Oggi l’auto si guida in “tecno-sicurezza”
Tutte le dotazioni di sicurezza delle auto di oggi... e di domani.
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L'automobile a prova d'incidente non esiste ancora. Ma per rendere le vetture più sicure non si bada a spese. | |
Negli ultimi 20 anni, in Europa il traffico stradale è aumentato del 50%, ma il numero di morti in incidenti d’auto è sceso del 25%. Di chi il merito? Degli automobilisti (più informati e prudenti di un tempo), ma anche della tecnologia, che ha permesso di mettere a punto una serie di dispositivi per la prevenzione degli incidenti (sicurezza attiva) e per la protezione degli occupanti in caso di incidente (sicurezza passiva). Fra quelli “attivi”, l’ABS (Antilock Braking System, cioè sistema antibloccaggio ruote) è uno dei più conosciuti: si tratta di un “assistente elettronico” della frenata che misura la velocità di rotazione delle ruote. Appena una ruota sta per bloccarsi, l’ABS smorza la forza frenante agendo sull’impianto idraulico del freno. In questo modo, evita che la ruota si blocchi e che il guidatore perda il controllo dell’auto. Non solo: gli spazi di frenata vengono accorciati, anche su fondo scivoloso. È vero che, senza ABS, un pilota esperto è in grado di frenare in spazi brevi, perché allenato a modulare la frenata; ma, per quasi tutti i guidatori, l’ABS può evitare un incidente o renderlo meno grave.
Un rumore che vi avvisa Se guidate un’auto con ABS e frenate in una “situazione di emergenza”, avvertirete una vibrazione al pedale del freno, e sentire un fremito. Niente paura. Significa che l’ABS sta funzionando correttamente e vi sta dando un suggerimento: meglio adeguare la velocità alle condizioni della strada. In questi casi, il pedale può essere schiacciato anche più forte: le ruote non si bloccheranno.
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L’impiego dell’ESP di serie su tutte le auto da settembre 2008: è la proposta degli Stati Uniti. Nel 2005, in Europa, i veicoli di nuova immatricolazione equipaggiati con il sistema antisbandata sono stati il 40%: In Italia, purtroppo, l’ESP è presente su poche auto: il 31% nel 2005, ma si sta diffondendo sempre più rapidamente anche fra le auto “piccole”: per esempio, la Fiat Panda è stata una delle prime ad averlo. |
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| Ancora più “furbo” C’è un altro dispositivo di sicurezza attivo “intelligente” (ancora più dell’ABS, perché nato più tardi): l’ESP, Programma elettronico di stabilità. È un sistema antisbandata che capisce le intenzioni del guidatore: se l’auto perde aderenza, la riporta “in carreggiata”. L’ESP aiuta, per esempio, quando una curva viene “valutata” male da chi guida, oppure quando un ostacolo si presenta in mezzo alla strada d’improvviso, costringendo chi guida a un repentino cambio di direzione: in entrambi i casi, il sistema rimette la macchina nella traiettoria impostata dal volante. Basta un dato per capire l’importanza dell’ESP (sviluppato da Bosch e prodotto in serie dal 1995 dall’azienda tedesca): il 25% degli incidenti automobilistici con feriti gravi è dovuto a uno sbandamento, nella cui fase iniziale non erano coinvolti altri veicoli. | |
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