Animali nella neve

Gatti e gattini (soprattutto), scoiattoli, tigrotti e scimmie. Tutti gli animali alle prese con la neve, il ghiaccio e il freddo. Non perderti anche i cuccioli più teneri del regno animale.

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Uno scatto singolarissimo di un gatto che gioca con la neve.

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Un gatto domestico (Felis catus) affonda nella neve in Germania.

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Lo stesso gatto della foto precedente prova a uscire dal labirinto bianco in cui si è tuffato.

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La sequenza si conclude con un bel salto, alla conquista di un fiocco di neve.

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Il fotografo Steven Kazlowski è stato fortunato a cogliere la danza di questo peloso emulo di John Travolta. Ma non si tratta di un balletto. Il giovane orso polare pescato a ballare sulla riva della secca di Bernard Split in Alaska in realtà stava cercando soltanto di trovare l'equilibrio sulle zampe posteriori.

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Un gatto che gioca sulla neve, strano ma vero. Il micio della foto però è "preparato". E' un siberiano che con il suo pelo lungo e idroreppellente, i peli lunghi sulle zampe e la corporatura robusta può sopportare anche le basse temperature, la neve e il ghiaccio. Discendente del gatto selvatico che abitava una volta la Siberia, si narra che i coloni russi lo usassero come gatto da guardia, data la sua mole (il maschio può arrivare a pesare anche 12 chili).

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Un gatto soriano nella neve.

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Un cane abbaia dall'oblò di una nave che risale il fiume Yenisei in Siberia. La temperatura, al momento dello scatto era di -30 °C.

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"Un uomo senza cavallo è come un uccello senza ali", recita un proverbio tradizionale della Mongolia. E in effetti tra i pastori nomadi di questo paese e i loro destrieri si crea un legame davvero speciale. Un nuovo cavallo è tra i primi regali che un bambino riceve, e possederne molti è considerato un segno di grande prestigio. Lasciati quasi sempre in libertà, questi animali vengono risparmiati dai carichi gravosi e trattati con ogni riguardo: del resto, si dice siano i diretti discendenti dei veloci destrieri che consentirono a Gengis Khan e alla sua armata di costruire un impero tanto vasto. Nella foto, una mandria di cavalli attraversa al galoppo una regione della Mongolia Interna (Cina), sfidando una temperatura di - 30 °C.
Guarda anche una fotogalleryuno speciale dedicati ai cavalli

[E. I.]

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Una pecora con il muso pieno di neve. Non ha fatto a palle di neve, ma brucando l'erba sotto una sottile coltre di neve fresca.

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Sopportano temperature di molto inferiori allo zero (anche - 30 gradi), escono indenni dalle tempeste di neve e si tuffano in acque gelide, nuotando anche a 10 chilometri orari.
Gli orsi polari non sono certo freddolosi e tutto grazie a una particolare struttura che ricopre il loro corpo. I peli del mantello oltre a essere idrorepellenti hanno una struttura concava che permette di trattenere il calore. Ma non è finita, la pelle dell'orso sotto la candida pelliccia, è nera in modo da attirare i raggi del sole e ancora più sotto ha uno strato di grasso spesso circa 10 centimetri. In questo modo l'animale è isolato dal freddo e a prova di spifferi.

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Per i pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae) la neve non è una novità: vivono infatti in Antartide, dove anche in estate (il mese più “caldo” è dicembre) la temperatura raramente supera i -20 °C. Il crollo invernale delle temperature coincide con la discesa del Sole sull’orizzonte verso aprile. Il record è stato raggiunto ad Amundsen-Scott con -82,8 °C (23 giugno 1982) e a Vostok con -89,2 °C (21 luglio 1983); quest’ultima, è la temperatura più bassa mai registrata.
Questa specie di pinguini preferisce comunque nidificare nelle zone costiere non ghiacciate in estate: si riuniscono in colonie di circa 200 mila coppie, in cui le femmine depongono 2 uova a distanza di circa 2 giorni l’uno dall’altro.
Nella foto, iniziano i riti del corteggiamento...

