DOVE SONO I PACIFISTI ADESSO?

Ultimo intervento 03-21-2011, 18.08 di Efriel. 24 repliche.
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  • 03-18-2011, 15.00

    DOVE SONO I PACIFISTI ADESSO?

    La francia e la gran bretagna sono in prima fila per dare una spallata militare al rais,parlano di bombardamenti per liberare il popolo,il che mi sembra un controsenso,ma sopratutto lo fanno per mettere mano sui giagimenti di petrolio,che poi sono le stesse accusse rivolte a gli usa e all'italia per liraq e l'afganisthan........ah ipocrisia bella......


    Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie,
  • 03-18-2011, 16.00
    443431 in risposta a 443422

    Re: DOVE SONO I PACIFISTI ADESSO?

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

     

    Visto, lo riesco a scrivere più volte di te.

     

    Questi ipocriti che prima affermano che è necessario essere dalla parte del popolo e poi sono contenti se il popolo viene difeso... che

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia

    ipocrisia


    http://martinedentree.wordpress.com/

    "Il genere umano? Hanno dovuto installare toilette automatiche nei bagni pubblici, perché non c'era da fidarsi che la gente tirasse la catena..."
  • 03-18-2011, 16.10
    443437 in risposta a 443422

    Re: DOVE SONO I PACIFISTI ADESSO?

    Sempre la solita ipocrisia, che noia.
    "Un diverso contatto con la realtà"
  • 03-18-2011, 16.49
    443441 in risposta a 443431

    Re: DOVE SONO I PACIFISTI ADESSO?

    ..il popolo?perchè la francia e la granbretagna,pensano al popolo?vuoi dirmi che se nei raid verrano colpiti dei bambini,ocibi non se ne uscira con uno dei suoi post di emergency?vuoi dirmi che gli effetti collaterali(morti civili) valgono se l ifanno la francia e la granbretagna,e non se li fanno gli usa in iraq?a me ricorda tanto l'attacco ocntro la serbia,fatto da dalema,anche li bella ipocrisia........
    Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie,
  • 03-18-2011, 17.39
    443445 in risposta a 443441

    Re: DOVE SONO I PACIFISTI ADESSO?

    r.carter:
    vuoi dirmi che se nei raid verrano colpiti dei bambini,ocibi non se ne uscira con uno dei suoi post di emergency?

    Uaooo! Un profeta e non lo sapevo. http://photos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/190223_149893525071188_147937798600094_290393_6560935_s.jpg
    "Un diverso contatto con la realtà"
  • 03-18-2011, 18.10
    443448 in risposta a 443441

    Re: ipocriti?

    unita

     

    Guardate la prima pagina di oggi dell’Unità, il giornale della sinistra. Il quotidiano dei pacifisti, ecco un annuncio trionfante: “Sarà guerra nel Mediterraneo”. E le bandiere della pace? Quelle arcobaleno? Sparite.  Il quotidiano dei patrioti:  l’apertura sull’Unità d’Italia? Non c’è. Meglio aprire su Berlusconi.

     

     

     

     


     

     

    Il quotidiano dei pacifisti. Guardate, tutta tronfia e supponente, l’annuncio dell’Unità: “Sarà guerra nel Mediterraneo”. E le bandiere arcobaleno? Quelle della pace? Dov’è il solito pistolotto sulla guerra? Dov’è finita la solita filastrocca contro-la-guerra-senza-se-e-senza-ma? Non pervenuta.

     

     

    Il quotidiano dei patrioti. La fotografia di apertura è dedicata a dei vecchietti. Non possiamo saperlo con certezza, magari sono comparse di Annozero, ma per l’Unità si tratta proprio dei contestatori del Cavaliere. “Per Il Cav. inno di fischi”.  Sì, proprio il giorno delle celebrazioni dell’Unità d’Italia.

     

     

    Con l’editoriale della direttora Concita De Gregorio: “La giusta lezione”. Sì, giusta. Immaginiamo. Giusta come una statuina del duomo in faccia? Può essere. E’ interessante, comunque, far notare che il giornale dei patrioti, proprio nel giorno che dovrebbe essere dedicato al racconto delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, scelga di aprire su Berlusconi.

