Rispondetemi...

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  • 01-26-2010, 16.52
    377052 in risposta a 376999

    Re: Rispondetemi...

    VENIVANO DA UN'ALTRA GALASSIA ...


    Si conclude il racconto dell'ex agente dell'intelligence Kewper. Entriamo con lui nel cuore dell'Area 51, davanti a nove Dischi Volanti e ad un Alieno di tipo "Grigio".

    di Linda Moulton Howe



    Kewper riferisce di aver visitato l'Area 51 nel 1958, sotto la scorta di un colonnello dell'Air Force ed insieme al suo diretto superiore e tre agenti della CIA . In una grotta scavata nel cuore di una montagna Kewper vide nove dischi volanti, attorno ai quali stavano lavorando diversi tecnici.

    -Il colonnello spiegò qualcosa riguardo al sistema di propulsione del velivolo extraterrestre?

    Disse che si trattava di un motore a sistema elettromagnetico-antigravitazionale, ma alcuni veicoli avevano anche altri sistemi di propulsione. Sembra che uno di questi mezzi fosse azionato ad antimateria. Erano impegnati alla retroingegneria su un oggetto discoidale, in parte smontato e con pezzi portati altrove. Ci venne spiegato che nella macchina non c’era alcun vero motore e che l’intero disco era come un circuito elettronico e gli alieni dovevano essere dentro il mezzo per completare il circuito e farlo volare (cosa già riferita dal colonnello P. Corso, ndr.). Quelli dell’Area 51 lo sapevano, perché avevano provato a farlo decollare. Lo scafo era il sistema di guida dell’astronave: tutto il disco, al suo interno, era rivestito di nickel e formava un gigantesco circuito elettronico. Gli alieni, una volta all’interno, risultavano collegati al mezzo tramite delle fasce sulla testa, dotate di rilevatori. Inoltre avevano una consolle in cui inserivano le dita per controllare la direzione di volo del velivolo.

    -Sta parlando dei pannelli di controllo, quelli che si distinguono nel Santilli Footage, in cui sono impresse le mani con sei dita?

    Sì. I pannelli erano là, con l’oggetto volante. Stavano cercando di capire lo schema del circuito elettronico perché non c’era nessun tipo di filo, ma in seguito, quando lo portarono a Groom Lake, un paio di scienziati scoprirono con dei microscopi che dal pannello di controllo delle mani, all’altezza dei polpastrelli, uscivano delle piccole fibre. Scoprirono così che c’era un tipo di trasmissione elettrica a fibre ottiche lungo tutto il veicolo. Il rapporto originale che ho letto diceva che quando guardarono dentro lo scafo la prima volta, internamente brillava una luce fioca, proveniente da tutti i circuiti a fibre ottiche. La ricaduta tecnologica sono le fibre ottiche che usiamo adesso.

    -E il colonnello cosa disse dei dischi?

    Che quelli erano solo alcuni dei velivoli che raccolti e catturati in varie parti del mondo. Alcuni di essi apparentemente provenivano da Oltreoceano, ma ho appreso che la maggior parte proveniva da territori statunitensi. Aggiunse che saremmo andati in un’altra area a vedere un essere, l’extraterrestre che avevano allora. Ci portarono in un hangar in cui c’era una stanza speciale con un vetro "a senso unico", l’essere non poteva vederci perché dalla sua parte c’era uno specchio. Ci dissero che avremmo potuto entrare e parlare con lui se volevamo, ma io non lo feci. Con il passare del tempo mi sono enormemente rammaricato per la mia decisione, ma quando mi dissero che parlava telepaticamente, decisi di rimanere fuori. Il mio capo, il colonnello Jim e gli altri tre tipi della CIA invece entrarono.

    -Può descriverci l’essere, in base a quanto riuscì a vedere?

    Il colonnello lo definì un "Grigio". Io vidi un essere con una grande testa e grandi occhi a mandorla. Sembrava indossasse occhiali da sole, perché le lenti erano nerissime. La faccia sottile, il mento appuntito, una leggera protuberanza per il naso, una piccola fessura per la bocca e dei forellini al posto delle orecchie. Era alto circa un metro e mezzo e la pelle era grigiastra e ruvida, non liscia come la nostra.

    -Poté vedere le sue mani?

    No, perché teneva braccia e mani dietro la schiena, mentre camminava su e giù per la stanza, al di là di un tavolo. C’era una sedia nella stanza, ma ci si sedette solo in un secondo momento. Sinceramente non ho mai visto le sue mani, così non saprei dire quante dita avesse. E neanche gli altri all’interno lo notarono. La cosa ci venne in mente solo dopo, mentre tornavamo alla base in aereo. Ci chiedemmo quante dita avesse avuto l’essere, ma nessuno le aveva viste.

    -Strano che nessuno abbia chiesto di vederle, dato che avevate visionato il filmato dell’essere a sei dita.

    Sì, infatti. Ma avevamo un tempo limitato per parlare con l’essere, ci furono concessi solo dieci minuti.

    -Come era vestito, aveva indumenti?

    Roba umana, una specie di T-shirt con dei piccoli strappi sui fianchi per tenerla su. Inoltre indossava una specie di uniforme militare, pantaloni inclusi. Sembrava qualcosa dei militari, gli stava tutto molto largo. Non pareva davvero una tuta spaziale che avesse da prima! Forse lo avevano vestito appositamente per quell’incontro.

    -Cosa successe tra il suo capo, i tre uomini della CIA, il colonnello e l’essere?

    Il mio capo gli chiese: "Cosa state facendo qui? Perché siete venuti?" L’unica risposta che ottenne fu: "Non siamo qui per conquistare la Terra. Non abbiamo intenzione di distruggere nulla. Vogliamo aumentare il sapere degli uomini, affinché accrescano le loro conoscenze in diversi campi". Quando uscirono, chiesi al mio capo come si chiamasse l’alieno e lui mi disse che non lo ricordava, era un nome troppo lungo e complicato, di 16-20 lettere. Sapeva solo che l’essere gli aveva detto di provenire da un’altra galassia.

    -Una galassia diversa dalla nostra?

    Sì.

    -Come potrebbero gli alieni impartirci delle conoscenze, se non si mostrano pubblicamente in maniera diretta?

    Ricordo che il mio capo, dal tono della risposta, pensò che l’essere stesse mentendo, o perlomeno alterando la verità.

    -Le spiegarono qualcosa della comunicazione telepatica? Che cosa provarono?

    Non udirono nulla tramite le orecchie, la voce filtrava direttamente nella loro testa. Uno di loro cercò di tapparsi le orecchie, ma continuava a sentirla. La voce nelle loro teste suonava come riprodotta elettronicamente.

    -Comunque somigliava più ad una voce maschile o femminile?

    Ad una via di mezzo. Oggi abbiamo dei computer con cui puoi parlare, rispondono persino al telefono. Ma in quei giorni questo genere di cose era agli inizi. Comunque, non sembrava una voce umana, ma elettronica (forse per via di un traduttore simultaneo impiantato nell’essere, ndr.).

    -Perché l’idea di un essere telepatico le dava fastidio? Non sembra che i suoi colleghi ne fossero turbati.

    Credo che la cosa mi facesse particolare impressione per via della mia educazione religiosa. Pensavo che non esistessero altri esseri viventi nell’Universo, a parte gli angeli e i demoni. Così decisi di non entrare nella stanza, e chiesi al mio capo di domandare all’essere se fosse un demone.

    -E cosa gli rispose?

    Telepaticamente, che non era un demone.

    -Ha mai scoperto quale era la relazione tra i Grigi e gli esseri a sei dita?

    No, mai. Ci fu una serie di domande a cui l’alieno non rispose, come quando gli fu chiesto in quali e quante altre parti del mondo esseri come lui erano atterrati.

    -Le hanno mai detto perché l’alieno venisse tenuto là?

    No, non me ne hanno mai detto il perché, né da quanto tempo. Ricordo che il colonnello accennò una risposta tipo "non se ne può parlare".

    -Quale agenzia o corpo d’armata custodiva questo essere nell’Area 51?

    L’Aeronautica militare. Il colonnello con cui parlai era dell’Aeronautica.

    -Consideravano l’alieno come una possibile minaccia?

    No, non credo una minaccia, ma erano del seguente avviso: "Non pensiamo che ci faranno male, comunque non si sa mai. Non possiamo dare per scontato che non ci vogliano invadere, o che non stiano controllando la portata del nostro apparato bellico". Anche a quel tempo, avvistamenti di UFO avvenivano sempre nei pressi di installazioni militari, così sembrava verosimile che ci volessero controllare.

    -All’epoca in cui lei lasciò i "Signal Corps" e la CIA nel 1960, era stato informato rispetto alla presenza di altri esseri, cui i suoi colleghi si riferivano come "extraterrestri"?

    Sì. Li chiamavano "extraterrestri". Il più delle volte, per quanto riguarda quello custodito lì, si riferivano a lui come al "Grigio".

    -Intende dire quello nell’Area 51?

    Sì, lo chiamavano "il Grigio".

    -Avevano umanoidi a sei dita in loro possesso altrove?

    Non che io sappia. Fu una delle domande che posi al militare di scorta. Chiesi: "è uno degli esseri recuperati a Roswell?" e lui rispose "No". Allora chiesi di nuovo se avessero esseri del tipo trovato a Roswell e lui di nuovo rispose negativamente.

    -Anch’io vorrei insistere su Roswell. Quando nel 1957 le mostrarono il film dell’umanoide con sei dita, dissero esattamente dove era avvenuto il recupero di quell’essere?

    Dissero "vicino Roswell". Credo siano in possesso di due o tre velivoli precipitati in quella zona, nell’estate del 1947.

    -Almeno due o tre?

    Sì.

    -Durante la proiezione spiegarono se i corpi erano stati trovati all’interno di questi due o tre velivoli precipitati, o nelle loro vicinanze?

    Alcuni corpi erano stati proiettati fuori dal disco all’impatto. Altri erano rimasti all’interno del velivolo, ma erano morti sul colpo. Apparentemente l’unico sopravvissuto era quello sbalzato fuori.

    -Veniva menzionata la Piana di San Augustin?

    No. Ne ho sentito parlare in seguito, ma all’epoca non se ne fece menzione. La sola cosa che mi dissero fu "...vicino Roswell...".

    -Le dissero qualcosa a proposito del pallone meteorologico?

    Sì, che era una storia di copertura. Quando visitai l’Area 51 nel 1958, chiesi al colonnello perché stavano continuando il cover-up sulla storia. Mi disse che era stato deciso così in origine perché la guerra fredda era appena iniziata. Fu il presidente Truman a stabilire che per gli Americani le due notizie, quella dell’inizio della guerra fredda e quella degli alieni che svolavazzavano sulle nostre teste, sarebbero state indigeste in una sola volta. Ma il cover-up continuò e anche oggi vanno avanti con le storie dei palloni sonda, come nel 1947.

    -Palloni sonda, gas di palude, Venere... qualsiasi cosa.

    Già, e i piccoli alieni non sarebbero altro che dei manichini usati nei palloni stratosferici utilizzati per il rilevamento di radiazioni in territorio sovietico...

    -Il Progetto Mogul?

    Sì. In effetti alcuni palloni atterrarono nella zona tra New Mexico e Arizona, ma non allora. Quel tipo di palloni e di manichini entrò in uso solo alla fine degli anni Cinquanta. Al tempo cui ci stiamo riferendo neppure esistevano.

    -Le fu detto chiaramente che i palloni sonda erano una copertura?

    Sì.

    -Sono passati più di 40 anni da quando vide il filmato della dissezione dell’umanoide a sei dita. Lei a cosa attribuisce la politica di negazione e silenzio sull’interazione con gli extraterrestri?

    Forse adesso si potrebbe parlare, ma negli anni della guerra fredda era diverso. Io ci stavo proprio nel mezzo. Fu allora che la CIA venne contattata dai Russi, che pensavano che gli UFO che solcavano i loro cieli fossero nostri prototipi sperimentali. Ci intimarono di tenere i nostri apparecchi segreti al di fuori del loro spazio aereo e noi gli rispondemmo che non erano nostri. Da quando le cose con i Russi sono andate meglio, anche grazie a Gorbachov, sugli UFO abbiamo lavorato insieme. Ai Russi abbiamo persino fornito alcune armi a raggi di particelle, da dislocare sui satelliti e a terra, per abbattere i dischi alieni.

    -Perché sparare ai loro velivoli se pensate che non rappresentino una minaccia?

    Per qualcosa che successe in quel periodo. Credo che fosse accaduto nell’ex-Unione Sovietica. Tentarono di abbattere un’astronave madre. Ma in pochi secondi l’astronave distrusse tutti gli aerei, con armi laser, forse raggi della morte o qualcosa del genere. L’informazione proviene dal figlio del mio superiore, che mi disse che c’era stato un brutto "incidente" e che gli alieni avevano attaccato alcune basi militari. Non ho mai saputo quale tipo di alieni vi fosse all’interno, so solo che conteneva molte astronavi più piccole.

    -Riassumendo, fra il 1957 ed il 1960 lei vide tutti quei files altamente classificati su alieni e UFO, sulla tecnologia e sugli oggetti stessi. E quando lasciò la CIA, nel 1960, il governo non aveva ancora compreso nulla di questi esseri, o sul perché fossero qui?

    Esattamente, l’intera faccenda era un grosso punto interrogativo. In alcuni casi, specialmente durante avvistamenti entro il nostro territorio, sembravano tremendamente amichevoli.

    -Amichevoli?

    Sì, pacifici. Naturalmente, tutta la faccenda delle "abductions" venne fuori in seguito. Non se ne sentiva neppure parlare, quando lavoravo al Progetto "Blue Book".

    -Ha mai visto qualcosa inerente le mutilazioni animali?

