15
giu 2012

La festa del vento

Scompiglia i capelli, solleva sabbie e ceneri, fa asciugare i vestiti ma, soprattutto, muove le pale delle turbine: è il vento il grande protagonista del Global Wind Day, la festa dell'energia eolica che nel nostro paese ha garantito, solo nel mese di aprile 2012, il 6,4% della produzione energetica nazionale. In attesa del summit mondiale Rio+20, la conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile che dovrebbe definire nuovi obiettivi sulle energie rinnovabili per il 2030, godiamoci le più belle foto del vento e dei suoi imprevedibili effetti.

Guarda anche il veicolo spinto dal vento che corre come in Formula 1
Come funziona una torre eolica? Scoprilo nel nostro multimedia
Energia dal vento con un serpente di turbine
5 idee verdi e innovative per salvare il pianeta

Il paese che investe di pi&ugrave; in energie rinnovabili? In base all'ultima edizione del <em>Renewable Energy Country Attractiveness Indices</em>, la classifica delle nazioni pi&ugrave; interessate all'energia pulita realizzata da Ernst &amp; Young, &egrave; la Cina. Nel terzo trimestre del 2010, la spesa di questo paese nel campo dell'eolico ha rappresentato da sola circa la met&agrave; degli investimenti mondiali nel settore. In altre parole, spiegano gli esperti, &egrave; come se una turbina su due fosse entrata in funzione in Cina. In base a queste rilevazioni l'Italia si collocherebbe al sesto posto, dietro a Stati Uniti (in seconda posizione), Germania, India e Regno Unito. Nella foto, un arcobaleno si staglia tra le turbine eoliche nei pressi della cittadina basca di Durango, in Spagna.<br />
<a href="http://www.focus.it/Risultato_ricerca.aspx?tt=energia+eolica" target="_blank"><span style="color: #0070c0;"><strong>Energia eolica: informazioni, curiosit&agrave; ed esempi virtuosi</strong></span></a><br />
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<em></em>Di solito simboleggiano una nazione, una squadra, un gruppo di appartenenza. In Tibet invece, le bandiere veicolano messaggi universali di pace, compassione, forza interiore e speranza. Le <em>prayer flags</em> ("bandiere di preghiera") sono appese all'aperto, davanti a templi e luoghi sacri, sui tetti, sui ponti e sulle cime delle montagne. Ciascuna ha un colore che corrisponde a un singolo elemento, giallo per la terra, verde per l'acqua, rosso per il fuoco, bianco per le nuvole, blu per l'aria e il cielo, e alcune scritte sacre - i mantra - stampate sulla sommit&agrave;. Si pensa che vento, pioggia e sole che le accarezzano e le fanno mano a mano scolorire, possano veicolare al mondo intero il messaggio positivo che questi vessilli portano in s&eacute;. <a href="http://www.focus.it/sesso__comportamento/fotodelgiorno/16042010-1054-399-e-tu-di-che-stoffa-sei.aspx" target="_blank"><span style="color: #0070c0;">Guarda anche le bandiere da indossare</span></a><br />
<a href="http://www.focus.it/sesso__comportamento/test/Sai_riconoscere_le_bandiere.aspx" target="_blank"><span style="color: #0070c0;">Sai riconoscere le bandiere? Mettiti alla prova con un test!</span></a>Se Talete aveva pensato all'acqua come inizio di tutte le cose, un suo discepolo, Anassimene, obiettava al maestro che quella potesse essere all'origine del suo contrario, il fuoco. Ecco che per lui il principio di tutto diventò l'aria.<br>Senz'altro si può dire che non ci sarebbe vita sulla Terra senza… vento. È lui il vero motore dell'atmosfera: agisce come una sorta di supercondizionatore che distribuisce il calore sulla Terra, rende più uniforme il clima e rende possibile il persistere delle forme di vita.<br>Nella foto nuvole mosse dal vento e portatrici di pioggia sulla costa dell'isola di Harris (Scozia).Un tipo stressatissimo? Vento a 150 chilometri all'ora? Nulla di tutto questo. E' un artista di strada: quel giorno non tirava neanche un filo di vento, il gel e il fil di ferro possono fare miracoli!<br><b>Foto: ValePt.<BR>
