Buchi nella Terra

Eruzioni e altri disastri che hanno modellato la Terra creando voragini che lasciano senza fiato. Come quelle prodotte dall'uomo alla ricerca di metalli e pietre preziose.

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Il Great Blue Hole, una stupefacente formazione naturale a 60 miglia (111 km) circa dalle coste del Belize, in America Centrale. È una grotta calcarea di forma circolare larga 400 metri e profonda 145 datata 30 milioni di anni fa, in piena glaciazione del Quaternario, quando il livello delle acque era più basso di quello attuale. Quando poi l'oceano tornò a crescere la grotta si riempì di acqua e il suo soffitto crollò, dando origine a un pozzo sommerso le cui pareti sono ricoperte da stalattiti lunghe fino a 12 metri.

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Un'immagine del cratere della penisola siberiana dello Yamal, di recente formazione e per il quale non sono ancora state trovate spiegazioni. Qui le notizie e la fotogallery su Focus.it.

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La miniera di Mirny Diamond, nel nord est della Siberia, è la più grande miniera di diamanti al mondo per larghezza: il diametro alla superficie misura 1.200 metri, per una profondità di oltre 525. Tenuta segreta durante la Guerra Fredda, ancora oggi le notizie su di essa non sono molte: scoperta nel 1955 dai geologi dell'Unione Sovietica, la miniera ha prodotto, fino alla sua chiusura definitiva, nel 2004, oltre 2.000.000 di carati (400 kg) di pietre preziose all'anno.

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Il Neversink Pit, in Alabama (Usa), è una cavità calcarea che ospita una rara specie di felce. È stata esplorata fino a 50 metri di profondità (nella foto, la discesa di uno speleologo): nel 1998 è stata acquistata da un gruppo di speleologi per preservarla da speculazione e turismo selvaggio.

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Il Morning Glory Hole è uno... scarico! Bello grosso, ma pur sempre uno scarico, e artificiale, per di più. La sua vasca è il lago formato dalla diga di Monticello, in California: il Morning Glory viene aperto quando l'acqua nel bacino supera il livello di guardia. La forma è quella tipica di uno scarico, dalle dimensioni impressionanti, però: 22 metri all'imboccatura, 8 nella parte finale. Può inghiottire 1.370 metri cubi di acqua al secondo (1.370.000 litri: in meno di 30 secondi svuoterebbe una piscina olimpionica), che viene scaricata 200 metri più basso, a valle della diga.

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La miniera di Bingham Canyon (Utah, Usa) è la più produttiva miniera di rame del mondo. Profonda 1.200 metri, larga 4 chilometri, è in assoluto il più grande scavo mai realizzato dall'uomo, talmente grande che è visibile dalla Stazione spaziale internazionale. Ogni giorno vengono estratte dalle sue viscere oltre 150.000 tonnellate di minerale grezzo: fino a oggi ha prodotto oltre 18 milioni di tonnellate di rame, e sarà in grado di funzionare a pieno regime per i prossimi 100 anni.

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Il Kimberley Big Hole, in Sudafrica, è un'imponente miniera di diamanti a cielo aperto, ma 150 anni fa, al posto della voragine, c'era un'anonima collinetta dalla cima piatta. La scoperta dei diamanti attirò a Kimberley interessi colossali e un esercito di minatori che, tra il 1871 e il 1914, hanno rimosso oltre 22 milioni di tonnellate di terra e roccia. La parte esposta della cava è profonda 215 metri, ma cunicoli e gallerie si estendono nel sottosuolo fino a 1.100 metri di profondità. In 43 anni di attività la miniera ha prodotto diamanti per 14.504.566 carati (2.722 kg) ed è la "mamma" del più grande diamante a forma di ottaedro (cioè con 8 facce triangolari) mai scoperto e battezzato 616, come il suo peso in carati, equivalente a 123 grammi.