    Sì, a quel tempo, in Colorado, presi atto di alcune mutilazioni. Su certi animali erano stati asportati gli organi interni, su altri gli organi sessuali, il tutto eseguito con una specie di arma laser capace di tagliare molto precisamente i bordi.

    -Ci sono supposizioni da parte dei militari e della CIA sulla relazione tra queste mutilazioni e gli ET?

    Se ricordo bene, l’unica congettura a quel tempo era che prendessero organi di animali per risalire a quali fossero le loro differenti funzioni...

    -Crede che la storia che mi ha raccontato debba essere rivelata per intero?

    Sì. Potrebbe spiegare diverse cose, visto che gli avvistamenti continuano ovunque ed il loro numero non accenna a diminuire.

    -Ed è per questa ragione che ha deciso di parlare con me?

    Esattamente.

    L'intervista è copyright © 1998 Linda Moulton Howe e © 1999 Futuro snc.





    www.edicolaweb.net/da170501.htm

    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 01-26-2010, 17.52
    377078 in risposta a 377052

    Re: Rispondetemi...

    UN COMPUTER VIVENTE




    LE "ASTRONAVI-PENSIERO"


    Se analisi di laboratorio confermassero le dichiarazioni di Michael Wolf, Philip Corso, Kewper (solo per citare alcune delle nostre fonti di informazioni) ne deriverebbe che i dischi volanti sarebbero composti quasi interamente da silicio, materiale altamente conduttivo atto a contenere informazioni e ad elaborarle. Secondo Kewper, ex insider dell’intelligence, gli UFO da lui visti nell’Area 51 sarebbero stati una specie di enorme circuito elettronico, di cui il pilota formava la parte centrale, senza la quale l’insieme non funzionava. Attualmente sulla Terra utilizziamo il silicio per costruire le CPU (o unità centrali di calcolo) dei microchip dei computers, per via della sua alta conduttività, ma non abbiamo mai pensato di costruire un velivolo con questo materiale. Le capacità di calcolo di tale mezzo sarebbero impressionanti, e al contrario di quello mostrato da tanti film di fantascienza, un "guasto al computer di bordo" diverrebbe alquanto improbabile. Infatti il computer sarebbe composta dall’intera astronave, e se questo sistema informatico non fosse centralizzato (cosa probabile), finché ne esiste anche un solo pezzo sano e operativo che possa storare i dati e calcolarli, il disco volante avrebbe un suo elaboratore attivo ed efficiente. Ma la domanda più inquietante è un’altra: quale materiale forma quel famoso 0,01% del minerale che nessun laboratorio è riuscito a classificare e che sembra non provenire da questa Terra? E se si trattasse di un minerale avente le funzioni di enzima bioelettronico? Questo consentirebbe la famosa fusione psichica o interfaccia tra il pilota umanoide e la macchina, rendendo quest’ultima virtualmente "viva" e reattiva ai comandi mentali del pilota. È solo una teoria, che però spiegherebbe la non classificabilità del minerale stesso, forse originario di un pianeta lontano. Dunque, ipoteticamente, l’enorme massa di informazioni contenute in un velivolo quasi integralmente costituito da silicio (ricordiamo che secondo Corso e Kewper l’interno dei dischi sarebbe rivestito da nickel e fibre ottiche), una volta attivata dal comando mentale del pilota, sarebbe a disposizione dello stesso in tempo reale. E non possiamo escludere che un contatto mentale continuo tra il mezzo volante ed il pilota non crei in quegli enzimi bioelettronici una specie di effetto feedback, ossia una imitazione approssimativa e limitata del comportamento umano (o alieno) e delle sue scelte. In pratica le particelle di interfaccia formerebbero una memoria filtro o tampone che "ricorderebbe" le scelte operate dal pilota o le sue caratteristiche, trattenendole quale imprinting nei codici di volo generali del computer di bordo. Seguendo questa ipotesi di lavoro, alternando più piloti alla guida di uno stesso mezzo introdurremmo diverse classificazioni comportamentali nella "memoria tampone" biologica del disco, creando un sistema sempre più complesso. In pratica, il mezzo inizierebbe ad avere una sua personalità ed essere dunque in grado, dopo aver accumulato abbastanza memoria biologica dai suoi occupanti, di pilotare anche in automatico, seguendo un criterio di guida e di scelta delle possibili attività estrapolato dal proprio bagaglio mnemonico-caratteriale.

    www.edicolaweb.net/un110303.htm
    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 01-26-2010, 19.49
    377110 in risposta a 377078

    Re: Rispondetemi...

    ACCADDE A MUROC

    Le "spie psichiche" dell’Intelligence statunitense confermano l’incontro fra l’ex Presidente ed una delegazione aliena presso la Base Edwards, presumibilmente nel 1954.

    di Pablo Ayo



    Del presunto incontro fra l’ex Presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower e alcuni alieni di tipo Grigio in ambito ufologico si vocifera da molto tempo. Noi ce ne siamo brevemente occupati nell'articolo: Eisenhower disse "no". La maggioranza delle indiscrezioni in merito sarebbe emersa da fonti di Intelligence, in particolare da "insiders", ad esempio del calibro del dottor Michael Wolf. Lo scenario che si prospetta è il seguente.
    All’incontro, avvenuto in data non del tutto precisata, ma presumibilmente a fine Febbraio 1954, avrebbe partecipato il Presidente Eisenhower ed un gruppo selezionato di uomini del suo staff - alla presenza del reporter Franklin Allen, del vescovo di Los Angeles James McIntyre e dell’uomo d’affari Gerald Light. L’appuntamento sarebbe stato programmato presso la base aerea di Muroc, attualmente divenuta Base Edwards dell’USAF, nel deserto della California. Sempre secondo le indiscrezioni, Eisenhower e il suo staff sarebbero stati testimoni dell’atterraggio di un disco volante extraterrestre, da cui fuoriuscirono dei Grigi, che chiesero al Presidente di prendere in considerazione l’idea di rendere pubblica la loro presenza.


    LE INFORMAZIONI IN "REMOTE VIEWING"




    Nel suo libro "Alien Agenda" (Ed. Harper Collins, 1997), inedito in Italia, il ricercatore Jim Marrs fornisce, tra l’altro, un quadro molto esauriente sulle attività di un gruppo di spie psichiche del Governo USA, i famosi Remote Viewers, a cui dedica un intero capitolo. Tali personaggi, sorta di "007 ESP", riuscivano, tramite un duro addestramento, a vedere scene che si svolgevano a grande distanza, o anche in altri tempi. La tecnica da loro usata non era troppo dissimile dalla "Proiezione Astrale" o Bilocazione, termini familiari per chiunque si interessi di parapsicologia ed esoterismo. Grazie alla loro vista psichica, i Remote Viewers - incaricati dal Governo di spiare le attività sovietiche - osservarono invece sovente UFO ed ET. Ma, in un caso clamoroso, uno dei Remote Viewers decise di dare un’occhiata alle attività UFO nel passato, divenendo testimone involontario dell’incontro di Muroc tra Eisenhower e i Grigi! Ecco il suo racconto, registrato in presa diretta:
    "Sembrano i primi anni ‘50... Posso sentire una banda musicale intonare l’inno ‘Hail to the Chief’ (saluto al capo, n.d.a.), come nei convegni politici, quando il Presidente entra nella Hall. Ma è diverso... Vedo la striscia di un’autostrada su una strada a due corsie, ma il luogo ricorda una zona desertica. È giorno, sento il calore del sole. C’è una specie di pista di atterraggio, come un aeroporto, è qui vicino, da quello che posso intuire. Sento il suono di aerei, come quelli a reazione. Penso sia una zona interdetta al pubblico. Vedo delle guardie e delle torrette di osservazione... C’è un convoglio di macchine, automobili nere, che provengono da quella autostrada dove mi trovavo prima.
    No, aspetta un minuto! È una base, una base militare! Precisamente, una base dell’Air Force. Diversa gente esce dalle macchine e si dirige dentro un edificio. Sono tutti vestiti di scuro, in giacca e cravatta... è davvero interessante! Ci sono due, no, tre velivoli a forma di disco in avvicinamento. Uno di questi atterra, mentre gli altri due rimangono sospesi per aria. Adesso atterra anche il secondo, ed il terzo. Il primo disco volante atterrato si apre. Una delle macchine nere e un paio di jeep militari gli si avvicinano. Due, no, tre esseri escono fuori dal disco. Non scendono camminando, ma sembrano piuttosto fluttuare verso il suolo. Le porte delle macchine si aprono e da quella nera esce un tipo alto e un po’ anziano, seguito a breve distanza da una coppia di militari e un civile. È un posto caldo, la temperatura è da deserto... Due di questi ET Grigi sono piccoli, mentre il terzo è più alto, ma non tanto alto quanto il vecchio umano... Aspetta un attimo! M..., è un nostro ex Presidente!"
    Più tardi il Remote Viewer lo riconoscerà in alcune foto di Eisenhower. L’operatore psichico continua a descrivere la scena e spiega come tutto il gruppo (inclusi gli alieni) venga fatto salire sulla Cadillac nera e portato all’interno di un vicino edificio della base.
    "Vengono scortati dentro da alcuni tipi grandi e grossi, con elmetti blu e bianchi. Il Presidente e l’intero gruppo di persone con i Grigi entrano in una stanza, sembra una sala per conferenze. Ho la sensazione che tutto sia stato pre-pianificato. Un evento previsto. Entrambe le delegazioni è come se abbiano delle aspettative, ma la sensazione che avverto è di relativa tranquillità, di emozioni contenute. I Grigi sono interessati ad instaurare e mantenere dei canali di comunicazione col Governo. Quello in borghese chiede come. Il Grigio più alto risponde che provvederanno loro a fornirgli i mezzi per poter entrare in contatto, sia per le brevi che per le lunghe distanze. Il Grigio alto dice inoltre che gli umani non devono temerli. Il Presidente gli chiede perché sono qui e l’essere più alto replica che la loro presenza è dovuta alla necessità di anticipare avvenimenti futuri, dei cambiamenti e che loro contribuiranno ad accelerare il processo di sviluppo. Non per scopi bellici, chiarisce un Grigio piccolo. Gli ET vogliono un rapporto chiaro col Governo, dice il Grigio alto, ma non una alleanza. Il Presidente vuole sapere da quanto tempo sono attorno a noi. Da molto tempo, risponde uno dei Grigi più piccoli. Più a lungo della vostra storia ufficiale. Ed aggiunge che noi fummo abbandonati dai nostri antenati, i nostri creatori... Il personaggio in abiti civili è visibilmente scosso, quasi stia per avere un collasso. I tre Grigi si voltano a fissarlo. Wow! Il civile si è calmato immediatamente. Sembrano soddisfatti del comportamento del Presidente, lo percepiscono molto stabile e calmo, mentre non lo sono del civile, si sentono dispiaciuti per lui. Il Presidente dice che vuole solo amicizia e collaborazione con gli alieni e il Grigio alto gli risponde che anche loro vogliono lo stesso. Aggiunge che essi continueranno a osservare e ad aspettare per vedere cosa facciamo, come ci comporteremo nei loro riguardi e che la loro attività qui andrà avanti. Il civile vuole sapere che genere di cambiamenti sono in arrivo. Uno dei piccoli Grigi gli risponde che ci verrà detto di più al momento opportuno. Presto. Il Grigio più alto si sta voltando verso di me, adesso. Wow! Si è accorto della mia presenza! Uno dei militari nota il suo comportamento e chiede cosa c’è che non va. Niente, risponde il Grigio alto, abbiamo un visitatore. Il militare chiede come sia possibile. Non è tempo di spiegarlo, dice quello alto". La visione nel passato del Remote Viewer si interruppe bruscamente in questo punto, come se il suo pensiero fosse stato bloccato. "Credo che abbiano continuato il discorso in privato, senza orecchie indiscrete come le mie nei paraggi", sostiene il personaggio.

    I PUNTI IN COMUNE



    Si presuppone che i Remote Viewers non possano essere invisibili agli "occhi" di esseri la cui capacità percettiva sia elevatissima. In tal caso, se la natura del discorso è privata, accade quasi sempre che il telepate venga respinto, o "allontanato". La vicenda appena narrata, non derivata da un semplice veggente, ma da un agente psichico al servizio dello spionaggio USA, si inserisce nel quadro di altre informazioni emerse negli anni a proposito di Muroc.
    Vediamone i punti in comune.
    1. Eisenhower avrebbe avuto un incontro con degli alieni di tipo "Grigio".
    2. Il Presidente vide atterrare degli UFO (un solo oggetto, stando ad alcuni rivelatori, tre secondo il Remote Viewer ed il famoso ricercatore Le Poer Trench: a conferma dell’atterraggio di tre dischi, scortati da due oggetti sigariformi rimasti in volo).
    3. L’incontro fu pre-programmato.
    4. Uno degli argomenti fu la reazione del pubblico alla notizia dell’esistenza degli UFO.
    5. La località dell’incontro era una base dell’Aeronautica sita in una zona desertica (l’attuale Base Edwards dell’USAF, nel deserto californiano, per i rivelatori).
    6. Erano presenti sia militari che civili.
    7. Il fatto sarebbe avvenuto in data imprecisata negli anni Cinquanta (Febbraio 1954 secondo gli "insiders").
    8. I Grigi avrebbero stretto un "trattato" con il Governo USA.
    I punti in comune alle due versioni sono troppi per essere frutto di una mera coincidenza. Inoltre, l’esperienza del Remote Viewer risale a diversi anni fa, quando i rivelatori ancora non avevano parlato dell’incontro di Muroc, tra Eisenhower e i Grigi, avvenimento di cui lo "PSI agent" era totalmente all’oscuro. Altri dettagli sembrano confermare l’incontro di Muroc. Il primo riguarda la "sparizione" di Eisenhower del 20 Febbraio 1954, che durò parecchie ore. Il riserbo assoluto dello staff presidenziale su dove si trovasse Eisenhower - allontanatosi dalla fattoria di Smoke Tree dove alloggiava - portò il nugolo di cronisti che lo accompagnava dovunque ad autentici isterismi.
    Iniziarono a girare voci che il Presidente aveva avuto un malore e l’Associated Press giunse al punto di diffondere la notizia della sua morte! Solo allora un reporter di fiducia, James Haggerty, venne convocato a Smoke Tree e quando ne uscì rilasciò una dichiarazione ufficiale: Eisenhower si era rotto un dente mentre mangiava e in tutta fretta si era dovuto rivolgere da un imprecisato dentista. A molti apparve una scusa. Smoke Tree non distava molto da Muroc... Il secondo dettaglio probante è una lettera di Gerald Light indirizzata all’amico Meade Layne, direttore del Borderland Sciences Research Associates, datata 16 Aprile 1954: "Caro amico, sono appena tornato da Muroc. Le voci sono vere, dannatamente vere! (...) durante la mia visita di due giorni ho visto cinque tipi di astronavi diverse, studiate e manipolate dai nostri ufficiali di aviazione con l’assistenza e il permesso degli extraterrestri! (...) Il Presidente Eisenhower, come forse già sai, è stato segretamente condotto a Muroc, quella notte...".

