Devo dire che i Testimoni di Geova non termineranno mai di stupirmi.
Io dico per la versione di Martini, risalente al 1778, non può essere applicato il criterio di maggiore fedeltà legato alla maggiore vicinanza temporale, poiché, considerata la lontananza dall'originale, l'evolversi degli strumenti traduttivi dovrebbe far ritenere migliore una versione più moderna e mi viene risposto come se non si fosse proprio capito il mio argomento. Tento di spiegarlo meglio: preso un testo dell'anno zero, è molto probabile che una versione dell'anno 1 sia più fedele di una versione dell'anno 200. Preso un testo dell'anno zero, è molto probabile che una versione dell'anno 1770 sia meno fedele di una versione dell'anno 2000. Questo perché la tempistica fino all'anno 1770 porta con sé una serie di modifiche inevitabili del testo, modifiche che dall'anno 1770 all'anno 2000 sono più facilmente riscontrabili e nell'anno 2000 si hanno a disposizione strumenti che permettono un'ottima verifica critica dei testi.
Sperando di essere chiaro su questo aspetto, sottolineo che frasi del tipo "ne ho detto uno, ma ce ne sono altri cento", soprattutto quando la certezza di quel uno è stata confutata, non hanno particolare utilità nell'ambito di uno scambio di idee che vuole essere intellettualmente corretto.
Mi si dice "da un ateo posso capirlo", come se io, in quanto ateo, mi trovassi nella necessità di dover essere compreso (apparentemente quasi compatito) dal buon aceto. In realtà, questa risposta "comprensiva" di aceto è solo l'evidenza di una totale mancanza di argomenti al punto fondamentale "fondate le vostre certezze su delle ipotesi traduttive di un testo che non sono affatto certe", che, tra l'altro, sostengo in qualità di (ex)traduttore e scettico, prima che in qualità di ateo.
Quando dico che, come mi è capitato, i TdG vogliono indottrinare il prossimo sulla Bibbia, ma spesso coloro che inviano a tentare di evangelizzare non hanno un cultura sufficiente per reggere il confronto con chi ha letto e/o studiato la Bibbia mi si risponde con un passo dei Corinzi, che riporto: 1Corinzi 1: 26 Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. 27 Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, 28 Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, 29 perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.
In realtà lo scopo del testo è molto chiaro. La religione cristiana è nata come religione della parte più debole della società e ha fatto di questo suo elemento la sua forza. Indubbiamente un'operazione ben riuscita. Ancora oggi, paiono essere i paesi più poveri e con meno cultura diffusa quelli che più favorevolmente e sinceramente abbracciano in tutto e per tutto il cristianesimo.
In ogni caso, la risposta portata, non fa che confermare quanto sostenevo, anche se non ero giunto a (e non mi sarei mai permesso di) definire i Testimoni di Geova "stolti", "ignobili" o "disprezzati", a differenza di quanto fatto da aceto.
Ancora, quando gli ho fatto notare che spesso estrapolano i passi senza approcciarsi in quella che è la maniera corretta ai testi, mi viene risposto con una serie di versetti che poco hanno a che fare con l'approccio all'analisi testuale. Difatti, uno dei problemi che segue l'indottrinamento sui singoli versetti e l'incapacità di contestualizzare le proprie conoscenza nell'ambito della conoscenza globale.
Quando si cita Marco 13:32, sinceramente, ho l'impressione che si segua a bocca aperta la disinformazione messa in atto dalla Torre di Guardia. A volte, ho l'impressione che ad alcuni TdG sia stato fatto quanto descritto in 1984.
There is only one god, and his name is Death. And there is only one thing we say to Death: ‘Not today’.
Sono una foglia al vento,
l’attimo che sta passando,
il soffio che ti ha sfiorato.
http://martinedentree.wordpress.com/