21
dic 2006

Lucertole che si riproducono senza il maschio

Due lucertole della specie drago di Komodo, hanno avuto dei figli senza aver avuto prima alcun contatto con i maschi. È successo in due zoo in Inghilterra. Forse la partenogenesi,...

Lucertole si riproducono senza il maschio
Due lucertole della specie drago di Komodo, hanno avuto dei figli senza aver avuto prima alcun contatto con i maschi. È successo in due zoo in Inghilterra. Forse la partenogenesi, così si chiama la riproduzione asessuale, non è poi così rara in natura.
Un drago di Komodo, la lucertola più grande del mondo.
In due diversi zoo in Inghilterra, due femmine di drago di Komodo (Varanus komodensis) – le lucertole più grandi del mondo – hanno messo al mondo figli (anche se le uova di una delle due non si sono ancora schiuse) senza alcun intervento del maschio.

L’ultima spiaggia
La partenogenesi, o riproduzione senza alcuna fecondazione dell’uovo da parte del maschio, è molto rara nei vertebrati. E, benché sia stata già osservata su serpenti, pesci e perfino sui tacchini, è la prima volta che si registra in questa specie. Un evento che ha fatto supporre agli scienziati che la partenogenesi, in natura, sia molto più diffusa di quanto finora creduto e che sia usata, più di quanto si pensasse. Forse come “ultima ratio”. 

Scatta l’autogestione
Nello zoo infatti, le due femmine di drago di Komodo, non avevano molte occasioni di “conoscere” dei maschi e di riprodursi con loro e forse per questa ragione è "scattata" la riproduzione asessuale.
Le lucertolone, secondo gli esperti, probabilmente hanno sviluppato questa capacità, per assicurare la continuazione della specie anche in condizioni estreme. Per esempio, quando una femmina si ritrova d’improvviso – magari trasportata da un ciclone – su un’isola senza suoi simili.

Non è salutare per la specie
I figli generati dalle femmine “vergini” in cattività, sono tutti maschi e dalle analisi di alcuni piccoli risulta che, anche se non sono dei cloni, condividono con la madre l’intero patrimonio genetico. Un aspetto che a lungo andare, avvisano gli esperti dello zoo, potrebbe indebolire la specie già in pericolo di estinzione.

(Notizia aggiornata al 21 dicembre 2006) 
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Commenti (3)
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manubaldo | pubblicato il 07/01/2007 alle 17.17 | Segnala un abuso
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caspita...è strano pensare che un essere vivente possa arrivare a tanto. E se ciò fosse possibile anche nell'uomo? Dopotutto si sono verificati tanti miracoli, trattati anche in uno degli ultimi numeri di focus. Penso che gli scienziati debbano approfondire questo evento.

gat-tina | pubblicato il 07/01/2007 alle 12.35 | Segnala un abuso
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Se succedesse anche ai cani, gli appartamenti di Roma sarebbero pieni di cuccioli indesiderati

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