    UNA TERRIBILE PIOGGIA METEORICA



    Torniamo alla definizione di "cambiamenti futuri" che il Grigio avrebbe posto a motivazione della loro interazione. Un altro telepate governativo avrebbe infatti assistito ad un incontro tra leader terrestri ed alcuni alieni, in cui sarebbero stati discussi cambiamenti geofisici previsti attorno al 2000:
    "I cambiamenti, dice l’alieno alto con la pelle grigia, andranno a influenzare il Pianeta. Ogni 25.000 rivoluzioni attorno al Sole (anni), la Terra viene bersagliata da grandi rocce provenienti dal cielo. Credo parli di meteore o asteroidi. C’è anche un pianeta che incrocerà le orbite di alcuni pianeti del nostro sistema solare e questo causerà parecchi problemi alla Terra. Adesso il Grigio mostra a tutti un ologramma dell’orbita di questo pianeta che taglia di netto le orbite di diversi pianeti del sistema solare. È incredibile! Il Grigio mostra ai tipi in borghese che il pianeta passerà vicino alla Terra quando sarà sul punto di uscire dal sistema solare. Il suo passaggio risucchierà molte meteoriti dalla fascia degli asteroidi, che finiranno nella sua scia e quindi, passando accanto alla Terra, verranno attratti dalla nostra gravità. Cadranno sulla Terra. L’alieno cerca di spiegare che gli umani responsabili dovranno tirare su una specie di... di scudo. Gli ET non possono fare molto, almeno per adesso. Non sono in grado di calcolare con troppo anticipo la traiettoria esatta del pianeta. Un individuo in borghese chiede quante saranno le vittime e che cosa possono fare per evitarlo. Il Grigio alto gli risponde che dovranno costruire enormi rifugi sotterranei per se stessi e la loro gente, dentro le montagne. L’uomo gli chiede cosa ne sarà degli altri e il Grigio risponde che alcuni umani moriranno, perché non sono preparati. Aggiunge che il compito dei responsabili non militari è di preparare la gente all’evenienza. Il panico sarà inevitabile, ma ci forniranno i mezzi per ridurre i problemi al minimo".
    Il Remote Viewer conclude la sua sessione vedendo degli uomini in tute arancioni che partono con i Grigi, dopo una "cerimonia di partenza". Proprio come nel finale di Incontri Ravvicinati di Spielberg. Un altro caso?




    http://www.edicolaweb.net/da210304.htm





    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 01-28-2010, 12.49
    377536 in risposta a 377110

    Re: Rispondetemi...

    Probabilmente è risolto il mistero degli UFO vicino al Sole:
    daltonsminima.wordpress.com/

    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 01-28-2010, 19.28
    377625 in risposta a 377536

    Re: Rispondetemi...

    IL QUOTIDIANO “ THE SUN” SI PROPONE PER ARCHIVIARE GLI STUDI SUGLI UFO: LA NASA LO SOSTIENE.
    giovedì, 28 gennaio 2010


    The Sun, La NASA appoggerebbe la proposta fatta dal quotidiano britannico “The Sun” di “sostituirsi” al MoD (il Ministero della Difesa inglese) nell’archiviazione dei casi UFO. E’ quanto emerge da un articolo del quotidiano inglese a seguito della chiusura, avvenuta il primo dicembre del 2009, dell’Ufficio che fino a qualche tempo fa si occupava dell’archiviazione e dello studio degli oggetti volanti non identificati in Inghilterra.

    Ora il famoso tabloid inglese vorrebbe raccoglierne il testimone e continuare a svolgere questo importante compito: tutto ciò con il benestare dell’Ente spaziale americano che attraverso il Dr. Christopher Mckay, famoso ricercatore di vita extraterrestre e leader della missione Phoenix Mars Lander del 2008, ha dichiarato come sia importante continuare a tenere una banca dati aggiornata sul fenomeno UFO.

    Tutto questo, anche per rispondere fermamente alle proteste di tanti appassionati ed assertori dell’esistenza di forme di vita aliene che non avevano più un referente all’interno del governo con il quale poter interagire ed al quale poter segnalare tutti gli avvistamenti avvenuti in questo periodo.

    “E un diritto del SUN, continuare a raccogliere tali dati”, ha inoltre sostenuto il Professor Albert Un Harrison dell’Università della California, “perché anche se non capiamo ciò che succede, ciò non significa che non sia reale”. Tali indagini potrebbero risultare preziose per la ricerca ed è importante che le segnalazioni vengano registrate a beneficio di quanti sono affascinati da questo argomento e soprattutto interessati a sapere se esistano nell’universo altre forme di vita simili a noi.

    Fonte:
    http://www.thesun.co.uk



    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 01-28-2010, 20.10
    377636 in risposta a 377625

    Re: Rispondetemi...


    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 01-28-2010, 20.41
    377654 in risposta a 377636

    Re: Rispondetemi...

    PRONTO INTERVENTO OPERATIVO

    Pronto intervento operativo sul soggetto UFO e intelligenze ET: perché i capi militari e della Sicurezza Nazionale devono sapere.

    di Steven Greer (CSETI)


    Il testo integrale del discorso tenuto dal dottor Steven Greer, Direttore del CSETI (Center for the Study of Extraterrestrial Intelligence), di fronte all'Assemblea delle Nazioni Unite, il 22 Agosto 1998.

    I leader militari e della sicurezza nazionale sono stati informati in maniera inadeguata sulla questione UFO-ETI, in quanto essa viene gestita nel contesto USAPS ("Unacknowledged Special Access Projects = Progetti non Ufficiali ad Accesso Speciale"). Tale mancanza d'informazione ha provocato rischi rilevanti alla sicurezza nazionale. Il rischio di inadeguatezza e/o azioni pericolose da parte di leader non informati o disinformati è aumentato considerevolmente a causa della mancanza di approfonditi incontri e discussioni su tale tema. Punti chiave del pronto intervento operativo sono stati messi "a rischio" da leader pericolosamente disinformati (o non informati affatto) sui seguenti argomenti:

    L'uso di veicoli terrestri riproducenti tecnologia Aliena, detti anche ARV ("Alien Reproduction Vehicles"), causante spesso false IEtW ("Indications Et Warnings, Segnalazioni Et Allarmi").

    L'inattesa comparsa e scomparsa di veicoli extraterrestri a velocità super-luminale (più veloci della luce).

    L'imprevisto interesse degli extraterrestri in merito allo sviluppo di progetti spaziali militari ed altre risorse.

    Gli alti ufficiali dell'Esercito e i capi della Sicurezza Nazionale, inclusi il "Joint Chiefs of Staff", il "National Security Council", i "Senior Watch Officers" del "National Military Command Center", i rappresentanti leader del Congresso, il Presidente, il Segretario della Difesa e il Direttore della "Central Intelligence" si avvalgono chiaramente del "need to know", il diritto di conoscere gli argomenti accennati.


    PERCHÉ LA DIREZIONE NEVRALGICA DELL'ESERCITO E DELLA SICUREZZA NAZIONALE DEVONO SAPERE

    Le autorità militari, dell'intelligence e della sicurezza nazionale devono essere mese al corrente di diversi aspetti che interagiscono nella tematica UFO/ETI. In assenza di informazioni nei confronti di tali esponenti, importanti decisioni ed azioni vengono intraprese senza cognizione di causa, con conseguenze che possono risultare estremamente deleterie.
    La struttura UFO/ETI USAP dispone di mezzi capaci di ingannare a largo raggio la scala gerarchica di potere, e di creare "scenari a sorpresa", catastroficamente male interpretati.
    Oltre a questo, anche in mancanza di qualsiasi prova oggettiva che le forme di vita non-umana che si celano dietro i comprovati eventi extraterrestri siano del tutto ostili nei riguardi della Terra o dell'umanità in generale, gli eventi potrebbero essere - e da ciò che abbiamo compreso lo sono stati - fraintesi negativamente, il che ha portato in passato ad azioni militari umane ingiustificate contro mezzi alieni. Tali azioni costituiscono una vera minaccia alla sicurezza mondiale, di cui le autorità militari e civili convenzionali sono all'oscuro. Per evitare che in futuro azioni militari umane portino ad una pericolosa escalation degli eventi, è imperativo che la direzione dell'Esercito e della sicurezza nazionale siano adeguatamente informate su tale argomento.

    Segue un breve sommario degli scenari e delle attività che illustrano perché queste autorità hanno immediata necessità di conoscere l'argomento:

    Errata identificazione di mezzi alieni. Visto che esistono sia mezzi extraterrestri che altri simili riprodotti dagli uomini, denominati ARV ("Alien Reproduction Vehicle"), il rischio di confusione e di mancata identificazione è reale; e potrebbe portare ad azioni dai risultati indesiderabili (Cfr. "False Indicazioni e Avvertimenti", più avanti).

    Sorpresa causata da oggetti alieni. Nel passato, alti ufficiali in comando sono stati colti alla sprovvista dall'improvvisa comparsa di oggetti extraterrestri, ed hanno intrapreso azioni ostili nei loro confronti. Per esempio, nell'Ottobre 1981 apparve un oggetto del genere a largo delle coste orientali (degli USA N.d.R.), gettando nel caos il Centro Comando (ammiragliato) della Flotta Atlantica USA ("CINCLANTFLT"). L'oggetto discoidale, dal diametro di 90 metri, poteva muoversi tanto rapidamente da coprire la distanza tra un punto al largo della costa di Terranova e uno al largo della costa di Norfolk, in Virginia, in un unico giro del radar. Durante questo evento diurno, l'ammiragliato della Flotta Atlantica entrò in allarme "Condition Zebra" ("Stripes"), e il NORAD ordinò all'ammiraglio Harry Train del CINC, di identificare l'oggetto e persino costringerlo ad atterrare, se necessario. Decollarono rapidamente dei caccia dalle basi militari e dalle portaerei navali, e un caccia si avvicinò all'oggetto al punto di fotografarlo chiaramente. Questo si mosse nell'arco di un solo giro di radar dal largo della costa di Norfok, Virginia, ad una località dell'Oceano Atlantico nei pressi delle Canarie, virò verso l'alto con un'angolazione di 60° e lasciò l'atmosfera terrestre. Tale situazione, cogliendo di sorpresa il CINC, paralizzando l'ammiragliato e generando l'ordine di abbattere l'oggetto (col rischio di conseguenze catastrofiche), si poteva evitare istruendo a riguardo i capi militari e preparando speciali "Regolamenti Operativi" (ROE - "Rules of Engagement") per simili situazioni straordinarie.

    Cattiva interpretazione di azioni aliene. Ipotizziamo che più di una civiltà aliena sia interessata alla ricognizione della Terra e al monitoraggio di tutti gli sviluppi tecnologici dei militari. In passato, la preoccupazione degli alieni in merito alle nostre armi di distruzione di massa li spinse a dimostrare le loro capacità tecnologiche in alcuni siti strategici, come quando nel Novembre 1975 disattivarono le rampe lancia missili "ICBM" delle basi "SAC" ("Strategic Air Command") di Minot, North Dakota. Una simile neutralizzazione, a quanto abbiamo compreso, si verificò anche nell'Unione Sovietica. Pur comprendendo la preoccupazione dei nostri militari di fronte a simili eventi, è importante che vengano interpretati nell'ambito di un contesto più ampio di quello antropocentrico. Nonostante alcuni ritengano queste azioni l'espressione del carattere ostile degli alieni, è anche possibile (considerando la natura non violenta dei fatti), che vadano intese come un messaggio di grande preoccupazione per il pericolo innescato dalle nostre stesse armi di distruzione globale. A meno che le autorità non vengano adeguatamente informate sull'argomento, esiste il potenziale di una valutazione errata e catastrofica sulle attività e sugli intenti alieni.

    I nostri progetti di militarizzazione spaziale preoccupano gli alieni. Secondo noi gli alieni non sono affatto favorevoli allo sviluppo ed al dispiego di progetti militari terrestri nello spazio, e di recente si sono verificati alcuni eventi che sottolineano il punto di vista degli ET sulla questione. Lo U.S. "Space Command" ed altre entità militari, collegate a basi spaziali, o che da esse dipendono, devono essere coscienti del problema. Gli alieni sembrano preoccupati dalla crescente militarizzazione dello spazio, oltre che dal continuo stato di guerra, violenza e proliferazione di armamenti nucleari sulla Terra. Ci sono ragioni per ritenere che programmi occulti USAP stiano bersagliando astronavi ET sempre più spesso e con sempre maggiore efficacia (vedere più avanti).

