Meraviglie quasi innaturali

La fantasia della natura è senza limiti: pioggia, vento e fiumi, nel corso dei secoli, hanno scolpito le forme più disparate. Ecco una "mostra" di questi capolavori.

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Scarpe di fata, alberi di pietra (che non sono alberi) e rocce che invece lo sono stati, fiori di cristallo su laghi di acido e sculture di lava fredda: in ogni parte del mondo ci sono costruzioni che la natura compone per un attimo o per milioni di anni, belle più di ogni opera umana o disarmanti, come un semplice nastro di Möbius fatto dal vento. Ecco una piccola collezione di queste meraviglie quasi innaturali.

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Árbol de Piedra, l'albero di pietra nel deserto del Siloli, alle porte della riserva naturale Eduardo Avaroa (Bolivia), non è un albero: è una roccia vulcanica scolpita dall'azione erosiva di vento e sabbia, e che per il suo curioso aspetto è diventata una delle attrazione turistiche della riserva. Per arrivarci e fotografarla bisogna addirittura prenotare: oltre al divieto assoluto di "grattare via" dal masso un souvenir da riportare a casa, non ci si può fermare più di mezz'ora.
 
# Vedi anche: il giro del mondo in 10 (incredibili) buchi nella Terra.

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Un gigantesco ventaglio disegna la Terra in prossimità delle zone desolate tra le montagne Kunlun e Altun, che formano il bordo meridionale del deserto Taklimakan, nella provincia cinese di XinJiang. Il fiume mostra sfumature blu elettriche in quei rami che si diramano verso il deserto, mentre le tracce argentee sono la testimonianza di vecchi corsi ormai prosciugati. La similitudine con i paesaggi alieni di Marte è impressionante.

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A scolpire il Brimstone Slot Canyon (Utah, Usa) sono stati artigiani d'eccezione: agenti geologici e atmosferici, che assieme al fiume Escalante hanno plasmato la roccia per secoli. Per avventurarsi in questa gola bisogna essere camminatori esperti... e molto magri: in alcuni punti la spaccatura è profonda diversi metri e larga solo pochi centimetri. La poca luce che riesce a filtrare tra queste rocce offre uno spettacolo di chiaroscuri unico al mondo. Se volete tentare l'impresa sappiate però che l'intrico di crepe offre riparo a diversi animali selvatici, tra cui anche i serpenti a sonagli.
 
# Dal deserto al mare: ecco le foto di una "cattedrale" sommersa, il corridoio che separa l'Europa dall'America.

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Una fotografia satellitare del tracciato del fiume San Juan attraverso il Colorado sud-occidentale (USA), che nel tempo si è scavato una nicchia profonda 300 metri. La striscia grigiastra a destra e a sinistra del canyon è composto da 16 strati di struttura geologica il più antico dei quali ha almeno 300 milioni di anni.
 
# Altri stili di vita: i Maori e il fiume-persona.

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Testa di Drago, Scarpa di Fata, Candele Marine... sono i "nomi propri" di queste rocce, ispirati dalle loro strane forme, una galleria di statue naturali scolpite dal mare e dal vento sulla costa di Taiwan, a Yehliu. Anche viste tutte insieme queste rocce hanno una loro particolarità: dall'alto sembrano una grande tartaruga in procinto di tuffarsi nell'acqua.
 
# Dall'altra parte del Mondo: Zealandia, l'ottavo continente.

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Acqua e agenti atmosferici segnano in modo spettacolare la terra semidesertica del Colorado Plateau (Utah): 60 milioni di anni fa il mare è scomparso e ha lasciato i sedimenti di calcare e arenaria in balia di venti, piogge e temperature estreme. L'altopiano ha un'estensione di 333.000 chilometri quadrati e tocca ben quattro stati Usa: Arizona, Utah, Colorado e New Mexico.
 
# Altre meraviglie: la grande barriera corallina.

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L'arco naturale Durdle Door (Lulworth Cove, UK) sembra la sagoma di un animale che si abbevera nel vasto specchio d'acqua. Un arco sulla costa si forma quando l'azione delle onde erode rapidamente solo una parte di un promontorio, tipicamente di materiale friabile, come argilla e sabbia verde. Da entrambe le parti della lingua di terra si formano caverne che la forza del mare riesce alla fine ad abbattere: spesso l'arco finisce per crollare, ma quello di Durdle Door sembra abbia almeno mille anni.
 
# Naturale e artificiale: le surreali sculture di pietra di Hirotoshi Ito.

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Non è un mare punteggiato da blocchi di ghiaccio: è invece il Sahara egiziano, punteggiato da una miriade di candide rocce calcaree e gessose, che danno a questa zona - chiamata non a caso Deserto Bianco (Sahara el Beyda) - un aspetto spettrale, soprattutto nelle notti di Luna.
 
# Altre foto: il fascino spettrale del Deserto Bianco.

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La formazione che ha preso il nome di Delicate Arch (arco delicato), nel parco nazionale degli archi, nello Utah, è stata scolpita dall'erosione in diversi milioni di anni. Il parco è un'area protetta che ospita più di 2 mila archi di pietra arenaria, delicati al punto che le autorità hanno proibito ai free climbers di scalare, anche a mani nude, le pareti di queste volte naturali.
 
