Il mare al tempo dei dinosauri

Grandi predatori marini come il Liopleurodon, il Tylosaurus o il Cryptoclidus si sono estinti milioni di anni fa. Fino al 31 marzo 2018 rivivranno grazie alle più moderne tecnologie digitali nell’Acquario di Genova. 

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|Acquario di Genova

Immaginate di potervi immergere in un mare del Giurassico e osservare gli animali marini preistorici. Impossibile? Con l’aiuto delle più moderne tecnologie di realtà aumentata e immersiva potrete farlo: all’Acquario di Genova va in mostra PaleoAquarium, il mare al tempo dei dinosauri.

 

Tecnologie e paleontologia. La mostra, per grandi e piccoli, vi porta a scoprire gli animali marini preistorici, in particolare i rettili marini vissuti nell'Era Mesozoica. «Abbiamo provato a unire le moderne tecnologie con la competenza scientifica» ci spiega Roberto Frasca di ETT, azienda di design e progettazione hi-tech che, insieme allo gruppo paleontologico Prehistoric Minds, ha curato la mostra.  «Grazie ai film o alle molte mostre nei musei tutti conoscono i dinosauri. Ma cosa sappiamo veramente di coloro che abitavano i mari di quei tempi?».

 

Sono partiti da questa osservazione lo scorso dicembre e in pochi mesi hanno messo in piedi un'evento unico in Europa. In poco più di 500 metri quadrati di esposizione, sotto alle vasche degli animali marini oggi viventi, ecco aprirsi una finestra virtuale sugli abissi preistorici.

 

20 mila leghe sotto i mari (e 163 milioni di anni fa). Come dall'oblò di un sottomarino i visitatori possono guardare, in una video-ricostruzione, i fondali di un mare antichissimo in cui nuota un Criptoclido (Cryptoclidus), forse il rettile marino più famoso tra quelli esposti.

 

Attraverso i visori per la realtà aumentata e alle poltrone dinamiche sarà come realizzare un viaggio 3D nei mari di 112 milioni di anni fa nelle coste brasiliane; poi un balzo ancora più indietro nel tempo – 163.000.000 di anni fa –  porterà i visitatori nelle profondità marine dell'Inghilterra, dove è possibile ritrovare il Liopleurodon o l’ittiosauro Ophthalmosaurus, la cui forma, rimanda ai delfini dei giorni nostri.

 

L'interattività e la dinamicità sono al centro di un percorso pensato per stupire senza però dimenticare la precisione scientifica. Come potrete notare anche nella postazione X-Ray dove vi sarà possibile fare la "radiografia" a un rettile acquatico, e scoprire così la parte di scheletro dell’animale.

Attraverso i visori per la realtà aumentata e alle poltrone dinamiche sarà come realizzare un viaggio 3D nei mari di 112 milioni di anni fa nelle coste brasiliane | Acquario di Genova

Curiosità e sorprese. In mostra potrete trovare molte cose sorprendenti. Un esempio è il calco del cranio di Dunkleosteus, un “pesce” vissuto circa 370 milioni di anni fa con il morso più potente mai registrato. Ma potrete anche misurarvi con le gigantesche mascelle del megalodonte (Charcharocles megalodon), lo squalo più grande che sia mai esistito.

 

Tutti gli animali in mostra sono estinti. Tutti, tranne uno. Si tratta del Latimeria (Latimeria chalumnae), unico superstite dei celacanti. Si tratta di un gruppo di pesci che si riteneva estinto sin dal Cretaceo ma, nel 1938, Marjorie Courtenay-Latimer ne scoprì un esemplare al largo del Sud Africa. A lei, devono il loro nome.  E le dimensioni sono tra le cose più sorprendenti.«Tutto ciò che è possibile vedere in mostra - dalle 5 ricostruzioni, alle raffigurazioni - è realizzato in scala 1:1» ci tiene a dire Frasca. 

 

In mostra ci sarà anche la ricostruzione di Cryptoclidus e sarà evidente come la sua fama è dovuta al fatto che ha ispirato la leggenda del mostro di Loch Ness

Anche se in realtà aumentata, gli animali marini preistorici saranno visibili in dimensioni reali. | Acquario di Genova

E poi, se avete visto il film Jurassic World ricorderete certamente la vasca contenente un esemplare di Mosasaurus intento a cibarsi di grandi squali bianchi. La mostra vi svelerà le sue reali dimensioni che, seppur notevoli, ridimensioneranno il vostro stupore. 

Stefano Maganuco, paleontologo, ci ricorda infatti che “non dobbiamo dimenticarci che l’animale marino più grande mai esistito è un nostro contemporaneo: la balenottera azzurra”. Per eguagliare la sua massa servirebbero due esemplari del dinosauro erbivoro più grande (Argentinosaurus) che abbia mai camminato sul nostro pianeta.

17 Luglio 2017 | Andrea Rubin