    Un crescente numero di testimonianze, dirette (e credibili) di programmi militari e dell'intelligence evidenzia l'uso segreto di armi avanzate di tipo USAP's per rilevare, puntare e distruggere astronavi aliene. Sembra che tali eventi siano aumentati in frequenza e precisione dagli anni '80 ad oggi. Se è vero, ciò costituisce una grave minaccia per la sicurezza nazionale e mondiale, che i principali leader devono conoscere al più presto. Alla luce delle testimonianze raccolte, negare la realtà di questi eventi, o ritenerli in qualche modo giustificati, non è argomento sufficiente per sottovalutare tali rapporti o lavarsene le mani. I più importanti leader civili, militari e della sicurezza nazionale devono investigare appieno sull'argomento e produrre una completa valutazione della situazione per le "National Command Authorities" (NCA), il Presidente, l'Esecutivo ("Joint Chiefs of Staff" - CJCS), e gli esponenti più importanti del Congresso.

    Le testimonianze multiple, a livello di personale militare e civile coinvolto in programmi di copertura (ed in possesso di conoscenza diretta) in merito ai suddetti argomenti, hanno avallato rapporti inerenti UFO/ETI nel contesto USAP, nell'intento di impiegare retroingegneria ottenuta dalla tecnologia ET per inscenare finte attività aliene di natura violenta. L'esistenza di una struttura segreta USAP così potente e dotata di tecnologie estremamente avanzate, quali materializzazione/smaterializzazione, viaggi a velocità superiore alla luce, propulsione antigravitazionale e sistemi correlati, rappresenta di per sé una diretta minaccia al governo costituzionale e al controllo militare e della sicurezza nazionale. Fino a quando tale entità (USAP) non dipenderà dal completo controllo e dalla supervisione di una classe dirigente legale e costituzionale, essa continuerà ad esprimere un enorme potenziale di inganno, abuso e manipolazione della tradizionale leadership governativa. Ad esempio, un importante testimone dell'intelligence ha descritto l'uso pianificato degli ARV in falsi scenari di IEtW ("segnalazioni ed allarmi"), nei quali gli ARV porterebbero attacchi ad installazioni militari convenzionali facendoli apparire come aggressioni da parte di ostili forme di vita aliena. L'ignoranza di tali attività umane effettuate sotto copertura può ingannare i leader militari e della sicurezza nazionale, costringendoli ad ordinare contromisure ingiustificate e potenzialmente catastrofiche contro veri mezzi volanti alieni.

    Sistemi di comunicazione sub-elettromagnetica non lineare, di origine aliena (che si interfacciano direttamente con la coscienza ed il pensiero), sono stati duplicati mediante retroingegneria nel contesto di coperture USAP's e possono essere usati contro capi politici e militari creando falsi scenari di IEtW. Alcune informazioni, provenienti direttamente da un capo di Stato estero, ci suggeriscono che ciò in passato è già accaduto. Tali sistemi non lineari di telemetria, capaci di by-passare il tempo/spazio lineare e di connettersi direttamente con la mente umana, possono essere strutturati per indurre esperienze "virtuali" molto realistiche nella psiche dei soggetti bersaglio. I più autorevoli leader militari e della sicurezza nazionale devono conoscere il potenziale di questi sistemi, riducendo così il coefficiente d'inganno di tali apparecchi nel caso venissero usati contro di loro. (Presunte esperienze di Abduction indotte da alieni sono in gran parte da attribuire al cattivo uso di questi sistemi nel contesto USAP's).

    La NASA, gli astronomi civili ed altri scienziati sono molto preoccupati dalla possibilità che la Terra venga colpita da un asteroide in orbita coincidente, o da una cometa. Diversi staff, al JPL ("Jet Propulsion Laboratory") e in altri centri, hanno già determinato la presenza di migliaia di questi oggetti all'interno del nostro sistema solare, la cui orbita incrocia spesso la Terra. In passato, giganteschi impatti meteorici hanno creato l'odierno Golfo del Messico, la Hudson Bay e altre caratteristiche geologiche sulla superficie della Terra. La maggior parte degli scienziati concorda nel dire che non è questione di se, ma di quando un impatto del genere avrà luogo. Gli scienziati tradizionali hanno prospettato l'utilizzo di armi nucleari ed altri mezzi convenzionali per prevenire tale impatto. Tuttavia, è chiaro che gli UFO di tipo USAP (gli ARV) sono dotati di tecnologie di gran lunga più progredite, che potrebbero venire usate per ovviare al problema. Questo è vero soprattutto per quanto riguarda le tecnologie capaci di alterare i campi gravitazionali, che potrebbero essere sfruttate per modificare l'effetto della massa di un tale oggetto meteorico, deviandolo così dalla sua traiettoria verso la Terra. Visto che un simile impatto potrebbe determinare la fine della civiltà umana così come noi la conosciamo, i principali leader militari e della sicurezza nazionale dovrebbero conoscere ed avere accesso alle tecnologie UFO USAP. Inoltre, se vogliamo usare tali tecnologie per uno scopo così importante e benefico, dobbiamo essere certi che gli alieni comprendano la natura pacifica delle nostre attività nello spazio. Da quanto abbiamo capito invece attualmente le giudicano molto diversamente.

    CONCLUSIONI

    1. La divulgazione della verità sull'argomento UFO/ETI e relative tecnologie modificherebbe di certo molti aspetti della vita sulla Terra, incluse relazioni geopolitiche, la tecnologia, l'economia e l'ordine sociale in generale. I leader militari e della sicurezza nazionale, all'oscuro dell'argomento, non possono prevedere e anticipare adeguatamente le difficili e vaste implicazioni di una tale divulgazione, e sarebbero quindi impreparati. Visto che il CSETI ed altri gruppi stanno lavorando per ottenere questa apertura in un futuro relativamente prossimo, è importante che i leader comprendano appieno tali implicazioni, e che siano in grado di rispondere alla sfida rappresentata da una tale divulgazione in modo organizzato. Se un improvviso e innegabile evento di natura aliena dovesse avvenire, sarebbe ancora più importante che i leader militari e della sicurezza nazionale siano informati e preparati a rispondere alla situazione in modo appropriato.

    2. L'energia e la tecnologia propulsiva usata dai velivoli spaziali alieni sfruttano un campo di energia a "punto-zero", che non si basa sui motori a combustione interna o nucleare, e di conseguenza non sono inquinanti. Una delle maggiori incognite che i leader militari e della sicurezza nazionale e mondiale devono fronteggiare è l'eventuale esaurimento delle riserve di combustibile fossile e il concomitante decadimento dell'ecosistema terrestre. Per via della crescente industrializzazione della Cina, dell'India e di gran parte del Terzo Mondo, il danno all'ecosistema terrestre aumenterà in maniera esponenziale, con una diminuzione costante della riserva di carburante. Attualmente siamo una civiltà tecnologica allo stato terminale - il che pone seriamente il problema della sicurezza a lungo termine. Tuttavia, l'attività USAP responsabile per le questioni UFO/ETI ha già ottenuto la retroingegneria di questi mezzi alieni, duplicandone i sistemi energetici e propulsivi che rendono di fatto obsoleti i motori a scoppio, (cioè che bruciano carburante, N.d.R.). Secondo le nostre stime, questo salto tecnologico avvenne tra il 1954 e il 1957. Poco prima di morire, Ben Rich della Lockheed Skunkworks, confermò a un consulente del CSETI che "oggi abbiamo già i mezzi per viaggiare tra le stelle, ma queste tecnologie sono chiuse in progetti occulti e ci vorrebbe un miracolo divino per farle uscire fuori a beneficio di tutta l'umanità…". La progettazione a lungo temine della sicurezza nazionale necessita l'eventuale (e preferibilmente a breve termine) rilascio di queste tecnologie per il beneficio dell'umanità e la preservazione del pianeta. Certamente i leader militari e della sicurezza nazionale dovrebbero capire l'importanza di queste tecnologie, che rimpiazzeranno totalmente le attuali fonti energetiche e tutte le infrastrutture della combustione interna. Inoltre, dovrebbero anticipare le implicazioni inerenti il rendere note tali tecnologie in modo tale da garantire una transizione più agevole e pacifica possibile verso i nuovi sistemi di sostestamento energetico.

    RACCOMANDAZIONI

    Qui di seguito si presentano alcune implicazioni riguardanti la sicurezza nazionale e militare sull'argomento UFO/ETI - ognuna delle quali necessita un ragguaglio completo rivolto alle autorità sull'argomento.

    Noi raccomandiamo alle autorità militari e della sicurezza nazionale di intraprendere le seguenti azioni:

    - Ricevere un'istruzione approfondita sull'argomento dai vertici CSETI e dai testimoni militari e civili;
    - Istruire appieno il CINCS e sviluppare ROE ("Regolamenti Operativi") speciali per gli incontri ETI/UFO;
    - Investigare indipendentemente e penetrare nelle operazioni USAP inerenti l'argomento;
    - Coinvolgersi pienamente nei progetti segreti sulla tematica per assicurarsi che tali progetti siano adeguatamente supervisionati e rimangano sotto il controllo diretto e continuo della classe dirigente costituzionale;
    - Correggere e/o reprimere qualsiasi uso improprio da parte USAP di tecnologie avanzate o armamenti correlati agli UFO.
    - Tentare di instaurare un rapporto pacifico e cooperativo con queste forme di vita, cercando con assiduità di evitare ogni intervento militare violento. Il CSETI, da oltre 7 anni, lavora nell'ambito di un "progetto prototipo", dedicandosi al problema delle intelligenze extraterrestri in modo pacifico, e consiglia ai leader nazionali ed internazionali di adottare un approccio simile.
    - Considerare accuratamente lo sviluppo di mezzi militari spaziali alla luce di queste informazioni ed evitare azioni che possano essere considerate bellicose o ostili da forme di vita aliene.


    http://www.edicolaweb.net/da17fs02.htm





    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 01-29-2010, 13.08
    377810 in risposta a 377654

    Re: Rispondetemi...

    DISTANZE INTERSTELLARI





    Non c'è dubbio che esistono forme di vita extraterrestre in visita a questo pianeta ed osservate nelle sue vicinanze per decenni, ma c'è chi si spinge più in là parlando di presenze a noi molto vicine per secoli, millenni e persino milioni di anni. Che siano qui, ora, è certo. Le prove, pur schiaccianti, non verranno argomentate in questa sede. Consideriamo invece i seguenti interrogativi: come sono giunti sin qui? Come è possibile viaggiare attraverso enormi distanze interstellari sino ad un luogo così lontano entro l'arco di vita naturale di una forma di vita biologica ET? E come può una persona comunicare in tempo reale da tanto lontano?
    Trovandosi una forma di vita extraterrestre a 1.000 anni luce da un sistema stellare (vale a dire la distanza che un raggio di luce percorre in 1.000 anni, muovendosi ad una velocità di 186.000 miglia al secondo), ci vorrebbero 1.000 anni perché tale forma di vita arrivi sulla Terra viaggiando alla velocità della luce! E altri 1.000 anni per rientrare. Quindi, alla velocità della luce, un viaggio andata e ritorno richiederebbe almeno 2.000 anni. È lo stesso tempo trascorso dalla nascita di Cristo ed è assai improbabile che una forma di vita viva così a lungo da giungere qui, tralasciando il suo ritorno a casa. E la distanza di 1.000 anni luce rientra nei nostri dintorni galattici relativamente vicini. Consideriamo ora le comunicazioni: mediante la radio, le microonde, la televisione o qualsiasi altro segnale elettromagnetico attualmente in uso sulla Terra, un ET, una volta giunto qui, impiegherebbe 1.000 anni (alla velocità della luce, equivalente alla velocità dei segnali elettromagnetici come le onde radio) per comunicare con la sua casa. E altri 1.000 anni per il pianeta casa dell'ET per rispondere. Altri 2.000 anni!
    Ovviamente, qualsiasi civiltà spaziale avrà sviluppato tecnologie che superano di gran lunga la qualità dei nostri gadget. Una differenza tanto abissale che un velivolo ET nel suo complesso potrebbe (e forse è accaduto o accadrà) librarsi proprio sopra una stazione di rilevamento radio del SETI, senza essere neppure visto. Perché? Stiamo scrutando con gli strumenti sbagliati e cerchiamo di rilevare civiltà ET con rigoroso piglio scientifico basato sulle attuali tecnologie.

    http://www.edicolaweb.net/da23fs02.htm



    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 01-30-2010, 13.00
    378024 in risposta a 377810

    Re: Rispondetemi...

     Colman S. Vonkeviczky pioniere dell'ufologia. IN MEMORIA Conferenza al Quartier Generale delle Nazioni Unite

    da alienproject.it

    Per circa cinquant'anni la strategia del cover-up governativo, in materia di UFO, ha influenzato le decisioni dei governi e delle Forze Armate, impegnate in una guerra di trincea contro gli extraterrestri. Le centinaia di rapporti ufficiali sugli avvistamenti di oggetti volanti dotati di una tecnologia straordinariamente evoluta hanno destato non poca preoccupazione negli ambienti governativi, impotenti di fronte alla temuta "minaccia aliena". Ma, secondo alcuni pionieri della moderna ufologia, la situazione si sarebbe potuta risolvere in modo differente, ossia con la ricerca del contatto pacifico con queste civiltà. Ed è in questo contesto che si inserisce la figura del colonnello Colman S. VonKeviczky uno dei nomi più conosciuti nel campo della ricerca ufologica internazionale.

