24
mag 2010

Le più grandi esplosioni di sempre

Se&nbsp;pensate che il vulcano islandese&nbsp;Eyjafjallaj&ouml;kull abbia gi&agrave; creato fin troppi problemi non avete tutti i torti. Ma considerate che siamo abituati bene. La storia del nostro pianeta &egrave; costellata di eventi geologici, e non solo, dalla potenza devastante: eruzioni colossali, impatti di asteroidi, catastrofi nucleari i cui effetti sono visibili ancora oggi. Basandoci su una classifica stilata dal sito del settimanale scientifico <a href="http://www.newscientist.com/" target="_blank"><em>NewScientist</em></a>, abbiamo individuato 10 di questi eventi distruttivi, pi&ugrave; un eventuale scenario futuro. Volete sapere quali sono state le esplosioni pi&ugrave; apocalittiche di sempre? Non perdetevi questa inquietante <em>hit parade</em>. <br />
<br />
Sono da poco passate le 7:00 a Vanavara, Siberia profonda, il mattino del 30 giugno 1908. Quando un uomo seduto davanti a una stazione commerciale viene sbattuto violentemente a terra, con la sensazione di avere i vestiti che vanno a fuoco. Una quarantina di chilometri pi&ugrave; a nord, nelle vicinanze fiume <span style="color: #632423;">Tunguska</span>, si &egrave; appena verificata un'esplosione della potenza pari a quella di 15 megatoni di dinamite o, tanto per farsi un'idea, a mille bombe di Hiroshima messe insieme. Responsabile del cataclisma &egrave; probabilmente una roccia spaziale di una trentina di metri di diametro, che disintegrandosi nell'atmosfera abbatte circa 80 milioni di alberi come fuscelli. Sulla reale natura del fenomeno, le cui onde sismiche si registrano fino a Londra, gli esperti stanno ancora dibattendo. <br />
<br />
<span style="color: #e36c09;"><strong>Decimo posto: l'evento di Tunguska</strong><br />
</span><br />
<em>Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini</em>Quattro volte pi&ugrave; distruttiva dell'evento di Tunguska, sarebbe stata ancora pi&ugrave; minacciosa se i suoi costruttori, fisici sovietici capitanati da Andrej Dmitrievič Sacharov (in seguito Premio Nobel per la pace per la sua opera di difesa dei diritti umani) non avessero deciso all'ultimo di ridurne la portata. La <span style="color: #632423;">Bomba Zar</span>, il pi&ugrave; pericoloso ordigno all'idrogeno mai costruito (57 megatoni di potenza), chiamata affettuosamente <em>Big Ivan</em> dai militari sovietici, nell'ottobre del 1961 fu sganciata sopra all'isola di Novaja Zemlja, a nord del Circolo Polare Artico. Ne derivarono un lampo di luce visibile a mille chilometri di distanza, una&nbsp;<a href="http://www.focus.it/Scienza/domanda/Come_si_forma_il_fungo_dell_esplosione_atomica.aspx" target="_blank"><span style="color: #1f497d;">nuvola a fungo</span></a> alta 64 chilometri e vetri rotti fino a 900 chilometri dal luogo dell'impatto. Nella foto, esperimenti atomici a Mururoa, Polinesia francese. <br />
<br />
<strong><span style="color: #e36c09;">Nono posto: la Bomba Zar</span></strong>Ogni grande eruzione che si rispetti provoca un tremendo boato. Il pi&ugrave; assordante in assoluto fu probabilmente quello generato dal risveglio del Krakatoa, su un'isola dello Stretto della Sonda, tra Giava e Sumatra, il 27 agosto del 1883. Quattro enormi esplosioni udibili fino a 4 mila chilometri di distanza uccisero decine di migliaia di persone, e assordarono completamente i pescatori della zona. Il botto, della potenza di 200 megatoni (pi&ugrave; di tre volte quella della Bomba Zar) distrusse completamente l'isola, provocando tsunami di decine di metri d'altezza. Successive eruzioni (nella foto) hanno ricreato un isolotto nello stesso luogo. <br />
<a href="http://www.focus.it/Risultato_ricerca.aspx?tt=vulcani" target="_blank"><span style="color: #1f497d;">Foto, notizie e tante altre curiosit&agrave; sui vulcani</span></a><br />
<br />
