07
mar 2003

Scatti di fuoco

Acqua, aria, fuoco. Gli stessi elementi che permettono la vita sulla Terra possono scatenarsi con inaudita potenza: tornado, terremoti e terribili eruzioni. Ci atteriscono, ma  ci affascinano. Ai vulcani di tutto il mondo è dedicata questa fotogallery in due parti (<a href="Javascript:openwin('/fed/pop.asp?id=2393','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=430');"><U><b>clicca qui</u></b></a> per la seconda parte). Le foto di Marco Stoppato sono tratte dalla mostra "Vulcani", dal 28 marzo 2003 al Museo di Scienza naturale di Milano.<br><BR>
La lava dei vulcani delle Hawaii è molto fluida e veloce a scorrere. Quando arriva al mare viene raffreddata in breve tempo dall'acqua e si vetrifica assumendo le forme più strane.Una delle colate di lava sull’Etna. La lava del vulcano siciliano è tra le più veloci: 57 km/h, contro i 64 km/h raggiunti dalla lava hawaiana. Grazie alla fluidità della sua lava, l’Etna non è mai stato, in passato, un vulcano esplosivo. Ma alcuni ricercatori ipotizzano che l'Etna stia cambiando e starebbe per attraversare una fase più “irrequieta” ed esplosiva.Quando la lava dei vulcani hawaiani si tuffa in mare si creano curiose mini trombe marine. La lava incandescente scalda l'acqua marina, formando getti di vapore che a motivo della differenza di temperatura e delle correnti, si trasformano in trombe marine  che si allontanano dalla riva per 40/50 metri per poi sparire.Il Kilauea, nelle isole Hawaii, erutta quasi in continuazione: dal 1820 è stato attivo per oltre il 60% del tempo. Come tutti i vulcani dell'arcipelago del Pacifico, è un vulcano "di punto caldo": le sue lave, in particolare, arrivano direttamente dal nucleo esterno, da 2.900 km di profondità.La lava molto fluida (chiamata pahoehoe) del Kilauea nelle Isole Hawaii scorre veloce nella notte. Può raggiungere la velocità di 64 km all'ora. Un vero record. I vulcani hawaiani hanno un'attività tipicamente effusiva e non costituiscono un pericolo per la popolazione.Lo zolfo, riconoscibile dal caratteristico colore giallo, è uno dei prodotti delle eruzioni vulcaniche. I suoi composti sono utilizzati nella lavorazione di quasi tutti i prodotti. Ma è anche un impressionante inquinante atmosferico perché a contatto col vapore presente nell'aria si trasforma in acido solforoso, responsabile delle piogge acide. Un fiume incandescente si fa strada tra la lava già raffreddata. Sulla destra e in basso si possono vedere i cosidetti capelli di Pele, in onore della dea hawaiana dei vulcani. Si tratta di brandelli di lava stirati dalla foga dell'eruzione che raffreddati rapidamente si solidificano in forme allungate.Un'incrostazione di zolfo fa capolino nei pressi del cratere attivo Puhu Oho sul vulcano Kilauea nelle Isole Hawaii. Spesso le lave molto fluide (chiamate <i>pahoehoe</i>) si solidificano formando strutture a corde più o meno regolari. Queste corde possono essere alte fino a qualche decina di centimetri e si formano per lo stiramento della sottile crosta superficiale provocato dal movimento della lava sottostante. La curvatura indica la direzione della corrente. Questo spettacolare deposito di lava a corda solidificata si trova sulla spiaggia di Apua Point, nell'isola di Big Island alle Hawaii.<BR>
Vista dall'elicottero, la lava incandescente dell'Etna sembra un enorme tappeto rosso.<BR>
La lava scorre a circa 3 metri al secondo con un tasso di effusione stimato in 5-10 metri cubi al secondo, piuttosto alto per un'eruzione sommitale dell'Etna.<BR>
<BR>
10 novembre 1999. Un elicottero dell'esercito ecuadoregno ha appena terminato di sorvolare a bassa quota il cratere del Tungurahua quando il vulcano, che nei mesi precedenti aveva mostrato i segni del suo risveglio, esplode eruttando polvere, gas e altro materiale incandescente. Per un soffio il piccolo elicottero riesce a evitare la tragedia. L'eruzione è proseguita per settimane con 25/30 esplosioni al giorno che venivano sentite a più di 20 km di distanza.Un geyser islandese in una fase di eruzione cui seguirà quella di riposo. È proprio l'intermittenza la principale caratteristica dei geyser: all'eruzione vera e propria, infatti, segue un'emissione tranquilla di vapore che a mano a mano decresce, fino al successivo risveglio e alla nuova eruzione. I geyser sono una manifestazione secondaria dell'attività magmatica e si riscontrano generalmente in aree vulcaniche. Sotto la crosta fredda e scura dell'Etna, la lava fluisce invisibile in un sistema complesso di gallerie. Solo dove il tetto della galleria è crollato, gli «skylights» permettono di scorgere la lava che fluisce. Un flusso di lava calda dell'Etna durante l'eruzione del 2001. L'inusuale violenza dell'eruzione dell'anno successivo (ottobre 2002), con fontane di lava alte fino a 1 km, polveri e gas sembrano dire che il vulcano sta cambiando e non attinge più soltanto dalle profondità del mantello.<br><BR>
La fotogallery prosegue online <a href="Javascript:openwin('/fed/pop.asp?id=2393','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=430');"><U><b>cliccando qui</u></b></a> e offline alla mostra "Vulcani", organizzata dall'autore di queste foto, Marco Stoppato, e da Focus. {CONTENT}

22
0
Contenuti collegati
Commenti (0)
commento-focus

Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sottostanti.

commento-focus
Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sovrastanti.
Oppure registrati.
Non sono presenti commenti.