Perché Trump ha imposto il silenzio all’Agenzia per l’Ambiente?

Con uno dei suoi primi atti ufficiali il nuovo Presidente ha imposto il silenzio stampa all'Agenzia per l'Ambiente. In realtà è (quasi) tutto normale, ma intanto dal sito della Casa Bianca sparisce ogni riferimento al global warming.

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Secondo il NOAA il 2016 è stato l’anno più caldo di sempre. Ma per Trump il global warming è un’invenzione cinese.|NOAA

La notizia sta rimbalzando sul web da qualche giorno: con uno dei suoi primi atti ufficiali il Presidente Trump avrebbe messo il bavaglio all’EPA (Environmental Protection Agency, cioè l’Agenzia Usa per la protezione dell’ambiente), ordinandole di interrompere qualsiasi attività pubblica di comunicazione, sia attraverso i propri siti istituzionali sia attraverso i social network.


Il neopresidente avrebbe inoltre vietato all’Agenzia di sottoscrivere nuovi contratti e di ricevere finanziamenti, anche da privati, per portare avanti le proprie attività.

Questo atto è stato interpretato da più parti come l’ennesima prova della scarsa sensibilità di Trump alle problematiche ambientali. Ma come sono andate veramente le cose?

Tutto normale. In effetti poco dopo il suo insediamento il 45mo presidente degli Stati Uniti ha imposto all’EPA e ad altre agenzie governative il divieto di comunicare con il pubblico: ciò significa, tra le altre cose, la sospensione di ogni attività sui siti web e sugli account social di questi enti.

Si tratta in realtà di una prassi consolidata che segue quasi tutti i cambi al vertice del governo Usa, soprattutto quando il nuovo presidente è rappresentante di un partito politico diverso da quello del leader uscente.

Obiettivo del silenzio stampa è quello di rivedere le linee guida della comunicazione pubblica e di allinearle alle priorità del nuovo governo. Per questo motivo, già venerdì 20 gennaio, a poche ore dal proprio insediamento, Trump aveva firmato il blocco di tutti i nuovi regolamenti delle Agenzie non ancora attuati, in attesa di un controllo da parte del suo staff.
 


Qui comando io. L’EPA in particolare si è trovata quindi a dover rimandare l’attuazione di una trentina di nuovi regolamenti per l’ambiente già approvati dall’amministrazione Obama: dalla restrizione delle norme sulle emissioni in alcuni Stati ai nuovi limiti sull’impiego industriale di alcune sostanze chimiche.

Secondo quanto riportato dai media il black-out sulle comunicazioni dovrebbe durare ancora qualche giorno e dall’inizio della prossima settimana la situazione dovrebbe tornare alla normalità. Ad oggi la pagina Facebook e l’account Twitter dell’EPA risultano aggiornati al 19 gennaio scorso.

Aggiornamenti di sistema. Ma ciò che preoccupa di più è che secondo fonti interne all’EPA, citate da Reuters, Trump avrebbe chiesto all’agenzia di rimuovere dal proprio sito tutta la sezione dedicata al cambiamento climatico: una raccolta di studi scientifici su cause ed effetti del riscaldamento globale e sulle azioni intraprese negli anni per contrastarlo.

 

| Steve Brodner / Scientific American

Un intervento di questo tipo è già stato effettuato sul sito ufficiale della Casa Bianca, dove qualsiasi riferimento ai cambiamenti climatici è stato eliminato e sostituito con l’America First Energy Plan, dove si legge che “il Presidente Trump è impegnato a eliminare le politiche dannose e non necessarie come il Climate Action Plan”.

La richiesta di quella che è sembrata una vera e propria censura su dati scientifici è stata poi sospesa nella giornata di mercoledì 25 gennaio.

 

Secondo quanto pubblicato da Science un impiegato dell’EPA avrebbe confermato di aver ricevuto uno stop alla cancellazione. Non è ancora chiaro se temporaneo o definitivo.

Cosa ne pensa il Presidente. La posizione di Trump sul riscaldamento globale è nota da tempo: già nel 2012, in un tweet, l’aveva definito una bufala creata dalla Cina per danneggiare l’economia americana.

 

 

Concetto ribadito con termini ancora più forti 14 mesi dopo, sempre su Twitter: «La costosa "balla" del GLOBAL WARMING deve essere fermata. Il nostro pianeta sta congelando, le temperature basse sono da record e i nostri scienziati sono impantanati nel ghiaccio»

 

Non tutto è perduto. Ma la stessa amministrazione Trump, sempre dalle pagine del sito della Casa Bianca, riconosce l’importanza della tutela dell’ambiente: l’ultimo punto del piano energetico del neopresidente è infatti quello di fare in modo che l’EPA possa tornare a concentrarsi sul suo ruolo principale, cioè mantenere pulite l’acqua e l’aria.

27 Gennaio 2017 | Rebecca Mantovani