• Green life
  • Segreti e misteri della raccolta differenziata
3
nov 2011

L'arcobaleno dei cassonetti

L'Italia è una nazione omogenea sotto il profilo dei Rifiuti Solidi Urbani. Se proprio volessi confrontare il mio sacchetto di immondizia con quello di un mio vicino potrei forse trovare molte differenze, ma se confronto la produzione di spazzatura di due città, le differenze si appiattiscono: ecco il rifiuto dell'italiano medio. Allora perché abbiamo sacchetti e cassonetti di colore diverso?

Termovalorizzatore
Termovalorizzatore

Un'indagine dell'Oms del 1998 aveva fotografato la composizione tipica della nostra spazzatura: sostanze organiche (30%), carta e cartone (30%), vetro (11%), metalli (8%), plastica (8%), tessili (4%), altro (legno, pietre, polvere... 9%). Non dovrebbe essere difficile assegnare un colore a ognuna di queste grandi categorie, ma la legislazione italiana non fa alcun riferimento a quelli che devono essere i colori dei contenitori per la raccolta differenziata. Ogni regione, provincia o comune può scegliere di adottare quelli che preferisce... e lo fa in base a quelli che ha "da sempre".
Altro che unità d'Italia! L'unificazione è stata in effetti proposta nel 2005 dall'Associazione Ambiente In Club alla Commissione Bicamerale d'Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti, al CONAI, all'Unione delle Province d'Italia e all'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ma fino ad oggi non se ne è fatto nulla. Anche perché uniformare questo variopinto universo può essere pratico, ma piuttosto dispendioso per le amministrazioni che si trovassero nella necessità di rivoluzionare il loro codice dei colori.

IL SACCO ROSSO-FOCUS

Spazzatura, immondizia e immondezza, rifiuti e pattume più centinaia di varianti regionali, dialettali e locali, fino alle più fantasiose distorsioni domestiche... Come si chiama "quel" rifiuto a casa tua?

IL PERFETTO RICICLONE
Perciò quando ci si trova lontani da casa è facile sbagliare contenitore della differenziata, senza contare il fatto che ci si può anche ritrovare di fonte ad un numero di "scelte" differenti. Ad esempio, a Milano c'è il "sacco giallo" dove mettere plastica e metallo, ma nella maggior parte dei comuni italiani (8.101...) plastica e metallo vengono differenziati separatamente. Quindi se uniformiamo il colore del cassonetto della plastica, di che colore sarà il cassonetto di plastica e metallo insieme? A Bologna, invece, è il vetro che divide lo stesso cassonetto del metallo, quindi ci vorrebbe ancora un altro colore per questa particolare scelta. Per uniformare i colori bisognerebbe prima di tutto uniformare la raccolta differenziata, lasciando alle amministrazioni locali meno flessibilità: milanesi e bolognesi dovrebbero insomma avere contenitori separati per plastica, vetro e metallo. E, al di là della spesa iniziale per adeguare sacchi e cassonetti, sarebbe forse un vantaggio in più sulla strada della differenziazione perfetta: dopotutto, anche ai fini della termovalorizzazione, un rifiuto ben separato è più conveniente sia perché è meno probabile che contenga sostanze nocive (da controllare durante la combustione) sia perché in questo modo all'impianto si possono miscelare adeguatamente le varie frazioni, ottimizzando la combustione stessa.

4
0
Contenuti collegati
Commenti (0)
commento-focus

Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sottostanti.

commento-focus
Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sovrastanti.
Oppure registrati.
Non sono presenti commenti.
  • Vota!

  • Carattere

    - +
  • Stampa

    stampa
  • Commenti

    0
  • Contenuti correlati

    9
  • Social

    4
    0