS ) ha asserito ……

     

    “Se i piani erano appoggiati uno sull'altro, il collasso della struttura superiore ha provocato danni *contemporaneamente* su tutta la struttura sottostante, rendendo il collasso molto più rapido. Nessun piano ha avuto la possibilità di arrestare la corsa e poi riprenderla”.

     

     

    Io rispondo a questo intervento:

    le Torri Gemelle erano composte da una architettura complessa di travi (IPE e HE) di profilo medio HE600B (PER LE TRAVI TIPO UNI 5397) e IPE 550/600 (PER LE TRAVI UNI 5398). La complessità della struttura e soprattutto del sistema a traliccio in acciaio (su cui poggiavano i piani dell’edificio) collegava i pilastri portanti in acciaio centrali, con il reticolo di acciaio esterno. Questa architettura ( rivoluzionaria per l’epoca tra l’altro) , era chiamata anche a“tubo intelaiato” (termine  citato abbondantemente in tantissimi siti, testi di ingegneria strutturale e su wikipedia).

    Una delle parti più interessanti della struttura , era il materiale con cui erano prodotti i profili in acciaio suddetti. Pensate, manufatti di 600mmx600mm (di lato) in acciaio Fe510 con coefficienti Omega  (in curva a) che oscillavano tra 11.21 e 11.49.

     

     

    Le T.T erano un complesso di cemento e acciaio, composte da un fitto reticolo portante di travi (inflesse ed iperstatiche) e colonne…. le sollecitazioni composte a cui le strutture erano assoggettate erano elevatissime…..parlo di “gradi di sicurezza” calcolati per profilo, di carico di rottura del materiale, di verifiche di resistenza dei materiali secondo validità della legge di Hooke, di principio di sovrapposizione e di tensioni critiche secondo Engesser-Karman…….

    La struttura delle torri (di tipo autoportante) poteva essere sollecitata a momenti di tipo flettente,   flettente di taglio e compressione di carico così elevati e critici che (sempre secondo una mia modesta opinione)  sarebbero occorsi non un aereo per danneggiare la struttura ed abbattere una sola delle due  torri,  ma ben 2 o 3 aerei  carichi di esplosivo e kerosene.

     

    Come ho già precedentemente spiegato al signor Brian Use, la mia tesi (anche se può sembrare sbilanciata verso la cospirazione), nasce da anni di studi, esperienza e ricerche professionali nel settore del calcolo e collaudo strutturale di materiali nel settore civile ed industriale (che ci crediate o meno).

     

     Il NIST nel suo rapporto, pur avendo calcolato tutti i stati monoassiali, verificato i valori di tensioni ammissibili, sollecitato teoricamente con modelli sperimentali le strutture delle torri,  ha nel suo insieme però trascurato alcune considerazioni…..l’attendibilità dei calcoli nella pratica dell’accaduto.

    In teoria, è vero che l’acciaio a 300° centigradi perde il 35%/40% delle sue caratteristiche meccaniche di partenza ma, è anche vero che la fisica ci insegna ad esempio, che il calore passa da un corpo caldo ad uno più freddo e, pensando alla struttura delle torri come ad un enorme traliccio in acciaio, collegato in serie da giunti e collegamenti stabili, immaginate solamente quante Kilocalorie sarebbero occorse per poter scaldare, tensionare i giunti e le colonne portanti. (Tante kilocalorie, tanto combustibile per alimentare l’incendio)

    Seconda considerazione: il tempo accorso tra l’impatto di un aereo e il cedimento-crollo di una delle due torri.

    Per chiarire meglio tale principio, porterò a vostra conoscenza sui tempi di riscaldo di un manufatto-lingotto di15/20 tonnellate in acciaio, posto in un forno di riscaldo a gas alla temperatura di circa 900° centigradi.

     Ebbene, il tempo complessivo di riscaldo per portare il manufatto da una temperatura di 8°/10° a 650°/700° centigradi circa, si attesta tra le 4 ore, 4 ore e mezzo di riscaldo (e non immaginate quanti metri cubi di gas occorrono per portare il lingotto a questa temperatura).

     

     (P.S. il signor Brain Use una volta, rispondendo ad una mia mail utilizzo il termine di “…un bel paiolo posto sopra ad un fornello…” ).

       

    Questi, secondo me,  sono solo due dei tanti e grossi punti interrogativi a cui fino adesso nessuno ha mai dato un senso… ”….l’incendio a superato la temperatura critica di trecento gradi…. cedimento strutturale….” punto.

     

    Potrei  aggiungere tantissime altre considerazioni e perplessità di tipo tecnico  ma, (se tentassi di dimostrare semplicemente, una stupida applicazione dell’equazione della linea elastica alle travi appoggiate e collegate alle struttura portanti, dubito che riusciate a capirla)  sono straconvinto che non più tardi di stasera sarò accusato di infamità e blasfemia.

     

    Credetemi, vorrei davvero pensare che le torri siano crollate per i gravi danni creati dagli incendi degli aerei ……allora sono un “complottista”?  No, ma il confine tra il “credere” e il “non credere” è separato semplicemente da un sottile senso di angoscia e dal dispiacere assoluto che su questo mondo, tremila persone non ci sono più.

     

    Buona giornata a tutti…

     

     

    Diogene il Cinico

     

  • 02-04-2010, 15.22
    379274 in risposta a 379234

    Re: La nuova figuraccia dei complottisti

    Diogene, stai dimenticando una delle cause fondamentali del crollo: la dilatazione termica differenziale che ha trasformato i carichi di compressione delle travi caricate di punta in carichi di flessione. I solai si sono dilatati trasformando le colonne da rette a zig-zag.

    Altra cosa che trascuri è il fenomeno di scorrimento viscoso. È il motivo per cui le torri sono venute giù dopo ore e non dopo secondi o giorni.

    Ti faccio notare inoltre che proprio il tuo esempio del lingotto smentisce quanto affermi riguardo la conducibilità del calore. L'acciaio, *fra tutti i metalli*, è uno dei peggiori come conduttore di calore. È perfettamente plausibile che una colonna fosse a 850 gradi mentre dieci metri più in giù le colonne erano appena tiepide. Oltre alla conducibilità, devi tener conto anche della snellezza delle travi, quindi della ridotta sezione di passaggio disponibile al calore per andarsene per conduzione.

    **********************

    Già che ci sono, rispondo anche all'alfabeto di prima:

    L'equazione 1/2 m v^2 vale SEMPRE (purché in regime non relativistico). Solo che bisogna leggere e capire quello che si legge, in particolare capire cosa sono m e v. Il testo stesso spiega come m e v siano riferite a ipotetici rottami, con masse e velocità minori rispetto a quella dell'aereo. Ecco che, piuttosto di inventarsi una nuova fisica, si fa la cosa più semplice: si mette la miglior stima per la velocità nella formula corretta. Da buon fisico dovresti sapere che una formula è come una medicina: non significa niente senza la posologia, senza le indicazioni di quando e come usarla. Sai, sono errori che ti costano il lancio a un esame di meccanica razionale...

    Nel rapporto del NIST non c'è scritto da nessuna parte "1500°C". Anche il blog spiega esplicitamente che si riferisce alla temperatura delle fiamme e non del metallo. Il kerosene brucia a quella temperatura, c'è poco da fare. Ovviamente, una volta esaurito il kerosene, l'incendio ha cominciato a bruciare il resto dell'edificio, a temperature che lo stesso rapporto del NIST definisce variabili nel tempo, a seconda di cosa il fuoco incontrava.


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