17
set 2008

La mia Africa

A vederla così, sembra che a questa lucertola africana dalla testa rossa (<em>Agama agama</em>) sia caduto un secchio di vernice addosso. Ma se, per qualche motivo, vi capitasse di incontrarla di notte, fareste fatica a riconoscerla. Al buio questo rettile ha un look molto più “sobrio” ed è di color marrone scuro. All'alba il maschio dominante – leader di gruppi di dieci, venti lucertole – cambia aspetto. A causa del caldo, il suo corpo diventa blu e la testa e la coda di colore arancione. Non è detto però che rimanga così agghindato per tutto il giorno: la colorazione può cambiare anche in base allo stato d’animo. Quando è minacciato da un rivale sul suo corpo appaiono dei puntini bianchi e tra le due lucertole si scatena una lotta senza esclusione di colpi.Il "tetto dell'Africa", come viene chiamato il Kilimanjaro, si è risvegliato? Niente di tutto questo. Si tratta piuttosto di una splendida aurora i cui colori sono prodotti dall'irradiamento della luce nell'atmosfera e nelle particelle delle nuvole.<br>In epoca moderna il grande vulcano al confine tra Kenya e Tanzania non ha dato segni di vita, anche se non ha mai smesso di emettere vapore e zolfo… La punta più alta del gigante addormentato è rappresentata dalla vetta del monte Kibo coi suoi 5895 metri di altezza.<br> Questo massiccio, il cui nome deriva da <i>Kilima Njaro</i> che in Swahili significa montagna splendente, è chiamato anche <i>Oldoinyo Oibor</i>, che significa montagna bianca in Masai.<br>Foto: © Clayton Hogen-ChinUna rapida occhiata&nbsp;fuori prima di rompere definitivamente il guscio. Per questi cuccioli di tartaruga africana (<em>Geochelone sulcata</em>) comincia una nuova avventura e si conclude il laborioso periodo dell’incubazione. Una faticaccia non tanto per loro, quanto per la madre. <br>Dopo l’accoppiamento la femmina dedica tutto il suo tempo alla ricerca di un nido adatto ai piccoli. Può arrivare anche a scavare 5 buche diverse, prima di scegliere quella più accogliente. Qui depone le uova (da 15 a 30 per covata) e le ricopre completamente di terra o sabbia. <br>Tutto questo lavoro sarà ricompensato, otto mesi dopo, dalla nascita di tartarughine come queste, che non raggiungono i 25 grammi di peso. <br>A domani con un’altra nascita più…pericolosa.<br><br><em>[E. I.]</em>Le zanzare non vi danno tregua? Non vi preoccupate, siete in buona compagnia. Anche l’elefante africano (<em>Loxodonta Africana</em>) ha un gran da fare a difendersi dagli insetti. La sua pelle – che qui vediamo da vicino – ha uno spessore che varia dai 2 ai 4 centimetri, eppure mosche, parassiti e zanzare riescono a pungerlo lo stesso. <br />Tanto che allontanare gli ospiti indesiderati il povero mammifero ha dovuto trovare un rimedio naturale: ogni tanto si cosparge la pelle con un sottile strato di fango, che oltre a respingere gli insetti, lo ripara dal sole cocente della savana.<br /><br /><a href="http://www.focus.it/animali/fotodelgiorno/I_periodi_difficili_degli_elefanti.aspx"><strong>Meglio non incontrare un elefante maschio durante il suo "ciclo"</strong></a><br /><a href="http://www.focus.it/animali/video/Gli_elefanti_si_guardano_allo_specchio.aspx"><strong>Anche gli elefanti si guardano allo specchio (video)</strong></a><br /><a href="http://www.focus.it/animali/fotodelgiorno/Tra_spiaggia_e_mare.aspx"><strong>Guarda anche un elefante marino</strong></a> e <a href="http://www.focus.it/animali/fotodelgiorno/Gigante_buona.aspx"><strong>altri animali visti da vicino</strong></a>.<br /><br /><em>[E. I.]