21
gen 2011

Uno zoo in fuga

Chiamateli pure parchi faunistici o riserve, ma gli zoo rimangono comunque prigioni con gabbie, sbarre e recinti. E per molti animali la fuga è un tentazione irresistibile. In questa fotogallery vi raccontiamo le evasioni a quattro zampe (ma anche pinne, penne...) più clamorose dell’ultimo secolo. Le foto però non sono dei fuggiaschi.

"Amata scimmia, 29 anni, rinomato artista della fuga". È questo il curioso epitaffio che ha accompagnato nel 2000 la morte di Ken Allen, un orangutan del Borneo nato nel 1971 allo zoo di San Diego. Il primate è diventato famoso in tutto il mondo per le decine di fughe messe in atto per tutti gli anni ‘80 e ‘90. Soprannominato "l’Houdini peloso", sembra non essersi mai preoccupato più di tanto per il fatto di essere puntualmente riacciuffato dopo ogni evasione. Tanto ci avrebbe riprovato.
Dotato di un&rsquo;intelligenza fuori del comune, Ken Allen ha costretto per anni i dipendenti dello zoo a camuffarsi tra i visitatori per tenerlo d&rsquo;occhio. Riusciva ad arrampicarsi praticamente dappertutto al punto che le pareti del suo recinto venivano periodicamente testate da free climber professionisti. &laquo;Probabilmente la fuga per lui era un gioco e una sfida&raquo; spiega a Focus.it Danilo Mainardi, etologo all' Universit&agrave; Ca' Foscari di Venezia. &laquo;Orangutan e scimpanz&eacute; sono bravissimi a costruire utensili con ci&ograve; che trovano e ad utilizzarli per uno scopo preciso&raquo;. <br />
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&copy; foto Matthias Hiekel/dpa/CorbisI lupi non sono noti per la loro abilit&agrave; come scalatori. Eppure <strong>Virginia</strong>, una femmina di lupo dello zoo di Los Angeles, nel 1979 inanell&ograve; una invidiabile serie di fughe scalando alberi, recinti e muri alla ricerca della libert&agrave;. <br />
Nella sua ultima evasione evit&ograve; per oltre un mese veterinari e poliziotti che tentavano di colpirla con proiettili narcotizzanti, nascondendosi tra la vegetazione del Griffith Park. Non &egrave; chiaro se Virginia sia mai stata catturata. <br />
&laquo;I carnivori sono tra gli animali che in cattivit&agrave; soffrono di pi&ugrave;&raquo; spiega Mainardi. &laquo;Ci&ograve; che pi&ugrave; manca loro, oltre alla libert&agrave;, &egrave; la possibilit&agrave; di cacciare. Lupi e iene in particolare si adattano molto male alla vita negli zoo perch&egrave; in natura vivono in territori molto ampi&raquo;.<br />
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<strong><a href="http://www.focus.it/Risultato_ricerca.aspx?str=lupo&amp;cosa=2" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Scopri tutte le curiosit&agrave; sui lupi</span></a><span style="color: #0000ff;"></span></strong><span style="color: #0000ff;"></span><br />
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<div style="text-align: right;"><em>&copy; foto Patrick Pleul/dpa/Corbis</em></div>&Egrave; bastato un momento di distrazione, un&rsquo;asse appoggiata al recinto, e <strong>Capone</strong>, una scimmia di <em>Rhesus</em> ospite dello zoo di Long Island (New York), ha guidato le sue 172 compagne verso la libert&agrave;. I piccoli primati si sono subito diretti verso i boschi non prima di aver invaso i binari della ferrovia e aver fermato un paio di treni di pendolari per alcuni minuti. <br />
Era il 1935 e l&rsquo;amministrazione dello zoo mise una taglia in denaro e ingressi gratuiti al parco a disposizione di chi avesse riportato uno o pi&ugrave; animali vivi. Le cronache dell&rsquo;epoca non raccontano come and&ograve; a finire. &laquo;&Eacute; improbabile che un animale scappato dalla cattivit&agrave; riesca a sopravvivere a lungo&raquo; spiega Danilo Mainardi, &laquo;ma se ci riesce e si trova in un ambiente che non &egrave; il suo, pu&ograve; riprodursi e fare molti danni. Le nutrie per esempio, allevate per anni come animali da pelliccia [<em>il castorino, n.d.a</em>.] sono scappate dagli allevanti riproducendosi a dismisura e colonizzando la Pianura Padana&raquo;.<br />
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<div style="text-align: right;"><em>&copy; foto WU HONG/epa/Corbis</em></div>A volte è la natura stessa ad aiutare gli animali a riconquistare la libertà. Nel gennaio 2010 le inondazioni che hanno colpito il Montenegro hanno permesso a Nickica, un ippopotamo dello zoo di Plavnica, di scappare dal suo recinto nuotando al di sopra delle sbarre. L’animale è così arrivato nel centro abitato. «Quando sono uscito di casa per dare da mangiare alla mia mucca, ho visto un ippopotamo davanti alla stalla. Pensavo di essere impazzito», ha raccontato alla stampa uno degli abitanti, Nikola Radovic. Nickica è stata quindi catturata dagli inservienti del parco che l’hanno riportata nella struttura. 

 Gli ippopotami non sono affatto animali pacifici. Guarda questo video.