Il vento ha due anime, una buona (spiegata nella foto precedente) e un'altra più cattiva… specialmente per l'uomo. A volte infatti spazza la Terra a velocità impressionante, spesso anche proprio a causa della conformità del territorio: le montagne per esempio possono deviare, incanalare e aumentare la forza dei venti.<br>Uno dei venti più forti che si conoscono è la bora triestina, ma il colpo di vento più forte fu rilevato il 12 aprile 1934 sui Monti Appalacchi, negli Stati Uniti. Qui la conformazione a imbuto delle alture circostanti causò folate che viaggiavano a 371 chilometri all'ora.<br>Nella foto, un  <a href="Javascript:openwin('http://www.focus.it/fed/f_giorno.asp?G=25&M=08&A=2005&direzione=sx','f_giorno','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=380')"><b><u>mesociclone</b></u></a> in Kansas (USA) che ruota a 50-60 chilometri all'ora: è in arrivo un temibile tornado (vedi foto successiva).Gli psicologi consigliano di buttarla in ridere dopo aver fatto una figuraccia, ma non sempre &egrave; possibile. La folata di vento che ha colto questi cardinali, per esempio, si &egrave; verificata in occasione dei funerali del papa Giovanni Paolo II, celebrati nell'aprile 2005.<br />
Da sempre psicologi e studiosi del comportamento hanno studiato la ricetta giusta per uscire dalle situazioni pi&ugrave; imbarazzanti. Per scoprire i modi pi&ugrave; efficaci per farlo, <a target="_new" href="einpiu.asp?id=4"><strong><span style="text-decoration: underline;">cliccate qui</span></strong></a>.Almeno tre fattori rendono speciale la costa della Namibia, qui in una foto da satellite. Il primo &egrave; l'insieme di pennacchi di sabbia e sedimenti sollevati dal vento che soffia in direzione dell'oceano. Il secondo, riconoscibile dagli aloni verdi lungo la riva, &egrave; la presenza in prossimit&agrave; della superficie di emissioni di acido solfidrico (una sostanza dal caratteristico odore di uovo marcio), causate sembra, dalla presenza nella zona di correnti d'acqua povere d'ossigeno e sedimenti organici ricchi di carbonio. Il terzo, non visibile nello scatto, &egrave; la ricchezza di diamanti trasportati fino alla costa dai fiumi. Gi&agrave; nel secolo scorso le miniere della zona&nbsp;fornivano il 20% della produzione diamantifera mondiale.<br />
<a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/slideshow/Il_mondo_visto_dallo_spazio_23062008_098768773.aspx" target="_blank"><span style="color: #0070c0;">Altre spettacolari foto da satellite (guarda)</span></a><em><br />
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Foto: &copy; Jeff Schmaltz, MODIS Rapid Response Team at NASA GSFC<br />
</em>Un ragazzo fa asciugare all'aria una camicia lavata nelle acque del fiume Buriganga, a Dhaka, capitale del Bangladesh. Insieme all'indonesiano Citarum il corso d'acqua sarebbe tra i fiumi pi&ugrave; inquinati del mondo, contaminato com'&egrave; da liquami provenienti dalle case (gli abitanti di Dhaka sono 4 milioni), scarti chimici industriali, rifiuti ospedalieri, spazzatura, plastica e carburanti.Dietro alla scelta energetica degli abitanti di Sams&oslash;, un'isola della Danimarca, non c'&egrave; n&eacute; un disastro naturale n&eacute; una direttiva dall'alto, ma solo un forte senso civico che ha permesso all'isola, che un tempo si basava esclusivamente su petrolio e carbone, di trasformarsi in un paradiso energetico completamente verde. Il tutto nell'arco di 10 anni. Ora Sams&oslash; ricava il 100% dell'elettricit&agrave; di cui ha bisogno dal vento (nella foto, un impianto eolico al largo della costa), mentre il calore proviene da impianti solari e biomasse. Attualmente l'isola produce il 10% di energia in pi&ugrave; rispetto al suo fabbisogno.<br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">La trasformazione pi&ugrave; rapida <br />
</span>Superficie totale:</strong> 114 km&sup2; <br />
<strong>Popolazione:</strong> 4 mila abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" dal:</strong> 2007<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 48 mila <br />Raffiche di vento alla velocit&agrave; di 80 chilometri all&rsquo;ora. Quanto basta per sradicare un albero, come quello che ostruisce questa strada di Los Angeles, in&nbsp;California. Per fortuna, per&ograve;, le potenti folate non sono riuscite ad abbattere un altro illustre albero californiano: il &ldquo;Generale Sherman&rdquo; la sequoia gigante pi&ugrave; grossa del mondo, chiamata cos&igrave; in onore del celebre&nbsp;generale della Guerra di Secessione. Sembra che questo vegetale sia l&rsquo;essere vivente pi&ugrave; grande (in termini di volume) della Terra. E a guardare le sue misure non &egrave; difficile crederlo: 84 metri di altezza per 5.445 tonnellate di peso. <br />