     

    Se non è ossessione questa, che cos’è?

    fonte:http://www.daw-blog.com/2011/03/18/il-giornale-di-pacifisti-e-patrioti/


    Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie,
  • 03-18-2011, 18.17
    443449 in risposta a 443448

    Re: ipocriti?

    L'Unità il quotidiano dei pacifisti?

    "Un diverso contatto con la realtà"
  • 03-18-2011, 18.34
    443453 in risposta a 443449

    Re: ipocriti?

    CARO OCIBI  MA CERCARE NEL FIGURO UN MINIMO DI COERENZA ED ONESTA' IN CIO' CHE, ONDIVAGAMENTE E SIN TROPPO SPESSO SENZA NEANCHE ALCUNA COMPRENSIONE DEL CONTENUTO, POSTA NEL FORUM E' COME VOLER CAVARE ACQUA DALLE PIETRE...

     


    Siamo tutti umani... Questa me la scrivo




  • 03-18-2011, 23.14
    443487 in risposta a 443448

    Re:SE QUESTA NON è IPOCRISIA?

    Nichi, ma anche no

    “Bisogna impedire il massacro dei civili in Libia, ma bisogna anche evitare che si replichino copioni tragici”. E poi: “Dobbiamo impedire che Gheddafi completi la sua macelleria civile, ma anche vigilare con cautela perchè l’opzione militare non si trasformi in qualcosa di imprevedibile”.

    Chiamato ad esprimersi sulla crisi libica, Nichi Vendola si esercita in un esercizio di equilibrismo che anche al più raffinato esegeta rischia di risultare alquanto ostico.

    “Due bisogna” e due “ma anche” in quattro righe, con il risultato che non si capisce bene se contro Gheddafi serve la forza militare oppure no.   

    L’imbarazzo del leader della sinistra poetica è comprensibile. Lo sono meno tutti quelli che ne cantano entusiasti le gesta, indicandolo come un uomo politico dall’identità chiara e limpida, a fronte della confusione del Pd.

    Costruire una identità giocando su emozioni e delusioni del popolo di sinistra è una cosa. Farlo quando si tratta di governare un Paese, con tutto ciò che governare comporta, tutt’altra.

    FONTE:http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2011/03/18/i-ma-anche-di-vendola/


    Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie,
  • 03-19-2011, 11.44
    443514 in risposta a 443487

    Re: Re:SE QUESTA NON è IPOCRISIA?

    SE PAVENTARE L'ESITO MAGNIFICO DI  "MISSIONI DI PACE" COME QUELLE DI IRAQ ED AFGHANISTAN ANCHE IN LIBIA E' IPOCRITA... ALLORA CONVENGO CON IL CARO VENDOLA...E NON SARA' CERTO INFLAZIONANDO  IL TERMINE IN QUESTIONE CHE SI SMINUIRA' LA PORTATA DI TALI PREOCCUPAZIONI...MA VENENDO INCONTRO ALLE LEGITTIME ESIGENZE DI CRESCITA CULTURALE CHE PROMANANO DAGLI ULTIMI POST MI SENTO DI RACCOMANDARE UN UTILIZZO PIU'APPROFONDITO DEL SEGUENTE STRUMENTO:


    Siamo tutti umani... Questa me la scrivo




  • 03-19-2011, 13.18
    443532 in risposta a 443487

    Re: Re:SE QUESTA NON è IPOCRISIA?

    Basta ipocrisie, è guerra: chiamiamola col suo nome

    Pare proprio che sia così: l'Italia non solo s'è desta, ma ha anche calzato l'elmo di Scipio. Una delle nazioni più pacifiste al mondo, capace di impavesare le città di bandiere arcobaleno, sta per scendere in guerra. E per una volta tanto - forse addirittura per la prima volta - tutti più o meno condividono la decisione, tutti sono d'accordo nel dar fuoco alle polveri. È bastato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite votasse - dieci sì e cinque astenuti - la risoluzione 1973 che autorizza l'uso della forza contro il regime di Tripoli. Ciò che significa l'attuazione della no fly zone, il divieto di passaggio, via terra, ovviamente, di mezzi corazzati, blindati o trasporto truppe, una zona di esclusione marittima, raid per mettere fuori uso le postazioni radar e antiaerei e aiuto materiale (armi, uomini?) ai ribelli. Tutto ciò difficilmente potrà essere portato a termine se nelle canne dei fucili ci si mettono dei fiori. Saranno anche intelligenti le moderne bombe, ma all'atto pratico fanno lo stesso lavoro di quelle stupide.