    Nato in Ungheria il 21 agosto del 1909 VonKeviczky si laureò in scienze militari ed ingegneria all'università militare "Maria Ludovica" di Budapest e, al termine della seconda guerra mondiale, prestò servizio presso il quartier generale dei servizi speciali della polizia statunitense in Germania. Dal febbraio del 1953 lavorò presso la segreteria dell'ONU, negli Stati Uniti e divenne in seguito fondatore dell'ICUFON, l'Inter-Continental UFO Network, un organismo impegnato in una serie di iniziative volte al coinvolgimento dell'ONU nell'analisi del fenomeno UFO e nella divulgazione dei dati raccolti, ai mezzi di comunicazione di massa. La sua battaglia contro il cover-up governativo è durata fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta il 27 luglio del 1998 a New York City, la città nella quale viveva da quasi cinquant'anni. "Colman era un pacifista", ha dichiarato il ricercatore tedesco Michael Hesemann, suo intimo amico "e, di fronte alle catastrofiche conseguenze della corsa agli armamenti necessari a combattere una guerra interstellare, avvertiva l'umanità della necessità di un contatto pacifico con le entità aliene".

    " UFO, la visita extraterrestre" riporta qui di seguito quella che potremmo considerare la più importante conferenza del colonnello VonKevicky svoltasi, il 21 aprile del 1987, nell'auditorium della biblioteca del quartier generale dell'ONU, in quel luogo dove, come lui stesso sperava, un giorno si sarebbe potuto risolvere il problema degli UFO. Le fotografie che corredano l'articolo sono parte del suo archivio personale del quale la nostra redazione ha i diritti esclusivi per l'Italia.

    Del Colonnello Colman S. VonKeviczky, MMSE (1909-1998)

    Da tre decenni gli scienziati, gli ufologi e l'opinione pubblica cercano in tutto il mondo prove e discutono invano su una teoria: Esistono gli UFO o no? Da dove vengono? Quali sono le loro intenzioni? E' strano il fatto che, negli ultimi 40 anni, i nostri scienziati e i ricercatori privati abbiano evitato di basare le loro ricerche sulle solide fondamenta della documentazione militare, che già dal 1953 spiega, pubblicamente, l'indubitabile origine extraterrestre degli UFO.

    UFO: I FATTI

    Il 26 gennaio del 1953 il Ministero della Difesa statunitense si pronunciò nel seguente modo: "L'Aeronautica Militare e il suo Ufficio di Ricerca prendono atto, sulla base delle conclusioni tratte dal Maggiore Keyhoes, che i 'dischi volanti' provengono da altri pianeti. L'Aeronautica Militare non ha mai negato che questo sia possibile... se le manovre compiute da questi oggetti e delle quali parlano molti competenti osservatori, sono vere, allora l'unica spiegazione plausibile è quella della loro provenienza interplanetaria".

    E' logico che ogni ricerca che ignori tali fatti e che li sostituisca con teorie e ipotesi inventate non si trova sulla pista giusta. Già nel 1966 il Ministero dell'Aeronautica statunitense informò il Campidoglio circa l'alto livello delle analisi condotte dallo Stato Maggiore in merito all'attività degli UFO in tutto il mondo e alla pianificazione di una strategia di difesa intercontinentale, elaborata dagli USA e volta a combatterli: "Nell'analisi degli avvistamenti di UFO l'Aeronautica Militare si avvale di scienziati, ingegneri, tecnici e consiglieri accuratamente scelti e altamente qualificati. Questi hanno a disposizione i migliori laboratori dell'Aeronautica, centri di sperimentazione, strumentazione scientifica e strumenti tecnici". Ma, nonostante l'alto livello degli studi condotti dallo Stato Maggiore statunitense le organizzazioni private veneravano il "confessionale ufologico" istituito dal Pentagono : il progetto dell'Aeronautica denominato BLUE BOOK. E' comica l'idea che l'opinione pubblica mondiale avesse eletto a salvatori dell'umanità un unico maggiore, un sottotenente, un maresciallo maggiore e due segretarie - il team del Blue Book - e comunicasse a loro le esperienze relative agli UFO credendo che questi rappresentassero l'unico gruppo, istituito dall'Aeronautica statunitense, ad occuparsi del fenomeno.

    Il mondo scientifico, di contro, speculava sull' universo invisibile "ai confini della realtà", invece di lanciare uno sguardo ai casi e alle realtà ben documentate dalle Forze Militari.
    Così si espresse il Comandante del Centro di ricerca dell'Aeronautica Militare AMC (Air Material Command) il 23 settembre del 1947 in un rapporto inviato allo Stato Maggiore : "Il fenomeno UFO è reale e non identificabile con visioni o fiction. Si tratta di oggetti a forma di disco, delle dimensioni di un aereo. Sono piatti nella parte inferiore e dotati di cupole in quella superiore. La loro superficie è metallica e riflette la luce. La velocità di volo supera i 300 nodi. Si spostano a volte in formazioni composte da tre fino a nove oggetti".
    Queste citazioni non sono state partorite dalla fantasia dei produttori di Hollywood, ma sono parte di un rapporto ufficiale inviato allo Stato Maggiore, basato sui rapporti di osservatori militari addestrati. Come apprendiamo da un Memorandum della CIA, risalente all' 11 settembre 1952, gli USA erano allarmati per questa situazione di portata planetaria. In quel periodo, "l'ufficio scientifico" dei Servizi Segreti dichiarò in un Memorandum classificato SEGRETO : "E' stato istituito un sistema di comunicazione internazionale e le più importanti basi dell'Aeronautica Militare hanno ricevuto l'ordine di intercettare gli oggetti volanti non identificati". Questo però significa che già nel 1952 il Pentagono impartì l'ordine di sparare agli UFO che si rifiutavano di obbedire alla richiesta di atterrare !

    LA "GUERRA DELLE STELLE" COMINCIA

    Nel 1952 il Capt. Edward J. Ruppelt, direttore del progetto di ricerca ufologica dell'Aeronautica Militare statunitense denominato "Blue Book", riportò nel primo capitolo del suo libro "Rapporto sugli oggetti volanti non identificati" quest'ordine di attacco: "Nell'estate del 1952 un caccia intercettatore F-86, dell'Aeronautica Militare statunitense, sparò contro i dischi volanti. Questo fatto non fu reso noto, come molti altri che rappresentano la vera storia degli UFO".

    Un anno dopo, nel 1953, il generale Benjamin Chidlaw, comandante della difesa antiaerea continentale con sede nella base dell'Aeronautica Militare Ent, in Colorado, spiegò all'autore scientifico Robert R. Gardner : "Siamo in possesso di montagne di rapporti sui dischi volanti e li consideriamo molto seriamente poiché abbiamo perso parecchi uomini e aerei che cercavano di intercettarli".

    Era il 1953 - immaginiamoci per favore quante notizie sono state fino ad oggi nascoste e occultate all'opinione pubblica. Quindi lasciatemi chiedere: ci troviamo forse nel mezzo di una "guerra misteriosa" combattuta contro forze galattiche che conducono operazioni interstellari orientate verso la terra?

    Nel 1952 l'Aeronautica Militare statunitense comunicò l'ordine JANAP 146 con appendice A-E, che distribuiva incarichi fondamentali per questa "guerra misteriosa contro invasori non autorizzati" i quali, secondo le norme militari, violavano la sovranità aerea delle nazioni.
    Per questo motivo, da allora, fu costruito un sistema di difesa laser atomico a terra che, nell'ambito del progetto SDI, in un prossimo futuro dovrebbe stazionare anche nell'orbita terrestre, a bordo di piattaforme e navette spaziali dotate di armi costruite con l'impiego della scienza più moderna. Diamo quindi un'occhiata ai dati storici che hanno portato a formulare queste pazze idee, pericolose per l'incolumità della stessa umanità:

    15 febbraio 1942: 15 - 20 oggetti volanti sconosciuti, che furono inizialmente confusi con aerei giapponesi, si trovavano in volo di ricognizione strategica sulla costa occidentale degli Stati Uniti, quando 1530 ronde di munizioni furono sparate contro di loro dai cannoni antiaerei sopra Los Angeles. L'operazione non ebbe successo! La prova: il rapporto del Capo di Stato Maggiore, il generale George C. Marshall al presidente F.D. Roosevelt: "Nessuna bomba fu lanciata... nessun aereo abbattuto... nessun aereo statunitense era in missione."
    14 luglio 1957: Unione Sovietica - libro di testo dell'Accademia dell'Aeronautica Militare: "Introduzione alla scienza universale". Secondo quanto riportato a pagina 262 "la batteria della difesa antiaerea dell'URSS aprì il fuoco contro alcuni UFO sopra le isole Kurilen - senza abbatterne nessuno".

    1966, Estremo Oriente: l'Aeronautica Militare indonesiana "fu costretta ad aprire il fuoco contro alcuni UFO", come spiegò il maresciallo dell'aviazione Roeshin Nurjadin, comandante capo dell'Aeronautica Militare indonesiana.

    GLI UFO SI DIFENDONO

    L'8 gennaio del 1965 il sottotenente - oggi professore universitario - dott. Robert Jacobs filmò un UFO nell'atto di distruggere il razzo ATLAS F sopra la base dell'Aeronautica Militare di Vandenberg. Come ci scrisse il professore: "Gli UFO sono reali. L'Aeronautica Militare e il governo statunitense sanno che loro sono reali. E' ormai giunto il tempo che anche l'opinione pubblica americana lo sappia".

    Nel marzo del 1967 un MIG 21 cubano, costruito in Unione Sovietica, fu distrutto da un "bogey" (il termine con cui i piloti indicano gli oggetti sconosciuti) quando il Comando per la difesa aerea diede l'ordine di aprire il fuoco contro l'oggetto.

    IL "WATERGATE COSMICO" DI NIXON

    Il 19 dicembre del 1969 il presidente Richard M. Nixon ordinò l'archiviazione del progetto Blue Book sulla base delle direttive imposte dall'ufficio studi ufologici dell'Università del Colorado, finanziato dall'Aeronautica Militare statunitense e con il sostegno dell'Accademia Nazionale delle Scienze. Il mondo intero fu tranquillizzato con la spiegazione che "non esistono prove che possano dimostrare che gli oggetti volanti definiti 'non identificati' siano velivoli extraterrestri o possano rappresentare un qualche pericolo per la sicurezza nazionale".

    Può essere vero questo? Il 23 giugno del 1967, secondo un documento del Centro di Controllo Voli Spaziali della NASA "John F. Kennedy", il personale della NASA e gli astronauti ricevettero l'ordine, in caso di avvistamento di UFO, di redigere un rapporto "nel più breve tempo possibile" e di inviarlo al comando della base dell'Aeronautica Militare Patrick, che avrebbe preso provvedimenti a livello militare.

    "Nessun pericolo per la nostra sicurezza nazionale?" Il 17 ottobre del 1973 un elicottero dell'esercito con un equipaggio di quattro uomini e sotto il comando del Capt. Lawrance E. Coyne, incontrò, sopra la base dell'Aeronautica Militare di Mansfield, in Ohio, un oggetto volante a forma di sigaro della lunghezza di 60 metri. Quando tentò di volare via, l'elicottero fu sollevato da una forza sconosciuta che, da un'altitudine di volo di 500 metri, portò il mezzo ad un'altitudine di 1300 metri. E' vergognoso che l'assemblea generale dell'ONU, di fronte al sottotenente colonnello Coyne affermò, nel 1977, di ignorare completamente il suo rapporto.

    Primavera 1974, Binn, Corea del Sud. Verso le 10.00 un razzo Hawk fu colpito da un grande UFO. Come spiegò il nostro informatore: "Il missile fu colpito e distrutto da un raggio di luce. Allo stesso modo la rampa di lancio - entrambi fusi come giocattoli di stagno!"
    19 settembre 1976: un rapporto dell'ambasciatore statunitense in Iran informò la Casa Bianca, il Pentagono ecc. che a 60 Km a nord di Teheran "il pilota di un F-4 dell'Aeronautica Militare imperiale cercò di sparare un missile AIM-9 contro l'oggetto ( UFO) e che contemporaneamente il sistema di controllo delle armi si inceppò e la radiocomunicazione (UHF e Interphono) si interruppe".

    3 giugno 1980: lo Stato Maggiore statunitense informò l'Aeronautica Militare: "Un UFO è stato osservato in due occasioni nei pressi della base dell'Aeronautica Militare peruviana, a sud del paese. L'Aeronautica Militare ha tentato di intercettare e distruggere l' UFO - ma senza successo".

    27 e 29/30 dicembre 1980, mezzanotte: atterraggi di due UFO nei pressi della base dell'Aeronautica Militare della NATO in Inghilterra. Ufficiali statunitensi di alto rango e personale della sicurezza ebbero un "incontro ravvicinato" con esseri della specie "Homo Cosmicus" nella foresta di Rendelsham, tra le basi statunitensi e RAF Woodbridge e Bentwaters, a Suffolk. Il caso fu confermato dal rapporto ufficiale del vicecomandante dell'Aeronautica Militare statunitense, il colonnello Halt.

