Guerra Fredda: Iceworm può ancora fare danni

Una vecchia base militare Usa, dimenticata sotto i ghiacci della Groenlandia, può riversare nell'ambiente tutto il suo carico di inquinanti, anche radioattivi.

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Benvenuti a Camp Century.|Esercito Stati Uniti

La storia è di quelle alla James Bond: un’operazione militare in gran segreto sotto la calotta dei ghiacci della Groenlandia. Ma non è l’idea di un nuovo film: è realmente accaduto durante la Guerra Fredda, quel conflitto mai dichiarato tra Usa e Urss, "ufficiosamente" concluso nel 1991, con la caduta del Muro di Berlino.

 

Camp Century è stata costruita dalla US Army Corps of Engineers nel 1959: una città sotterranea il cui scopo ufficiale era quello di condurre ricerche scientifiche nella calotta dei ghiacci. All'ombra della scienza (che pure c'era) si nascondeva l'Iceworm Project, una base di lancio per missili balistici.

Camp Century: lo scopo militare non esiste più,
ma può ancora fare danni

Il progetto venne sviluppato fino al 1967: gran parte delle installazioni sotterranee era stata completata, e tuttavia gli Usa decisero di abbandonare Camp Century perché lo spessore dei ghiacci al di sopra della base andava aumentando. Era in quel periodo convinzione diffusa che la Terra si avviasse a una piccola era glaciale, e i responsabili del progetto temevano che l'espansione dei ghiacci potesse "stritolare" la base.

 

La posizione di Camp Century in Groenlandia | Esercito Stati Uniti

 

Le conseguenze della guerra. Ora la situazione è ben diversa: stando a molte previsioni, entro il 2090 si arriverà a una condizione dove la quantità di neve che si depositerà sarà inferiore a quella che fonderà.

 

Da qui il problema: entro un secolo è possibile che quel che venne stoccato in quei 10 anni di lavori nella base segreta potrebbe venire alla luce, inquinando profondamente l’ambiente. Rifiuti di ogni genere, gasolio, inquinanti organici come il PCB (utilizzato dai militari nelle vernici) e rifiuti radioattivi prodotti dal generatore nucleare del campo potrebbero disperdersi in un ambiente molto delicato dal punto di vista ecologico.

 

Oltre a tutte le problematiche legate appunto al riscaldamento globale, questa situazione «potrebbe portare a nuove tensioni politiche, soprattutto tra Usa e Danimarca (a cui la Groenlandia fa capo)», afferma Liam Colgan, della York University (Toronto) che ha coordinato lo studio pubblicato su Geophysical Research Letters.

 

La ricerca ha dipinto due scenari: il primo che prevede un innalzamento della temperatura media terrestre di 5 °C entro il 2100 e che vedrebbe, per la riduzione dei ghiacci, un grave inquinamento dell'area entro il 2090; il secondo, basato su un minore aumento delle temperature, concede... più o meno un secolo in più.

 

In altre parole, tutto quel materiale prima o poi farà comunque danni. Il tempo per fare le pulizie di fino ci sarebbe, ma sarà fatto?

 

05 Agosto 2016 | Luigi Bignami

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