Misure da <a href="http://www.focus.it/Speciali/Pazzi_primati_tutto_quello_che_dovreste_sapere_sul_libro_pi_famoso_del_mondo/default.aspx"><strong>guinness</strong></a>? Si, anche se il &ldquo;Generale Sherman&rdquo; non &egrave; uno degli alberi pi&ugrave; vecchi del mondo: ha infatti un&rsquo;et&agrave; compresa tra i 2.300 e i 2.700 anni. Bazzecole, in confronto ai 4.789 anni del pino &rdquo;Matusalemme&rdquo;, l&rsquo;albero vivente pi&ugrave; vecchio del mondo, che si trova nell&rsquo; Ancient Bristlecone Pine Forest, sempre in California.<a href="http://ifocus.focus.it/Scheda_media.aspx?idc=2300818" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;">S&igrave;, si pu&ograve; fare</span></a> di <a href="http://ifocus.focus.it/Utente.aspx?username=nandoquaranta " target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;">nandoquaranta</span></a> (Ferdinando Quaranta)
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La foto &egrave; stata scattata nel mese di agosto scorso nel parco eolico dei Pian dei Corsi nell'entroterra di Finale ligure. Le pale eoliche sono posizionate nei pressi di una dismessa base radar statunitense che mantiene tutta la tristezza del presidio abbandonato. La luce del tramonto ha contribuito ad accrescere la drammaticit&agrave; di quel luogo, tra edifici fantasma, filo spinato, garritte, silos e giganteschi gruppi elettrogeni arrugginiti, specchio di un passato da guerra fredda e una risorsa a portata di mano: le energie rinnovabili. Qui il &ldquo;fu&rdquo; e il &ldquo;sar&agrave;&rdquo; sembrano incontrarsi.Se avete l'impressione che sotto questa nave manchi qualcosa non avete tutti i torti. Artemis, una nave mercantile lunga 88 metri, si è arenata sulla spiaggia francese di Sables-d'Olonne, non lontano da Nantes. Tutta colpa di una <a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Foto_del_giorno.aspx?idc=2520"><strong>violenta tempesta</strong></a> che si è abbattuta due giorni fa sulla zona occidentale del Paese, con raffiche di vento a 140 chilometri orari sulla costa. <br />Di certo non il clima ideale per una bella gita in barca. Fortunatamente sono rimasti illesi i sette membri dell'equipaggio, mentre il cargo insabbiato ha attirato curiosi e turisti. La stessa sorte era toccata qualche anno fa a <a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Foto_del_giorno.aspx?idc=2666"><strong>un'imbarcazione olandese</strong></a>. Vedi anche <a href="http://www.focus.it/Notizie/2007/marzo/La_nave_s_ribaltata_Tutto_normale.aspx"><strong>la nave che si ribalta</strong></a>.<br />Scopri <a href="http://www.focus.it/Notizie/2006/settembre/In_volo_nellocchio_del_ciclone.aspx"><strong>come vengono studiati i cicloni</strong></a>.Il vento sposta le ceneri del Monte Merapi, montagna di fuoco in lingua indonesiana. Il vulcano &egrave; caratterizzato da eruzioni che durano da uno a cinque anni, l'ultima delle quali risale al 2011. Si trova inoltre poco pi&ugrave; a nord di Giacarta, in una delle aree pi&ugrave; popolose al mondo.<br />
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<a target="_blank" href="http://www.focus.it/ambiente/natura/Vulcani_nel_mondo_C9.aspx">Le pi&ugrave; spettacolari eruzioni vulcaniche al mondo (guarda)</a>Una raffica pi&ugrave; forte delle altre ha giocato un brutto scherzo a questa donna di Nanjing, nella provincia dello Jiangsu in Cina. <br />
La raffica di vento pi&ugrave; forte della storia &egrave; stata registrata il 10 aprile 1996 sull'isola di Barrow, in Australia, in occasione del passaggio del ciclone Olivia: soffiava a 408 chilometri orari. Nel Sistema Solare i venti pi&ugrave; forti si registrano su Nettuno e Saturno: sul primo sono state misurate raffiche di 2100 chilometri all'ora.{CONTENT}

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