</em><br />Tra l'Africa e l'isola del Madagascar c'è uno spazio di mare, il Canale del Mozambico, lungo circa 1.700 chilometri e largo da 400 a 1000. In questo tratto di oceano si tuffa il principale fiume del Madagascar, il Betsiboka, che attraversa la lussureggiante isola per 525 chilometri. I detriti trasportati hanno formato isolotti e grandi banchi di sabbia, com'è visibile dal satellite. In realtà, la conformazione dell'estuario è il sintomo di un disastro ecologico in corso sull'isola: il disboscamento intensivo e incontrollato delle foreste che ricoprono il territorio ha accelerato bruscamente l'erosione del suolo e i sedimenti visibili nella foto rappresentano un insostituibile vantaggio naturale che scivola inesorabilmente verso il mare.<br>Foto: © Nasa Che differenza c’è tra un leopardo e una pantera? Nessuna. Si tratta infatti della stessa specie (<i>Panthera pardus</i>) con diverse colorazioni del manto, che può essere maculato o completamente nero. In quest’ultimo caso, si tratta di un esemplare “melanico” la cui pelliccia è completamente scurita, come se avesse preso la tintarella.<br>Questo straordinario felino, la cui diffusione si estende dall’Africa all’Asia, fino alle isole della Sonda, mostra uno straordinario polimorfismo anche nella stazza: nella savana del Serengeti, in Africa, può arrivare a due metri e mezzo di lunghezza; in Eritrea è un po’ più piccolo, in Somalia viene chiamato addirittura leopardo nano poiché è lungo appena un metro e 70, coda compresa.<br>Nella foto, il riposo di un cucciolo di leopardo in Kenya.Tempeste di sabbia e polvere si sviluppano in luoghi dove il terreno è particolarmente arido e la vegetazione sparuta non è in grado di proteggere la zona dall'erosione. Se i venti raggiungono velocità elevate le particelle di polvere vengono spazzate nell'atmosfera oscurando il cielo con una coltre grigia. Dopo le tempeste più furiose è a volte impossibile far crescere del grano nelle zone colpite. Quella della foto è la tempesta occorsa nel deserto del Djourab (Chad), proprio nel centro del continente africano.<br>© NasaGli elefanti africani (<em>Loxodonta africana</em>) sono i più pesanti mammiferi terrestri: i maschi sono alti circa 3,75 metri, mentre le femmine non superano i 3. Le loro enormi orecchie sono lunghe almeno 120 centimetri, mentre la proboscide, circa 150 centimetri di lunghezza, pesa qualcosa come 135 chilogrammi (ed è in grado di alzarne più di 250). Sommando tutto si arriva a una stazza che può arrivare a 6 tonnellate. <br>Eccovi spiegato il perché delle modalità di trasporto di questo esemplare che viene trasferito dalla riserva naturale Kruger in Sud Africa al Mozambico. Altri trasporti eccezionali, cliccando qui. E poi dicono di tenere al benessere degli animali… Per noi calare in una delle loro vasche turisti panciuti, con la scusa di un contatto diretto con la natura, è una crudeltà: come mettere una torta di cioccolato nel ripiano più alto e inaccessibile della cucina. Ovviamente scherziamo, anche se è quello che ci è venuto in mente guardando la foto della stravagante visita che è possibile fare presso il Cango Wildlife Ranch, in Sud Africa, una sorta di parco dove gli animali vivono il più possibile nel loro ambiente naturale.<br>Il coccodrillo della foto è della specie <i>Crocodylus niloticus</i> (coccodrillo del Nilo), l'unica che vive in Sud Africa. Questo rettile ha mascelle potentissime capaci di produrre una pressione di circa una tonnellata per 2.5 centimetri quadrati.La bufaga (<i>Buphagus africanus</i>) è un piccolo uccello della famiglia degli storni che si ciba principalmente di insetti. Per trovarli si appoggia comodamente sul dorso dei grandi animali erbivori africani, come giraffe, rinoceronti e bufali, perennemente infestati da zecche e altri parassiti della pelle. Le bufaghe trovano così grandi quantità di cibo, e gli erbivori, dal canto loro, possono usufruire di un continuo servizio di disinfestazione. <br>Nel caso della foto, il beneficiario del servizio di pulizia è un maschio di kudu maggiore (<i>Tragelaphus strepsiceros</i>), un tipo di antilope molto raro.<BR>