© foto Boris Roessler/dpa/CorbisLo zoo di Los Angeles ha visto fughe di animali di ogni specie: antilopi, lupi, canguri, zebre. Ma ad impegnare maggiormente il personale dello zoo e le forze dell’ordine è stata la gorilla Evelyn. 
 Negli anni l’animale è riuscito a fuggire dal suo recinto numerose volte escogitando i sistemi più strani: è salita sulla schiena di un suo compagno gorilla per saltare sulla sommità di un muro ma si è anche è servita di tralci di vite un po’ troppo cresciuti. Come nel miglior film è anche riuscita a seminare il panico per il giardino zoologico correndo tra la folla di visitatori, inseguita da veterinari e specialisti e ripresa - nella sua fuga - per oltre un’ora dagli elicotteri delle televisioni (vedi video sotto). 
 Ma gli animali nello zoo soffrono? «Dipende dalla specie e dalla provenienza se sono nati in cattività o se sono stati catturati nel loro habitat» ci spiega Mainardi. «Tra gli animali che risentono maggiormente della prigionia ci sono quelli che hanno una elevata socialità e che spesso si trovano isolati».

 © foto TRACEY NEARMY/epa/CorbisCosa fa un rapace costretto alla cattività quando la sua gabbia viene aperta per essere pulita? Ovviamente scappa. Nel febbraio del 1965 lo ha fatto Goldie, un’aquila dorata dello zoo di Londra. Nei 12 giorni successivi ha sorvolato Regent’s Park, evitando astutamente qualsiasi tentativo di cattura da parte di poliziotti, veterinari e persino di un giornalista della BBC che si era procurato un richiamo per aquile.
 Per giorni oltre 5000 persone hanno affollato il parco per la vedere la fuggiasca che l’11 marzo, spinta dalla fame, si è avventata su un coniglio morto offertole dal suo guardiano. Riportata in gabbia, è fuggita nuovamente 10 mesi dopo, ma solo per 4 giorni.

 Vola a bordo del rapace più veloce del mondo
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© foto ADRIAN BRADSHAW/epa/CorbisLa via della libertà può essere irta di pericoli. Ne sa qualcosa una pinguina africana di pochi mesi ospite dello zoo di Münster (Germania), che ha deciso di festeggiare il Capodanno del 2011 con un giro fuori dal proprio recinto. Giovane e inesperta si è però avventurata nello spazio dedicato ai leoni. Che fortunamente per lei dormivano beati. I guardiani dello zoo hanno così potuto attirarla fuori dalla zona rossa con un secchio di aringhe e recuperarla sana e salva. Dopo l’avventura l’animale, è stato ribattezzato... Leona.

 Scopri l'incredibile viaggio del pinguino imperatore 

© foto NIC BOTHMA/epa/CorbisQuella di Cyril, un leone marino che abitava nello zoo di London, in Ontario (Canada), è davvero una grande fuga. Il 17 giugno 1958 l’animale, originario delle isole al largo di San Francisco, decise di tornare a casa sua. Dopo aver attraversato le acque del lago Erie e un confine internazionale, viene ripescato nei pressi di una boathouse nell’Ohio, Stati Uniti. Aveva affrontato un viaggio di oltre 200 chilometri. 
 Trasferito nel vicino zoo di Toledo, viene presto rispedito a London dove però rimane solo qualche giorno. Il 1 luglio infatti l'animale viene mandato di nuovo negli Stati Uniti: una sentenza emessa nel 1898 dalla Corte Suprema di New York stabilisce che gli animali selvatici scappati dalla custodia del proprietario, diventano di chi li trova.

© foto  NIC BOTHMA/epa/CorbisChi l’avrebbe mai detto che due innocue iguane di un metro e mezzo avrebbero potuto seminare il panico nel tanto malfamato Bronx? Accadde nel luglio del 1998 quando i due lucertoloni, da poco arrivati nello zoo di New York, uscirono dalla loro gabbia per farsi un giro nel padiglione dei rettili. Vennero avvistate da una sprovveduta ragazzina, che iniziando a urlare terrorizzata scatenò il panico tra la folla dei visitatori. 
 Fu il fuggi fuggi generale. Nonostante le rassicurazioni dei guardiani  la folla non si contenne. Un uomo, nel tentativo di mettersi in salvo dalle iguane, cadde nel recinto degli alligatori, per fortuna senza conseguenze. 

 Lucertole volanti, draghi e camaleonti giganti: il fantastico mondo dei rettili.

 © foto PAUL HILTON/epa/CorbisCarey Baldwin rischia di passare alla storia come il peggior direttore di zoo al mondo. Nel luglio del 1964 riuscì a far scappare dallo zoo di San Fracisco ben 15 animali e tutti nell’arco della stessa giornata. 
 L’infausto giorno (per il direttore) iniziò con una telefonata della polizia che diceva di aver catturato13 bisonti sfuggiti all’impianto di sicurezza del parco. 5 ore più tardi Baldwin fu avvisato che un ippopotamo pigmeo di 135 kg stava seminando il panico in una strada vicino allo zoo. Poco tardi fu il turno di un aguti, un grosso roditore americano simile al capibara, che fu catturato solo dopo un drammatico inseguimento. 
 In una conferenza stampa dichiarò ai media che le procedure di sicurezza del giardino zoologico avrebbero dovuto essere riviste. 

© foto RICK GIASE/epa/CorbisE chiudiamo questa carrellata con la storia di Sabu, un’elefantessa di 26 anni che nel giugno 2010 è scappata per ben 2 volte dai recenti del circo Knie presso il quale si esibiva. La prima fuga è avvenuta a Zurigo, dove il pachiderma è fuggito per le vie del centro città seminando il panico tra i passanti. Più tranquilla la seconda evasione, avvenuta qualche giorno dopo a Wettingen: Sabu, uscita nottetempo dal suo recinto, si è fermata in un vicino ruscello per concedersi un bagno al chiaro di luna. Riacciuffata, è stata trasferita in un più sicuro zoo e, per ora, non si esibirà più in pista. 

 Gli elefanti sono tra i pochi animali capaci di riconoscersi allo specchio. Guarda qui

© foto RONALD WITTEK/epa/Corbis{CONTENT}

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