L'arte della guerra
Com'è cambiata la strategia militare in 5000 anni di battaglie e guerre? Quali sono state le innovazioni tecnologiche e tattiche più brillanti? E perché ci piace giocare a fare i condottieri?
Comandanti artificiali. L'era sintetica, l'ultima fra le moltissime età della storia umana percorse da  Empire Earth II. Un futuro, quello immaginato dai creatori di Empire Earth II, dove combattono robot dotati di intelligenza artificiale.
Comandanti artificiali. L'era sintetica, l'ultima fra le moltissime età della storia umana percorse da Empire Earth II. Un futuro, quello immaginato dai creatori di Empire Earth II, dove combattono robot dotati di intelligenza artificiale.
Bella, horrida bella. Guerre, orride guerre. Così la definiva Virgilio, in quello che, in latino, sembra ai nostri occhi uno strano controsenso. Eppure pare proprio che nella sua etimologia latina, la guerra nasconda quella passione, quella bellezza, appunto, che da sempre ha attratto l'essere umano.
Fortunatamente, oggi, la comunità mondiale si è resa conto, tranne qualche deprecabile eccezione, dell'inutilità e della brutalità di questa attività che da sempre ha accompagnato l'uomo. Le manifestazioni contro l'ultima guerra in Iraq, ma anche quelle contro al guerra del Vietnam, e le bandiere della pace appese ai balconi, solo per citare alcuni esempi lo dimostrano. Ma non bisogna dimenticare che la guerra, piaccia o no, fa comunque parte della storia dell'umanità.

Generali in poltrona
Se fortunatamente sono diminuiti i conflitti nella realtà, sono aumentati quelli virtuali. I wargame, i giochi di guerra, infatti, sono sempre più diffusi, sia nella loro versione digitale, i videogiochi, sia in quella tridimensionale, i vecchi cari soldatini di piombo, di quest'ultimo passatempo, nel 2004, si tenuto il campionato del mondo proprio a Roma.
Esiste, infatti, un mondo poco conosciuto, in cui stimati professionisti si sfidano giocando alla guerra, e vestendo i panni ora di Napoleone ora di Cesare standosene comodamente seduti in poltrona.

Il genio militare
I grandi condottieri del passato, Alessandro Magno, Annibale, Cesare, Gustavo Adolfo, Federico il Grande, Napoleone, Rommel, furono tutti in grado di gestire in maniera perfetta i punti forza e i punti deboli degli strumenti militari a loro disposizione. Questa capacità di comprendere le problematiche tattiche e strategiche del loro tempo fu la chiave del loro successo.
Alessandro Magno non avrebbe raggiunto l'India senza le sue falangi, Giulio Cesare difficilmente avrebbe conquistato la Gallia senza la disciplina delle legioni romane, e se la Germania nazista non avesse sfruttato in maniera così perfetta la Blitzkrieg, la Guerra Lampo, forse, Francia e Polonia non sarebbero capitolate in poche settimane.

In questo Focus File cercheremo di analizzare le epoche storiche che hanno caratterizzato l'arte della guerra nel corso dei secoli, cosa prospetta il futuro bellico e come si divertono i cosiddetti generali in poltrona.

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