Ecco un altro animale alle prese col caldo, che cerca in una <a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/fed/f_giorno.asp?G=26&amp;M=05&amp;A=2005&amp;direzione=sx','f_giorno','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=340')"><strong><u>succosa anguria un po' di sollievo</u></strong></a>. Questa volta si tratta di uno scoiattolo (<em>Xerus inauris</em>) che vive in colonie nel sud dell'Africa, dove crea complicati sistemi di gallerie scavate nelle zone più aride. Le comunità sono formate da 5 a 30 individui che spesso condividono le tane con altri animali. Si cibano di erba, radici, semi, frutta, tuberi e termiti e mentre passano ore sotto il sole cocente usano la coda cespugliosa come tenda parasole. Perché gli animali si riuniscono in mandrie, sciami, branchi e greggi, riuscendo a essere perfettamente sincronizzati nei movimenti? Gli scienziati sono sempre stati affascinati dall'istinto di gruppo di alcuni animali i quali - spinti dal bisogno di protezione riposto nel unione - sanno sempre dove scappare in caso di pericolo e dove cercare il cibo. Tutto ciò senza avere un preciso sistema di segnalazione né una precisa leadership che prende le decisioni. Recenti studi rivelano che un piccolo gruppo di leader c'è (in un gruppo di 200 animali è composto da poco meno del 5 per cento), ma nessun individuo sa se vi appartiene o meno. Nella foto, un gruppo di dromedari (<i>Camelus Dromedarius</i>) si abbeverano insieme alla fonte in Chad (Africa): chi l'avrà deciso?Alla faccia della pulizia, gli elefanti africani (<em>Loxodonta africana</em>) usano un bizzarro stratagemma per mantenersi in salute: si spruzzano il corpo intero di una fanghiglia mista ad acqua. Una volta rinsecchita questa mistura forma sul corpo del pachiderma una crosta dura che impedisce l’attacco degli insetti. <br>L’<a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Foto_del_giorno.aspx?idc=31446"><strong>elefante africano</strong></a>&nbsp;si distingue da quello asiatico specie per la stazza, ma quando le due specie&nbsp;sono costrette a&nbsp;convivere negli zoo imparano anche a “parlarsi”, come vi spieghiamo in <a href="http://www.focus.it/Notizie/2005/marzo/Gli_elefanti_imparano_a_comunicare_imitando_i_suoni.aspx"><strong>questa notizia</strong></a>. <br>Le più alte dune del mondo, che possono alzarsi fino ad un'altezza di 300 metri: sono quelle modellate dai venti litoranei africani che si abbattono sulla Namibia, e in particolare sul parco nazionale Namib-Naukluft. Questa enorme riserva ecologica comprende infatti un'estesa zona desertica e semi desertica dove sono di casa animali rari come la zebra di montagna di Hartmann. A testimoniare questo straordinario paesaggio l'occhio potente del telescopio Landsat 7. © NasaVedere uno squalo di un quintale balzare fuori dall'acqua ed eseguire una piroetta degna di un acrobata non è spettacolo consueto. Due fotografi, i coniugi Chris e Monique Fallows, hanno fatto di questi squali (bianchi, ma non solo) la loro professione e si dedicano a immortalarli nele loro incredibili evoluzioni accompagnando anche qualche turista ad assistere allo spettacolo. Il tutto si svolge presso Seal Island, isola vicino a Cape Town, in Africa, popolata da una colonia numerosa di foche. La tecnica è utilizzata dagli squali proprio per cacciare le foche che si avventurano in mare. A questi "predatori in verticale" i Fallows hanno dedicato un sito www.apexpredators.com. Una foto di questo genere è diventata suo malgrado protagonista di un grande <a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/mm/mm.asp?idarticolo=2327','mm','scrollbars=no,resizable=no,width=730,height=490')"><b><u>falso fotografico</b></u></a>…<br><b>Foto: Chris e Monique Fallows</b>Ecco una coppia di giraffe (<i>Giraffa camelopardalis</i>) mentre si recano presso uno specchio d'acqua dell'Etosha National Park (Namibia) per dissetarsi. Il maschio osserva con occhio vigile le manovre della compagna, costretta a piegare a forza le gambe anteriori per avvicinare la bocca