Flash blu fotografati dalla Iss

Come gli spiritelli rossi, i flash blu sono fenomeni elettrici dell'alta atmosfera.

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Flash blu fotografati dalla Stazione spaziale internazionale.

In orbita terrestre per lunghi periodi, esposti ai raggi cosmici e in assenza di gravità a bordo della Stazione spaziale internazionale, gli astronauti sperimentano una serie di alterazioni fisiche che, è ormai dimostrato, riguardano anche il patrimonio genetico. Sembra però che possano soffrire anche di alterazioni della percezione: paragonabili a vere e proprie allucinazioni, durano giusto qualche frazione di secondo.

 

Si può perciò immaginare che cosa passa per la testa di un astronauta quando, viaggiando a 28.000 km/h a 400 km dalla superficie della Terra, guardando da un oblò vede, o crede di vedere, un flash di luce brillante blu, come una specie di fulmine, che dalle parti più alte dell'atmosfera si muove verso lo spazio esterno.

 

30 anni per capire. Già durante le missioni Apollo gli astronauti raccontavano di lampi regolari e di strisce di luce blu nello spazio, che duravano meno di un secondo. Ma quando, nel 1989, si raccolsero i primi filmati che mostravano flash di colore blu intenso i meteorologi misero in dubbio le riprese: si parlò di alterazione delle pellicole fotografiche, perché non avevano alcuna spiegazione plausibile.

 

A distanza di quasi 30 anni ancora manca una spiegazione completa, ma con il passare del tempo il fenomeno ha assunto sempre maggiore consistenza e credibilità. Recentemente, nel 2012, l'astronauta Donald Pettit (Nasa) ha descritto con dovizia di particolari queste esperienze e ha raccontato di avere avuto la sensazione di essere colpito da lampi negli occhi e di guardare “fate danzanti luminose”, soprattutto nelle fasi che precedono il sonno.

 

Alcune di queste esperienze possono essere spiegate con l'interazione tra raggi cosmici e sistema nervoso dell'occhio, ma non tutte.

 

Sequenza di getti blu emessi a brevissima distanza.

 

Brevi come un lampo... Più recentemente, grazie all'astronauta danese Andreas Mogensen, che ha trascorso un breve periodo sulla Iss nel settembre del 2015, sono state acquisiti filmati di ottima qualità di spettacolari flash, e si è di nuovo cercato di interpretare il fenomeno.

 

I filmati sono stati girati sopra una serie di violenti temporali che si sono verificati in India, Messico, Thailandia e Costa Rica. Mostrano rarissime colonne di scariche elettriche dal colore blu intenso che si spingono nello spazio anche per 12 km prima di disperdersi.

 

Secondo gli esperti dell'istituto di geofisica dell'università di Fairbanks (Alaska), i getti si muovono a una velocità di oltre 360.000 km/h, e in qualche occasione se ne sono visti più di 100 al minuto.

 

Per la maggior parte sono stati osservati prendere forma tra i 18 e i 40 chilometri al di sopra della superficie terrestre. I flash durati più a lungo sono sopravvissuti per un periodo compreso tra 83 e 125 millisecondi: un fenomeno praticamente istantaneo e senza una macchina fotografica ad alta velocità un astronauta potrebbe pensare di aver avuto un'allucinazione.

 

 

Uno spiritello rosso sopra le nubi temporalesche.

Fate blu e folletti rossi. Al momento la spiegazione migliore che abbiamo è che i flash si formano quando un fulmine caricato negativamente colpisce il suolo: questo fa sì che le nuvole al di sopra assumano carica positiva e ciò crea le condizioni ideali affinché si formi un getto blu.

 

«Lo squilibrio elettrico che si crea tra le nuvole e il suolo fa sì che le nubi stesse rilascino verso l'alto una forte scarica elettrica che ionizza le molecole di azoto dell'atmosfera, e questo dà origine al bagliore blu», spiegano i ricercatori della Fairbanks. I flash blu appartengono a una classe di fenomeni naturali noti come TLE (Transient Luminous Events), di cui fanno parte anche i folletti o spiritelli rossi, lampi che si formano anch’essi nell'atmosfera più alta, ben al di sopra delle nubi di tempesta, che qualche volta seguono un fulmine che si forma sotto una nuvola.

11 Febbraio 2017 | Luigi Bignami