07
mar 2003

Scatti di fuoco II

La seconda parte (<a href="Javascript:openwin('/fed/pop.asp?id=2394','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=430');"><U><b>Clicca qui</u></b></a> per vedere la prima) della fotogallery dedicata ai vulcani di tutto il mondo. È un piccolo assaggio dalla mostra "Vulcani" che aprirà il 28 marzo 2003 al Museo di Storia naturale di Milano. <br><BR>
Il Santa Maria è un enorme vulcano in Guatemala. Nel 1902, dopo almeno 500 anni di tranquillità, esplose provocando almeno 5000 morti. Le ceneri oscurarono il cielo del Guatemala per alcune settimane e furono trovate perfino a San Francisco. Vent'anni dopo, un'altra eruzione creò un secondo cono chiamato Santiaguito.Nel buio della notte, la lava dell'Etna si raffredda. Questo tipo di lava, chiamata tecnicamente AA, è leggermente più fluida di quella tipica del vulcano italiano e tende a raffreddarsi più rapidamente.Sono le 5 del mattino nella foresta tropicale alle faglie dell'Arenal. Si trova in un'oasi di rara bellezza in Costa Rica ed è meta di un gran numero di visitatori attratti anche dalle terme e dalla laguna che si trovano ai piedi del vulcano. La sua attività è continua, ma tranquilla con frequenti  piccole emissioni esplosive. In Costa Rica, nel cuore di un parco naturale ricoperto di foresta tropicale spicca l'Arenal, con i suoi 1500 metri di altezza. Il vulcano è sempre stato molto attivo negli ultimi 30 anni.All'interno del cratere principale dell'Irazu, il più alto vulcano del Costa Rica con i suoi 3400 metri, si  è creato un lago naturale. Le acque verdi sono popolate soltanto da microalghe che riescono a sopravvivere in un ambiente acido.Meglio diffidare delle apparenze graziose del lago che si trova sulla cima del Rincón de la Vieja in Costa Rica. Le sue acque sono acide ed esalano gas tossici.<br>Il nome Rincón de la Vieja significa angolo della vecchia e ha un'origine antichissima. Racconta la leggenda che una principessa di nome Curabanda si era innamorata del capo di una tribù nemica. Quando il padre della principessa scopri l'amore segreto, catturò il giovane guerriero e lo fece buttare nel cratere. Curabanda, disperata, si ritirò sul vulcano dove partorì un bambino. Per farlo stare sempre con il padre, lo gettò nel vulcano e visse nascosta lassù fino alla morte. Anche se eruttano soltanto acqua, i geyser sono veri vulcani che sbuffano vapore. Il fenomeno dei geyser è visibile soltanto in quattro luoghi del pianeta: Islanda, Stati Uniti, isole Azzorre e nell’area del Taupo, in Nuova Zelanda. Nella foto, ecco come appare un geyser islandese in una fase di riposo.Questa fotografia è stata scattata alle cinque del mattino sull'Etna durante l'eruzione del marzo 1999. S'intravede sullo sfondo il cratere attivo di nord-est, e in primo piano, uno sky-light, una spaccatura della crosta basaltica, al di sotto della quale scorre lava incandescente. Una colata lavica sulle pendici etnee. Per tenere sotto controllo l’attività dei vulcani<BR>
gli studiosi prelevano campioni di gas tossici e si espongono a temperature di centinaia di gradi.Lo chiamano il Gigante nero per la stazza (supera i 5000 metri di altezza e il suo cratere di 183 metri di diametro è spesso ricoperto di neve) e per il colore delle sue rocce basaltiche. Ma il nome Tungurahua nella lingua degli Indios vuol dire "gola di fuoco". <br>Durante l'attività del 1999, quando fu scattata questa foto, le frequenti esplosioni di cenere e altro materiale incandescente, hanno creato una colonna di gas alta 7 km. Ogni giorno circa 25 mila tonnellate di cenere piovevano dal cielo.Una eruzione stromboliana del vulcano Arenal in Costa Rica. Nei periodi di attività le esplosioni, piccole e continue, si susseguono con regolarità ogni tre ore. L'enorme nube che ha raggiunto i 2000 metri di altitudine causata dalla eruzione del Santa Maria e Santaguito in Guatemala.La prima fase dell’eruzione di un  “geysir” in Islanda. La parola islandese geysir significa “eruzione intermittente”, “getto” o anche “furore”. Poi è stata poi trasformata nell’inglese “geyser”.La bocca del vulcano Villarrica in Cile si apre con un cratere di 400 metri di diametro quasi sempre imbiancato dalla neve. Per salire sulla cima occorrono circa 8 ore di cammino a piedi. Ma una volta giunti, si può provare l'ebrezza di scendere dal vulcano con gli sci (sul pendio orientale vi sono anche alcuni impianti di risalita che però non giungono fino alla cima), come hanno fatto gli audaci visitatori che si notano a sinistra nella foto.{CONTENT}

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