    C'è una seconda sorprendente novità, oltre alla scomparsa dalla nostra scena politica dei pacifisti e del pacifismo. Non si parla di petrolio. In simili casi, quando cioè nel conflitto è interessata una nazione per così dire araba, il «fattore petrolio» è sempre stato al centro del dibattito politico e civile. E le azioni di forza occidentali immancabilmente attribuite alla volontà di salvaguardare, appunto, gli interessi petroliferi, aspirazione da sempre considerata, dai più avvertiti fra i democratici, indegna e ignobile. Questa volta no. Nemmeno Vendola ha calato sul tavolo quella carta, e sì che la Libia esporta (esportava, prima che divampasse la «primavera araba») ben 1,3 milioni di barili al giorno, entrando nel novero dei massimi produttori di oro nero.

    La benedizione dell’Onu (che in altre occasioni non è bastata, anzi) e la scelta di non tirare in ballo il petrolio restituiscono dunque alla guerra che verrà, se verrà - Ignazio La Russa ha annunciato addirittura la possibilità di incursioni aeree in Libia - una connotazione che dal 1945 in poi era scomparsa dal vocabolario politico: quella di guerra «giusta». Se però la si ritiene tale, si deve chiamarla con il suo nome. Guerra, appunto. Invece la si chiama in cento altri modi, nello spirito del politicamente corretto, la Lourdes linguistica dove il male e la sventura - e dunque la guerra - svaniscono con un tuffo nella sante acque dell'eufemismo. E dunque eccola diventata «operazione», «iniziativa», «misure» (sempre «necessarie»), «intervento» (il più delle volte «umanitario»), «raid», «no fly zone», «interposizione», «controllo» (più o meno «capillare»), «missione» (quando non addirittura «di pace»).

    Tutte perifrasi che escludono il richiamo diretto a ciò che seguirà nei fatti: sparare, bombardare. Fare, cioè, la guerra. E farla, per quel che ci riguarda, a un tiro di schioppo - è proprio il casi di dirlo - dalle nostre coste, dalle nostre città. L'armata se ne va - cantavano un tempo - e se non partissi anch'io sarebbe una viltà. Principio, questione d'onore che vale ancora oggi, basta però che si chiamino le cose col loro nome: se alla fine ci si andrà, si andrà alla guerra, non alle grandi manovre.

     

    fonte:http://www.ilgiornale.it/interni/_guerra/19-03-2011/articolo-id=512289-page=0-comments=1


    Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie,
  • 03-19-2011, 14.52
    443537 in risposta a 443514

    Re: Re:SE QUESTA NON è IPOCRISIA?

    L'ispirazione della guerra che USA e Francia in prima fila vogliono scatenare, è sostanzialmente di ispirazione colonialistica, usando a pretesto una sommossa popolare armata. Nessuno fin oggi è stato in grado di dimostrare nella sua reale consistenza ciò che sta succedendo in Libia. Appare più propabile che la gran parte del popolo libico sia anco...ra con Gheddafi e comunque si tratta di un conflitto interno, non di un'emergenza umanitaria come si vorrebbe far credere. 

     

    Nella storia recentissima ci sono stati e ci sono autentici genocidi, con centinaia di migliaia di morti, su cui la comunità internazionale non è intervenuta. Il sospetto che si voglia intervenire in Libia esclusivamente per interesse economico (petrolifero) appare nei fatti.

    Ma la cosa davvero aberrante è la situazione italiana in questo scenario. In quanto alleati, siamo chiamati a sostenere la guerra (anche noi per non perdere la nostra fetta di torta petrolifera), ma l'Europa rimane sostanzialmente passiva dinanzi alla gravissima emergenza in cui versa l'Italia.

