Dagli abissi australiani riecco il pesce senza faccia

Il suo primo avvistamento risale al 1873. Poi è scomparso per 144 anni. Fino a pochi giorni fa, quando è stato ripescato al largo delle coste australiane.

facelessfish
Il pesce senza faccia.

Misura poco più di 50 cm, sembra non avere né occhi, né naso, neppure le branchie e la bocca è molto nascosta. Per questo è stato denominato "il pesce senza faccia" e rappresenta ancora un mistero per i ricercatori.

 

Questa strana creatura degli abissi è stata ripescata a 4 km di profondità al largo delle coste di Sydney (Australia). Si tratta del secondo esemplare mai osservato fino ad ora.

 

L'ultimo avvistamento. Questa creatura degli abissi, infatti, venne avvistata per la prima nel 1873. A registrare la presenza di questo stranissimo pesce fu l'equipaggio dell'HMS Challenger che lo trovò nelle acque della Papua Nuova Guinea. Da allora la sua presenza è rimasta un mistero. 

 

«Questo piccolo pesce è sorprendente - ha spiegato Tim O'Hara, il ricercatore a capo della spedizione che ha recuperato l'esemplare - perché la bocca si trova sulla pancia dell'animale; quindi, quando lo si osserva di lato non si scorgono gli occhi, non si vede il naso, le branchie o la bocca».

 

 

Studiare gli abissi. A ripescare il "pesce senza faccia" è stata una spedizione di ricercatori del Victoria Museum e del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO), composta da 27 scienziati, 13 tecnici e 20 membri di equipaggio.

 

La spedizione ha dragato il fondo dell'oceano con una benna collegata a un sottilissimo cavo lungo 8 km scoprendo numerose nuove specie. «Abbiamo trovato granchi, vermi marini e altri animali che sono, a oggi, sconosciuti alla scienza» ha detto O'Hara. «Secondo gli esperti - ha continuato il ricercatore - "un terzo delle specie che popolano i nostri mari sono ancora da scoprire e da classificare».

Il "pesce senza faccia" entra di diritto nella classifica animali più brutti del pianeta.

Inquinamento sottomarino.  Ma non sono mancati dati preoccupanti. Gli scienziati, infatti, hanno recuperato anche molti oggetti di plastica finiti sul fondo marino. È la conferma che il livello di inquinamento negli oceani è altissimo: in febbraio gli scienziati hanno registrato livelli considerevoli di inquinamento a 10 km di profondità nella Fossa delle Marianne mentre a maggio un'isola sperduta nel Pacifico è diventato il luogo con la maggior densità di rifiuti plastici della Terra.

06 Giugno 2017 | Andrea Rubin