Il global warming? Un Robin Hood al contrario

I cambiamenti climatici rubano risorse naturali ai poveri per darle ai ricchi: le alte temperature spingono piante e pesci a migrare verso i poli, abbandonando le zone calde.

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Il pesce? Da quella parte: qui è finito. Un graffito dipinto nella riserva di Jaquari, in Brasile, in un periodo di siccità.|STRINGER Brazil/Reuters

Il termometro della Terra sale, le acque si scaldano e i pesci e altre importanti risorse naturali migrano dalle aree temperate sempre più a nord: le ricchezze si spostano di conseguenza, e in questo modo i poveri divengono sempre più poveri.

 

È la conclusione di uno studio delle Università di Rutgers, Princeton, Yale, e Arizona pubblicato su Nature Climate Change, che considera il riscaldamento globale sotto una nuova veste: quella di distributore iniquo di risorse, che ruba a chi ha già poco, per dare ai ricchi.

fuga di massa. Malin Pinsky e colleghi hanno osservato che l'inclusive wealth, ossia il benessere complessivo di una comunità costituito sia dal suo capitale naturale, sia da quello umano, sociale, industriale e dalle infrastrutture, si sta allontanando dalle zone temperate in direzione dei poli.

 

La forbice si allarga. Mano a mano che le temperature salgono, pesci, piante e altre risorse alimentari migrano in cerca di fresco, e solo le comunità più ricche, che possono permettersi politiche più ambiziose di conservazione e valorizzazione delle risorse naturali, riescono a tenere il passo con il cambiamento.

Il viaggio delle piante. Gli alberi italiani si stanno spostando verso nord per via del clima. Ma c’è un problema: quelli più a sud, da che cosa saranno sostituiti? Ve lo spieghiamo su Focus 281, in edicola fino al 21 marzo 2016 (scopri l'anteprima). Focus è anche su iOS, Android, Amazon, Zinio (web). E per non perderti nessun numero abbonati qui.

Tagliate fuori. Le popolazioni più povere, che pure basano gran parte del loro sostentamento sui beni naturali vengono depauperate delle risorse per vivere. Così il divario tra ricchi e poveri si fa ancora più ampio.

 

«Tendiamo a pensare al riscaldamento globale come a un fatto fisico e biologico - conclude Pinsky - ma anche le popolazioni reagiscono al clima che cambia, e l'impatto dei loro comportamenti sulle risorse naturali è ancora poco noto».

 

26 Febbraio 2016 | Elisabetta Intini