<strong><span style="color: #e36c09;">Ottavo posto: l'eruzione del vulcano Krakatoa</span></strong>La capacit&agrave; esplosiva di un'eruzione vulcanica si misura con una scala internazionale, l'<span style="color: #632423;">Indice di Esplosivit&agrave; Vulcanica</span> (VEI). Si va da 0 (eruzione non esplosiva) a 8 (eruzione megacolossale). L'esplosione del Krakatoa si &egrave; classificata al grado 6. Solo un evento nella storia recente ha raggiunto&nbsp;il settimo: l'eruzione del monte Tambora, nell'isola di Sumbawa, Indonesia. Dopo i primi "brontolii" - simili a colpi di cannone - lo stratovulcano erutt&ograve; nell'aprile del 1815, proiettando nell'atmosfera 150 miliardi di metri cubi di roccia, cenere e piroclasti. Gli effetti del cataclisma, anche in termini di riduzione della temperatura, si fecero sentire a lungo: l'anno successivo, il 1816, sarebbe stato ricordato come "l'anno senza estate".<br />
<br />
<span style="color: #e36c09;"><strong>Settimo posto: eruzione del Monte Tambora (stratovulcano)<br />
<br />
</strong></span><span><em>Foto: &copy; NASA Earth Observatory</em></span>Avete presente il tipico paesaggio lacustre, con specchi d'acqua calma, quiete assoluta e bagnanti a mollo? Nulla di pi&ugrave; lontano dal lago Taupo, in Nuova Zelanda. Il bacino sorge nella caldera del <span style="color: #632423;">vulcano Oruanui</span>, che erutt&ograve; circa 26 mila 500 anni fa raggiungendo il grado 8 del VEI. L'esplosione, 10 volte pi&ugrave; potente di quella del Tambora, &egrave; conosciuta come una delle sole 47 eruzioni "mega-colossali" della storia della Terra e si pensa abbia contribuito, in parte, all'estinzione del moa (fam. <em>Dinornithidae</em>), un enorme uccello neozelandese (oltre 3 metri d'altezza), antenato di em&ugrave; e casuari. Nella foto, il lago con alle spalle il Monte Ruapehu, durante un'eruzione del 1996.<br />
<br />
<span style="color: #e36c09;"><strong>Sesto posto: l'eruzione del vulcano Oruanui</strong></span>Quando il materiale eiettato, tra ceneri, lapilli e rocce incandescenti supera i mille chilometri cubi di volume, si parla di supervulcani. Il <span style="color: #632423;">Toba</span>, nell'isola di Sumatra, Indonesia, ne rilasci&ograve; circa 2800, in una mega eruzione avvenuta 70 mila anni fa. L'esplosione form&ograve; una gigantesca caldera (30 chilometri per 100) oggi in parte occupata dal lago Toba, qui fotografato da satellite. Si pensa che l'evento abbia contribuito sia all'abbassamento globale delle temperature, sia a una selezione genetica della specie umana, che all'epoca, secondo alcuni ricercatori, fu ridotta a poche migliaia di individui.<br />
<a href="http://www.focus.it/natura/slideshow/07032010-1240-289-si-fa-presto-a-dire-lago.aspx" target="_blank"><span style="color: #1f497d;">Tutti i laghi pi&ugrave; pazzi del mondo (guarda)</span></a><br />
<br />
<strong><span style="color: #e36c09;">Quinto posto: l'eruzione del supervulcano Toba</span></strong>Ora che abbiamo&nbsp;un'idea della forza distruttiva di una supereruzione,&nbsp;proviamo a immaginarne tre di fila, tutte attribuibili allo stesso "colpevole". Sotto agli spettacolari paesaggi del <span style="color: #632423;">Parco Nazionale dello Yellowstone</span>, nel Wyoming (USA), si nasconde&nbsp;il responsabile di alcuni degli eventi geologici pi&ugrave; catastrofici degli ultimi milioni di anni. Un punto caldo - si chiamano cos&igrave; le regioni della crosta terrestre in cui il magma risale direttamente dal mantello - che con le sue ultime tre eruzioni (rispettivamente 2,1 milioni, 1,3 milioni e 640 mila anni fa) ha contribuito alla formazione di un famoso canyon, lo Snake River Plain.<br />
<br />
<strong><span style="color: #e36c09;">Quarto posto: le tre supereruzioni del punto caldo dello Yellowstone</span></strong>Tra tutte le mega eruzioni che hanno interessato il nostro pianeta, quella che ha lasciato le tracce pi&ugrave; suggestive &egrave; forse l'esplosione del <span style="color: #632423;">supervulcano La Garita</span>, nell'attuale stato del Colorado (USA), circa 27 milioni di anni fa. Questi "cuscini" di roccia, formati in seguito al rapido raffreddamento della lava, sono tutto ci&ograve; che resta di un'eruzione della potenza di 100 mila bombe Zar, e 5 mila chilometri cubi di materiale tra ceneri, roccia e lapilli scagliati sulla superficie terrestre. Fortunatamente, questo supervulcano &egrave; ora estinto! E visto che in quanto a eruzioni, pi&ugrave; in alto di cos&igrave; non si pu&ograve; arrivare, passiamo a un altro tipo di "botto"... <br />