all'acqua. Se l'altezza - alcune giraffe raggiungono i 6 metri - permette loro di raggiungere le fglie più alte degli alberi, rende complicata la modalità di accesso agli abbeveratoi naturali, già rari nelle aride praterie africane. Ci siamo abituati a scrutare le nuvole per captare i segnali del tempo che far&agrave;, anche se &egrave; meglio <a href="/Speciali/Come_nascono_le_previsioni_del_tempo/default.aspx" target="_new"><strong><span style="text-decoration: underline;">lasciare questo lavoro agli esperti</span></strong></a> per avere risposte pi&ugrave; precise. Oggi la visione delle nuvole che vi mostriamo &egrave; quella che si ha dalla terra. In particolare le formazioni nuvolose della foto si sono plasmate sopra i monti Omataco in Namibia (Africa). A determinare la sagoma delle nuvole &egrave; proprio la conformazione della montagna: se la vetta &egrave; conica &egrave; molto probabile che si formi una nuvola lenticolare, come quella della foto.<br />
Ma che succede quando guardiamo le nuvole dallo spazio? Arrivederci a domani per la risposta&hellip;<br />
Foto: &copy; Viveca VenegasGuardare dall'alto alcune zone aride dell'Africa settentrionale e orientale è uno spettacolo impedibile: a contribuirvi sono gli <i>uadi</i>, torrenti che rimangono completamente asciutti nei periodi di siccità e che sono soggetti a piene rapide e violentissime a seguito dei pur rari rovesci d'acqua. Parte di quest'acqua è assorbita dal sottosuolo, mentre il resto evapora a causa delle alte temperature: si esaurisce quindi lasciando profondi canaloni (<i>wadi</i>, in arabo) e creando falde acquifere che rappresentano la preziosa circolazione idrica sotterranea delle zone deserte. Nella foto scattata dal satellite Aster, l'intricata rete di canali formatasi nella Giordania meridionale.<br>© NasaQuesto cucciolo di gorilla di montagna (<i>gorilla berengei</i>) si stropiccia il naso, ignaro del pericolo che incombe sulla sua testa. Tra maggio e giugno di quest'anno infatti 1.500 ettari di foresta all'interno del parco nazionale Virunga, a cavallo tra la Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Ruanda (Africa), sono andati in fumo. Qui vivono la metà degli appena 700 gorilla che popolano la zona e che attraggono ogni anno turisti da ogni parte del mondo, per un giro d'affari di circa 2,4 milioni di euro all'anno. Responsabili della distruzione sono gruppi di coloni illegali che si sono insediati nelle aree del parco per coltivare la terra, preoccupandosi prima di recidere gli alberi per trasformarli in legname e carbone. I governi cercano un accordo perché il presunto miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali non vada a discapito di una delle specie maggiormente a rischio del pianeta.Una piscina a 110 metri di altezza: è qui che fa le sue piroette questo ragazzo, bagnandosi nelle acque del quarto fiume d'Africa per lunghezza (2660 km), lo Zambesi. Pochi metri lo separano dalle cascate Vittoria, sul confine tra Zambia e Zimbabwe, dove la portata media del fiume è intorno ai 20-22 mila metri cubi al secondo. Queste cascate sono considerate una delle sette meraviglie del mondo e patrimonio dell'umanità.<br>La cascata più alta del mondo si trova però in Venezuela: il Salto Angel - questo il nome della cascata - sarebbe alto 972 metri, addirittura 979 secondo altri. Se si volesse sintetizzare la dieta abitudinaria dei giovani guerrieri Masai, popolo di pastori dell'Africa orientale, la si potrebbe descrivere in tre parole: carne, latte e sangue. Il sangue è ricavato dall'arteria giugulare dei buoi mediante salasso provocato da una freccia: l'animale dopo l'operazione si riprende in genere senza problemi. Il sangue viene consumato caldo oppure mescolato al latte.<br>Nel caso di sacrifici rituali, il guerriero mangia parti dello stomaco e i reni dell'animale appena ucciso.{CONTENT}

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