Come dicevo nell'altro thread, quello citato da Vale e Slyk, sono favorevole all'adozione sia da parte di coppie etero, che da parte di coppie omosessuali, e anche da parte di single. Quello di cui un bambino ha bisogno è di amore, di affetto, sia che venga da un padre e una madre "tradizionali", sia che venga da una coppia di persone dello stesso sesso, o, ancora, da un'unica figura, paterna o materna. Gli studi svolti in tal senso mostrano chiaramente che non ci sono differenze tra bambini cresciuti in famiglie "standard" e "non standard".
Quanto al fatto di essere trattati da "diversi", direi che il problema sta a monte, e cioè nella società che considera negativamente il diverso, anzi, che considera il diverso dove in realtà di diverso non c'è nulla. Una famiglia formata da eterosessuali, così come una formata da omosessuali, sono, in realtà, la stessa cosa: due persone che si vogliono bene e che vogliono crescere con amore un figlio.
I bambini, naturalmente, non si fanno alcun problema nei confronti di chi è "diverso", che sia biondo o moro, bianco o nero, figlio di omosessuali o di eterosessuali. Però i bambini sono facilmente condizionabili, per ovvie ragioni evolutive, e tendono ad imitare naturalmente i genitori. Così che, se il genitore si lascia andare spesso a commenti negativi sui neri, è probabile che il bambino provi diffidenza per chi ha la pelle scura.
In sostanza, le difficoltà che possono nascere per un bambino adottato da omosessuali non derivano in alcun modo dall'orientamento sessuale dei genitori, ma, al massimo, dalla discriminazione che la società attua nei confronti di determinate persone. E' per questo che ritengo una forma di discriminazione quella di non permettere agli omosessuali di adottare dei figli: perché è come se si legittimasse in qualche modo la discriminazione a cui gli omosessuali sono soggetti.
E non abbiate fede. (Christopher Hitchens)
Forget Jesus. The stars died so that you could be here today. (Lawrence Krauss)
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