# Vola in un altro continente: cartoline d'Africa nelle foto della Nasa.

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Caldo torrido e vapori puzzolenti... Vicino alla caldera di Dallol, in Etiopia, si trova un'area desertica dove il termometro arriva a sfiorare i 60 °C. Nessuna attività umana è possibile: solo quelle di geyser e fumarole. I vapori sulfurei mescolandosi ai depositi salini formano queste curiose incrostazioni e alimentano pozze di acqua acida e tossica.
 
# Nella culla della civiltà: una nuova frattura nell'Erta Ale.

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Oltre che piuttosto complicata, una passeggiata tra gli tsingy, i pinnacoli appuntiti della riserva dell'Ankarana (Madagascar), non è priva di rischi: questo tappeto di spilli (tsingy in lingua malgascia significa "ago") nasconde diverse insidie, dai coccodrilli ai corsi d'acqua particolarmente acidi. Predatori e guglie acuminate (alcune alte decine di metri) non sembrano però scoraggiare le popolazioni di lemuri che la abitano.

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Il Blyde River Canyon, in Sudafrica, è un vero colabrodo: tutta colpa delle rapide che si formano dall'incontro tra i fiumi Blyde e Treur e che per secoli hanno scavato l'arenaria, formando questi giganteschi buchi. Con 26 chilometri di lunghezza, il Blyde River è il secondo più lungo canyon dell'Africa, staccato di parecchio dal Fish River Canyon (Namibia), che con i suoi 160 chilometri è secondo solamente al Grand Canyon (Arizona, 446 km).

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Alle pareti non ci sono graffiti, affreschi o mosaici, ma solo "motivi" creati ad arte dall'azione erosiva dell'acqua, talmente perfetti e sorprendenti che la grotta si è meritata il nome di Marble Cathedral, cattedrale di marmo. Questa serie di caverne scolpite nella roccia, secondo molti tra le più suggestive al mondo, si specchia sulle acque del lago Carrera, in Patagonia. L'acqua deve il colore azzurro-piscina al riflesso del cielo cileno e forse anche a un particolare fango che ha origine dai ghiacciai che alimentano il bacino lacustre. È uno spettacolo che vale la pena vedere prima che sia irrimediabilmente compromesso a causa di un progetto per la costruzione di una serie di dighe sugli immissari del lago.

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Alle pareti non ha affreschi o mosaici, ma motivi decorativi creati dall'azione erosiva dell'acqua. Eppure la grotta che vedete è stata soprannominata, per la perfezione delle sue lineee e colori, "Marble Cathedral", cattedrale di marmo. Questa serie di caverne scolpite nella roccia, secondo molti tra le più suggestive al mondo, si specchia sulle acque del Lago Carrera, in Patagonia. L'acqua deve il suo colore azzurro "piscina" al riflesso del cielo cileno e forse anche a un particolare fango che ha origine dai ghiacciai che alimentano il bacino lacustre. Gli immissari del lago sono a rischio a causa dell'impatto che potrebbero subire da un sistema di dighe, il cui progetto è attualmente al vaglio del governo cileno

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Modellato dai venti e dal mare, l'Old Man of Hoy è un pilastro di roccia alto 137 metri sulla costa dell'isola di Hoy, una delle cento che formano l'arcipelago delle Orcadi, a nord della Scozia. Il pinnacolo, che nel punto più largo misura 27 metri, è composto da molti strati di arenaria rossa, una roccia sedimentaria tipica del Devoniano, periodo geologico che va da 395 a 345 milioni di anni fa. Durante quell'intervallo di cinquanta milioni di anni le terre emerse furono definitivamente conquistate dalle piante, omparvero i primi artropodi (insetti, ragni) e gli oceani si popolarono di una grande varietà e quantità di pesci.

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L'albero di pietra non è un albero, ma questo sì - o quanto ne resta dopo il lavoro di venti e piogge sul tronco fossile di un pino Bristlecone (Pinus longaeva) nel parco nazionale del Great Basin, in Nevada. Questa varietà di conifere continua a sorprendere i botanici per la loro longevità e per la capacità di conservazione: questi tronchi rimangono sul terreno, senza decomporsi, anche per 10 mila anni. E dall'analisi dei loro anelli si ottengono informazioni preziose sul clima del passato.

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In una cornice di eccezionale e selvaggia bellezza, in Sierra Nevada, c'è un'arcata modellata da secoli di erosione - ossia in modo del tutto naturale - in quella "costruzione mentale" immaginata nel XIX secolo dall'astronomo e matematico tedesco August Ferdinand Möbius e che appunto prende il nome di Mobius Arc: eccola in una fotografia a dir poco strepitosa, con un intero braccio della Via Lattea e all'interno, sullo sfondo, la cima di Mount Withney, che con 4.418 metri di altezza è la montagna più alta della Sierra Nevada.

Scarpe di fata, alberi di pietra (che non sono alberi) e rocce che invece lo sono stati, fiori di cristallo su laghi di acido e sculture di lava fredda: in ogni parte del mondo ci sono costruzioni che la natura compone per un attimo o per milioni di anni, belle più di ogni opera umana o disarmanti, come un semplice nastro di Möbius fatto dal vento. Ecco una piccola collezione di queste meraviglie quasi innaturali.