     

    Un minimo di coerenza vorrebbe che, prima di pensare a bombardare la Libia (non si capisce ancora cosa si voglia andare a bombardare), tutta l'Europa e anche gli Usa facessero quadrato per difendere i confini italiani oltre che europei sul Mediterraneo. Come? Dato che è assolutamente impensabile sostenere l'arrivo di decine, centinaia di migliaia di clandestini nel volgere di poco tempo, la soluzione potrebbe essere quella di individuare e attrezzare una grande area antidesertica sulla costa maghrebina, con un corridoio navale internazionale su cui dirottare tutto il movimento migratorio, ovviamente impedendo l'avvicinamento alla costa italiana attraverso uno sbarramento navale di dissuasione. Il che comporterebbe uno schieramento multinazionale di unità aeronavali in acque internazionali tra la costa maghrebina e quella italiana. 

     

    Chi si imbarca dovrà sapere che non arriverà mai e comunque gli sarà impedito l'attracco sulla costa italiana, potrà solo essere assistito o rimorchiato indietro, per cui tanto varrebbe evitare di sprecare soldi e convergere sulla tendopoli africana ove per ovvi motivi di disagio non potrebbe risiedere a lungo. Lampedusa è già di fatto "annullata" come territorio italiano. D'altronde, se non si perverrà ad una soluzione di questo tipo, la prospettiva è che l'Italia sarà "sede" e "ponte" di un'invasione che muterà ogni assetto geopolitico in Europa, nel volgere di pochi anni. Bisogna cioè inculcare e diffondere il concetto che l'Italia e l'Europa non possono rinunciare al loro futuro e alla loro civiltà rassegnandosi passivamente nel nome di un fasullo (e comunque insostenibile) principio etico.

     

    Qui non si tratta più di soccorso umanitario, ovvero di integrazione di masse di persone che non hanno nemmeno idea di cosa fare, si tratta di ben altro. Questo è lo scenario reale che ci troviamo dinanzi, altro che una guerra dall'incerto destino.


    FONTEhttp://www.facebook.com/pages/POLITICA-ESTERA/340586495240?sk=wall#!/notes/politica-estera/il-paradosso-di-una-guerra-a-spese-dellitalia/10150160219897594

    Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie,
  • 03-19-2011, 15.52
    443546 in risposta a 443537

    Re: Re:SE QUESTA NON è IPOCRISIA?

    Ehm, Carter, non so come dirlo,ma,questa volta, non potremo fare come fece "baffino"D'Alema si tempi della Serbia,questa volta è GUERRA e il nostro Paese, per articolo Costituzionale,non PUò fare la GUERRA.toccherà, prima,fare una modifica la testo costituzionale.O almeno, i Tedeschi han fatto così prima di mandar eun solo soldato germanico fuori dai patri confini

    Ef


    Angelous ael Sabastu
  • 03-20-2011, 8.30
    443610 in risposta a 443546

    Re: Re:SE QUESTA NON è IPOCRISIA?

    EF,LA CARTA è UNA "CARTA",CHE SI PUO PIEGARE ALLE ESIGENZE,è SEMPRE STATO COSI,MO NON FACCIAMONE UN TOTEM........IL PUNTO è CHE NON SO BENE A QUESTO PUNTO QUALE SAREBBE STATA LA SOLUZIONE MIGLIORE PER I NOSTRI INTERESSI,FORSE PARTECIPARE PUO IMPEDIRE CHE CI SCIPPINO IL GAS E IL PETROLIO,PERCHè LO VOGLIAMO DIRE UNA VOLTA PER TUTTE CHE A SARKOZY CAMERON OBAMA,NON FREGA UN C.AZZO DEL POPOLO,MA SONO,COME NOI INTERESSATI AL PETROLIO.MI FA INCAZZARE IL FATTO CHE SUL IRAQ E SUL AFGANISTHAN,QUESTE COSE SI DICEVANO APERTAMENTE,PERCHE FORSE C'ERA BUSH?.....
    Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie,
  • 03-20-2011, 8.59
    443612 in risposta a 443610

    Re: Re:SE QUESTA NON è IPOCRISIA?

    Mi sembrava d'averlo detto, scritto:
    ocibi:
    Ho come l'impressione che intervenire adesso non si sta ne da una parte ne dall'altra ma dalla nostra.

    "Un diverso contatto con la realtà"
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