Cos'è un pangolino

Il pangolino è l'unico mammifero con le scaglie, a metà tra un formichiere e un armadillo. Vive di notte ed è capace di mangiare 2 etti e mezzo di formiche al giorno (circa 20mila).  Pochi lo conoscono, ma è a rischio estinzione. Ecco tutte le curiosità su di lui nel giorno in cui Google lo ha scelto come simbolo di San Valentino 2017

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Il pangolino è tra gli animali più singolari al mondo: è una sorta di formichiere rivestito da un'"armatura" di scaglie (è l'unico mammifero ad averle), sdentato ma con una lingua lunga quanto il corpo, può consumare 20 mila formiche in un giorno, molto timido e tipicamente notturno. Oggi è fortemente minacciato dall’uomo ed è tra gli animali più contrabbandati del mondo (sono richiesti per la carne e le scaglie usate nella medicina tradizionale).
In questa gallery abbiamo raccolto tutti i fatti e le curiosità su questo animale poco conosciuto che vive in Africa e Asia, assomiglia a un formichiere (e a un armadillo). Ma andiamo con ordine.

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Che cos'è il pangolino
I pangolini sono gli unici mammiferi viventi rappresentanti l’ordine dei Folidoti. Non sono parenti stretti dei formichieri (e neppure degli armadilli); la somiglianza tra le tre specie è dovuta a uno stile di vita simile e all’alimentazione speciale: termiti e formiche, una dieta per la quale serve un “equipaggiamento” molto particolare.

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Il pangolino è pericoloso?
I pangolini sono tra gli animali meno pericolosi al mondo: non mordono, non usano gli artigli per difendersi, il massimo che sanno fare quando sono in pericolo è appallottolarsi per proteggere lo stomaco, l’unica zona indifesa del loro corpo. La cosa più pericolosa che può succedere con un pangolino è provare a prenderne in braccio uno e beccarsi un graffio, perché i bordi delle scaglie sono taglienti. Ecco perché i pangolini hanno dovuto isolarsi e sono diventati uno dei mammiferi più misteriosi del mondo.

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Le scaglie del pangolino
La pelle dei pangolini è rivestita solo in minima parte di peli, il resto del corpo è invece coperto da scaglie cornee di circa 3-5 centimetri di diametro fatte di cheratina, la stessa sostanza delle nostre unghie. Ogni individuo può averne fino a 10.000, che rivestono anche zampe, capo e coda. Solo il ventre e alcune parti del capo rimangono scoperti dalle scaglie. Ma vengono protetti quando il pangolino si chiude a palla.
Nella coda le scaglie aumentano di dimensione e hanno margini abbastanza affilati; nelle specie terrestri più grandi possono essere impiegate anche come armi difensive.

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8 specie di pangolini
Esistono otto specie di pangolino, 4 in Asia e 4 in Africa. Il più grande della famiglia è il pangolino gigante (Smutsia gigantea), delle foreste dell’Africa Centrale: sfiora i 2 metri di lunghezza e i 35 kg di peso. I suoi due cugini, il pangolino del Capo (Smutsia temminckii) e il pangolino pancia bianca (Phataginus tricuspis), sono grandi la metà e più adattabili e comuni nel continente. Il primo, in particolare, è la specie che si incontra più spesso, perché frequenta anche ambiente aperti, come le savane, ed è più resistente degli altri alla siccità.
La coda del pangolino è lunga, forte e prensile, tanto che alcune specie, come il pangolino arboreo, la usano per appendersi ai rami.

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Da dove arriva il nome del pangolino
Il nome pangolino (o in inglese “pangolin”) deriva dalla lingua malese. Si tratta di un’adattamento dei termini “pang-goling” o “peng-goling” o ancora "peng-gulung" ovvero “colui che si arrotola”. i primi esploratori europei lo chiamarono carciofo a quattro zampe”. Nella foto, la corazza a scaglie del pangolino è quasi impossibile da frantumare, anche per una leonessa.

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Vita solitaria
I pangolini non hanno grande vita sociale. In massima parte notturni e crepuscolari, di giorno dormono o riposano in buchi nel terreno (o sugli alberi, nelle specie di foresta e quando sono giovani) e la sera si mettono lentamente in cammino per andare a caccia di insetti. Hanno un circuito di termitai e formicai che visitano abitualmente, e una rete di ricoveri abituali, che ritrovano grazie alle tracce odorose lasciate sul terreno.

