Sul piatto nel 2050

Antipasto di cavallette, zuppa d'alghe e, come secondo, un hamburger artificiale alla griglia. State storcendo il naso? Eppure dovremmo abituarci a simili menù. Secondo stime delle Nazioni Unite, per alimentare i 2 miliardi e mezzo di persone in più che, in base ad alcune previsioni, popoleranno la Terra nel 2050, bisognerà raddoppiare la produzione mondiale di cibo, ridurre gli sprechi e sperimentare generi alimentari... "alternativi". Ecco che cosa potremmo ritrovarci sotto ai denti.

Far fronte alle necessità di un pianeta sovrappopolato con le risorse attuali appare poco verosimile: le terre coltivabili sono sempre meno, l'acqua pulita scarseggia, i pesci a rischio estinzione abbondano e un miliardo di persone soffre, già ora, di denutrizione cronica. Per garantire cibo a tutti i futuri abitanti della Terra occorrono nuovi modi di ripensare agricoltura, sfruttamento dell'acqua e allevamento. E nuovi alimenti, come le alghe.

La maggior parte di noi ha assaggiato al massimo quelle avvolte intorno al sushi. Eppure in Cina e Giappone questa "insalata di mare" è una portata diffusa, ricca di grassi, olii e zucchero, da usare come accompagnamento in zuppe e piatti unici. Alla base della catena alimentare, le alghe rappresentano il vero motore verde della tavola del futuro. Crescono sott'acqua praticamente in tutte le condizioni ambientali, con grande facilità e senza sottrarre prezioso spazio agricolo agli ortaggi. Il loro potenziale alimentare è soprattutto indiretto: sostituendo le attuali coltivazioni di piante destinate alla produzione di biocarburante (come mais, barbabietole e canna da zucchero) con distese di alghe, si risparmierebbe terreno da utilizzare per produrre altro cibo.

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