Incontro (molto) ravvicinato con le api

sting650xeye370xproboscis150xantennapollen1100xantenna3300xantenna150xantennajoint400xbeesknee330xwing1200xApprofondimenti
sting650x

Vi siete mai domandati come è fatta un’ape? Per esempio: avrà le ginocchia? Perché è ricoperta di peli? E perché dopo avere punto, muore? Sono solo alcune delle domande che Rose-Lynn Fisher, fotografa e naturalista californiana, si è posta su questi insetti. Per soddisfare le sua curiosità Rose-Lynn ha appoggiato gli occhi al microscopio e ha guardato da vicino  pungiglioni, zampe, proboscidi, ali e occhi delle api, e ha scattato le suggestive fotografie che vi presentiamo in questa fotogallery.
Insieme a molte altre fanno parte di BEEyond, una raccolta di 60 scatti realizzati dalla Fisher con il microscopio elettronico che fanno vedere, con ingrandimenti da 10 a 5000 volte, particolari inediti sulla biologia di questi insetti.
La raccolta può essere acquistata online su Amazon.com.

Il pungiglione dell’ape ingrandito 650 volte: è la versione modificata dell’ovopositore, l’organo che l’ape regina utilizza per deporre le uova. Per le api è uno strumento di difesa estrema, che viene impiegato solo se si sentono fortemente minacciate. I rostri del pungiglione si ancorano infatti alla carne della vittima e quando l’ape tenta di liberarsi, si strappa l’addome e, in breve tempo, muore.
 
© foto Rose-Lynn Fisher

eye370x

<< La prima volta che ho visto l’occhio di un’ape ingrandito al microscopio sono rimasta colpita dal vedere file e file di esagoni, del tutto simili a quelli di un alveare. È solo una coincidenza o c’è una corrispondenza tra ciò che le api vedono e le strutture che costruiscono?>>
In questa immagine l’occhio di un’ape mellifera ingrandito 370 volte: è composto da migliaia di lenti esagonali che catturano la luce a differenti angolazioni e permettono di percepire il movimento. Gli occhi delle api sono sensibili ai raggi UV che permettono loro di identificare i fiori più ricchi di polline.

© foto Rose-Lynn Fisher

proboscis150x

La proboscide delle api, immortalata in questa foto a 150 ingrandimenti, funziona come una cannuccia ermetica che permette all’insetto di aspirare polline, acqua e miele. Può funzionare anche in senso opposto, dall’ape verso il mondo esterno, per permettere all’animale di passare il nutrimento ad altri individui.
Quando l’ape succhia il polline dai fiori lo immagazzina in una sacca chiamata "stomaco del miele". Una volta rientrata all’alveare passa il polline ad altre api attraverso la proboscide. Queste lo digeriscono, lo rigurgitano e lo utilizzano per riempire le celle dell’alveare che vengono infine sigillate con la cera.

© foto Rose-Lynn Fisher

antennapollen1100x

Ma come mai le antenne, il corpo, le zampe e addirittura gli occhi delle api sono ricoperti di peli? Secondo gli esperti servono all’insetto per attrarre il polline: l’ape, volando, li carica infatti di elettricità statica che, una volta atterrata sul fiore agisce come una calamita nei confronti delle minuscole particelle di nettare.

Scopri in questo slideshow altre meraviglie al microscopio.

© foto Rose-Lynn Fisher

antenna3300x

Tutte le api hanno 2 paia di ali che vibrano all’incredibile frequenza di 230 volte al secondo, producendo il caratteristico ronzio. Hanno una struttura membranosa e sono costituite da due sottili lamine di forma vagamente triangolare. Il calore prodotto da questo frenetico movimento fa evaporare l’acqua contenuta nel polline contribuisce alla sua trasformazione in miele.

© foto Rose-Lynn Fisher

antenna150x

Le antenne delle api sono di forma cilindrica e ripiegate a L. In questa immagine, che le mostra ingrandite 150 volte, si vede che sono ricoperte di minuscole strutture chiamate "sensilli". Possono avere funzione tattile, olfattiva, termoricettrice o igroricettrice (che permette cioè all’ape di "sentire" l’umidità). Sono organi delicatissimi e sensibili che l’ape ripulisce in continuazione dal pulviscolo atmosferico per non compromettere la percezione sensoriale.

© foto Rose-Lynn Fisher

antennajoint400x

Una ricerca pubblicata qualche tempo fa da Lesley J. Rogers del Centro di Neuroscienze e Comportamento Animale dell’Università del New England, in Australia, e da Giorgio Vallortigara, del Centro Mente/Cervello dell’Università di Trento ha dimostrato che le antenne delle api e le strutture nervose ad essa associate sono sede della memoria dell’insetto.
In particolare l’antenna destra è implicata nella formazione dei ricordi a breve termine, mentre la sinistra è responsabile delle memorie di lungo periodo. In questa immagine, realizzata con 400 ingrandimenti, si vede l’innesto tra il tronco dell’antenna e il torulo, una struttura membranosa presente sul capo dell’insetto.

© foto Rose-Lynn Fisher

beesknee330x

Le api, come tutti gli insetti, hanno 3 paia di zampe che utilizzano per raccogliere il polline, per pulirsi e per camminare. Sono costituite da una serie di segmenti articolati detti coxa, trocantere, femore, tibia, tarso e pretarso e sono ricoperte di peli.
In questa immagine, ingrandita 330 volte, fa bella mostra di sé l’articolazione delle zampe posteriori dell’ape, una specie di ginocchio.

© foto Rose-Lynn Fisher

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Il maschio dell’ape, o fuco, ha esclusivamente il compito di accoppiarsi con la regina. Se credete che la sua sia una vita felice vi sbagliate: infatti una volta raggiunto il suo obiettivo, muore. L’accoppiamento delle api è particolarmente… acrobatico: avviene infatti in volo ed è per questo motivo che i fuchi hanno ali potenti (in questa immagine le vediamo ingrandite di 1200 volte) che permettono loro di reggere anche la compagna. Sono inoltre capaci di volare all’indietro.

© foto Rose-Lynn Fisher

Vi siete mai domandati come è fatta un’ape? Per esempio: avrà le ginocchia? Perché è ricoperta di peli? E perché dopo avere punto, muore? Sono solo alcune delle domande che Rose-Lynn Fisher, fotografa e naturalista californiana, si è posta su questi insetti. Per soddisfare le sua curiosità Rose-Lynn ha appoggiato gli occhi al microscopio e ha guardato da vicino  pungiglioni, zampe, proboscidi, ali e occhi delle api, e ha scattato le suggestive fotografie che vi presentiamo in questa fotogallery.
Insieme a molte altre fanno parte di BEEyond, una raccolta di 60 scatti realizzati dalla Fisher con il microscopio elettronico che fanno vedere, con ingrandimenti da 10 a 5000 volte, particolari inediti sulla biologia di questi insetti.
La raccolta può essere acquistata online su Amazon.com.

Il pungiglione dell’ape ingrandito 650 volte: è la versione modificata dell’ovopositore, l’organo che l’ape regina utilizza per deporre le uova. Per le api è uno strumento di difesa estrema, che viene impiegato solo se si sentono fortemente minacciate. I rostri del pungiglione si ancorano infatti alla carne della vittima e quando l’ape tenta di liberarsi, si strappa l’addome e, in breve tempo, muore.
 
© foto Rose-Lynn Fisher