08
mar 2005

Qua la zampa: amicizia a prima vista

In una famiglia italiana è più facile trovare un animale domestico che un bambino. Sembra strano ma è vero. Secondo una recente indagine, infatti, nel nostro paese ci sono 8,7 milioni di bambini contro un vero e proprio esercito di 14,5 milioni di <a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/fed/pop.asp?id=4045','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=520');"><b><u>gatti</b></u></a> e cani (dati Istat). E quasi sette milioni sono cani, che vivono sotto il nostro tetto da almeno 15.000 anni.<BR>
Come e perché proprio il cane sia diventato il migliore amico dell'uomo è ancora oggetto di studio. Di sicuro si sa che è l'animale che comunica con noi meglio di tutti gli altri, anche di specie geneticamente a noi più vicine come gli scimpanzé. Ma chi è il cane, che parentela ha con il lupo? Come fa a comunicare con noi e perché a volte si comporta in modo che noi non capiamo?<BR>
Seppur acconciato, pulito e profumato, un cane domestico (<i>Canis familiaris</i>) rimane sempre un "cugino" del lupo. Ma come ha fatto a diventare così docile?<br>La teoria più accreditata fino a ora sull'origine dell'addomesticazione suggerisce che l'uomo abbia cominciato ad allevare cuccioli di lupo per la caccia. Questi esemplari casalinghi sempre più docili sarebbero diventati con il tempo cani domestici. <br>Secondo studi più recenti, invece, il cane si sarebbe differenziato dal lupo prima di conoscere l'uomo (già 130.000 anni fa) e sarebbe stato lui ad "addomesticarci". Avvicinandosi agli insediamenti dell'uomo e collaborando (per la caccia, la guardia) in cambio degli avanzi della sua tavola. Cinquemila cani muoiono ogni anno in combattimenti clandestini, che alimentano un giro affari di 775 milioni di euro, secondo le indagini della Lega antivivisezione. Ma contrariamente a quello che si potrebbe pensare lo scontro sanguinoso non è nella natura dei cani e nemmeno dei lupi. Durante uno scontro i lupi possono arrivare "alle mani", ma più spesso i due si affrontano a suon di minacce, fino a che uno non si sottomette. I lupi uccidono raramente un proprio simile, perché istintivamente sono portati a garantire la sopravvivenza della specie.<BR>
Per avere cani pronti a sbranarsi è stato necessario da parte dell'uomo, cancellare questo meccanismo dai geni di alcune razze. <BR>
I due cani qui a fianco stanno solo giocando.<BR>
A vederli così è molto strano che questi due animali (un chiwawa e un alano) fisicamente così diversi, appartengano alla stessa specie. Nel mondo animale, infatti, nessuna altra specie ha una varietà di forme così ampia come il cane. <BR>
Lo studio del codice genetico dei nostri amici a quattro zampe, oltre a servire per accontentare i gusti <a href="/Notizie/2004/marzo/Il_tuo_cane_ti_somiglia_Solo_se__di_razza.aspx" target="_new"><b><u>padrone più esigente</u></b></a>, potrebbe presto avere importanti conseguenze anche sul piano della salute umana. I cani condividono con noi l'ambiente, l'acqua e il cibo, ma purtroppo anche alcune <a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/fed/pop.asp?id=3869','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=520');"><b><u>malattie</b></u></a>: tumori, epilessia, diabete e disturbi cardiaci. Le nuove informazioni sul Dna dei cani potrebbero aiutarci a comprenderle meglio e a trovare nuove cure.<BR>
Grandi, medi, piccoli, a pelo lungo corto medio, rossi, bianchi, neri, a macchie o tinta unita, dalle orecchie a punta o pendenti. Con 300 razze diverse (senza considerare i numerosi meticci) si può dire che oggi ce n'è davvero per tutti i gusti.<BR>
Ma diecimila anni fa i nostri antenati non avevano tutti questi tipi di cane a disposizione e le razze erano appena dieci: quelli da punta, da fiuto, da guardia, da compagnia, del nord, da caccia, acquatici, pointers, terriers e da pastore. <BR>
Oggi esiste anche una nuova "razza" di successo, soprattutto in Giappone. Il cane migliore per le mamme: non sporca, non abbaia e non si deve portare fuori è il <a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/fed/pop.asp?id=3477','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=520');"><b><u>cane-robot</b></u></a>... Impensabile diecimila anni fa.<BR>
Il pastore tedesco, una delle razze più amate al mondo, è risultato di un paziente lavoro di selezione di varie razze di pastore diffuse in Germania. La sua "creazione" si deve alla testardaggine di un ufficiale prussiano che nell'Ottocento si era messo in testa di creare il cane ideale e dopo una vita di tentativi alla fine ci riuscì. <BR>
