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Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

Ultimo intervento 01-25-2007, 9.19 di Sexscuba. 8 repliche.
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  •  01-24-2007, 14.32 148461

    Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    

    Buongiorno a tutti

    Seppure il giorno sia già giunto ed il Sole abbia fatto la sua comparsa, lieve ma ristoratrice per lasciare poi il posto alle cupe nuvole. RA si era svegliato tranquillo e la giornata stava trascorrendo serenamente. Non vi erano motivi per gioire smodatamente, ma non voleva neppure che vi fossero problemi per rattristarsi. Si sentiva, come ....



    MASTRO ACCONCIA-E-GUASTA

     

    C'era una volta un vecchio falegname, che aveva una botteguccia e pochi arnesi del suo mestiere: una sega, un succhiello, una pialla, uno scalpello, un martello, una tanaglia, il pancone e nient'altro.

    Lavorava di grosso, e ordinariamente gli davano ad acconciare cose vecchie; per questo gli avevano appiccicato il nomignolo di Mastro Acconcia-e-guasta. Guastava un uscio e rimediava una cassa, un tavolino, due sportelli, secondo la richiesta. La colla e i chiodi dovevano comprarli gli avventori.

    - Perché, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Perché sì.

    I chiodi che avanzavano li rendeva, la colla no; la metteva da parte.

    - Perché, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Perché sì.

    Era la sua risposta; e tirava su una presa di tabacco.

    Guadagnava pochino: intanto se la scialava meglio di un principe. Di dove li cavava tanti quattrini?

    La mattina andava al mercato per far la spesa:

    - Macellaio, quel filetto di bue quanto costa?

    - Non è per la vostra bocca, mastro Acconcia-e-guasta; è per la tavola del Re.

    - Ho la bocca come lui l

    Glielo dicevano a posta ogni volta per fargli rispondere così. E tutti ridevano:

    - Bravo, mastro Acconcia-e-guasta!

    - Pesciaiolo, quello storione quanto costa?

    - Non è per la vostra bocca, mastro Acconcia-e-guasta; è per la tavola del Re.

    - Ho la bocca come lui!

    E tutti ridevano:

    - Bravo mastro Acconcia-e-guasta!

    Comprava un monte di roba, carne, pesce, formaggio, salame, erbe, frutta, le meglio cose.

    - Chi se la mangia tutta cotesta roba, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Io e i miei figliuoli.

    - O che avete dei figliuoli?

    - Sì: Seghina, Piallina, Scalpellino, Martellino, Tanaglina e Succhiellino che è il minore.

    E la gente rideva:

    - Buon appetito a tutti, mastro Acconcia-e-guasta!

    Tornato a bottega, riponeva in un canto la cesta con la roba, e si metteva a lavorare senza mai smettere fino a tardi, finché vi si vedeva.

    - E il desinare, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Lo preparano, in cucina.

    A un'ora di notte, mastro Acconcia-e-guasta si chiudeva in bottega e metteva tanto di spranga alla porta.

    Ed ecco, acciottolìo di piatti, tintinnìo di bicchieri, rumore di argenteria e di coltelli smossi, quasi lì dentro apparecchiassero una gran tavola. E, poco dopo, risate, strilli, e mastro Acconcia-e-guasta che gridava:

    - Sta' buona, Seghina!... Attento, Scalpellino! Tu mi rompi quella bottiglia!... Bada, non conciarti, Tanaglina!... Sporcaccione di Martellino!... Piallina, Succhiellino, a posto le mani!

    I vicini, dietro la porta, stavano a sentire, stupiti.

    La mattina:

    - Gran pranzo, eh, mastro Acconcia-e-guasta? I figliuoli vi fanno disperare.

    - Eccoli lì, cheti cheti.

    E mostrava gli arnesi attaccati a una parete della botteguccia; ma la cesta era vuota, e di quel monte di roba da mangiare non restava briciolo, neppure le lische del pesce, o i nòccioli della frutta.

    I vicini non sapevano che almanaccare per scoprire il mistero di mastro Acconcia-e-guasta; e perdevano il tempo inutilmente.

