• Riscaldamento globale: effetti collaterali inattesi
20
giu 2008

Riscaldamento globale: effetti collaterali inattesi

Riscaldamento globale: effetti collaterali inattesi
In montagna crescono fiori di collina; ai tropici le tempeste sono rare; l'estate degli orsi non finisce mai; le tartarughe mettono al mondo più femmine... Eventi curiosi, e tasselli di uno scenario tutto da interpretare: il riscaldamento globale. (Andrea Porta, 20 giugno 2008)
Uccelli tropicali in piazza San Marco
 
Uccelli tropicali in piazza San Marco. La pubblicità di una nota marca di abbigliamento recita "global warming ready", che è un po' come dire... pronti al peggio! In questo set, i piccioni sono spariti da piazza San Marco. Fine di un incubo? Clicca qui per ingrandire l'immagine in una nuova finestra. Sul blog iSpot puoi vedere l'intera campagna pubblicitaria.  
   
Montagne lussureggianti, piante d'alta quota ricoperte di boccioli e frutti, paradisi tropicali senza uragani e tempeste. È il migliore dei mondi? No, è il mondo che ci aspetta (e che c'è): paesaggi nostrani sconvolti dai mutamenti climatici a cui la Terra va incontro. Perché accanto allo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento globale - ovvero il costante aumento della temperatura media della Terra - si porta dietro una lunga serie di effetti collaterali, secondari (ma non troppo), decisamente strani, curiosi, inattesi. Talvolta apparentemente positivi. Ma è per davvero così?

IL QUADRO DA INTERPRETARE
Sulle montagne della Svezia crescono piante e fiori tipici delle basse quote; ai tropici le tempeste sono rare; gli orsi siberiani vivono estati più lunghe del solito; le tartarughe di mare mettono al mondo più femmine... Ognuno di questi eventi, in apparenza positivo, o almeno curioso, è in realtà un tassello di un quadro allarmante. Come spiega Cynthia Rosenzweig (Center for Climate Systems Research della Columbia University, New York), «le temperature in aumento hanno un crescente impatto sui sistemi fisici e biologici a livello globale». La scienziata, in una recente ricerca, ha riunito in un unico studio i risultati di indagini condotte a partire dal 1970 su 829 "sistemi fisici" - come l'aumento delle temperature di laghi e fiumi e lo scioglimento del permafrost, cioè lo strato perennemente congelato che ricopre vaste aree di Asia ed Europa settentrionali - e su ben 28.800 "sistemi biologici", come l'anticipata fioritura delle piante o le abitudini anomale delle comunità di pesci e di microrganismi marini. Il risultato è sorprendente: tra quelli osservati, il 90% dei mutamenti biologici registrati sono imputabili alle attività umane. Il 95%, addirittura, se si considerano i mutamenti fisici.

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