• 01 giugno 2011
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giu 2011

Visione ultravioletta per sopravvivere: parola di renna

Visione ultravioletta per sopravvivere: parola di renna
Le renne artiche non subiscono danni dalla loro capacità di vedere nelle lunghezze d'onda dell'ultravioletto. Questi raggi possono invece danneggiare l'occhio umano. Foto credit: youngrobv (Rob&Ale)

L'occhio umano è in grado di percepire lunghezze d'onda comprese tra i 700 e i 400 nanometri. Le renne artiche (Rangifer tarandus) riescono a vedere al di là dello spettro della luce visibile, fino a 350-320 nanometri: è quanto emerge da uno studio della Queen Mary University di Londra e dell'University College di Londra. I ricercatori sospettano che questa caratteristica aiuti i mammiferi a distinguere i licheni (loro alimento principale) e i predatori nel bagliore accecante delle nevi perenni, che a lungo andare danneggia l'occhio umano. I licheni appaiono probabilmente neri ai loro occhi, e quindi immediatamente distinguibili, così come i lupi dai quali fuggire. La visione ultravioletta aiuterebbe anche a percepire le tracce di urina in modo da distinguere la presenza di un altra renne o di eventuali minacce.

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