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Dopo i bagordi natalizi di ieri, un po' di movimento è proprio quello che ci vuole. Questo cane della prateria (gen. Cynomys) ha approfittato di qualche ora di Sole per improvvisare qualche passo di danza nella neve di Boulder (Colorado, USA). Quando non zampettano all'aria aperta questi roditori trascorrono il loro tempo in cunicoli sotterranei perfettamente organizzati, con tanto di spazi adibiti a nursery per i cuccioli, dormitori, toilette e postazioni per l'osservazione di eventuali predatori nei paraggi. Le stanze per i più piccoli sono collocate più lontano dalla superficie, a 60-70 centimetri di profondità, così come i "bunker" in cui trovare riparo quando c'è un nemico nei paraggi.
Altre due belle foto di cani della prateria (guarda)
Guarda anche il buffo ballo di uno scoiattolo

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Nella stagione invernale è decisamente piacevole rilassarsi immersi in una vasca di acqua termale calda, anche se non per tutti è possibile farlo. Chi proprio non ci rinuncia sono i macachi giapponesi (Macaca fuscata) di Jigokudani, a Nagano, che per superare i lunghi e rigidi inverni si immergono nelle calde sorgenti di acqua termale di cui è ricca la zona (guarda anche qui).
Unici al mondo, questi macachi al mattino scendono dalle montagne dove trascorrono la notte per passare la giornata a mollo nelle caldi acque, massaggiandosi a vicenda.
Ma i bagni alle terme non sono l’unica curiosità di questa specie, chiamata anche “scimmia delle nevi”: è stato scoperto che per divertirsi giocano a palle di neve e, prima di mangiare, lavano il cibo. Davvero un animale amante del benessere!

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Solo due cose possono far rizzare i 30 mila aculei di un porcospino nordamericano (Erethizon dorsatum): il vento di una giornata invernale e la presenza di un predatore nei paraggi. Quando una lince, un lupo o un coyote si avvicinano, il mammifero inizia a sbattere i denti per spaventare l'aggressore. Quando il segnale acustico non basta allora erige la pelliccia emettendo contemporaneamente un odore sgradevole. Se nonostante tutto, il nemico gli si scaglia contro, peggio per lui, rimarrà infilzato di aculei: una volta staccatisi dal corpo del porcospino, infatti, le lunghe "setole" penetrano nelle carni del predatore, sempre più in profondità ad ogni movimento.
È vero che i porcospini scagliano gli aculei?

[E. I.]

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Chi non ha mai visto un gattino rotolarsi attorno a un filo di lana o rincorrere una pallina? Il vostro cucciolo si sta allenando a cacciare le sue prede (anche se forse non ne avrà mai bisogno, vista la ciotola di crocchette costantemente piena).
Il legame tra gioco e abilità predatoria non è però così ovvio. Paul Martin, dell'università di Cambridge, ha notato infatti che basta poco agli animali per diventare cacciatori infallibili, caratteristica quindi già innata che non necessita di alcun "training".
Questo divertimento poi non smette quando l'età avanza. Non è raro vedere infatti animali adulti giocare con una preda già morta o indugiare "cinicamente" con una in fin di vita, come questa lince rossa (Lynx rufus) scatenata con la sua preda ormai esanime.

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Sembra proprio un ghiacciolo. È invece si tratta di una palla di neve che un piccolo di macaco giapponese ( Macaca fuscata) sembra divertirsi a mangiare. In realtà, questa specie di scimmie si ciba principalmente di frutta, ma in mancanza non disdegna foglie, fiori, insetti e cortecce. La sua dieta infatti è fondamentalmente regolata dal clima della zona in cui vive, il nord dell'isola di Honsu, una zona inclemente, ricoperta di neve per 8 mesi all'anno. Per sfuggire al clima rigido, i macachi sono soliti immergersi nelle calde acque termali della zona.
Il numero 136 di Focus, in edicola da pochi giorni, presenta un curioso articolo fotografico sui pranzi degli animali: insetti, lucertole, rane e otarie… nel mondo animale tutte le specie possono diventare cibo. Persino gli uomini.

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Con il freddo di questi giorni, ci si inventa di tutto per non disperdere calore. Queste rondini, che per qualche motivo non hanno intrapreso una migrazione verso mete più miti, si sono trovate a dover affrontare una bufera di neve lungo le rive del fiume Yukon, in Canada. Per sopravvivere si sono strette in 24 sullo stesso ramo, incuranti della scomodità. Con le piume arruffate e il capo piegato sul petto, sono riuscite a sopravvivere per una notte intera superando la brutta avventura. Il fotografo Keith Williams è riuscito ad avvicinarsi ai pennuti, troppo infreddoliti per volare via. E ha catturato le sfumature blu delle ali, che normalmente, quando vediamo una rondine volare lontano, non si notano.
Guarda anche il video di Molla, la civetta che adora le coccole
Altre foto di uccelli (guarda)