    Io penso che gli infiniti dibattiti e le teorie degli ufologi e degli scienziati sull'esistenza o sulla non esistenza degli UFO si allontanino dalla realtà che è così chiaramente documentata dai rapporti militari, dagli attacchi e dalle misure di difesa del Pentagono.
    LA SOPRAVVIVENZA DELL'UMANITA'

    Dal 1942 il Pentagono ha chiarito che i suoi sistemi di difesa di fronte alle possibilità delle astronavi extraterrestri sono completamente insufficienti. Per mettere in chiara luce il problema degli UFO (che dura da lungo tempo), il presidente Lyndon B. Johnson pretese, nel 1968, che i servizi di sicurezza nazionale inviassero un rapporto al consiglio di sicurezza nazionale. Il rapporto era intitolato : "L'ipotesi UFO e il problema della sopravvivenza". Questo rapporto storico svelava per la prima volta tutta la spaventosa verità - e avvertiva la direzione degli Stati Uniti di prepararsi alla possibilità di uno scontro con le forze galattiche. Nel rapporto, infatti, "importanti scienziati degli Stati Uniti" spiegavano non solo che gli UFO sono effettivamente delle astronavi extraterrestri ma anche che "il problema della nostra sopravvivenza non può essere trascurato". Così era riportato nel paragrafo 6 del rapporto: "Sarebbe sensato sviluppare, nel più breve tempo possibile, adeguate misure di difesa. E' come se nel trattare questo problema si dovesse pensare di più al problema della sopravvivenza". E sembra proprio che il vero scopo dell' "iniziativa di difesa strategica" SDI, istituita dal presidente Reagan agli inizi degli anni '80, sia proprio l'osservanza di questa direttiva basata sul rapporto Top - Secret NSA del 1968.

    1968 - è un caso che la corsa agli armamenti strategica di USA e URSS iniziò proprio nel 1969? In riferimento ai colloqui del SALT I e II avvenuti tra il 1970 e il 1987 a Ginevra, possiamo solo chiederci perché anche dopo la sottoscrizione dell'accordo sulla limitazione del riarmo è cresciuta la drammatica corsa agli armamenti in direzione del cosmo? E perché l'opinione pubblica fu tratta in inganno dalla presunta "limitazione delle armi strategiche" ?

    Il 6 ottobre 1982 quando furono aperti a Ginevra i colloqui START II il comandante supremo del reparto "difesa spaziale" del Pentagono, il tenente generale Richard C. Henry spiegò orgoglioso: "Il cosmo non è una missione, è un teatro, un teatro di guerra". (New York Times, 17.10.1982, sotto il titolo a caratteri cubitali "Gli Stati Uniti progettano l'incremento delle spese per le operazioni militari nel cosmo"). Perdonate la mia ignoranza, ma per quale motivo si dovevano intensificare le operazioni militari nella pace eterna dell' universo? E contro chi? Durante i colloqui - SALT gli USA e l'URSS assicurarono, di fronte al mondo intero, che le armi strategiche non erano state costruite per combattere una guerra tra le due superpotenze. Se questo è vero chi era allora il nemico per combattere il quale bisognava andare nel cosmo ? Il prof. Vladimir G. Azhazha, il capo del reparto dell'Accademia sovietica delle Scienze, aveva ragione quando nel corso di una conferenza, il 24 novembre del 1977, spiegò che gli astronauti Aldrin e Armstrong, nel 1969, dopo lo storico allunaggio dovettero rimanere per ore nel modulo d'atterraggio perché alcuni UFO li stavano aspettando a lato di un cratere?

    LA SINDROME DELLA MINACCIA POTENZIALE

    In questa allarmante questione il diplomatico dott. Michael Mishoud, direttore della divisione per la sicurezza internazionale del ministero degli esteri statunitense spiegò nel giugno del 1978, nel corso di una conferenza: "Extraterrestri provenienti da altri sistemi solari sono un potenziale pericolo per noi e noi siamo un potenziale pericolo per loro". Nella stessa conferenza il dott. Irvin Picus dell' "ufficio per le questioni spaziali" esortò il governo a prendere misure di prevenzione: "Noi dobbiamo essere pronti a rispondere ad una potenziale minaccia... Il contatto con esseri di altri mondi, se non siamo preparati a tale eventualità, potrebbe portare a gravi conseguenze".

    La NASA, nel gennaio del 1978, dichiarò: "I rapporti sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati che penetrano nello spazio aereo degli Stati Uniti interessano solo i militari che svolgono il regolare servizio di sorveglianza dello spazio aereo". Partì poi il progetto SETI della NASA (ricerca di intelligenze extraterrestri). Come previsto da questo programma sulle sonde statunitensi Voyager I e II vi era una piccola targa con i saluti dalle Nazioni Unite che intendevano indicare a civiltà cosmiche la strada per la Terra. Un'ironia politica del Pentagono visto che ciò che li aspettava qui non era "un caloroso benvenuto" ma il solito "prima sparare, le domande le rimandiamo a dopo".

    UN APPELLO ALL'ONU

    Insomma nelle prove documentali provenienti dagli archivi delle forze militari, nascoste da quattro decenni all'opinione pubblica, si parla del problema della sopravvivenza dell'umanità. Quindi gli UFO sono un problema del quale è meglio non parlare, è come se qualcuno stesse cercando di fare qualcosa prima che sia troppo tardi... Quindi chi dovrebbe agire se loro sono un problema per la sicurezza planetaria? Le superpotenze o l'organo internazionale costituzionalmente autorizzato delle Nazioni Unite?
    Nel febbraio 1966, in qualità di capo della divisione informazioni del segretariato delle Nazioni Unite e di scienziato militare professionista (all'epoca erano già tredici anni che analizzavo le operazioni degli UFO), parlai al segretario generale dell'ONU U-Thant delle informazioni in mio possesso. Sulla base del mio memorandum mi pregò di progettare il primo ONU UFO PROJECT. Questo progetto presentato alla segretaria generale e al Comitato per Utilizzo Pacifico del Cosmo, prevedeva:

    1. Il controllo internazionale delle operazioni degli UFO attraverso una collaborazione coordinata con le forze armate nazionali, gli scienziati e le organizzazioni di ricerca ufologica ;

    2. Il "Divieto di aprire il fuoco" e di dare inizio ad un confronto armato con le potenze del cosmo, che potrebbe portare ad una guerra spaziale fatale per l'intero genere umano;

    3. La presa di contatto con le intelligenze che pilotano gli UFO e attraverso queste con i capi delle potenze galattiche;

    4. Studi scientifici e addestramenti internazionali ad opera dell'UNESCO;

    5. Diffusione dei dati analizzati ai governi e all'opinione pubblica.

    Il 6 novembre del 1967, nel corso del 7° congresso internazionale di ufologia, tenutosi a Magonza, sotto la presidenza del "Padre dell'astronautica", il prof. e dott. Hermann Oberth, e dei rappresentanti di 24 nazioni fu sottoscritta la "Magonza UFO Resolution". Questa stabiliva i criteri di massima per la soluzione del problema della sicurezza nazionale, chiamata in causa dagli UFO: "Gli oggetti volanti non identificati sono mezzi volanti identificati che provengono dallo spazio e rappresentano un problema di importanza vitale per il mondo intero. Tutte le nazioni devono analizzare e risolvere insieme il problema attraverso le investigazioni e le ricerche scientifiche. Questo per il bene comune e il progresso delle nostre relazioni pacifiche con il cosmo". Tale risoluzione fu naturalmente censurata dai mezzi di comunicazione di massa mentre il comitato dell'ONU per l'Utilizzo pacifico del Cosmo la accolse con piacere. I successivi 20 anni confermarono che la MAGONZA UFO RESOLUTION innescò un processo che portò al rilascio di documenti sugli UFO da parte di numerosi governi e quindi alla dimostrazione che gli UFO SONO REALI!

    Da decenni l'ICUFON, LA RETE DI RICERCA UFOLOGICA INTERCONTINENTALE si adopera, spesso con successo, in una serie di attività pro ONU volte a coinvolgere i governi degli Stati membri delle Nazioni Unite. Il culmine di tali iniziative fu raggiunto nel 1977 quando il problema degli UFO fu proposto nel corso della 32esima sessione dell'assemblea generale dell'ONU al "punto 123" dell'ordine del giorno. La nostra rete presentò allo stato membro di Grenada una documentazione composta da 250 sezioni che sottolineava le necessità di istituire un UFFICIO dell'ONU che si occupasse di UFO, come noi chiedevamo dal 1966. Secondo le prime 14 pagine del verbale dell'assemblea del Comitato Politico Speciale, tenutasi il 28 novembre, l'ambasciatore dott. Wellington Friday, presentò le richieste dell'ICUFON alle Nazioni Unite. Ma l'ufficio stampa dell'ONU non rese noto il testo della proposta ai mezzi di comunicazione di massa internazionali e gli USA, avvalendosi del controllo governativo, non permisero agli ufologi privati l'accesso al segretariato generale dell'ONU e indebolirono completamente la risoluzione. Sotto la pressione degli Stati Uniti ogni richiesta di controllo internazionale delle operazioni sugli UFO fu abbandonata e Grenada costretta a rivedere completamente la sua risoluzione. Ma il pericoloso aumento della corsa agli armamenti costrinse l'ICUFON a cercare nuove strade. Il 29 gennaio del 1980, il Comitato ufologico della Camera Alta britannica, nelle persone di Lord Clancarty e Lord Kimberley, mi invitò ad una riunione nel corso della quale presentai prove militari volte a dimostrare la grande responsabilità dei governi nel problema della sicurezza nazionale legata agli UFO. In quell'occasione proposi : "Aprite il sipario sul segreto militare legato agli UFO e, in un colpo solo, si aprirebbe una grande prospettiva e apparirebbe chiara la via della soluzione del problema". La nostra dichiarazione a mezzo stampa, il nostro "Memorandum Blu" e la richiesta di "un ufficio internazionale per lo studio degli affari cosmici" (WASA) fu censurata".

    Durante la mia campagna ufologica europea ( 1981-83) entrai in contatto con numerosi militari e delegati governativi. Questi dichiararono all'unisono che era necessario che le superpotenze facessero il primo passo per risolvere il problema degli UFO. Per questo motivo, il 21 settembre del 1981, inviai al presidente Ronald Reagan e al consiglio di sicurezza nazionale, due Memorandum e alcuni documenti militari chiedendo che le nazioni parlassero degli UFO nel corso di una conferenza sulla sicurezza internazionale e che chiarissero una volta per tutte il comportamento che l'umanità dovrebbe adottare nei confronti del fenomeno. Espressi inoltre la necessità di stabilire un contatto invece di spiegare le nostre forze militari. Il 21 novembre del 1981 il generale maggiore Robert L. Schweitzer, della sicurezza nazionale, ci fece pervenire una risposta preoccupante: "Il presidente conosce perfettamente il pericolo che Lei ha così chiaramente documentato e fa tutto quanto è nelle sue possibilità per ristabilire il più presto possibile la sicurezza della difesa nazionale".

    Memorandum simili furono inviati dal maggiore dell'aeronautica Hans C. Petersen, della Danimarca, al governo degli stati scandinavi, da Michael Hesemann al governo federale tedesco, da Helmut Hajek al governo federale austriaco e dal sottotenente Arthur Bray al governo del Canada. Il 17 ottobre del 1983, nel corso di una seduta di un'ora e mezza con il presidente della repubblica federale austriaca, il dott. Rudolph Kirchschläger, a Vienna, tirammo le somme: "Noi crediamo che sia giunto il tempo che le superpotenze si adoperino per portare alla luce il problema degli UFO fino ad oggi occultato".
    Nel 1984, in forza della legge sulla libertà di informazione, pretesi dalla Cia la documentazione completa sulle mie attività e su quelle dell'ICUFON. Secondo la decisione del ministero di giustizia statunitense, del 5 agosto 1985, questo non era possibile perché "tutto il materiale su di Lei è segreto e... non è possibile accedervi... nell'interesse della sicurezza nazionale e della politica estera". Un altro esempio del comportamento adottato dagli Stati Uniti nei confronti del problema degli UFO.

    "Nell'interesse della difesa nazionale" : Il 4 dicembre del 1985 il presidente Ronald Reagan, nel corso del suo discorso a Fallston, nel Maryland, parlò di un suo colloquio personale con il segretario generale Mikhail Gorbaciov (in occasione del vertice di Ginevra dal 18 al 20 novembre del 1985): "se improvvisamente il nostro mondo fosse messo in pericolo da esseri provenienti da altri pianeti dell' universo, non dimenticheremmo le piccole differenze che esistono tra i diversi paesi e scopriremmo, una volta per tutte, di essere tutti esseri umani che vivono insieme sulla Terra? Ora, io non penso che dovremmo aspettare l'arrivo degli extraterrestri che ci minacciano. Penso che potremmo essere già adesso coscienti della loro esistenza". Qualsiasi commento sarebbe superfluo! "Nell'interesse della politica estera degli Stati Uniti": questa dichiarazione è la prova schiacciante che è vero quanto la politica estera degli Stati Uniti da più di quattro decenni sostiene: esiste una "guerra misteriosa" contro di loro. Per risolvere questa situazione, l'ONU dovrebbe cercare una soluzione definitiva al problema degli UFO. Noi dobbiamo impedire, ad ogni costo, una collisione tra potenze terrestri e galattiche. Per questo abbiamo bisogno di un ufficio internazionale per gli affari spaziali, controllato dalle Nazioni Unite, con il compito di cercare un contatto con gli extraterrestri, nell'interesse della pace mondiale e dello sviluppo di una società migliore, di una cosiddetta "età dell'oro", caratterizzata dal contatto con il cosmo. Il problema degli UFO deve essere risolto - prima che sia troppo tardi...

