02
nov 2011

Passa al verde!

Ridurre le emissioni nocive, investire in fonti energetiche alternative, trasformare il proprio quartiere o la propria città in un luogo davvero pulito... obiettivi un po' "fuori mano"? Tutt'altro! Bastano un progetto, politiche intelligenti e (molta) buona volontà. In questa fotogallery troverete nove esempi diversi, ma tutti efficaci, di comunità che hanno fatto dell'energia verde la loro bandiera. Quale sarà il vostro "stile" preferito?

Nel maggio 2007 un tornado forza 5 ha distrutto quasi completamente la loro cittadina. Una settimana pi&ugrave; tardi, gli abitanti di Greensburg (lett. "citt&agrave; verde", in inglese), Kansas, stavano gi&agrave; pensando a come ricostruirla. Trasformando la tragedia in opportunit&agrave; hanno ideato un progetto ambizioso: quello di fare della loro comunit&agrave; un modello di eco sostenibilit&agrave; per tutti i piccoli centri dall'America rurale. Greensburg trae energia pulita da un mix di eolico, geotermico e solare. Una centrale eolica produce elettricit&agrave; sufficiente per 4 mila famiglie (quella che avanza, &egrave; rivenduta), i lampioni (nella foto) sono alimentati ai LED e si &egrave; persino trovato il modo di riutilizzare la legna degli alberi abbattuti dal tornado. <br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">Il migliore progetto degli Stati Uniti<br />
</span>Superficie totale:</strong> 3,9 Km&sup2; <br />
<strong>Popolazione:</strong> 900 abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" entro:</strong> 2017<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 19800, equivalenti a 825 mila alberi piantati <br />
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<em>Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini</em>Costruita a ridosso di un porto industriale&nbsp;di Victoria, Canada, Dockside Green &egrave; un centro residenziale che ha fatto molto parlare di s&eacute; per aver raggiunto il pi&ugrave; alto punteggio al mondo nella scala di certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), il sistema statunitense di valutazione dell'impronta ambientale e della sostenibilit&agrave; degli edifici. La sua peculiarit&agrave; &egrave; un impianto a biomassa - il<em> bio-boiler</em> - alimentato con gli scarti di legname delle aziende della zona, che scalda gli ambienti e l'acqua sanitaria di tutti gli appartamenti del distretto, rifornendo anche alcuni edifici vicini. <br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">La soluzione pi&ugrave; ingegnosa</span></strong> <br />
<strong>Superficie totale:</strong> 121,000 m&sup2; <br />
<strong>Popolazione: </strong>2500 abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" entro:</strong> 2011<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 52500, equivalenti a 9100 auto in meno sulle strade <br />
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<em>Foto: &copy; Lotus Johnson (</em><a href="http://www.flickr.com/people/ngawangchodron/" target="_blank"><em>ngawangchodron</em></a><em>)</em>L'ultimo eclatante gesto, in ordine di tempo, &egrave; stato quello di organizzare il primo incontro governativo subacqueo (<em>nella foto</em>), per attirare l'attenzione globale sulle drammatiche, possibili conseguenze dell'innalzamento del livello dei mari. Il futuro delle Maldive - da tempo impegnate, nel loro piccolo,&nbsp;a investire su politiche energetiche alternative - &egrave; strettamente legato all'impegno di tutti: se il livello degli oceani continuer&agrave; a salire, i primi a farne le spese saranno proprio gli abitanti di questo arcipelago, insieme a quelli delle isole&nbsp;Tuvalu (situate tra le Hawaii e l&rsquo;Australia) e delle Fiji, la rappresentante delle quali &egrave; scoppiata in lacrime davanti al fallimento dei negoziati per il clima di Copenhagen.<br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">La trasformazione pi&ugrave; urgente <br />
</span>Superficie totale:</strong> 300 km&sup2; <br />
<strong>Popolazione:</strong> 396,334 abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" entro:</strong> 2020<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 792668 <br />Sfruttare al meglio la risorsa pi&ugrave; preziosa del Medio Oriente, e questa volta non stiamo parlando del petrolio: &egrave; al Sole che Masdar City, una citt&agrave; "verde" che sorger&agrave; a 17 chilometri da Abu Dhabi, sta guardando per la realizzazione del suo ambizioso progetto. La citt&agrave; sfrutter&agrave; per il suo fabbisogno l'energia prodotta da una serie di impianti a energia solare - tra cui la pi&ugrave; grande distesa di pannelli fotovoltaici della regione - e da sorgenti geotermiche. Nella prima fase di sviluppo del progetto, che prevede la costruzione del Masdar Institute campus (un centro di ricerca sulle energie rinnovabili) i trasporti saranno garantiti da autobus elettrici e da piccoli veicoli elettrici senza autista e comandabili a voce.<br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">La trasformazione pi&ugrave; costosa (22 miliardi di dollari)</span></strong> <br />
<strong>Superficie totale:</strong> 6 km&sup2; <br />
<strong>Popolazione stimata:</strong> 50 mila abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" entro:</strong> 2020<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 3 milioni e mezzo <br />