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Questo splendido esemplare di orso polare (Ursus maritimus) è alle prese con l'attraversamento delle acque ghiacciate dell'Artico, del quale teme poco le basse temperature. Questo, grazie al pelo le cui caratteristiche permettono all'orso di rimanere sempre riparato dal freddo, anche durante le lunghe nuotate. Le proprietà isolanti del suo manto sono date dalla struttura cava di ogni singolo pelo: la cavità interna contiene aria che non è un buon conduttore di calore e costituisce una vera e propria barriera che permette al calore del corpo di non disperdersi. L'orso polare è uno dei mammiferi più imponenti sulla Terra e può raggiungere i due metri e mezzo di altezza e fino a 800 chilogrammi di peso.

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Se lo vedete con l'espressione un po' "accigliata" è solamente perché è tutto concentrato a controllare quanto accade sotto al suo ramo. Ghiotto di vermi, il pettirosso europeo (Erithacus rubecula) non vede l'ora che qualcuno, come un contadino o un grosso animale, smuova qualche zolla di terreno fresco per volare al suolo e fare incetta del suo spuntino preferito. Con la neve che cade, purtroppo, sarà difficile che qualcuno si dia al giardinaggio. Per questo la dieta invernale dell'uccellino - qui fotografato con le piume arruffate nel tentativo di trattenere un po' di calore - prevede anche un supplemento di vertebrati terrestri, come i ragni.
Altre foto di uccelli (guarda)

[E. I.]

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Quattro pinguini Papua (Pygoscelis papua) sembrano ballare, con un coordinamento quasi perfetto, di fronte all'obiettivo di un ricercatore americano in Antartide. A differenza della maggior parte degli uccelli, i pinguini migrano a piedi. Sono animali cosiddetti gregari: tendono a vivere in gruppi e le colonie più numerose possono raggiungere le 50 mila unità.Talvolta possono dare l'impressione di muoversi in sincronia, soprattutto quando camminano in fila indiana. Lo fanno per ripararsi dal vento.
Perché le loro zampe, esposte a temperature rigidissime (inferiori ai -80 °C) e appoggiate a lungo sul ghiaccio, non congelano? Scoprilo tra le domande e risposte.

Foto: © Tom Schonhoff.

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Una scrollatina alle piume e via. Basta poco a questo cigno per asciugarsi dalla neve. Certo lui è abituato, per noi invece convivere con il freddo e la neve è un po' più complicato.
Ma, se può consolare, il gelo di questi giorni al Centro-Nord è poca cosa rispetto al freddo dell’inverno del 1709. Quando un’ondata di gelo dalla Russia nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, fece tremare (dal freddo) tutta l'Europa. Un po' come in questi giorni le temperature in alcune zone arrivarono a - 20 gradi, ma con picchi di freddo da record, come i - 35 gradi di Berlino. E per quasi un mese il freddo non accennò a diminuire facendo gelare fontane, laghi e fiumi. Ghiacciarono persino il Tamigi e il Po. Il primo, per la gioia dei londinesi, divenne una pista di pattinaggio. Mentre il secondo per un periodo breve, fu addirittura percorribile con i carri.

Capolavori scolpiti dal freddo (guarda)
Hai scattato delle foto sotto la neve? Ecco come mandarcele

[E. I.]

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Già partorire non è il massimo della comodità, figuriamoci partorire su un iceberg, o su un precario ghiaccio artico: il rischio è che possa rompersi da un momento all'altro, o che vada alla deriva spezzando ogni collegamento con la terra. Così sono sempre meno le orse polari (Ursus maritimus) in dolce attesa che scelgono di dare alla luce i loro piccoli sui ghiacci, sempre più sottili. Secondo uno studio dell'organizzazione scientifica U. S. Geological Survey infatti la percentuale delle mamme orse che preferisce partorire sul ghiaccio anzichè sulla terra sarebbe oggi appena del 37%, rispetto al 62% degli anni '80 e '90. Ma ovunque vengano al mondo, i nuovi nati sono accolti con ogni premura: le orse costruiscono delle piccole tane di neve per proteggere i loro cuccioli dal freddo.