    CITTA' DEL MESSICO 28 AGOSTO 1995

    Nel corso di una lunga intervista concessa alla nostra redazione durante il congresso svoltosi a Citta' del Messico nel 1995, il Colonnello Colman VonKeviczcky ci diede personale conferma di quanto riportato nel presente articolo. "Io ho avuto stretti rapporti di collaborazione", ci spiegò, "con una signora di mezza età che rappresentava la stampa del Commonwealth britannico alle Nazioni Unite. Al terzo e al quarto piano di questo palazzo vi è il dipartimento stampa, nel quale lavorano tutti i rappresentanti delle più importanti testate giornalistiche del mondo. Lei era interessata alla mia ricerca e anche se non ne conoscevo il motivo avevo l'impressione che fosse profondamente coinvolta in questo problema... Un giorno mi disse che avrei dovuto parlare al segretario generale U-Thant del mio memorandum e grazie a lei, ciò avvenne. Nel febbraio del 1966 ebbi l'opportunità di incontrare personalmente questo segretario generale e di presentargli le nostre analisi militari e la documentazione in nostro possesso. Fu uno dei giorni più belli della mia vita. Non mi dimenticherò mai il momento in cui sono entrato in quell'ufficio... Il segretario generale mi disse: 'Lei è veramente un esperto in campo militare. Le chiedo di essere così gentile da organizzare un ufficio che si occupi di raccogliere e analizzare tutte le informazioni, che riguardano gli UFO, provenienti da ogni parte del mondo e di distribuirle a tutti i governi'... Gli risposi che il lavoro da svolgere era immenso e che il primo passo da fare era quello di smettere di sparare agli UFO perché tale atteggiamento avrebbe portato all'instaurarsi di una guerra interstellare. Gli dissi inoltre che sarebbe stupido intraprendere una guerra contro una civiltà tecnologicamente superiore alla nostra e che sembra controllare l'intero pianeta, i movimenti di ogni nazione e soprattutto le nostre armi nucleari... Un giorno Silvia Migel, un membro del NICAP, mi chiamò e mi disse di avere un messaggio importante per me... quando raggiunsi il suo ufficio mi disse: 'Mi spiace informarti che ti stanno buttando fuori perché il Pentagono non ha approvato quanto tu hai fatto e nemmeno ciò che ha fatto il segretario generale'. Questo nonostante U-Thant stesse agendo nell'interesse della pubblica sicurezza adempiendo soltanto al suo dovere".

    Chi ha avuto la fortuna di conoscere il colonnello Colman S. VonKeviczky non può che serbare, nel cuore, il ricordo di un uomo forte, coraggioso e sempre sorridente. Nonostante gli attacchi subiti dai servizi segreti, non abbandonò mai la lotta a favore della divulgazione della realtà extraterrestre, per la quale rinunciò agli onori e alla carriera. Di lui apprezziamo soprattutto la battaglia volta alla cessazione della corsa agli armamenti e alla ricerca di un contatto pacifico con le entità aliene. "Solo così", ci disse, "possiamo sperare in un futuro caratterizzato da un contatto con il cosmo". Grazie Colman.

    SALUTO A UN AMICO

    "Non è facile per me scrivere quanto segue. Conoscevo "Colman bacsi" (lo zio Colman), come lo chiamavano affettuosamente gli ungheresi, da circa vent'anni e il nostro rapporto di amicizia era molto stretto". Così Antonio Huneeus, giornalista e ufologo cileno, nella rivista tedesca MAGAZIN 2000, ricorda il colonnello Colman S. VonKevizcky, "ancora oggi uno degli ufologi più riconosciuti a livello internazionale... e un autentico idealista. Nel suo piccolo ufficio di New York, sempre pieno di 'tesori ufologici', ho incontrato ricercatori di tutto il mondo tra i quali Michael Hesemann, dalla Germania, Bruce Cathie, dalla Nuova Zelanda, Johsen Takano del Cosmo Isle UFO-Museum e molti altri. L'appartamento di Colman era una sorta di Mecca per qualsiasi ufologo si recasse a New York...". Secondo quanto riportato da Huneeus la vita di VonKeviczky si divide in due grandi periodi: la sua carriera militare e il suo impegno nella ricerca ufologica. Nel 1952 emigrò negli Stati Uniti e, in quell'anno, il territorio americano era interessato da una grande ondata di avvistamenti. Da ciò nacque l'interesse del colonnello nei confronti del fenomeno. Fino agli ultimi giorni della sua vita non smise mai di lottare affinché la verità sugli UFO fosse di dominio pubblico. "Aveva più energia e passione di qualsiasi altro ufologo io abbia mai conosciuto", continua Huneeus, "anche quando fu ricoverato in ospedale per un tumore alla prostata non smise di scrivere per un giornale ungherese... Sentiremo la sua mancanza anche se la sua opera continua a vivere negli archivi dell'ICUFON, nei suoi Memorandum e nell'operato di tutti gli ufologi che da lui hanno imparato". Tra questi ricordiamo Michael Hesemann che, come Antonio Huneeus, era profondamente legato alla figura di VonKeviczy che considera il "Padre dell'ufologia internazionale". "Un'intera generazione di ricercatori", ha affermato, "è cresciuta con le sue cure amorevoli, in Giappone, in Sudamerica, nell'Europa dell'est ed anche in Germania. Io stesso mi sento orgoglioso di poter affermare che Colman VonKevickzy, per ciò che concerne la ricerca ufologica, fu il mio maestro".

    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.5786

    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 01-30-2010, 20.22
    378109 in risposta a 378024

    Re: Rispondetemi...

    Ancora dibattito sui presunti UFO nei pressi del Sole ...




    Scienziato USA dice che gruppi di UFO volano attorno al Sole.
    Poco dopo l'Uragano Katrina che ha causato disastri nella Costa del Golfo in Agosto 2005, il metereologo americano Scott Stevens ha dichiarato che la catastrofe naturale è stata generata da scienziati Russi. In questo periodo ha accusato la NASA di nascondere dati inviati a Terra dalla SOHO, un telescopio orbitante che osserva il sole.

    SOHO è un progetto congiunto tra NASA e l'Agenzia Spaziale Europea. Ora è a una distanza di 1.5 milioni di kilometri dalla Terra. Il telescopio orbitante prende immagini delle flares solari, delle prominenze e delle comete che volano vicino al Sole.
    Sono state riprese migliaia di fotografie. Alcune sono caricate sul sito web NASA. Comunque, molte non sono ancora processate da specialisti per l'immensa quantità di dati che arrivano da SOHO. Questo non è sorprendente dato che i ricercatori non hanno ancora avuto tempo di studiare migliaia di fotografie della Luna, di Marte e Venere scattate da sonde USA e Sovietiche.

    Voci su UFO fotografati da SOHO circolano da tempo. La NASA non commenta o parla di irregolarità durante la trasmissione di immagini digitali a Terra. Scott Stevens ha analizzato tutte le fotografie disponibili negli archivi SOHO. Afferma di aver scoperto molti oggetti identici nelle fotografie scattate negli anni. Quindi, dice il ricercatore, sarebbe logico sottolineare che questi ufo non sarebbero della stessa dimensione e forma se la causa di tali "irregolarità" fosse polvere stellare o plasma solare residuo. "Io penso che degli UFO stiano volando nelle vicinanze della nostra stella", dice Stevens. "Parlo di una flotta di UFO che agisce vicino al Sole. Io credo che sia la NASA che il governo USA sappiano dell'esistenza di una certa civiltà con astronavi in grado di resistere ad altissime temperature. I poteri hanno paura di ammettere il fatto. Non hanno ancora deciso sulle tattiche", dice Stevens.

    Un'altra teoria di Stevens riguarda l'attività extraterrestre con UFO vicini al Sole. Secondo la teoria, gli UFO vengono fotografati solitamente da SOHO prima di grandi flares solari causate da alcuni esperimenti condotti dagli alieni.
    "Le affermazioni su UFO che causano flares solari sono senza basi", dice Sergei Yazev, capo ricercatore all'Institute of Solar and Terrestrial Physics sotto l'Accademia Russa delle Scienze. "Possiamo assumere che un aumento nel flusso di particelle ad alta energia prima di una flare causerà queste interferenze che sembrano UFO in quelle immagini. Per le caratteristiche di progettazione dell'equipaggiamento fotografico di SOHO, il telescopio produrrà sempre un'immagine di qualche oggetto alato nel caso di una sessione fotografica che coinvolge qualche punto luminoso, che sia una cometa o un pianeta. Le "ali" saranno orizzontali in ogni caso. Se SOHO fotografasse un'astronave, l'immagine avrà le "ali" che puntano sempre ad angoli diversi", aggiunge Yazev.

    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.5787




    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 02-01-2010, 16.19
    378610 in risposta a 378109

    Re: Rispondetemi...

    ROSWELL

    L’Affidavit di WALTER G. HAUT




    Si tratta di un documento ufficiale nel quale viene detto in modo esplicito cosa avvenne e di cosa fu testimone realmente l'Ufficiale:la caduta, il recupero e gli Occupanti del Disco precipitato aRoswell.
    Da principio disse la verità ma quelle importanti rivelazioni dovettero essere subito coperte dal "Cover-up". Ora che è morto emerge la testimonianza diretta di quel che successe...


    Quanto segue è l’affidavit ufficiale rilasciato da Walter Haut prima
    della sua morte. Ne riportiamo il testo integrale:


    DATA: 26 Dicembre 2002
    TESTIMONE: Chris Xxxxxx
    NOTAIO: Beverlee Morgan

    (1) Mi chiamo Walter G. Haut
    (2) Sono nato il 2 Giugno 1922
    (3) Il mio indirizzo è 1405 W. 7th Street, Roswell, NM 88203
    (4) Sono in congedo.
    (5) Nel 1947 ero di stanza presso la Base Aeronautica di Roswell, New Mexico, come responsabile delle Pubbliche Informazioni della base. Trascorsi il fine settimana del 4 Luglio (sabato 5 e domenica 6) nella mia abitazione, a circa 10 miglia a nord della base, situata a sud della città.

    (6) Venni a sapere che qualcuno aveva segnalato i rottami di un veicolo precipitato, verso metà mattina, dopo aver ripreso servizio alla base, lunedì 7 Luglio. Seppi che il Maggiore Jesse A. Marcel, responsabile dell’intelligence, era stato inviato ad investigare, dal comandante della base, il Col. William Blanchard.

    (7) Nel tardo pomeriggio di quello stesso giorno, avrei appreso che erano pervenuti ulteriori rapporti civili, riguardo un secondo sito proprio a nord di Roswell. Trascorsi gran parte della giornata svolgendo le mie regolari mansioni, e a riguardo mi giunse poco altro all’orecchio.

    (8) Il martedì mattina dell’8 Luglio, partecipai alla riunione dello staff, come da programma, alle 7:30. Oltre a Blanchard e Marcel erano presenti il capitano Sheridan Cavitt del CIC (Counterintelligence Corp), il Colonnello James I. Hopkins, addetto alle operazioni, il tenente Colonnello Ulysses S. Nero, ufficiale di complemento e, provenienti dalla Base aeronautica di Carswell, a Fort Worth, Texas, il capo di Blanchard, il Brig. Generale Roger Ramey e il suo direttore del personale, il Colonnello Thomas J. Dubose. L’argomento con priorità di discussione venne introdotto da Marcel e Cavitt, a proposito di un grande campo coperto da rottami nella contea di Lincoln, approssimativamente 75 miglia a nord-ovest di Roswell. Blanchard fornì un briefing preliminare sul secondo sito, a circa 40 miglia a nord della città. Campioni dei rottami vennero mostrati a tutti i convenuti. Erano diversi da qualsiasi tipo di materiale che io avessi o abbia mai visto in vita mia. Pezzi simili a lamine di metallo, sottili come fogli di carta anche se molto resistenti, e pezzi con impressi insoliti segni vennero fatti passare di mano in mano, mentre ognuno esprimeva le proprie opinioni. Nessuno fu in grado di identificare quei resti del crash.

    (9) Una delle questioni più importanti discusse in riunione, riguardò la decisione di rendere pubblica la scoperta o meno. Il Gen. Ramey propose un piano, che credetti provenire dai suoi capi al Pentagono. Avremmo dovuto deviare l’attenzione dal sito principale, a nord della città, mentre avremmo reso pubblico l’altro. Ormai, erano coinvolti
    troppi civili e la stampa era già informata. Non mi informarono con esattezza di come questo sarebbe avvenuto.

    (10) Alle 9:30 circa del mattino, il Col. Blanchard telefonò nel mio ufficio e dettò il comunicato stampa in cui si dichiarava che avevamo in nostro possesso un disco volante, recuperato in un ranch a nord- ovest di Roswell e l’invio per via aerea, da parte di Marcel, del materiale ai quartier generali di più alto grado. Io avrei dovuto trasmettere il comunicato stampa alle stazioni radio KGFL e KSWS e ai quotidiani Daily Record e il Morning Dispatch.

    (11) Una volta diffuso il comunicato stampa, il mio ufficio venne inondato da telefonate da tutto il mondo. La mia scrivania si riempì di messaggi, ma anziché occuparmi delle pressioni dei media, il Col. Blanchard mi suggerì di andare a casa e togliermi di mezzo.

    (12) Prima di lasciare la base, il Col. Blanchard mi accompagnò personalmente al Building 84 (l’Hangar P-3) l’hangar dei B-29 situato sul lato est dell’area. Subito al primo approccio all’edificio, notai che era strettamente sorvegliato sia all’esterno che all’interno. Una volta dentro mi fu permesso di osservare, da una distanza di sicurezza, l’oggetto appena recuperato a nord della città. Era lungo approssimativamente dai 12 ai 15 piedi, non molto largo, alto circa 6 piedi e di forma ovoidale. L’illuminazione era scarsa, ma la sua superficie sembrava metallica. Non si vedevano finestre, portelli, ali, coda, o ruote per l’atterraggio.

    (13) Da quella distanza potei scorgere anche un paio di corpi sotto un telone. Al di fuori del telone sporgevano solo le teste, ma non ne riconobbi i lineamenti. Le teste sembravano più grandi del normale e le curve del telone suggerivano le dimensioni di un bambino di 10 anni. Più tardi, nel suo ufficio, Blanchard stese il braccio a circa
    quattro piedi dal suolo per indicarne l’altezza.

    (14) Venni a sapere che era stato allestito un obitorio temporaneo per ospitare i corpi recuperati.

