Chi non si estingue si rivede: la carica degli animali "Lazzaro"

Li credevamo estinti da tempo, ma fortunatamente ci sbagliavamo: ecco alcune specie ritenute scomparse del tutto, che sono tornate a farsi osservare dopo molto tempo. Gli esperti lo chiamano "effetto Lazzaro", e rappresenta ogni volta una piacevole sorpresa.

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L'ultimo esemplare redivivo descritto da una rivista scientifica è il garrulo di Jerdon (Chrysomma altirostre) un piccolo passeriforme del Myanmar che era stato osservato per l'ultima volta nel 1941, in una pianura erbosa vicino al fiume Sittaung. Da allora, complice la diffusione delle comunità agricole nel suo habitat naturale, si riteneva scomparso. Immaginate la meraviglia degli ornitologi della Wildlife Conservation Society quando, a maggio 2014, hanno udito distintamente il tipico richiamo del garrulo, mentre erano sulle tracce di altri volatili nelle campagne birmane. I ricercatori hanno registrato e riprodotto il suono per stanare gli uccelli canterini: in 48 ore hanno così scoperto diversi garruli nelle immediate vicinanze, e sono riusciti a prelevare del sangue dai pennuti e scattare foto di qualità, come questa.

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La sua persistenza nelle foreste orientali dell'Afghanistan è notizia di questi giorni. Il mosco del Kashmir (Moschus cupreus), avvistato per l'ultima volta nel 1948, è ancora vivo, come conferma uno studio della Wildlife Conservation Society basato sul recente avvistamento di 5 esemplari. Lo strano cervide con zanne da vampiro - che usa al posto dei palchi, per competere con i rivali in amore - è resistito alla distruzione del suo habitat, causata dalla guerra e dal bracconaggio. Viene infatti cacciato per le sue ghiandole odorifere, vendute al mercato nero asiatico a prezzi altissimi, come rimedio della medicina tradizionale.

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Endemico delle foreste più isolate del Sud America, come quelle di Bolivia e Paraguai, il tagua o pecari del Chaco (Catagonus wagneri) è molto sensibile alla presenza umana. Non appena si scopre dove vive, scompare da quell'habitat. Descritto per la prima volta - solo come fossile - nel 1930, si credeva estinto da millenni. Immaginate lo stupore dei ricercatori che lo avvistarono di nuovo nel 1975, in Paraguay. Rimane comunque iscritto nella Lista rossa IUCN perché a rischio estinzione.

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Quello che vedete è considerato il più raro insetto al mondo. Ritenuto estinto dal 1930, l'insetto stecco dell'isola di Lord Howe (Dryococelus australis), una piccola isola del Pacifico a 600 chilometri dall'Australia, è stato riscoperto nel 2001, in una trentina di esemplari. A differenza degli altri insetti stecco, non può volare (anche se corre molto velocemente). Le femmine, più grandi dei maschi e dalla forma allungata (raggiungono anche i 15 cm) sono chiamate anche aragoste di terra, o salsicce molli. Instaurano con il maschio un rapporto molto particolare: il maschio le segue in ogni loro attività, persino quando dormono, intrecciando le zampe con quelle della partner.

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La storia del petrello delle Bermuda o cahow (Pterodroma cahow) è divenuta un simbolo di speranza per la conservazione della Natura. Ritenuto estinto dal 1620 circa, è stato riavvistato 330 anni più tardi, sull'isola di Nonsuch, nell'arcipelago delle Bermuda, oggi riserva nazionale per questo pennuto. L'uccello trascorre la maggior parte della propria vita in mare, e torna a riva solo per nidificare: ecco perché a lungo era risultato così elusivo. Rimane in ogni caso una specie a forte rischio estinzione.

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Questo marsupiale poco più grande di un topo ha una storia evolutiva particolarissima. Il monito del monte o colocolo (Dromiciops gliroides) che vive nelle umide foreste del Cile meridionale, si credeva estinto da 11 milioni di anni, quando è stato ritrovato nella fitta boscaglia in cui abita. Considerato un fossile vivente, si pensa sia l'unica specie rimasta della famiglia dei Microbioteridi, e che sia in realtà originario dell'Australia. In Sudamerica sarebbe arrivato attraversando l'Antartide, dove sono stati ritrovati fossili di questo marsupiale.

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Il takahē (Porphyrio hochstetteri) un uccello della Nuova Zelanda incapace di volare, ma con una livrea dai colori sgargianti, fu osservato per l'ultima volta nel 1898 e poi dichiarato estinto. Ma nel 1948 fu riscoperto nei pressi del lago Te Anau, sulle montagne Murchison, nell'Isola del Sud, dove rimangono ancora oggi all'incirca 350 esemplari, inseriti in programmi di conservazione.

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Se nessuno ti vede, è come se non fossi mai esistito? Per lo scinco terribile (Phoboscincus bocourti) un piccolo sauro dai lunghi denti ricurvi, è a lungo stato così: fu osservato una sola volta nel 1876 nella Nuova Caledonia (Oceano Pacifico), poi più nulla. Finché nel 2003 non si è rifatto vivo, sulla stessa isola disabitata in cui era apparso la prima volta, l'Isola dei Pini, nella quale si trova, sorprendentemente, all'apice della catena alimentare. Altri animali a sangue freddo

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Scoperto per la prima volta nel 1861, il soledonte di Cuba (Solenodon cubanus) non fu più visto dal 1890 al 1974, quando fu dichiarato ancora in vita. Questo mammifero simile a un toporagno, e pesante circa 1 chilo, ha una caratteristica piuttosto insolita: secerne insieme alla saliva anche un veleno che permette l'uccisione delle prede (insetti, ragni o piccoli rettili).