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La donnola dalla lunga coda (Mustela frenata), molto diffusa nelle regioni centrosettentrionali del continente americano, sembra sbucare incuriosita dalla spessa coltre di neve candida, ben camuffata nel suo manto altrettanto immacolato.
Animali poco sociali, che si incontrano soprattutto per motivi riproduttivi e che poco tollerano l'intrusione dei simili nel loro territorio, le donnole hanno sviluppato un sistema di comunicazione piuttosto efficace fatto di segnali sonori, visuali e olfattivi. In particolar modo, le femmine pronte all'accoppiamento emanano nell'aria un profumo irresistibile per i maschi.

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Un cammello (Camelus bactrianus) originario dell'Asia batte i denti sotto la tormenta che ha colpito lo zoo di Zurigo dove è ospitato.
Quasi tutti i cammelli sono oggi animali domestici ma in Mongolia, e in particolare in Cina e nel deserto del Gobi, vi sono alcune centinaia di esemplari selvatici, per questo è stato inserito nella lista rossa IUCN delle specie minacciate.

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Sembra essere uscito dal suo nido perché ha sentito il fermento nell'aria. È natale e questo ermellino (Mustela erminea) fa capolino in mezzo alla neve dove si camuffa facilmente, grazie alla livrea che d'inverno si fa completamente bianca, tranne per la punta della coda che è sempre nera.
Questo mammifero è un cacciatore abilissimo, che preferisce la notte per le sue battute e che non si lascia facilmente sfuggire le prede (animali di piccola o media taglia). In cerca di cibo, può percorrere anche 15 chilometri in una notte: grazie al corpo agile si muove velocemente anche attraverso tane sottoterra. Molto ricercato per la sua pelliccia, l'ermellino non è più molto diffuso anche se si può incontrare ancora anche in Italia, nella zona alpina e sull'Appennino.

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L'inverno è iniziato e gli animali devono affrontare i giorni più difficili dell'anno. Alcuni di loro, però, non temono le basse temperature e sono biologicamente dotati per affrontare le intemperie. In loro onore abbiamo inaugurato da qualche giorno (vedi Foto del giorno precedenti) una carrellata di immagini dove gli animali sono ritratti alle prese con il freddo.
La civetta delle nevi (Nyctea scandiaca) della foto, è il più grande uccello dell'Artico e ha zampe ricoperte di piume che gli servono proprio per proteggersi dal contatto con il terreno ghiacciato. Diffuso soprattutto nella tundra del Nord America, è un ottimo predatore grazie anche alla capacità di rotazione della testa (fino a 270°) che gli permette di individuare facilmente la preda sul territorio.

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Per non finire sotto i denti degli orsi polari, le volpi artiche o bianche (Alopex lagopus) hanno in dotazione una folta livrea che d'inverno diventa candida come la neve e permette loro di mimetizzarsi nella spessa coltre di neve. Sono fornite inoltre di uno spesso strato di pelliccia sotto le zampe: alcune di loro, alla ricerca di roditori o di carcasse da mangiare, percorrono anche più di 1.000 chilometri sul ghiaccio con temperature che raggiungono i quaranta gradi sotto zero.

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Un cucciolo di foca della Groenlandia (Pagophilus groenlandicus) si rotola come un gatto a pochi centimetri dall’obiettivo di Su Keren, una fotografa naturalista americana.
Ma nonostante le apparenze, la vita di questo piccolo pinnipede sarà tutt’altro che facile: a soli 30 giorni di vita la madre lo considererà abbastanza adulto da poter badare a se stesso e lo abbandonerà tra i ghiacci artici (anche i pinguini non se la passano bene: guarda qui). Per proteggersi dal freddo si affiderà al blubber, uno spesso strato di tessuto adiposo vascolarizzato che riscalda il sangue proveniente dagli strati del corpo più esterni e ridurrà al massimo la superficie corporea a contatto con il ghiaccio raccogliendo sotto al ventre le pinne anteriori e posteriori
Nei cuccioli lo strato di blubber isolante è presente fin dalla nascita ed aumenta in volume durante l’allattamento: il latte di mamma foca è infatti formato per il 48% da grasso e permette al piccolo, che alla nascita pesa circa 10 kg, di aumentare fino a 2,5 kg al giorno.