    Di giorno vedevano un povero vecchio che si rompeva le braccia a lavorare fino a tardi in quel bugigattolo che pareva una tana. E tutta la roba da mangiare? E l'acciottolìo de' piatti, e le risa, e gli strilli?

    Invano avean tentato più volte di far un buco alla porta per guardare dentro. Il legno sembrava mezzo fradicio; non c'era però succhiello che potesse arrivare a penetrarlo.

    - Che legno è questo, mastro Acconcia-e-guasta!

    - Legno-ricotta.

    - Allora perché non ve lo mangiate?

    - La ricotta non mi piace.

    - Non ce la date a intendere, mastro Acconcia-e-guasta!

    Egli alzava le spalle e tirava su una presa di tabacco:

    - Lasciatemi in pace.

    La cosa giunse fino all'orecchio del Re:

    - Ah! dice: Ho la bocca come lui?

    E ordinò che a mastro Acconcia-e-guasta i venditori dessero la peggiore roba che avevano, pena la vita.

    Quella mattina, mastro Acconcia-e-guasta dovette rassegnarsi a portar via certa carnaccia che non l'avrebbero voluta neppure i cani; pesce guasto, formaggio inverminito, frutta mézza.

    - Siete contento, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Se son contento io, non saran contenti gli altri.

    - Perché?

    - Perché sì.

    Il Re dava un pranzo al Ministri e al dignitari di corte. Portano in tavola, e Re, Ministri, dignitari arricciarono il naso. La carne puzzava come una carogna, il formaggio camminava da sé su pei piatti, tanto formicolava di vermi, la frutta ammorbava di fracidume.

    - Come mai? - urlò il Re. - Venga qui quel birbante del cuoco.

    Il povero cuoco giurò e spergiurò che aveva comprato roba buona; ci aveva i testimonii. In cucina, le pietanze spandevano un odore da resuscitare anche un morto.

    Re, ministri, dignitari dovettero acconciarsi con un po' di pan duro, bagnato nell'acqua; altrimenti sarebbero morti di fame.

    - Questo è un tiro di mastro Acconcia-e-guasta! - disse uno dei Ministri. - Vo' andare a vedere se è vero.

    Si travestì e via dal falegname, portando addosso una cassaccia vecchia, per pretesto.

    - Acconciatemi questa cassa, mastro Acconcia-e-guasta.

    - Posatela lì. Andate a comprare i chiodi e la colla.

    - Colla ce n'avete tanta!

    - Quella serve per me.

    - Che buon odore di vivande, mastro Acconcia-e-guasta!

    - Sono i resti del desinare; eccoli là.

    Il ministro si sentì venire l'acquolina in bocca a vedere un bel tòcco di filetto arrosto e mezzo pesce con la salsa che dicevano: Mangiami, mangiami!

    - O dove l'avete comprata questa buona roba?

    - Dove si vende, in mercato.

    - So che c'è ordine reale di non darvi roba buona.

    Mastro Acconcia-e-guasta alzò le spalle e tirò su una presa di tabacco.

    Il Ministro rapportò tutto al Re. Tennero consiglio.

    - Questo mastro Acconcia-e-guasta dev'essere un Mago! Leviamogli tutti gli arnesi; vediamo che farà.

    Andarono le guardie e gli sequestrarono pialla, succhiello, martello, sega, ogni cosa. Il Re li volle riposti in una stanza accanto alla sua camera, e per maggior cautela si legò alla cintura la chiave dell'uscio.

    Durante il giorno, gli arnesi stettero cheti; ma dopo l'un'ora di notte, in quella stanza si udì un rumore d'inferno: la sega segava, la pialla piallava, il martello martellava, il succhiello succhiellava, la tanaglia attanagliava; e, dopo un pezzetto, strilli e pianti.

    - Abbiamo fame! Abbiamo fame!

    Il Re corse ad aprire; gli arnesi stavano al loro posto per terra, dove li avevano buttati alla rinfusa. Appena richiuso l'uscio, rumore daccapo, strilli e pianti:

    - Abbiamo fame! Abbiamo fame!