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<em>Foto &copy; 2010 <a href="http://www.masdarcity.ae/en/index.aspx" target="_blank">Masdar City</a></em>L'obiettivo &egrave; arrivare a coprire con le fonti rinnovabili almeno il 20% del fabbisogno energetico entro il 2020. Per raggiungerlo, gli ingegneri di Citt&agrave; del Vaticano hanno installato, su richiesta di Benedetto XVI (ribattezzato "Papa verde" dai giornalisti per il suo interesse alle tematiche ambientali), una serie di pannelli solari sul tetto dell'auditorium dell'Aula Paolo VI, non lontano dalla cupola di San Pietro. L'impianto produce circa 300 megawattora&nbsp;(MWh) all'anno, quanto basterebbe per coprire il fabbisogno energetico di un centinaio di famiglie. Grande attenzione stanno ricevendo anche alcuni progetti sulle biomasse.<br />
<span style="color: #e36c09;"><strong><br />
La comunit&agrave; pi&ugrave; "santa"</strong></span> <br />
<strong>Superficie totale:</strong> 0,44 Km&sup2; <br />
<strong>Popolazione:</strong> 826 abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" entro:</strong> non precisato<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 7434 <br />Il piano &egrave; ambizioso: diventare la prima nazione al mondo a tagliare definitivamente le emissioni di anidride carbonica. E il tempo per realizzarlo, non molto: entro il 2021, anno del 200esimo anniversario dalla sua fondazione, la Costa Rica dovr&agrave; rinunciare ad ogni forma di energia non sostenibile. In questo cammino comunque, &egrave; gi&agrave; a buon punto, considerando che gi&agrave; attualmente il 90% dell&rsquo;energia che produce proviene da fonti rinnovabili come eolico, geotermico e soprattutto, impianti idroelettrici (nella foto, una diga a Ujarras de Cartago). Tra i prossimi obiettivi, l'introduzione di treni e autobus elettrici, bioetanolo e biodisel per le automobili. <br />
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<span style="color: #e36c09;"><strong>La trasformazione pi&ugrave; ambiziosa</strong></span> <br />
<strong>Superficie totale:</strong> 51100 km&sup2; <br />
<strong>Popolazione:</strong> 4 milioni 25 mila abitanti<br />
<strong>Completamente "verde" entro:</strong> 2021<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 8,5 milioni, equivalenti a 354 milioni di alberi piantati <br />Dietro alla scelta energetica degli abitanti di Sams&oslash;, un'isola della Danimarca, non c'&egrave; n&eacute; un disastro naturale n&eacute; una direttiva dall'alto, ma solo un forte senso civico che ha permesso all'isola, che un tempo si basava esclusivamente su petrolio e carbone, di trasformarsi in un paradiso energetico completamente verde. Il tutto nell'arco di 10 anni. Ora Sams&oslash; ricava il 100% dell'elettricit&agrave; di cui ha bisogno dal vento (nella foto, un impianto eolico al largo della costa), mentre il calore proviene da impianti solari e biomasse. Attualmente l'isola produce il 10% di energia in pi&ugrave; rispetto al suo fabbisogno.<br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">La trasformazione pi&ugrave; rapida <br />
</span>Superficie totale:</strong> 114 km&sup2; <br />
<strong>Popolazione:</strong> 4 mila abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" dal:</strong> 2007<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate:</strong> 48 mila <br />Per ora si tratta soltanto di un insediamento pilota. Ma se tutti i quartieri di Londra prendessero esempio da BedZed (l'abbreviazione di <em>Beddington Zero Energy Development</em>), un piccolo agglomerato di un centinaio di case alle porte della capitale britannica, l'impronta ambientale della citt&agrave; si ridurrebbe, eccome. Progettato dall'architetto inglese Bill Dunster come modello di vita ecosostenibile, &egrave; stato costruito interamente con materiali riciclati o provenienti da un raggio di 50 chilometri di distanza per limitare le emissioni dei trasporti. Un efficiente sistema di raccolta dell'acqua piovana e di riciclaggio di quella di scarico riduce notevolmente (circa un terzo) il consumo della rete idrica, mentre la dispersione di calore &egrave; evitata attraverso tripli vetri e altissimi livelli di isolamento. Pannelli solari ed elettrodomestici a basso consumo completano l'opera. <br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">La comunit&agrave; pi&ugrave; piccola</span></strong> <br />
<strong>Superficie totale: </strong>18 mila m&sup2; <br />
<strong>Popolazione:</strong> 220 abitanti <br />
<strong>Completamente "verde" dal:</strong> 2002<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica risparmiate:</strong> 2420 <br />Non sempre per un cambiamento radicale occorrono idee supertecnologiche. Per tentare di ridurre il suo impatto ambientale, la&nbsp;citt&agrave; di Moreland, nell'area metropolitana di Melbourne, Australia, ha deciso di puntare tutto su un'opera capillare di istruzione e sensibilizzazione sui temi della sostenibilit&agrave;, e su capitali da mettere a disposizione per progetti che sfruttino energia alternativa (in particolare, quella solare). L'obiettivo &egrave; quello di divenire, a piccoli passi,&nbsp;una comunit&agrave; a impatto zero entro il 2030. Nella foto, un impianto solare australiano.<br />
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<strong><span style="color: #e36c09;">La trasformazione pi&ugrave; a portata di mano <br />
</span>Superficie totale:</strong> 51 km&sup2; <br />
<strong>Popolazione: </strong>149122 abitanti<br />
<strong>Completamente "verde" entro:</strong> 2030<br />
<strong>Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate: </strong>3,4 milioni, equivalenti a 595 mila auto in meno sulle strade <br />{CONTENT}

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