<a href="http://www.focus.it/natura/slideshow/31032009_1321_112_Gli_scherzi_della_natura.aspx" target="_blank"><span style="color: #1f497d;">Altre suggestive formazioni rocciose (guarda)</span></a><br />
<br />
<strong><span style="color: #e36c09;">Terzo posto: l'eruzione del supervulcano La Garita</span></strong>Per le primissime posizioni (in termini di forza distruttrice) della nostra classifica, dobbiamo passare dalle cause terrestri a quelle "cosmiche". &Egrave; dallo spazio infatti, che provengono le catastrofi peggiori degli ultimi milioni di anni. Come quella che 65 milioni di anni fa piomb&ograve; nei pressi dell'attuale villaggio di <span style="color: #632423;">Chicxulub</span>, nella penisola dello Yucatan (Messico), lasciando un cratere di 180 chilometri di diametro (nella foto una mappa gravitazionale del cratere realizzata al computer). Secondo alcuni studiosi, ma la questione &egrave; ancora controversa, l'asteroide - un masso cosmico largo 10 chilometri - avrebbe contribuito all'estinzione dei dinosauri. A mettere ko gli animali non sarebbe stato tanto l'impatto quanto la nube di polvere sollevata dall'urto, responsabile di una vera e propria devastazione ecologica.<br />
<a href="http://www.focus.it/Risultato_ricerca.aspx?tt=asteroidi" target="_blank"><span style="color: #1f497d;">Foto e curiosit&agrave; sugli asteroidi (guarda)</span></a><br />
<br />
<strong><span style="color: #e36c09;">Secondo posto: l'asteroide di Chicxulub</span></strong>Vincitore (provvisorio) di questa graduatoria &egrave; un evento che ha scombussolato il nostro pianeta quando ancora era molto giovane, all'incirca 4 miliardi e mezzo di anni fa. Un corpo celeste - forse un pianeta - soprannominato <span style="color: #632423;">Theia</span> e con massa pari a un decimo di quella terrestre, impatt&ograve; contro alla Terra con una traiettoria obliqua, spazzando gran parte del mantello e della crosta e distruggendo, qualora ve ne fosse stata, ogni primordiale forma di vita allora presente. Parte del nucleo di Theia secondo alcuni studiosi, sarebbe "affondato" all&rsquo;interno della Terra fondendosi al nucleo terrestre. Mentre quel che restava della massa del corpo celeste nell'arco di un secolo s&igrave; un&igrave;, dando cos&igrave; origine a una realt&agrave; a noi molto familiare: <a href="http://www.focus.it/Risultato_ricerca.aspx?tt=Luna" target="_blank"><span style="color: #1f497d;">la Luna</span></a>.<br />
<br />
<strong><span style="color: #e36c09;">Primo posto: l'impatto di Theia</span></strong>Anche se tutti ci auguriamo che esplosioni come quelle appena viste rimangano eventi del passato, le minacce di botti catastrofici non sono purtroppo terminate. Nel mondo sono attualmente conservate almeno 23 mila armi nucleari (tra cui quella nella foto) della potenza complessiva di migliaia di megatoni. E sono stati identificati sei supervulcani dormienti, ma potenzialmente ancora attivi, come - oltre al Taupo al Toba e allo Yellowstone - la Valles caldera nel Nuovo Messico, la Long Valley in California e l'Aira caldera nella baia di Kagoshima, Giappone. Quanto agli asteroidi invece, possiamo dormire sonni tranquilli: il <span style="color: #632423;">2007 VK184</span>, tra i pi&ugrave; minacciosi identificati finora, ha un indice di pericolosit&agrave; pari a 1 nella Scala Torino, usata nella classificazione del pericolo di impatto di asteroidi e comete. Il grado 1 corrisponde a una probabilit&agrave; di impatto dello 0,034%. Anche il temibile <span style="color: #632423;">Apophis</span>, che dovrebbe transitare vicino alla Terra nel 2036, si mantiene attualmente al grado 0 (<em>fonte Nasa NEO</em>).{CONTENT}

97
1
Contenuti collegati
Commenti (0)
commento-focus

Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sottostanti.

commento-focus
Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sovrastanti.
Oppure registrati.
Non sono presenti commenti.