Sorprese del Pacifico: nuove foto dal NOAA

Stelle marine killer, foreste di coralli e scene che non si vedevano dal Paleozoico: gli scorci inediti fotografati nei fondali oceanici in un'importante spedizione scientifica.

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Comportamenti non "da manuale", documentati prima d'ora, e neanche sempre, soltanto in alcuni reperti fossili: una spedizione oceanografica del NOAA ha rivelato molte sorprese in un'area profonda del Pacifico ritenuta poco popolata. In due settimane di esplorazione dei fondali tra le isole Samoa americane e le Hawaii, mirate a mappare i rilievi sottomarini di quest'area, i biologi marini si sono imbattuti in lotte per il cibo, predatori inaspettati e in una serie di fossili viventi che mai si sarebbero aspettati di osservare dal vivo. Ecco alcune foto scattate a diverse profondità dai ROV, i sottomarini a comando remoto della nave di ricerca dell'amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti.

Nella foto un'anemone Actinoscyphia aurelia che ricorda, nell'aspetto, una venere acchiappamosche: come la pianta carnivora infatti, intrappola le prede chiudendo i suoi tentacoli.

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Una lumaca di mare sembra nutrirsi di un crinoide o giglio di mare (un echinoderma, cugino "piumato" delle stelle marine). Questo tipo di interazione era stato osservato finora soltanto su un fossile del Paleozoico, risalente a 252 milioni di anni fa. In quel caso, la lumaca di mare sembrava nutrirsi degli escrementi del crinoide. Per gli scienziati del NOAA, è stato come osservare un fossile vivente.

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Tra le articolate diramazioni di un corallo bambù (fam. Isididae) si nasconde un piccolo granchio reale (gen. Paralomis). Le distese di questo tipo di corallo sono state tra le osservazioni migliori dell'intera spedizione: al mondo ne esistono soltanto 12.
 
Vedi anche: la vita pulsante della Fossa delle Marianne.

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Una stella marina abissale (gen. Circeaster) si nutre di un corallo. Altre stelle marine sono state osservate mentre catturavano e si contendevano un calamaro.

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Una "foresta" di animali colorati, fotografati a circa 2.240 metri di profondità. Si notano un corallo fungo (gen. Anthomastus) al centro, un corallo rosa, a destra, una selva di coralli bambù (a sinistra) e alcune stelle marine piumate.

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Una femmina di granchio della famiglia Geryonidae, carica di uova e fotografata a una profondità di 1.015 metri. Sulle zampe e sul carapace porta i segni scuri di un'infezione batterica.

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Di nuovo un contrasto di colori, tra un corallo bambù e una stella serpentina rosso sgargiante.
 
Vedi anche: coloratissime creature di mare.

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A 2.175 metri di profondità un incontro ravvicinato con un pesce osseo della famiglia delle Ophidiidae.
 
Vedi anche: 13 incontri inaspettati in fondo al mare.

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Una oloturia o cetriolo di mare, a 1.200 metri di profondità.
 
Vedi anche: Oceano blu.

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Un pesce pipistrello non molto contento dell'intrusione.
 
Vedi anche: i più buffi degli abissi.

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Una stella marina della specie Lophaster viene vista mentre si abbuffa su un crinoide.

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Un ofiuride o stella serpentina, abbarbicato a un corallo bubblegum dal colore rosato (Paragorgia arborea).

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Due anfipodi, piccoli crostacei, pescano appesi a una "pertica" (in questo caso, una parte di un crinoide).

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Una spugna vitrea di colore giallo, popolata di piccole stelle serpentine.

Comportamenti non "da manuale", documentati prima d'ora, e neanche sempre, soltanto in alcuni reperti fossili: una spedizione oceanografica del NOAA ha rivelato molte sorprese in un'area profonda del Pacifico ritenuta poco popolata. In due settimane di esplorazione dei fondali tra le isole Samoa americane e le Hawaii, mirate a mappare i rilievi sottomarini di quest'area, i biologi marini si sono imbattuti in lotte per il cibo, predatori inaspettati e in una serie di fossili viventi che mai si sarebbero aspettati di osservare dal vivo. Ecco alcune foto scattate a diverse profondità dai ROV, i sottomarini a comando remoto della nave di ricerca dell'amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti.

Nella foto un'anemone Actinoscyphia aurelia che ricorda, nell'aspetto, una venere acchiappamosche: come la pianta carnivora infatti, intrappola le prede chiudendo i suoi tentacoli.