16
lug 2010

Le nuove creature sconosciute dell'Atlantico

Per millenni hanno continuato a nuotare indisturbate nelle remote profondit&agrave; oceaniche, senza che nessuno sospettasse della loro esistenza. Finch&eacute; un team di scienziati non ha deciso di esplorare le acque in prossimit&agrave; della Dorsale medio atlantica, una catena montuosa sottomarina che divide l'Atlantico a met&agrave;, da nord a sud. &Egrave; li che abitano specie marine senza testa n&eacute;&nbsp;cervello,&nbsp;creature primordiali con un eccezionale spirito di adattamento. Le foto sono state scattate nell'ambito del progetto <span style="color: #632423;">MAR-ECO</span>, un programma di ricerca&nbsp;internazionale&nbsp;che fa parte del <em>Census of Marine Life</em>, per la catalogazione dei viventi marini. Tra i promotori dell'iniziativa, l'Universit&agrave; di Aberdeen, in Scozia.<br />
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Privo di qualunque organo di senso, questa specie di verme appartenente alla classe degli <em>Enteropneusta</em> potrebbe rassomigliare molto da vicino all'anello di congiunzione tra gli animali vertebrati e gli&nbsp;invertebrati. Sprovvisto di cervello, riesce comunque a nuotare in modo rudimentale, e dopo essersi nutrito dei sedimenti sul&nbsp;fondo del mare, lascia dietro di s&eacute; vistose tracce a spirale.<br />
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<em>Photo courtesy of David Shale<br />
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Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini<br />
</em>Nella fitta oscurit&agrave; dell'oceano, i colori iridescenti di questo membro della classe dei Policheti non passano certo inosservati. Sul perch&eacute; di un atteggiamento tanto "indiscreto", gli scienziati si stanno ancora interrogando. Questa e le altre creature sono state immortalate grazie a un&nbsp;veicolo sottomarino robotizzato teleguidato da bordo della nave <em>RRS James Cook</em>, che per 300 ore ha scandagliato le acque comprese tra i&nbsp;700 e i 3.600 metri di profondit&agrave;.<br />
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<em>Photo courtesy of David Shale</em>A una certa profondit&agrave;, 5 braccia non bastano pi&ugrave;. Questa stella gorgone (fam. <em>Gorgonocephalidae</em>) ne ha addirittura una selva, e cos&igrave; equipaggiata riesce a catturare anche le pi&ugrave; piccole particelle di plancton. Fotofobica e notturna, &egrave; chiamata anche <em>basket star</em>, ("stella a cesto", in inglese) per la sua abitudine di chiudersi a cestino alla luce del sole.<br />
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<em>Photo courtesy of David Shale</em>Di solito si muove sul fondale marino alla stregua di una lumaca. Immaginate dunque la sorpresa dei biologi quando hanno visto questo cetriolo di mare (<em>Peniagone diaphana</em>) nuotare con disinvoltura davanti alla telecamera. Il piccoletto se la cava bene anche con la montagna, per&ograve;: grazie alle indubbie qualit&agrave; natatorie infatti, riesce ad avventurarsi anche sui pendii scoscesi dei rilievi&nbsp;sottomarini, in questo caso, della Dorsale medio atlantica.<br />
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<em>Photo courtesy of David Shale</em>Queste insolite capacit&agrave; motorie secondo i ricercatori, si sono sviluppate per puro istinto di conservazione. Rimanere fermi al suolo in corrispondenza della dorsale, senza nulla di cui nutrirsi nei paraggi, metterebbe in serio pericolo la vita dei cetrioli di mare (un altro esemplare in questa foto). Gli esperti hanno scandagliato entrambi i lati del rilievo sottomarino, scoprendo con stupore come, a pochi chilometri di distanza, esistano specie animali e vegetali sorprendentemente diverse.<br />
<a href="http://www.focus.it/animali/gallery/29072009-1037-554-i-piu-buffi-degli-abissi_.aspx" target="_blank"><span style="color: #0070c0;">Tutte le creature pi&ugrave; buffe degli abissi in questa fotogallery</span></a><br />
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<em>Photo courtesy of David Shale</em>Anzich&eacute; nuotare nel bel mezzo dell'oceano, come farebbero tutte le sue colleghe, questa medusa (ord. <em>Trachymedusae</em>) si &nbsp;mantiene a pochi centimetri dal fondo, sfiorando la sabbia con i tentacoli. Un comportamento insolito secondo gli scienziati, che sospettano fortemente possa trattarsi di una specie finora sconosciuta.<br />
<a href="http://www.focus.it/meduse/" target="_blank"><span style="color: #0070c0;">Hai visto qualche medusa? Aiutaci ad aggiornare la mappa della loro distribuzione!</span></a><br />
<a href="http://www.focus.it/animali/slideshow/Brividi_in_gelatina_arrivano_le_meduse_280807_1622.aspx" target="_blank"><span style="color: #0070c0;">Brividi in gelatina: tutte le pi&ugrave; belle foto di meduse</span></a><br />
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<em>Photo courtesy of David Shale</em>Tre di questi vermoni appartenenti alla classe degli Enteropneusta sono stati prelevati e portati in laboratoio per le analisi del DNA. Gli esami chiariranno se si tratta o meno dell' "anello mancante" che congiunge vertebrati e invertebrati. Oltre&nbsp;a quello nella foto, saranno studiati un esemplare viola (vedi prima immagine della gallery) e uno bianco (vedi prosima foto).<br />
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<em>Photo courtesy of David Shale</em>In pratica quello che vedete potrebbe assomigliare molto al primo stadio dell'evoluzione di tutti gli animali mobili, marini e non. Questo esemplare in particolare, &egrave; stato filmato mentre nuotava. Gli scienziati si sono detti tutti molto sorpresi della variet&agrave; di specie rinvenute durante l'esplorazione. Alcuni hanno raccontato di aver continuato a filmare nuove specie fino a pochi istanti prima della fine della missione. <br />
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Photo courtesy of David Shale</em>Da 10 anni il Census of Marine Life, una rete globale di ricercatori provenienti da tutto il mondo e impegnati nella catalogazione della diversit&agrave; e distribuzione della vita neggli oceani, si occupa dello studio della fauna marina. Il progetto MAR-ECO &egrave; una delle sue fasi finali, il primo rapporto dello studio decennale dovrebbe uscire proprio nel 2010. Nella foto, un'altra medusa fotografata durante la spedizione.<br />
<span style="color: #0070c0;"></span><a href="http://www.focus.it/animali/gallery/gli-animali-trasparenti_30062009_2122.aspx" target="_blank"><span style="color: #0070c0;">Vai anche alla fotogallery sugli animali trasparenti</span></a><br />
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Photo courtesy of David Shale</em>&laquo;Questa spediazione ha rivoluzionato i nostri preconcetti sulla vita sottomarina nell'Oceano Atlantico&raquo; ha detto Monty Priede, direttore del laboratorio oceanico dell'University of Aberdeen. &laquo;Mostra che non possiamo studiare soltanto le creature che vivono alle estremit&agrave; degli oceani ignorando la vastit&agrave; che vive tra i rilievi oceanici. Usando le nuove tecnologie possiamo raggiungere queste regioni e fare scoperte sorprendenti&raquo;. Nella foto, un cetriolo di mare della famiglia delle Oloturie.<br />
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<em>Photo courtesy of David Shale</em>{CONTENT}

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