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Gli uccelli cominciano ad avere a che fare coi rami fin da piccoli, in previsione della costruzione del nido. Ma anche la tigre siberiana (Pantera tigris altaica) non disdegna qualche rapida evoluzione con un bastone improvvisato. Quanto maggiore è la manualità, tanto aumentano gli svaghi che prevedono l'uso di oggetti.
Gli scimpanzé, per esempio, hanno sviluppato una tecnica di caccia alle termiti che consiste nel stanarle dai buchi con l'uso di legnetti: fin da piccoli iniziano ad allenarvisi, anche se la cattura è infruttuosa. Con il tempo e con la pratica però perfezionano la procedura alla perfezione.
"Il gioco con oggetti consente all'animale di interagire con l'ambiente facendo esperienze sia con oggetti che con esseri viventi", precisa l'etologo.

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Farà anche freddo fuori, ma questi due pinguini che si tengono per mano... anzi, per l'ala tra i ghiacci antartici scalderebbero anche il cuore più ghiacciato. Mentre il fotografo professionista Silviu Ghetie, dalla Romania, scattava foto al surreale paesaggio di Port Lockroy, un'insenatura naturale nella Penisola Antartica, una coppia di pinguini è entrata nel campo dell'obiettivo e si è subito imposta all'attenzione del reporter. I due sono rimasti in disparte dal resto del gruppo, in atteggiamento romantico, per un paio di minuti, prima di venire interrotti da un "terzo incomodo".
Non perderti la gallery dedicata ai pinguini
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Il muso completamente ricoperto di neve di una pecora.

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Avrà più freddo questo pescatore o il gatto rifugiatosi sulla sua spalla? Siamo nel Dalian, in Cina.

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Questo uccello ama il freddo anzi è il caso di dire le temperature polari... I maschi di questa specie di civette polari (Nyctea scandisca), che vivono nel nord della Scandinavia, in Russia e nel nord della Siberia, sono monogami e quando la femmina è impegnata nella cova delle uova (che dura per circa 30 giorni), sono i compagni ad andare a cacciare e procurare il cibo anche per la femmina. Sono stati osservati tuttavia comportamenti poligami in momenti in cui ci sono molte prede in giro e quindi il cibo è più abbondante.
Sono abilissimi predatori: con le loro gigantesche ali, che aperte insieme raggiungono il metro e 70 di lunghezza, rimangono fermi in aria in un punto, battendo velocemente le ali e puntando il malcapitato roditore. Per poi piombargli addosso in un batter d'occhio. Una tecnica di volo che si chiama “spirito santo” usata anche da altri uccelli come il gheppio e il martin pescatore.

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Un lama completamente a proprio agio tra le nevi della Bolivia. L'alto contenuto di emoglobina nel sangue permette a questo camelide di sopravvivere in ambienti ad alta quota e poveri di ossigeno, fino a 4 mila metri di quota.

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La neve è... il soffice tappeto ideale per i giochi di questi cuccioli di elefanti marini del Sud (Mirounga leonina), che si fanno compagnia mentre i genitori sono impegnati nella stagione degli amori. Siamo nell'isola della Georgia del Sud, nell'Atlantico meridionale.

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Nella neve le lunghe zampe di due gru della Manciuria (Grus japonensis) originarie della Siberia.

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Un corvo comune (Corvus corax).

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Pigoscelidi di Adelia (Pygoscelis adelia) giocano sui ghiacci dell'Isola di Brown Bluff, Antartide.

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Un panda gigante di cinque mesi muove le prime zampate nella neve, nella provincia cinese del Sichuan.

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Un rinoceronte assaggia incuriosito la neve, con la quale non avrebbe spesso a che fare se non si trovasse all'interno di uno zoo di Leipzig, in Germania.

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Questo musetto curioso appartiene a un vombato comune (Vombatus ursinus) un marsupiale diffuso nelle regioni più fredde dell'Australia.

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Un panda rosso (Ailurus fulgens) si avventura nella neve nella provincia cinese dello Sichuan.

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Un cucciolo di Golden Retriever esplora per la prima volta la sensazione di giocare con la neve.

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Una lepre bianca (Lepus timidus) nella sua pelliccia invernale scorrazza nella neve: ci troviamo in Scozia.

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I passi felpati di un topo muschiato (Ondatra zibethicus) sulle nevi del Quebec, Canada.

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Il primo, rigido inverno di due buoi muschiati (Ovibos moschatus) fotografati in Norvegia.

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La neve non basta a raffreddare l'istinto di rivalità di questi due maschi di volpe artica (Alopex lagopus), che lottano nelle nevi primaverili dell'Islanda.

Uno scatto singolarissimo di un gatto che gioca con la neve.
01 Dicembre 2013