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Questa è una foto storica: il cratere di Città del Guatemala, uno squarcio profondo 110 metri e largo 40 che ha provocato 3 vittime e inghiottito alcune abitazioni il 23 febbraio del 2007. Le forti piogge dei giorni precedenti la tragedia avevano provocato la rottura di una condotta fognaria: l'enorme massa di acqua uscita dalle tubazioni ha causato lo scioglimento delle rocce idrosolubili (sale e gesso) sottostanti, formando così un'immensa caverna, fino al cedimento del suo plafone.

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La miniera di Diavik Diamond si trova sull'East Island, un isolotto di 20 km quadrati al centro del Lago di Gras, in Canada. È formata da tre filoni che producono oltre 10.000.000 di carati (2.000 kg) l'anno. I tre camini diamantiferi sono sotto il livello dell'acqua, che è tenuta lontana dai siti di estrazione per mezzo di strutture di contenimento in materiale composito, capace di resistere ai -40 °C dell'inverno canadese. La struttura più grande è larga 3,9 km e profonda 170 metri. La miniera è considerata una delle più ricche del mondo, con riserve stimate in oltre 81.000.000 di carati (16.000 kg).

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A 30 chilometri da Pretoria, in Sudafrica, la Premiere Mine di Cullinan è un'altra importante miniera di diamanti: il filone principale, in superficie, è lungo 1.000 metri, largo 400 e profondo 190. La cava è attiva dal 1902 e oggi l'attività estrattiva si è spostata nel sottosuolo, a 500 metri di profondità. Questa miniera è anche la mamma del Cullinan, il più grande diamante grezzo mai estratto: 3.106 carati, equivalenti a 621 grammi di peso, estratto nel 1903. La pietra è stata tagliata in 105 gemme, la più grande delle quali è da 530,2 carati.

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La miniera a cielo aperto di Balangero, in provincia di Torino, è la più grande cava di amianto d'Europa. Entrata in funzione nel 1921, è stata abbandonata definitivamente nel 1995. Nei suoi 74 anni di attività ha prodotto quasi 160.000 tonnellate di fibra di amianto l'anno e ha cambiato radicalmente il panorama della zona: la realizzazione della cava ha infatti comportato la rimozione di oltre 45.000.000 di metri cubi di roccia e pietrisco. Oggi è occupata da un bacino lacustre profondo circa 50 metri e largo 400. I gradoni che costeggiano la cava, alti circa 10 metri e larghi 6, testimoniano il procedimento estrattivo: la roccia veniva fatta saltare con gli esplosivi e il materiale era poi trasportato dai camion fino agli impianti di frantumazione.

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Il Meteor Crater, in Arizona, è il primo cratere meteorico terrestre di cui si sia accertata l'origine: situato a 1.740 metri di altitudine è stato creato circa 50.000 anni fa dall'impatto di un meteorite del diametro di non più di 30 metri che ha colpito la Terra a oltre 70.000 km/h. Il cratere è profondo 170 metri (quanto un edificio di 60 piani) e ha un diametro di circa 1.200 metri, con un bordo rialzato irregolare che sovrasta di 45 metri il terreno circostante. Secondo gli esperti la violenza dell'impatto ha sprigionato l'energia equivalente a quella di 4 bombe atomiche e ha spostato oltre 300 milioni di tonnellate di sedimenti che sono caduti fino a 150 km di distanza.

Il Great Blue Hole, una stupefacente formazione naturale a 60 miglia (111 km) circa dalle coste del Belize, in America Centrale. È una grotta calcarea di forma circolare larga 400 metri e profonda 145 datata 30 milioni di anni fa, in piena glaciazione del Quaternario, quando il livello delle acque era più basso di quello attuale. Quando poi l'oceano tornò a crescere la grotta si riempì di acqua e il suo soffitto crollò, dando origine a un pozzo sommerso le cui pareti sono ricoperte da stalattiti lunghe fino a 12 metri.