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Il geco crestato della Nuova Caledonia (Correlophus ciliatus), descritto per la prima volta nel 1866, fu creduto estinto fino alla sua ricomparsa dopo una tempesta tropicale, nel 1994. La sua caratteristica principale è una lunga cresta che dal capo arriva alla coda, unita ad appendici simili a capelli disposte intorno agli occhi, a guisa di ciglia.

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Il topo australiano della Nuova Olanda (Pseudomys novaehollandiae), endemico di alcune zone di Australia e Tasmania, fu riscoperto per la prima volta nel 1843, per poi sparire di nuovo, e ricomparire nel 1967 in un parco a nord di Sydney. Il piccolo roditore rimane classificato come vulnerabile nella lista IUCN, poiché gli individui adulti sono meno di 10 mila.

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La cannaiola beccogrosso (Acrocephalus orinus) è da molti ornitologi considerata l'uccello meno conosciuto al mondo. L'ultimo avvistamento era avvenuto nel 1867 in India, poi più nulla. Finché, nel 2006, ne fu scoperto un esemplare in Thailandia, il cui DNA coincide con quello dell'esemplare originariamente studiato.

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Questo serpente notturno messicano (Hypsiglena ochrorhyncha unaocularu) originario dell'Isla Clarión, nell'arcipelago messicano delle Islas Revillagigedo, fu osservato per la prima volta nel 1936, ma da allora ha fatto perdere le sue tracce. Tanto che le osservazioni del naturalista che l'aveva descritto, furono bollate come "fantasie". Fino a quando quest'anno, è uscito un articolo che ne descrive alcuni esemplari, rintracciati in una spedizione scientifica dello Smithsonian. Riabilitando di fatto le osservazioni di 80 anni fa.

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Osservato per la prima volta sui banconi di un mercato laotiano, come merce in vendita, nel 1996, il Kha-nyou o ratto delle rocce laotiano (Laonastes aenigmamus) apparve fin da subito un animale dai tratti insoliti e curiosi. Nel 2006, un'analisi sistematica delle sue caratteristiche portò a un risultato sconcertante. L'animale è infatti il discendente di un'antica specie creduta estinta da 11 milioni di anni. Spedizioni della Wildlife Conservation Society in Laos hanno portato alla luce altri esemplari, e si spera che il ratto risulti meno raro di quanto si credesse.

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La rana colombiana Atelopus ebenoides marinkellei era scomparsa dal 1995, e si pensava fosse stata portata all'estinzione da un fungo chitride invasivo, come sta accadendo a molte specie di anfibi in tutto il mondo. La sua riscoperta, nel 2006, ha fatto sperare che anche altre specie di rane credute estinte possano in realtà essere solo scomparse alla vista. La rana con le zanne che partorisce girini

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Se ne erano perse le tracce dal 1912, ma poi un esemplare di pappagallo notturno (Pezoporus occidentalis) un pennuto dalla colorazione verde e gialla endemico dell'Australia, è stato trovato morto ai bordi di una strada del Queensland nel 1990. Da allora le ricerche del misterioso volatile lungo poco più di 20 cm si sono intensificate fino a che, nel 2013, il documentarista John Young non è riuscito a filmarne alcuni in libertà, dopo 15 anni di pazienti appostamenti. Young non ha rivelato la località della scoperta, per non esporre gli uccelli alle mire dei bracconieri.

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Più che redivivo, l'elefante pigmeo del Borneo (Elephas maximus borneensis) è forse il moderno discendente di un raro elefante estinto, l'elefante di Giava, trasferitosi in Borneo circa 300 mila anni fa e differenziatosi dall'elefante asiatico anche grazie all'isolamento forzato. Lo dimostrerebbero alcune dettagliate analisi genetiche di questi pachidermi pubblicate nel 2003. Si spiegherebbe così perché questo mammifero si comporti diversamente dal "cugino" asiatico, di cui è una sottospecie.

L'ultimo esemplare redivivo descritto da una rivista scientifica è il garrulo di Jerdon (Chrysomma altirostre) un piccolo passeriforme del Myanmar che era stato osservato per l'ultima volta nel 1941, in una pianura erbosa vicino al fiume Sittaung. Da allora, complice la diffusione delle comunità agricole nel suo habitat naturale, si riteneva scomparso. Immaginate la meraviglia degli ornitologi della Wildlife Conservation Society quando, a maggio 2014, hanno udito distintamente il tipico richiamo del garrulo, mentre erano sulle tracce di altri volatili nelle campagne birmane. I ricercatori hanno registrato e riprodotto il suono per stanare gli uccelli canterini: in 48 ore hanno così scoperto diversi garruli nelle immediate vicinanze, e sono riusciti a prelevare del sangue dai pennuti e scattare foto di qualità, come questa.