    Per quella notte il Re non poté dormire neppure un minuto.

    La sera appresso fu peggio. Il Ministro disse:

    - Maestà, proviamo a dar loro da mangiare.

    La sega segava, la pialla piallava, il martello martellava, il succhiello succhiellava, la tanaglia attanagliava.

    - Chetatevi, in nome di Dio! Ecco qui da sfamarvi.

    E chiusero l'uscio. Ed ecco, acciottolìo di piatti, tintinnìo di bicchieri, rumore di argenteria e di coltelli smossi, quasi lì dentro stessero ad apparecchiare una gran tavola; e poi, risa e strilli:

    - Tu mi conci! Tu mi strappi! Tu mi inzuppi.

    Un portento.

    - Oh, mastro Acconcia-e-guasta dev'essere un Mago!

    Il Re spedì le guardie e se lo fece condurre davanti:

    - Che è questo, mastro Acconcia-e-guasta? I vostri arnesi parlano e mangiano; come mai?

    Colui si strinse nelle spalle, e tirò una presa di tabacco.

    - Se non svelate il mistero, vi faccio tagliare la testa.

    - Che mistero o non mistero, Maestà! Essi sono i miei figli.

    - E perché ridotti in quello stato?

    - Per aiutarmi a buscarci il pane.

    Il Re gli credette, e ordinò che gli restituissero ogni cosa.

    - Badate però di non dire più: Ho la bocca come lui! Ve ne pentirete.

    Mastro Acconcia-e-guasta riprese a lavorare. Ma gli avventori diventarono scarsi; la gente avea paura di aver che fare con lui. Invano egli andava attorno per le vie, gridando a ogni quattro passi:

    - C'è mastro Acconcia-e-guasta! Chi ha roba da guastare e da acconciare!

    Nessuno lo chiamava.

    - E ora come farete, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Finché c'è colla, s'ingolla!

    Infatti di colla in bottega n'aveva una catasta. Di giorno in giorno però essa veniva mancando. Mangia oggi, mangia domani, colla non ce ne fu più.

    - E ora come farete, mastro Acconcia-e-guasta?

    Mastro Acconcia-e-guasta alzava le spalle e tirava su grandi prese di tabacco.

    Il Re aveva sei figliuoli, tre maschi e tre femmine, tutti belli e di ottima salute. Ma appunto in quei giorni si ammalarono tutti e sei, e il medico non capiva di che male. Languivano, senza appetito, senza poter tollerare il più leggiero cibo nello stomaco.

    Consulti dietro consulti, medicine, intrugli d'ogni sorta non giovavano a niente. La figliuola maggiore morì.

    Mentre la portavano a seppellire, ecco mastro Acconcia-e-guasta, con una cassettina da morto su la spalla che andava dietro l'accompagnamento:

    - Chi vi è morto, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Mi è morta Seghina!

    Il giorno dopo morì uno dei maschi; e mentre lo portano a seppellire, ecco mastro Acconcia-e-guasta, con una cassettina da morto su la spalla, che andava dietro l'accompagnamento:

    - Chi vi è morto mastro Acconcia-e-guasta?

    - Mi è morto Martellino!

    Così, ogni giorno, ora moriva un figliuolo, ora una figliuola del Re, e mastro Acconcia-e-guasta appariva dietro l'accompagnamento con una cassettina da morto su la spalla:

    - Chi vi è morto, mastro Acconcia-e-guasta?

    - Mi è morto Scalpellino! Mi è morta Piallina!

    Il Ministro, che era furbo, saputo che mastro Acconcia-e-guasta era stato veduto ogni volta con una cassetta da morto su la spalla dietro l'accompagnamento dei figliuoli del Re, disse:

    - Maestà, se non volete morti tutti i vostri figliuoli, mandate a chiamare mastro Acconcia-e-guasta. La disgrazia vi viene da lui.

    Oramai restava in vita una sola figliuola del Re, ed era già all'agonia.

