Le meraviglie del mondo viste da satellite

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Nel mondo antico c’erano 7 meraviglie: dalla piramide di Cheope al faro di Alessandria. Soltanto il primo, visibile in questa foto, ha superato la prova del tempo.
Le meraviglie di oggi sono molte di più: ben 890, di cui 176 naturali. Almeno secondo la classificazione delle Nazioni Unite. Infatti l'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, dal 1972 raccoglie e protegge questi “gioielli” del nostro Pianeta. Si chiamano luoghi patrimonio dell’umanità. Ve ne presentiamo alcuni, visti dai satelliti.
Perché questa scelta? Perché le agenzie spaziali di tutto il mondo collaborano con l’Unesco per tenere sotto controllo questi luoghi. Anche dallo spazio, un punto di osservazione particolare per valutare l'influsso dell'inquinamento, della deforestazione e in generale l’impatto dell’uomo.

Eretta intorno al 2580 a. C., la piramide di Cheope misurava 233 metri di base ed era alta originariamente 146 metri e culminava in una cuspide dorata che inseguito venne asportata (per questo oggi si ferma a 137 metri). Per costruirla furono impiegati oltre 2 milioni di blocchi di calcare, rivestiti di lastre bianche e levigate che la facevano risplendere.



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L'arcipelago delle Hawaii è in continua evoluzione: dominato da due dei vulcani attivi più grandi del mondo, il Manua Loa e il Kilauea, è costantemente trasformato da eruzioni e colate che finiscono nell'Oceano.
Ma la sua "trasformazione" assume anche altri contorni, meno naturali: disboscamento e agricoltura hanno già danneggiato le foreste di felci giganti che ricoprono le isole; la diffusione dei conigli tre specie endemiche di uccelli.
L'arcipelago è nella lista dell'Unesco dal 1987.

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L'Italia guida la speciale classifica dei Paesi che ospitano il maggior numero di meraviglie patrimonio dell'Umanità: ne sbbismo 44, ma il loro numero potrebbe praticamente raddoppiare se venissero accettate le 40 nuove candidature italiane già presentate alla World Heritage List.
Al secondo posto c'è la Spagna con 41 località. A seguire la Cina, con 38.
La maggior parte dei siti italiani, 42 per la precisione, sono di tipo culturale: città come Venezia (nella foto), il centro di Siena, Siracusa o Genova o ancora Crespi d'Adda.
Anche luoghi naturali come le Cinque Terre o la costiera amalfitana sono diventati patrimonio dell'Umanità per la loro storia e l'archittettura e sono detti siti "culturali".
I siti cosidetti naturali sono invece formazioni fisiche o biologiche che hanno valore estetico o scientifico straordinario.
In Italia ce ne sono solo due: le isole Eolie (aggiunte nel 2000) e dal giugno del 2009 anche le.... (vedi foto seguente).

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Il "World Heritage Committee" ha ufficialmente inserito il 27 giugno 2009 le Dolomiti nella lista delle località patrimonio universale dell'umanità.
Si tratta di un'area molto vasta che comprende 9 gruppi dolomitici che si estendono su 142 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine.

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I fiordi del Nord della Svezia sono diventati una delle meraviglie per due motivi: l'aspetto naturale, grazie alla conformazione geologica di rara bellezza e quello culturale: è qui che si è sviluppata la cultura sami, o lappone.

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I giardini e i palazzi di Versailles fotografati dal satellite GeoEye. Fa parte delle "meraviglie moderne" dal 1979.
I 186 Stati aderenti alla Convenzione dell'Unesco si impegnano a proteggere i siti del proprio territorio riconosciuti di valore eccezionale. Ad alcuni di essi, quelli di particolare valore, l'Unesco riconosce il titolo di Patrimonio Mondiale: così la loro tutela diventa responsabilità di tutti i membri della Comunità internazionale.
La prima lista del Patrimonio mondiale è stata compilata nel 1978. Fra i siti allora inseriti figurano la necropoli di Memphis e le piramidi di Giza in Egitto, il parco di Yellowstone negli Stati Uniti, le chiese creuse di Lalibela in Etiopia e la città antica di Damasco in Siria. Alcuni dei siti della lista dell'Unesco sono inseriti anche nella "lista del patrimonio mondiale in pericolo". Si tratta dei siti per i quali esiste una minaccia "grave e precisa" di degrado e che richiedono grandi lavori di manutenzione. Attualmente sono 30 i siti inseriti in tale lista.

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La lingua di ghiaccio del ghiacciaio Ilulissat si tuffa lentamente (pochi metri al giorno) nel mare. Siamo sulle coste della Groenlandia da cui si staccano gli iceberg più pericolosi per la navigazione nell'Atlantico.

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Anche il tempio megalitico di Stonehenge, in Inghilterra, è diventato patrimonio dell'Umanità. Ogni anno, durante il solstizio d'estate, attira migliaia di visitatori e curiosi. Si ritiene infatti che Stonehenge potesse essere un osservatorio astronomico. E alcuni astronomi europei hanno avanzato una sofisticata ipotesi del suo "funzionamento" (vedi articolo di Focus).
A circa 100 km da questa zona sono comparsi i famigerati cerchi nel grano che Focus ha dimostrato essere un prodotto umano e non un fenomeno alieno o misterioso. Più che patrimonio potremmo definirle bufale.

