La notte d'amore della Grande Barriera Corallina

Alle 19:30 locali del 21 novembre, il reef australiano ha raggiunto il culmine del suo "festival annuale del sesso": uno dei fenomeni riproduttivi più suggestivi osservabili in natura.

C'è chi lo paragona a una nevicata sottomarina, chi a fuochi d'artificio subacquei: nella realtà è uno dei più complessi e difficili da documentare fenomeni di accoppiamento animali.

 

Ogni anno tra ottobre e dicembre, la Grande Barriera Corallina va incontro a un processo di riproduzione di massa sincronizzato, in cui le ramificazioni dei coralli liberano gameti maschili e femminili (sperma e uova).

 

La fatidica notte. Il grande "rilascio" si svolge nell'arco di qualche giorno e dura fino a una settimana: la simultaneità dell'evento in vaste porzioni di reef amplia le possibilità di fertilizzazione. Avviene soltanto di notte, dopo un plenilunio e solo quando la temperatura dell'acqua è salita a sufficienza da garantire la maturazione dei gameti dei coralli adulti. Anche il livello delle maree e la salinità dell'acqua sembrano avere un ruolo nelle tempistiche dell'evento.

 

Gli esperti la chiamano "notte dei coralli": nel video in apertura, girato per il documentario David Attenborough's Great Barrier Reef, potete vedere un montaggio di quella del 2016.

 

Un'onda contagiosa. I biologi marini riescono ormai a prevederla con scarti di mezz'ora; si tratta però di un fenomeno su larga scala, che non avviene nello stesso istante per ogni area della Barriera, la quale ospita coralli di diverse specie, ha una superficie simile a quella dell'Italia ed è lunga 2300 km.

 

Una nuova vita. Le parti interne del reef si riproducono in genere da una a sei notti dopo il plenilunio di ottobre, quelle più esterne tra novembre e dicembre. Dall'incontro tra i due gameti hanno origine le larve (planule) che fluttuano per qualche tempo nell'acqua, prima di depositarsi sul fondale. Se trovano le giuste condizioni e una superficie ricca di alghe, inizieranno qui una nuova colonia.

 

Scienziati "guardoni". L'evento attira moltissimi pesci e altri animali ghiotti di plancton. Quest'anno, è stato attentamente monitorato per capire come i danni nella parte nord della Barriera, più duramente colpita dal bleaching (sbiancamento) si riflettano sulle nuove larve.

 

23 Novembre 2016 | Elisabetta Intini

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