Etna violento

Il vulcano siciliano erutta. Negli ultimi trent'anni lo ha fatto con sempre maggiore intensità, alternando le tradizionali colate effusive, a veri e propri episodi esplosivi.

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Etna violento
Il vulcano siciliano erutta. Negli ultimi trent'anni lo ha fatto con sempre maggiore intensità, alternando le tradizionali colate effusive, a veri e propri episodi esplosivi.
Nello spaccato, la struttura di uno stratovulcano, come l'Etna. Il cono viene costruito attraverso una serie successiva di depositi di lava, cenere e roccia.
Nello spaccato, la struttura di uno stratovulcano, come l'Etna. Il cono viene costruito attraverso una serie successiva di depositi di lava, cenere e roccia.
La più intensa eruzione degli ultimi 300 anni si è verificata tra il1992 e il 1993. Nell'agosto del 2001 un altro episodio violento. A poco più di un anno di distanza, il 27 ottobre, l'Etna ha cominciato di nuovo a ribollire, e due giorni dopo Catania è stata sepolta da 2 chili di cenere per ogni metro quadrato, nonostante si trovi a una trentina di chilometri dalle bocche principali. Lingue di fuoco si sono allungate sui versanti nord, in direzione del paese di Linguaglossa. A sud, dove un tempo si trovavano gli impianti sciistici, lungo una frattura, si sono verificati fenomeni esplosivi. Come se non bastasse, tra Santa Venerina, Zafferana Etnea e Milo, si è verificato un terremoto tra i 3,6 e i 4,1 gradi di scala Richter. Anche se geologicamente non ha nulla a che fare con l'eruzione (si tratta infatti di un evento legato allo spostamento delle zolle continentali), ha però peggiorato la situazione locale.
Un carattere difficile. L'Etna sta cambiando, è il parere dei vulcanologi. E diventa sempre più violento. Quello che sembrava un vulcano vivace, ma non pericoloso, viene visto con sempre maggiore diffidenza. L'allarme è stato lanciato da un gruppo di ricercatori italiani e francesi. L'Etna, hanno rivelato dopo aver analizzando i materiali eruttati negli ultimi 500 mila anni, da vulcano effusivo, vale a dire con colate lente ed emissione di lava a basso contenuto di gas, si sta trasformando lentamente in un vulcano esplosivo. “Va detto però che non si tratta di una trasformazione recente”; spiega Paola Del Carlo, ricercatrice presso l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sezione di Catania. L'Etna infatti, nel corso della sua storia, ha già dimostrato di avere una tendenza all'esplosività. Lo prova la grande eruzione avvenuta nel 122 a.C. Era di tipo pliniano, vale a dire un'esplosione violenta, che forma una colonna di gas imponente che si può innalzare fino alla stratosfera (20-30 km di altezza). Lo stesso tipo di quella che seppellì Pompei, sotto al Vesuvio, nel 79 d.C.
Passato turbolento. La storia dell'Etna inizia oltre 130 milioni di anni fa, quando l'Africa, spinta dalla dilatazione dell'oceano Atlantico, inizia ad avvicinarsi all'Europa. 80 milioni di anni fa tra le due placche continentali si formano una serie di isolotti, tra i quali c'è la futura Italia. Il margine orientale della Sicilia, dove si trova l'Etna, è dunque sottoposto alla spinta del continente africano. I movimenti delle zolle, l'incunearsi di una sotto l'altra, provocano variazioni fisiche che favoriscono la risalita del magma verso la superficie. L'attività vera e propria però, inizia circa 700 mila anni fa. Le prime eruzioni sono sottomarine (ne sono rimaste tracce nella zona di Aci Castello). Poi, lentamente, in seguito a una serie di eruzioni basaltiche, tra 150 mila e 80 mila anni fa si forma l'edificio dell'Etna vero e proprio.
“Negli ultimi 15 mila anni, vale a dire da quando l'Etna ha assunto l'aspetto più vicino a quello attuale, si sono verificate molte eruzionidi tipo subpliniano, come si può rilevare dai depositi di lapilli e ceneri che affiorano soprattutto nel versante orientale del vulcano”, continua De Carlo. “Spesso però è difficile trovare un riscontro nel deposito stratigrafico: le ceneri che si sviluppano, come nel caso di questa eruzione, non si conservano nei depositi antichi. Vengono erose dal vento e dall'acqua, e nei sedimenti rimane traccia solo delle eruzioni di più grande energia”. “Resta il fatto che, negli ultimi trent'anni, l'attività sia effusiva sia esplosiva è diventata decisamente più intensa, ed è difficile prevedere con precisione cosa potrà succedere in futuro”.

(Notizia aggiornata al 31 ottobre 2002)

31 Ottobre 2002
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