Insetti a tavola: è quasi una scelta obbligata. Saremo capaci di farla?

Entomofagia: sostituire metà dei prodotti animali che mettiamo a tavola con surrogati di insetti farebbe recuperare, a livello mondiale, un buon terzo di terre fertili da destinare all'agricoltura.

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Una nuova interpretazione del sushi.|Shutterstock

L'allevamento di bestiame si porta via il 60% della totalità dei terreni fertili disponibili, e un terzo del cibo che produciamo se ne va per sfamare animali destinati al macello. Per quanto a molti possa dispiacere, sappiamo che una dieta a base di insetti risolverebbe parte del problema, ma in quale misura, esattamente?

Un gruppo di scienziati dell'università di Edimburgo ha elaborato alcuni scenari che considerano diverse alternative alla carne e ai derivati animali, analizzando in particolare il loro impatto sulla disponibilità di terra destinata all'agricoltura (sempre più esigua e sempre più necessaria, con la popolazione mondiale in crescita).

 

Coltivare carne in laboratorio è ancora poco conveniente: vedi anche le tecnologie che stanno cambiando il nostro modo di mangiare. | Shutterstock

Rivoluzione a metà. Che cosa accadrebbe se scambiassimo metà dei prodotti animali di cui ci nutriamo con, rispettivamente, insetti edibili, carne coltivata in laboratorio, sostituti della carne (come tofu, seitan e hamburger vegetariani o vegani) o organismi ottenuti con l'acquacoltura?

 

L'approccio è puramente esplorativo, fanno sapere gli scienziati, e la scelta di sostituire il 50% di carne e derivati è del tutto arbitraria. Potrebbe essere il 3, il 10 o il 20%: si è pensato a questo valore per di comodità.

 

Un bel guadagno. Le alternative più sostenibili sono risultate le cagliate di soia come il tofu, e le larve di verme della farina (un diffuso coleottero). Se metà del fabbisogno proteico che attualmente soddisfiamo con carne, uova e formaggi, fosse compensato con tofu o derivati dell'insetto, toglieremmo all'allevamento un terzo delle terre che gli sono dedicate, e potremmo convertire quei terreni all'uso agricolo.

 

Mangiatori di scarti. A differenza della carne artificiale, quella "coltivata", per adesso solo in laboratorio, e il cui rapporto costi/benefici è ancora svantaggioso, gli insetti occupano poco spazio, inquinano poco, forniscono un buon apporto proteico e - soprattutto - sanno convertire gli scarti agricoli e alimentari in cibo per crescere e riprodursi. Non sarebbe quindi necessario coltivare alimenti extra per nutrirli.

 

Mimetizzati. Per superare l'avversione ad essi associata sopratutto in Occidente, li si potrebbe usare in forma non riconoscibile (per esempio, farine) e in combinazione con altri ingredienti, in barrette, biscotti e chips.

 

 

20 Maggio 2017 | Elisabetta Intini

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