• Un carattere da cani
9
set 2006

Un carattere da cani

Un carattere da cani

Ogni cane ha la sua personalità che dipende da molti fattori. Tra questi uno dei più importanti è la razza. Ecco come varia il loro carattere dei cani in base alla razza.

Una coppia di cuccioli husky. Hanno un carattere molto
indipendente.

di Chiara Borelli

Almeno 100 milioni di cani vivono come animali da compagnia nel mondo occidentale, di cui 7 milioni nelle case degli italiani, e circa 400 milioni popolano la Terra. Molto diversi tra loro, non solo fisicamente ma anche caratterialmente: le esperienze avute nel corso della vita ma anche le basi genetiche sono all’origine di queste differenze. La selezione di caratteristiche mirate iniziata almeno 20 mila anni fa, ha spinto infatti alla nascita di molte razze (oggi sono più di 400 quelle ufficialmente riconosciute) e alla formazione di comportamenti specializzati: utili per la guardia, la difesa, la caccia, la compagnia o il lavoro. Se cresciuti in un contesto rispettoso delle loro necessità, in tutti i quattrozampe si possono comunque riscontrare le caratteristiche principali del Canis familiaris: socievolezza, docilità, curiosità e adattabilità. E al di là dell’aspetto e del temperamento, tutti i cani hanno un’esigenza comune, quella di vivere in compagnia che li spinge a cercare un padrone quando non ne hanno uno.
Una scelta del cucciolo fatta in base alle nostre e alle sue esigenze, al di là dell’aspetto, è il primo passo per un rapporto di successo.

Guida alla scelta
Razze come cocker, golden retriever o boxer sono particolarmente socievoli. Docili e estroversi, sono abituati ad avere un rapporto stretto col padrone. Amano la compagnia, la vita in famiglia e mal sopportano la solitudine, soprattutto se prolungata; altre, come i chow chow, mostrano disinteresse verso le relazioni sociali troppo “intense”.
Alcuni cani, come il pastore tedesco o il border collie, sono più addestrabili, e altri, come i levrieri, meno collaborativi. È una questione genetica. Un siberian husky difficilmente potrà andare a spasso senza guinzaglio, perché è portato ad andarsene, così come un pastore maremmano: sono cani selezionati per essere indipendenti e che per natura hanno la tendenza alla dispersione. Nei cani primitivi, come il cane dei faraoni, sarà comunque l’istinto a prevalere.

Fedeli al cento per cento
Un pastore belga, un pastore bergamasco, un collie o un bobtail invece hanno la tendenza innata a seguire, ed è difficile che scappino, anche con un conduttore inesperto: già a tre mesi, nelle prime passeggiate, seguiranno spontaneamente quando sono lasciati liberi. All’estremo opposto dell’indipendenza vi è l’attaccamento al padrone: solitamente tutte le razze toy (cani di taglia molto piccola, pesanti anche poco più di un chilo, come il maltese o il chihuahua) sono così legate che difficilmente sopportano il distacco; è estremamente difficile insegnare loro a stare soli. Un caratteristica molto accentuata nel barbone toy, che spesso soffre di ansia da separazione: quella che lo porta a distruggere i cuscini del divano la sera in cui decidiamo di andare al cinema.

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