Che cosa ha ferito i piedi di quel ragazzo australiano di cui forse avete letto

Minuscoli crostacei quasi come piranha: l'esperienza da film horror di un giovane australiano che, immersi i piedi in mare, se li è ritrovati pieni di morsi e ricoperti di sangue.

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Un anfipode: è questo il piccolo killer?|WikiMedia

Una partita a calcio con gli amici poi di corsa in spiaggia per immergere piedi e gambe nell'acqua e trovare un po' di sollievo. Ma per Sam Kanizay, un ragazzo australiano di sedici anni, la sosta al mare di Brighton si è trasformata in un film horror: quando Sam è uscito dall'acqua i suoi piedi erano completamente ricoperti di sangue.

 

Il ragazzo è stato subito portato all'ospedale locale, dove i medici hanno lavorato per bloccare il copioso effluvio di sangue (qui l'impressionante stato dopo l'aggressione). Superata l'emergenza, il personale medico - sorpreso dalle ferite - ha cercato di fare luce sulle cause.

 

Sam Kanizay e i suoi "assalitori", ormai in provetta.

I primi sospettati. Medici ed esperti hanno inizialmente formulato diverse ipotesi per poi puntare il dito sui pidocchi di mare. Una tesi sostenuta anche da Alistair Poore, professore alla New South Wales University, che ha ricordato come i pidocchi di mare (o isopodi) siano animali noti da tempo per i loro attacchi all'uomo. Nel 2015, infatti, ricorda il professore, un altro bagnante fu vittima di un evento simile, in una spiaggia poco distante da quella in cui è stato morso Sam: a quanto risulta, a compiere quell'attacco furono proprio alcuni isopodi.

 

Padre detective. A dare una svolta all'indagine di biologia marina è stato il padre del giovane, Jarrod Kanizay, che ha indagato per conto suo. Jarrod si è recato alla spiaggia dove era stato ferito Sam, munito di muta e carne cruda, per raccogliere qualche esemplare degli animali che avevano attaccato il figlio. Catturato un buon numero di questi animaletti ha girato un video e lo ha postato su Internet, chiedendo spiegazioni agli esperti.

 

Dopo aver esaminato il filmato, in molti si sono trovati concordi nel riconoscere negli animali catturati dei Lysianassidae - una famiglia dell'ordine degli anfipodi, piccoli crostacei, come anche gli isopodi.

 

I colpevoli.  Dopo alcuni giorni dall'incidente, i biologi marini sembrano ora concordi nel riconoscere negli anfipodi i responsabili dell'attacco ai danni di Sam Kanizay. Sul tema sono intervenuti anche gli esperti del Victoria Museum di Melburne che, con un post su Facebook, hanno descritto questi animali come dei saprofagi marini lunghi pochi millimetri che si nutrono abitualmente di corpi in decomposizione.

 

Gli esperti avrebbero individuato anche la causa della copiosa perdita di sangue prodotta dall'attacco. Gli anfipodi, spiegano i ricercatori, con il loro morso potrebbero iniettare degli anticoagulanti. Un'ipotesi confermata anche da Richard Reina, professore di biologia marina della Monash University, secondo cui l'abbondante sangue perso dal giovane ragazzo sarebbe dovuta a una qualche sostanza anticoagulante che gli animali gli hanno iniettato mordendolo.

 

Un evento raro. Sam si riprenderà senza gravi conseguenza. Le sue ferite, seppure dolorose, non sono preoccupanti e i medici hanno dichiarato che si tratta "solo" di qualcosa di simile a centinaia di punture di spillo. Inoltre, gli esperti tranquillizzano sulla rarità di un simile evento. L’attacco è dovuto a un insieme fortuito di concause.

 

 

Innanzi tutto, la bassa temperatura dell'acqua avrebbe attenuato il dolore e impedito a Sam di accorgersi immediatamente di quanto stava avvenendo. Una seconda causa sarebbe da imputare a una presenza massiccia di animali in quel punto della spiaggia, dovuta probabilmente alla presenza di qualche carcassa. Infine, una terza causa sarebbe il prolungato pediluvio fatto dal ragazzo che è rimasto, per molto tempo, con i piedi immersi nell'acqua esponendosi a un lungo "attacco" da parte degli anfipodi.

09 Agosto 2017 | Andrea Rubin