    - Ah, mastro Acconcia-e-guasta, salvate la mia cara figliuola!

    - Ah, Real Maestà, salvate il mio caro Succhiellino!

    - In che modo?

    - C'è un solo modo: farli sposare!

    Il Re, lì per lì, per amor della figliuola stimò giusto acconsentire:

    - Poi, gliela farò vedere io, a mastro Acconcia-e-guasta! - disse fra sé.

    La Principessa, che era diventata Reginotta perché più non c'erano altri figliuoli, in pochi giorni guarì.

    Il Re disse a mastro Acconcia-e-guasta:

    - Conducete Succhiellino a palazzo.

    - Badate, Maestà: di giorno sarà proprio un succhiello, la notte no. Per ora, la sua sorte è questa.

    - E dopo?

    - Dopo, quando Dio vorrà, sarà altrimenti.

    - Allora, del matrimonio non ne facciamo nulla per ora.

    - Come piace a Vostra Maestà.

    Di tratto in tratto, il Re domandava a mastro Acconcia-e-guasta:

    - È ancora succhiello il giorno e la notte no?

    Ancora, Maestà

    - Allora del matrimonio non ne facciamo nulla.

    - Come piace a Vostra Maestà.

    Gli anni passavano. Il Re era contento che il matrimonio della Reginotta con Succhiello andasse per le lunghe, e si divertiva a canzonare mastro Acconcia-e-guasta:

    - Questo è latte che non rappiglia! E voi che fate, mastro Acconcia-e-guasta? Ora non avete più arresi e vi rimane soltanto il succhiello.

    - Racconto fiabe a Succhiellino. Ieri glien'ho raccontata una bella assai. Volete sentirla, Maestà?

    - Sentiamola, mastro Acconcia-e-guasta!

    - C'era una volta un Re che aveva due figliuoli, uno buono e l'altro cattivo. Quello buono era il Reuccio e alla morte del padre doveva essere Re. La cosa non garbava al fratello cattivo.

    Il Re si turbò, e lo interruppe:

    - La vostra fiaba non mi piace.

    - State a sentire, Maestà: il bello comincia qui. Dunque, al cattivo non garbava e pensò di disfarsi del fratello buono, per diventare Re lui alla morte del padre. Disse al fratello: «Andiamo a caccia». E andarono. Quando furono in un bosco, lontani dalle persone del séguito, cava fuori la spada e dà addosso al fratello che non si aspettava il tradimento.

    Il Re si turbò maggiormente, e lo interruppe:

    - No, no, la vostra fiaba non mi piace.

    - Ecco il più bello, Maestà; state a sentire. Egli credeva di averlo ammazzato, e lo lasciò lì per morto dopo averlo coperto con erbacce e rami d'albero. E al padre riferì: «Lo hanno sbranato le fiere!».

    - Ahimè! - gridò il Re. - Tu sei mio fratello! Perdona!

    E gli si buttò ai piedi, tremante e piangente:

    - Non mi far male!... Eccoti la corona! Non mi far male! Sii Re!

    - Né tu, né io! - rispose mastro Acconcia-e-guasta. - Il Re sarà Succhiellino e la tua figliuola Regina.

    Mastro Acconcia-e-guasta indossò abiti principeschi; non sembrava più lui, e andò a prendere Succhiellino.

    Non era più un succhiello, ma un bel giovane che pareva proprio nato a posta per essere Re. La Reginotta non era da meno di lui.

    I due fratelli si abbracciarono, si baciarono; e colui che poco prima aveva il nome di mastro Acconcia-e-guasta raccontò la propria storia: in che maniera era scampato da morte; e poi diventato falegname. La gente la dice la fiaba della Figlia dell'Orco; ve la racconterò un'altra volta.

    Succhiellino e la Reginotta si sposarono con grandi feste, vissero lieti lunghi anni ed ebbero molti figli.


