Il banchetto notturno dei delfini

A rivelare le abitudini di caccia notturna dei delfini è stata l'analisi dei suoni captati di uno strumento sottomarino nato per rilevare neutrini.

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Per andare a caccia dei piccoli pesci e dei molluschi di cui si nutrono, i delfini aspettano la notte. A rivelare questa curiosità sulle loro abitudini, ancora poco conosciute, è stato lo studio di un gruppo di ricercatori italiani grazie a uno strumento concepito in realtà per esperimenti di fisica.

 

Suoni sotto il mare. La stazione sottomarina ONDE dell’Istituto nazionale di fisica nucleare è stata installata nel 2005 a 100 metri di profondità al largo di Catania per misurare il rumore di fondo nel mare, e per verificare la fattibilità di un rivelatore acustico di neutrini sottomarino che, nel tempo, è stato poi sfruttato anche per condurre studi di biologia e sull’ambiente.

 

Stenelle striate nel mare di Sicilia, una delle specie coinvolte nello studio. | Fondazione Cima

Click notturni. Analizzando i dati raccolti dalla stazione in due anni, i ricercatori si sono accorti che la frequenza dei “click”, i suoni emessi dai delfini per identificare prede e oggetti attraverso il loro organo di ecolocalizzazione, che funziona come un sonar, aumenta di gran lunga la notte. «Nelle ore di buio gli animali non possono utilizzare la vista per ottenere informazioni sull’ambiente che li circonda o per cacciare, e hanno imparato a sfruttare il suono per svolgere tutte queste funzioni», spiega Francesco Caruso, biologo del Cnr che ha partecipato alla ricerca. Dopo il tramonto, quando il plancton, i piccoli pesci e i cefalopodi migrano verso la superficie, si moltiplicano i “click” dei delfini, indizio chiaro che è iniziata la caccia e il pasto.

 

10 Agosto 2017 | Chiara Palmerini