    (15) Venni informato che il relitto non era “caldo” (radioattivo).

    (16) Al suo rientro da Fort Worth, il Maggiore Marcel mi disse di aver portato alcuni rottami nell’ufficio del Gen. Ramey e, dopo essere tornato dall’ufficio cartografico, scoprì che durante la sua assenza dall’ufficio di Ramey, erano stati sostituiti con i resti di un pallone sonda. Marcel si mostrò molto contrariato dalla situazione. Non ne parlammo più.

    (17) Mi fu consentito, almeno una volta, di visitare uno dei siti di recupero, mentre i militari ne effettuavano la bonifica. Tornai alla base con alcuni rottami che collocai nel mio ufficio.

    (18) Venni a sapere che due squadre diverse tornarono su entrambi i siti, mesi dopo, per effettuare ulteriori ricerche di qualunque altra prova residua.

    (19) Sono convinto che ciò che vidi con i miei occhi era un qualche tipo di velivolo e il suo equipaggio provenienti dallo spazio esterno.(20) Non sono stato pagato, né mi è stato dato alcunché di valore per il rilascio di queste dichiarazioni e questa è la verità, al meglio della mia ricostruzione dei fatti.

    Firmato: Walter G. Haut
    26 Dicembre 2002


    (7 Agosto 2007 Tratto da Area51 n.23)
    http://www.dnamagazine.it/affidavit-haut.html




    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
    Collaboratore esterno di "Lunexit": http://www.lunexit.it/gallery/index.php
  • 02-01-2010, 17.32
    378616 in risposta a 378610

    Re: Rispondetemi...

    lunedì 1 febbraio 2010

    BOLLETTINO DEL DISCLOSURE PROJECT - GENNAIO 2010.

    Fonte: www.ufocasebook.com
    dr steven greerLa scorsa settimana si è svolta nella cittadina di Davos, in Svizzera, un convegno avente per tema la possibilità dell’esistenza di forme di vita su altri pianeti. I lavori sono stati aperti dal Dott. Jill Tarter del SETI, l’istituto che si occupa di captare passivamente attraverso potenti telescopi eventuali segnali radio che possano arrivare dallo spazio e provare la presenza di vita extraterrestre.
    Secondo il CSETI, l’organizzazione guidata dal Dott. Greer (ideatore del progetto denominato Disclosure Project), il SETI starebbe nascondendo da anni la verità circa l’esistenza di più razze extraterrestri. Recentemente, il cronista americano David Ignatius del Washington Post, attraverso il suo blog personale, ha attaccato duramente il Dott. Tarter accusandolo di coprire insieme alla sua organizzazione l’esistenza di molteplici segnali extraterrestri e di aver speso miliardi di dollari per installare potenti radio telescopi senza apparentemente aver raggiunto soddisfacenti risultati. Il segnale più eclatante che il pubblico ricordi fu quello captato nel 1998 quando attraverso i suoi sistemi il SETI registrò un rumore che immaginò provenire da qualche avamposto alieno nello spazio ma che poi si rivelò essere il segnale di un razzo europeo erroneamente codificato.
    Nonostante il SETI utilizzi ufficialmente strumentazioni inadeguate per questo tipo di ricerche, molteplici indizi indicano che l’ente americano sia in possesso da tempo di prove concrete ed abbia da tempo rilevato segnali intelligenti provenienti da civiltà extraterrestri: questa notizia sarebbe stata rivelata al Dott. Greer da un membro del SETI, al quale si è dovuto però garantire il più completo anonimato. Resta il fatto che comunque il SETI conosce molte più cose di quelle che dice di sapere e che è da anni che attivamente fa disinformazione su questa importante questione. La prova è data dalle numerose testimonianze di militari, funzionari di governo e scienziati raccolte negli ultimi anni dal programma “Disclosure Project”, attraverso le quali si è potuto chiarire con estrema chiarezza il fatto che la Terra è da tempo visitata da civiltà provenienti da altri sistemi stellari.

    Ex RADARISTA - (Difesa Aerea dell'A.M.).
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  • 02-03-2010, 20.12
    379123 in risposta a 378616

    Re: Rispondetemi...

    Mission to Phobos: sogno o realtà? [ita-eng]

    Pubblicato da Arthur McPaul mercoledì 3 febbraio 2010

      PHOBOS è un nome che potrebbe essere molto ricorrente nei prossimi anni. Pur essendo poco più di un asteroide (solo due miliardesimi della massa del nostro pianeta, senza atmosfera e quasi senza gravità),  la  più grande delle lune di Marte è pronta a diventare il nostro prossimo avamposto nello spazio... la nostra seconda casa. 

    La nostra Luna pur essendo vicina, a causa della sua gravità implica che siano necessari razzi relativamente grandi per andare e tornare dalla sua superfice. Lo stesso vale per Marte, il che rende costoso avviare missioni dopo i tagli imposti alla NASA da Obama, Presidente degli Stati Uniti d'America. 
    Lo scorso ottobre, un comitato di esperti indipendenti presieduto dall'industriale Norman Augustine ha concluso che la NASA per far fronte ad un deficit di circa 3 miliardi di euro all'anno, non intende inviare astronauti sulla Luna (per non parlare di Marte) entro il 2020. Ma questo non significa che gli esseri umani non potranno viaggiare nello spazio.
    Una possibilità suggerita dalla relazione di Norman Augustine, prevede l'invio di equipaggi NASA verso gli asteroidi vicini e le lune di Marte.
    Pascal Lee, portavoce del Mars Institute di Moffett Field della California, ha detto che la preparazione di una missione su Marte richiederebbe decenni, mentre Phobos ci offre un modo per arrivare alle porte diel Pianeta Rosso con minori problemi.

    Phobos, essendo molto piccolo genera un campo gravitazionale molto debole, tanto che l'atterraggio e il decollo necessiterebbero pochi sforzi. Ciò significa che è più economico e facile inviare sonde  su Phobos rispetto che sulla Luna. Da Phobos potremmo facilmente esplorare la superficie di Marte utilizzando telescopi a controllo remoto e Rovers, prima di effettuare la discesa finale  sulla superficie del pianeta, quando il finanziamento per lo sviluppo della missione lo consentirà. 

    Phobos inoltre è un mistero cui indagare.
    "Sappiamo quasi tutto sui corpi del Sistema Solare ad eccezione di Phobos". ha affermato Lee.
    Phobos fu scoperto, assieme all'altra luna Deimos, nel 1877 dall'astronomo statunitense Asaph Hall presso la US Naval Observatory di Washington DC.
    Phobos è una roccia di forma irregolare dal diametro di poco meno di 28 chilometri, mentre Deimos è ancora più piccolo e probabilmente sono stati catturati dall'attrazione di Marte.
    Questa opinione è stata sostenuta dalla prime misurazioni della composizione di Phobos, effettuate dalle sonde Mariner 9 e Vikings 1 e 2 nel 1970. Phobos assorbe oltre il 90 per cento della luce solare in entrata ed è simile ai meteoriti condriti carboniosi, il che lo rende un oggetto molto buio.
    Questi antichi oggetti celesti, si pensa che siano originari di zone più lontane della cintura degli asteroidi. Le misurazioni più recenti di Phobos hanno rivelato che è più simile a quella fascia di asteroidi ancora più antichi che si trovano soltanto nel Sistema Solare esterno al di là della fascia principale. Lo stesso vale per Deimos.

    Queste due lune, seguono un'orbita attorno a Marte molto vicina al piano equatoriale, cosa che suggerirebbe che si siano formate con lo stesso planetesimo che diede origine al pianeta.
    Ma se ciò fosse vero, allora la loro composizione chimica dovrebbe assomigliare molto a quella dello stesso Marte e non a condriti carboniosi.
    La sonda dell'ESA Mars Express ha effettuato una serie di audaci incontri con queste piccole lune negli anni passati, per studiarne meglio la composizone. Inoltre i disturbi gravitazionali sulla sonda hanno permesso di calcolare la massa Phobos 100 volte più precisamente rispetto al passato e ha  evocato la possibilità che la potrebbe diventare un veicolo spaziale naturale per esplorare la struttura interna di Marte.

    Durante il fly-by, la fotocamera stereoscopica ad alta risoluzione del Mars Explorer ha mappato la superficie di Phobos, che ha portato il modello più preciso 3D della luna finora costruito e una misura del suo volume. "La densità media è inaspettatamente bassa. Deve essere un corpo poroso," dice Pätzold. Così invece di essere un pezzo unico di roccia, potrebbe contenere vaste caverne, che potrebbero ospitare i visitatori dalle devastazioni radiazioni spaziali.

    Senza campinoi della sua superfice, esiste un margine di errore sulla sua porosità che va dal 15 al 45%. Pätzold e Pascal Rosenblatt dell'Osservatorio Reale del Belgio, (Bruxelles), per risolvere questo rompicapo, hanno ipotizzato che a causa di una sequenza di eventi, un gigantesco impatto su Marte riversò grandi quantità di detriti in orbita. 
    Saranno anche utilizzati il Mars Advanced Radar per il sottosuolo e lo Ionospheric Sounding (MARSIS) per sondare all'interno Phobos. Durante i fly-by precedenti, il team del MARSIS hanno imparato a far rimbalzare il loro radar al largo della luna. Ora si prevede di utilizzare il Penetrating Radar all'interno.
    "Speriamo di poter vedere la struttura del sottosuolo entro marzo ma ci sono un sacco di fattori in gioco", spiega Andrea Cicchetti dell'Istituto Italiano di Fisica dell'Interplanetary Space di Roma, che fa parte del team di MARSIS. L'unica soluzione definita al problema sarebbe comunque atterrare sul satellite e raccogliere un campione di roccia, ha affermato Rosenblat.

    Questo è esattamente ciò che la Russia prevede di fare a fine 2011, con Phobos-Grunt (Phobos "suolo" in russo) missione. "Non riusciamo a capire l'origine di Phobos senza sapere che la luna è fatta da e Phobos-Grunt ci dirà che", dice Rosenblatt.


    Phobos è uno dei luoghi più facili dell'intero Sistema Solare per noi raggiungibile. Tutto ciò che dobbiamo fare è andare a prendere i campioni di roccia, afferma Lee. "I campioni prelevati potrebbe essere molto meglio conservati su Phobos che su Marte." Essi possono anche contenere la firma chimica di vita sul pianeta, anche se Lee pone un forte accento sul "può" in questa affermazione.
    Phobos-Grunt potrebbe essere solo il primo di una serie di missioni sempre più ambiziose per la più grande luna di Marte. "Marte deve rimanere l'ultima destinazione per l'esplorazione con equipaggio", dice l'ex astronauta Leroy Chiao e membro del comitato di Augustine.

    Egli fa notare che solo arrivare a Phobos permetterebbe agli astronauti di praticare le tecniche fondamentali per raggiungere l'orbita marziana, come l'aerobraking, in cui un veicolo spaziale perde velocità di navigazione con l'atmosfera del pianeta.
    Inoltre, la luna marziana, potrebbe ospitare un magazzino di pezzi di razzi e altre attrezzature, costruita nel tempo da passare alle future missioni di esplorazione robotica per risolvere eventuali problemi che necessiterebbero pezzi di ricambio e sostituzioni.
    Se la missione della NASA andasse avanti, ci sarebbe da analizzare una particolare struttura presente du Phobos, conosciuta come "Il Monolite". Questa lastra di roccia solida che si innalza dalla superficie per 90 metri è 'l'Empire State Building di Phobos", scherza Lee.

    (una immagine del celebre e misterioso "Monolite di Phobos, ripreso dalla sonda Mars Explorer)

    La sonda potrebbe atterrare vicnino al monolito, in modo da poter studiare la roccia, quindi saltare in un'altra parte della luna e raccogliere alcuni campioni di più. Potrebbe poi decollare e volare su Deimos, per raccogliere campioni dalla luna più piccola. Infine, potrebbe tornare sulla Terra. "Sarebbe una missione entusiasmante", afferma Lee. "Potremmo farlo entro cinque anni dopo aver ottenuto un bilancio".

    Un atterraggio su Phobos è un modo di avvicinarsi a Marte. Ma sicuramente sarebbe come giungere fino alla destinazione non poter bussare alla porta? dice Chiao. Secondo Lee non è proprio così: "Ci sono un sacco di persone che andrebbero, me compreso", dice. "La sola visione di Marte sarebbe sconcertante."
    Chiao, tuttavia, dice che: "E 'difficile per me immaginare di andare fin lassù e non poter atterrare sulla superficie di Marte. Ma se si trattasse di una scelta tra questo o niente, mi piacerebbe andare su Phobos ogni giorno!"

    Tratto da: New Scientist
    Adattamento e traduzione per la lingua italiana a cura di: Arthur McPaul

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  • 02-04-2010, 11.24
    379224 in risposta a 379123

    Re: Rispondetemi...

    Correzione: la prima foto, quella del monolite, non è Phobos, è Marte. E' il monolite scoperto da Lunexit da un immagine HiRISE.

    Quello di Phobos è questo (mi sembrava...):


     
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  • 02-04-2010, 11.24
    379225 in risposta a 379224

    Re: Rispondetemi...

    Non vedo quanto possa essere utile andare su "Phobos".
    Nel senso che è una Luna che sicuramente non è mai stata abitata ed è priva di acqua.
    La missione più importante al giorno d'oggi sarebbe quella su Marte, che sappiamo essere ricco di ghiaccio e molto probabilmente anticamente abitato da forme di vita più o meno sviluppate.
    Se "Phobos" dovesse essere un ripiego, va bene, ma che lo facessero passare per tale, senza esaltare una possibile missione che non ci farebbe scoprire niente di nuovo!

    E comunque, siamo sicuri che Phobos non sia la "morte nera"?!







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