    Forse “nella realtà non vi sono Re cattivi o buoni? O Reginotte o Principini? “ : nel mondo nel quale viviamo sono talmente tanti, gli elementi che si sentono capaci di imporsi sugli altri , che a stilarne una lista non basterebbe l'inchiostro, ma nonostante tutto, molti non lo sono veramente C'é una convinzione che gli fa credere che l'immagine sia la cosa più importante del mondo, e poi, li ritroviamo a compiangersi , quando un capello é storto. Forse Mastro Acconcia-e-Guasta, lo sapeva ma é sempre rimasto umile. Quanto rara e preziosa é quella dote, che dona splendore a molte persone che personalmente potrebbero essere incoronati.


    Sexscuba

    sm@ck



  •  01-24-2007, 17.32 148485 in risposta a 148461

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    

    Veramente carina ,carissimo Doc

    è sempre bello,bellissimo tuffarsi nella fantasia delle fiabe.

    Quando leggo i tuoi scritti,percepisco la tua bellissima sensibilità  e poesia e mi incanto.

    un caro abbraccio

    pionier


    Quelli che s'innamorano di pratica senza scienza sono come il nocchiero che entra in naviglio senza bussola,che mai ha la certezza dove si vada,L.D.Vinci
  •  01-24-2007, 17.40 148486 in risposta a 148461

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    

    Buon Pomeriggio!!!

    Io in questa favola ci vedo un monito per coloro che fanno delle differenze tra i loro bambini creando "figli e figliastri".

    Certi genitori danno di più al figlio che credono migliore e meno ad un altro perchè non lo ritengono meritevole, le ragioni sono le più svariate e fantasiose e assolutamente scorrette da qualsiasi punto di vista le si voglia vedere.

    Se queste differenze proseguono nel tempo si creeranno odio, incomprensione e gelosie che si tramuteranno in continue ritorsioni verso chi ci ha preferito o rennegato o verso i/il fratello che è stato trattato in modo particolare.

    I figli sono tutti uguali, non esistono principi o scalpellini...ma solo bei bambini!

    Un abbraccio.


    Se hai bisogno di aiuto...clicca sul salvagente!
  •  01-24-2007, 17.44 148487 in risposta a 148461

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    

    Magicamente stupenda. Queta volta il re era meno stronzo....monomale...

     

    Aries.


    Un viaggio di migliaia di miglia inizia con il primo passo...nella giusta direzione.
    Quando la vita ti appare come un deserto, dentro di te puoi trovare un fiore.
  •  01-24-2007, 19.34 148501 in risposta a 148487

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    

    mmh... meno stronzo proprio non direi!!! in fondo ha tentato di uccidere il fratello per poi diventare re!! non è proprio un atto di bontà!!!

     

    sex comunque sei unico come al solito....se non ci fossi bisognerebbe inventarti!!!

    bacioni!!!! visto sono pure riuscita a mettere le immagini!!!



  •  01-25-2007, 9.06 148539 in risposta a 148485

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    
    Buongiorno Pionier

    sono sempre tante piccole cose che costruiscono immense opere.... é una frase che mi sento spesso ripetere ed ho ormai assunto come una chiave per aprire il mio animo.

    Sexscuba
    buona giornata


  •  01-25-2007, 9.11 148540 in risposta a 148486

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    
    Buongiorno dolcissima Spenottina sm@ck

    é verissimo quello che dici, anche se purtroppo, non é sempre così.... forse un "prologo" a quella favola , aiuta a capire (La figlia dell'Orco)

    Sexscuba
    sm@ck

  •  01-25-2007, 9.15 148541 in risposta a 148487

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    
    Ciao Aries

    quella magia é dentro di noi: sono gli occhiali che indossiamo per vedere il mondo, che lo possono far diventare migliore.

    Sexscuba

  •  01-25-2007, 9.19 148542 in risposta a 148501

    Re: Buona Giornata ....da Mastro Acconcia-e-guasta

    Rispondi Cita    
    Buongiorno dolcissima May sm@ck

    :-D Effettivamente, non é proprio tutta bintà, ma credo che vi sia bisogno anche di delucidazioni e chiarimenti..... per comprendere.
    Sei sempre un amore May, grazie

    Sexscuba
    sm@ck



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