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Latin lover?
Nonostante Google gli abbia dedicato un doodle per San Valentino, il pangolino non è un grande esempio di animale romantico. I maschi, come spesso accade tra i mammiferi, sono più nomadi e hanno territori più estesi, che comprendono quelli di diverse compagne. Quando escono dalla propria zona ed entrano in quella di un altro maschio (e c'è di mezzo una o più femmine) i pangolini perdono la loro tradizionale calma e si sfidano a unghiate e potenti colpi con la coda. I danni non sono gravi, perché la corazza è quasi sempre efficace; il vincitore si accoppia con la maggior parte delle femmine della zona. La “luna di miele”, però, dura pochissimo e dopo l’accoppiamento ognuno va per la sua strada.

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Quanto vive un pangolino?
Quando i piccoli nascono, 4-5 mesi dopo l'accoppiamento, sono già rivestiti di scaglie, tenere e fragili. Di solito nasce un solo piccolo, ma nelle specie asiatiche se ne contano fino a tre: i cuccioli si fanno trasportare sulla coda della madre. Al minimo segnale di pericolo, però, si rifugiano sotto la pancia della mamma, pronta a chiudersi a palla. Dopo tre mesi di allattamento, un giovane pangolino è già in grado di nutrirsi di formiche, ma tende a restare con la madre per diversi altri mesi. Gli individui più fortunati delle specie di maggiori dimensioni possono vivere anche venti anni.

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La lingua dei pangolini
Non è attaccata all’osso ioide come nella maggior parte dei mammiferi, ma al torace, tra lo sterno e la trachea; questo le permette di raggiungere lunghezze assurde, fino a 40 centimetri: in alcune specie, è più della lunghezza dell’animale stesso. Grazie ad essa, sono in grado di divorare fino a due etti di insetti al giorno.

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Ciechi e puzzolentiSono poi animali strettamente notturni: hanno occhi minuscoli e si orientano grazie all’olfatto e all’udito; la loro cecità quasi totale è il risultato di milioni di anni passati a dormire durante il giorno, appallottolati in rifugi sotterranei.
Nei rari casi in cui vengono sorpresi di giorno da un predatore, come può accadere per esempio al pangolino dalla coda lunga, l’unica specie che ha sviluppato abitudini diurne per evitare la competizione con il “cugino” pangolino arboreo, questi mammiferi hanno un altro asso nella manica (oltre ad appallottolarsi): alcune ghiandole nella zona anale che, come quelle delle puzzole, emettono un odore nauseabondo, che serve sia a respingere i predatori sia a marcare il territorio.

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Zampe e artigli
Di norma i pangolini camminano sulle quattro zampe, ma alcune specie sono in grado di reggersi solo su quelle posteriori e persino di camminare eretti per qualche metro.
Le zampe sono dotate di artigli grossi e potenti, che non vengono però utilizzati come strumento di offesa, ma piuttosto per scavare e smuovere la vegetazione in cerca di cibo.

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Perseguitati
Sette specie su otto di pangolini sono a rischio di estinguersi entro la prossima generazione. Per vari motivi. I pangolini sono merce pregiata da millenni: già nell’antichità, il popolo cinese li cacciava per la loro carne deliziosa. In Africa sono venduti al mercato, mentre in Cina e in Vietnam in costosi ristoranti come prelibatezze locali. Il piatto più ricercato è quello a base di giovani pangolini, serviti in una zuppa.
Un’altra impennata si è avuta negli ultimi anni, con la moda di tenersi un pangolino in casa come animale domestico: dal 2006 a oggi, oltre un milione di esemplari sono stati catturati e uccisi, o rivenduti vivi come pet.

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Animali magici
La “maledizione del pangolino” non finisce qui: soprattutto alle sue scaglie vengono attribuiti, dalla cultura cinese e vietnamita, poteri taumaturgici e magici. Almeno 15 differenti medicine tradizionali cinesi prevedono l’utilizzo di scaglie di pangolino, che vengono bollite, arrostite, affumicate o impanate per combattere qualsiasi sindrome possibile e immaginabile, dal pianto isterico dei bambini alle possessioni demoniache.

Il pangolino è tra gli animali più singolari al mondo: è una sorta di formichiere rivestito da un'"armatura" di scaglie (è l'unico mammifero ad averle), sdentato ma con una lingua lunga quanto il corpo, può consumare 20 mila formiche in un giorno, molto timido e tipicamente notturno. Oggi è fortemente minacciato dall’uomo ed è tra gli animali più contrabbandati del mondo (sono richiesti per la carne e le scaglie usate nella medicina tradizionale).
In questa gallery abbiamo raccolto tutti i fatti e le curiosità su questo animale poco conosciuto che vive in Africa e Asia, assomiglia a un formichiere (e a un armadillo). Ma andiamo con ordine.