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Il monte Kenya è la seconda vetta africana (5199 metri, seconda soltanto al Kilimangiaro). Viene chiamata Kere-Nyaga, montagna candida ed è considerata dalle popolazioni locali la dimora di tutti gli dei.

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Nella lista del patrimonio mondiale figurano anche luoghi che per il fascino che possiedono erano (o sono) considerati sacri dalle popolazioni locali. Come il monolito di Ayers Rock, il più grande del mondo con i suoi 318 metri di altezza. Gli aborigeni Anangu lo chiamano Uluru: secondo la tradizione, prioprio da questo punto sbucò un serpente gigantesco che provenica dal profondo della terra. Sotto la roccia, infatti, ci sarebbe un'enorme buca e una sorgente di energia dove sono registrati tutti i sogni dei primi esseri viventi.

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L'area archeologica di Chan Chan, la più grande città precolombiana e capitale dei Chimù, un popolo che sviluppò un'incredibile capacità di lavorare l'oro, le piume e i tessuti in genere. Venne sconfitto dagli Inca nel 1463.
I resti di Chan Chan sono considerati dall'Unesco uno dei 60 siti in pericolo per il degrado.

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Anche molte capitali europee, come Berlino, nella foto, Roma, Parigi, Amsterdam rientrano nella lista dell'Unesco per i monumenti che accolgono.

La mappa ufficiale e aggiornata di tutti i luoghi patrimonio dell'umanità è disponibile per Google Earth (scarica). Per chi non ha il programma, esiste anche una versione web non ufficiale.

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Samarra era una potentissima capitale che nell'800 dominava dalla Tunisia all'Asia centrale. Oggi si trova in Iraq, in pericolo più per i bombardamenti e la guerra che per lo scorrere del tempo.

Per essere iscritto tra i patrimoni dell'umanità, un sito deve rispettare almeno uno dei seguenti 10 criteri:
1. rappresentare un capolavoro del genio creativo umano;
2. testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico;
3. apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà;
4. offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana;
5. essere un esempio eminente dell'interazione umana con l'ambiente;
6. essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti);
7. rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale;
8. essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici;
9. essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell'evoluzione dell'ecosistema;
10. contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione.

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A nord-est della costa australiana si estende per 230 mila chilometri quadrati (le dimensioni della Gran Bretagna) la più grande barriera corallina del mondo. È composta da quasi 24 mila scogliere coralline, la cui formazione risale a 670 milioni di anni fa.
Inserita dal 1981 nella lista dei luoghi tutelati dall'Unesco, ospita più di 400 specie di coralli, 500 specie di pesci, 4 mila di molluschi e varie specie di animali minacciati dall'estinzione.

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Il sito di Angkor si trova in Cambogia, in una delle zone più travagliate dell'Asia, dove guerre, genocidi e catastrofi naturali si susseguono senza tregua. Ma un tempo era uno dei luoghi più ricchi dell'Asia: una immensa rete di canali allagava le risaie anche nella stagione secca.
Al suo interno si trova un complesso di un migliaio di templi khmer ormai in rovina. Il più grande, Angkor Vat, qui ripreso da satellite, si estende per circa 2000 metri quadrati ed è una metafora terrena dell'universo.

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Una fioritura di fitoplancton colora il mare di Barents al largo delle coste norvegesi, in prossimità di Capo Nordkin, il punto più settentrionale dell'Europa continentale (escluse quindi le isole della Norvegia). Considerati individualmente, gli elementi che compongono il fitoplancton, alla base della catena alimentare marina, sono invisibili, ma la clorofilla che usano per effettuare la fotosintesi non sfugge agli speciali sensori per il monitoraggio delle acque presenti sui satelliti, in questo caso Envisat che ha scattato questa foto il 17 agosto scorso.
Un capolavoro di pianeta: le foto più "artistiche" della Terra dallo spazio
Le meraviglie del mondo viste da satellite (vai alla gallery)

Nel mondo antico c’erano 7 meraviglie: dalla piramide di Cheope al faro di Alessandria. Soltanto il primo, visibile in questa foto, ha superato la prova del tempo.
Le meraviglie di oggi sono molte di più: ben 890, di cui 176 naturali. Almeno secondo la classificazione delle Nazioni Unite. Infatti l'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, dal 1972 raccoglie e protegge questi “gioielli” del nostro Pianeta. Si chiamano luoghi patrimonio dell’umanità. Ve ne presentiamo alcuni, visti dai satelliti.
Perché questa scelta? Perché le agenzie spaziali di tutto il mondo collaborano con l’Unesco per tenere sotto controllo questi luoghi. Anche dallo spazio, un punto di osservazione particolare per valutare l'influsso dell'inquinamento, della deforestazione e in generale l’impatto dell’uomo.

Eretta intorno al 2580 a. C., la piramide di Cheope misurava 233 metri di base ed era alta originariamente 146 metri e culminava in una cuspide dorata che inseguito venne asportata (per questo oggi si ferma a 137 metri). Per costruirla furono impiegati oltre 2 milioni di blocchi di calcare, rivestiti di lastre bianche e levigate che la facevano risplendere.