Nella foto, Petra, la prima star canina della televisione: "recitava" negli anni '70 in una trasmissione per bambini dell'emittente inglese BBC. <BR>
Era così amata dal pubblico che quando morì gli fu dedicato un mezzo busto di bronzo.<BR>
Una leggenda tibetana vuole che Buddha, durante la sua vita, fosse accompagnato da un piccolo cane che all'occorrenza si poteva trasformare in un leone. I tibetani duemila anni fa, vollero crearne uno simile: un  piccolo cane dall'aspetto leonino. Non avendo mai visto dei leoni (in Asia non ci sono) si ispirarono a quadri e sculture che li ritraevano. Ma spesso nemmeno gli artisti di quelle opere ne avevano mai visto uno. Ne avevano solo sentito parlare dai rari viaggiatori di passaggio. Per questo il risultato di questa selezione di razze, il Lhasa Apso (nella foto) si può dire somigli di più a un cane capellone che a un leone.Si dice che al cane manchi soltanto la parola, ma non è vero… In realtà ce l'ha. Parla e capisce soprattutto la sua lingua, quella dei gesti. Che si esprime con la mimica facciale, la postura del corpo, i movimenti della coda. Utile da sempre per comunicare con il branco. <br>Per questo anche se i nostri cani di casa riescono a capire fino a 30 parole umane - <a href="/Notizie/2004/giugno/Il_vocabolario_dei_cani.aspx" ><b><u>e qualcuno anche 200</u></b></a> - comprendono soprattutto quello che "diciamo" con il corpo. Hanno imparato a capire ogni nostro minimo gesto per interesse (si mangia, si esce) ma sono andati oltre e riescono a perfino a cogliere i nostri stati d'animo. Grazie anche all'olfatto con cui "annusano" il nostro umore, riconoscendo le variazioni delle componenti chimiche che il nostro corpo emana.<br>Abbaiare per il cane domestico è un modo per minacciare, sfidare e difendersi, ma nelle nostre case lo fa soprattutto per attirare l'attenzione del padrone, quando vuole giocare o uscire. <BR>
I cani selvatici invece non abbaiano quasi mai, usano l'ululato come linguaggio sociale, per segnalare i confini del proprio territorio, per rafforzare i legami con i branco e per chiamare un membro del branco che si è perso. Le razze più manipolate dall'uomo hanno perso quasi del tutto l'ululato, anche se a volte viene fuori quando sentono le sirene o le campane. Probabilmente scambiano questi suoni per un membro del branco che si è perso.<BR>
Per i cani non c'è differenza tra gustare e annusare, perché "assaporano" il cibo con il naso e provano più piacere ad odorarlo che a masticarlo. Gli sono sconosciuti i piaceri del palato, e non bisogna prendersela se inghiottisce tutto, anche i  manicaretti più buoni, in un battibaleno. Vuol dire che ha gradito! Tiene in bocca solo il cibo che non gli piace.<BR>
Ma il naso non serve solo per "mangiare", i cani possono identificare un odore vecchio di sei settimane e riconoscerlo dopo tre anni. Con 220 milioni di recettori (i trasmettitori di segnali chimici) posizionati su una mucosa olfattiva molto grande (estesa raggiungerebbe circa 7 metri quadri) i cani hanno un ottimo olfatto. Noi abbiamo solo 5 milioni di recettori "distesi" su 50 centimetri di mucosa.Cani che abbaiano verso il telefono prima che il padrone chiami, che latrano tutta la notte perché il padrone dall'altra parte del mondo è stato ucciso, o che tornano a casa da soli percorrendo una strada sconosciuta. <BR>
Solo coincidenze o i cani hanno un sesto senso? Non si sa, gli scienziati cercano di capire se esistono davvero degli straordinari "poteri" nei cani e se possano in qualche modo essere spiegati. Una delle ipotesi, per esempio, potrebbe essere che i cani abbiano altri sensi (oltre ai classici 5) che noi non abbiamo e che quindi non possiamo capire. O che avvertano alcuni fenomeni, come per esempio i terremoti, da piccoli segnali che si verificano prima che noi li possiamo percepire. <BR>
Nel 2003 secondo la Lega Anitivivisezione in Italia sono stati spesi 4571 milioni di euro per accudire cani e gatti. Una cifra di tutto rispetto, ma niente in confronto ai 360 milioni di euro spesi dagli inglesi soltanto nel periodo di Natale per i regali destinati ai loro amici a quattro zampe. <br>È la nuova tendenza: trattare gli "zamputi" di casa come principini. <br>Ci sono beauty farm, personal trainer, acconciatori a domicilio per cani e per i più abbienti anche pullover di caschmere, collari d'oro e ciotole d'argento. E alcuni possiedono persino case e palazzi ricevute in eredità, ma cosa se ne fanno se non sono nemmeno liberi di farci qualche bisognino!{CONTENT}

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