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  • 07-17-2009, 11.28
    340469 in risposta a 340468

    Re: re:Rispondetemi...

    o


    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-17-2009, 19.17
    340581 in risposta a 340468

    Re: re:Rispondetemi...

    Non perdetevi le bellissime immagini in diretta dell'aggancio dello "Shuttle" con la "Stazione Spaziale" I.S.S. http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html



    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-17-2009, 20.03
    340599 in risposta a 340468

    Re: re:Rispondetemi...




    Arsia Mons is erupting? (credits: Dr M. Faccin)

    In questa inequivocabile e spettacolarmente "visiva" ricostruzione del "pennacchio" scaturito dal Vulcano Arsia Mons (un grande complimento al nostro Marco Faccin per l'idea e per l'esecuzione!), ecco che la magnitudine del fenomeno segnalatoVi nella giornata di ieri (16 Luglio 2009) si evidenzia in tutta la sua straordinaria maestosità.

    Ma che cosa è successo, esattamente?
    Al momento, le Fonti Ufficiali (ESA e soprattutto NASA) non dicono nulla. L'ESA, onore al merito (quando c'è!), ha divulgato l'informazione e le prime immagini; la NASA...nulla. Silenzio assoluto.

    Peccato.

    Peccato perchè, ora come non mai, puntare le ottiche delle Sonde Odyssey e Reconnaissance verso la caldera di Arsia Mons sarebbe una garanzia di immagini straordinarie e, certamente, di assoluto valore storico e scientifico.
    Staremo a vedere...

    Per il momento, l'unica ipotesi che noi, come Gruppo Lunar Explorer Italia (LunExIt), possiamo avanzare è orientata verso la verificazione di un fenomeno esplosivo (quello che ha generato la nuvola e poi il pennacchio) di considerevole portata. Se ad esso abbia fatto (e/o stia facendo) seguito una vera e propria eruzione, non lo possiamo sapere.

    L'unica certezza è che "qualcosa" è successo.
    Marte, se volete, ci ha dato un FORTE segnale di risveglio (ricordate che il vulcanismo è un segno tipico e caratterizzante degli ambienti geologicamente attivi).

    Ora noi aspettiamo.
    E continuiamo ad osservare...

    (Sempre dal mitico
    http://www.lunexit.it/gallery/displ...&cat=0&pos=0)






    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-18-2009, 12.25
    340676 in risposta a 340468

    Re: re:Rispondetemi...

    Ulteriori spiegazioni del Dott. Paolo Fienga (di "Lunar Explorer") sul lla fumata vulcanica di Marte, in risposta ad un utente:


    Innanzitutto, io non credo che questo "sbuffo" sia fatto di vapore acqueo.
    Il vapore acqueo, che pure è presente (in varia misura) nelle emissioni vulcaniche, non è l'indice primario da considerare ai fini della ricerca di eventuali mari e fiumi "liquidi" nelle profondità di un pianeta (Marte, la Terra e qualsiasi altro Corpo Celeste roccioso).
    Per altro, l'emissione di vapore acqueo (di regola misto a fanghi e ghiaccio vero e proprio) è un fenomeno tipico di quello che viene chiamato "Crio-Vulcanismo" (o "Vulcanismo Freddo"). Praticamente il Vulcanismo che sembra interessare le Lune Saturniane Titano ed Encelado e la Luna Nettuniana Tritone. Forse anche Plutone può essere teatro di Vulcanismo Freddo.
    Ed anche su Marte, nelle Regioni Polari, è fortemente probabile che si verifichino fenomeni Crio-Vulcanici (che, ad esempio, hanno creato quei curiosissimi rilievi a forma di "pioppo" che svariati ricercatori hanno confuso per segni di vegetazione).

    Ma in questo caso specifico, il fenomeno che abbiamo davanti agli occhi è Vulcanico in senso stretto.
    E l'emissione vulcanica in questione, a mio modo di vedere, è "calda" e tradizionale.

    La domanda che dobbiamo porci, allora, è questa: il "Pennacchio" che sta offuscando i Cieli di Tharsis è un fenomeno isolato e - sebbene eclatante - comunque "residuale", oppure è l'evidenza di una fenomenologia assai più globale, profonda e complessa?
    Una fenomenologia che, laddove confermata in questo secondo senso, ci direbbe a gran voce:"Avete sbagliato a fare i conti! Marte non è un Pianeta Geologicamente defunto: era solo dormiente".

    Inutile dire che un bel mazzo di Scienziati (Geologi e Vulcanologi), laddove questo scenario venisse davvero confermato, dovrebbero andare a nascondersi...

    Ma per tornare a noi ed alla tua domanda, ti dico questo: che ci sia dell'acqua e del ghiaccio, al di sotto della Superficie di Marte, è certo: lo hanno rilevato i radar a bordo a bordo degli Orbiter Odyssey e - soprattutto - Mars Express. Questi rilevamenti, inoltre, hanno anche lasciato agli Scienziati uno spazio interpretativo per nulla angusto: essi infatti ci hanno detto che poco al di sotto della crosta di Marte c'è sicuramente del ghiaccio d'acqua - come per giunta ce ne è, in abbondanti depositi superficiali, nella Regione di Vastitas Borealis e, più in generale, al Polo Nord Marziano - e poi, molto probabilmente, qualora esistessero le condizioni geotermiche ed atmosferiche adeguate (e cioè qualora esistessero, in profondità, sorgenti significative di calore ed una densita atmosferica adeguata - che sappiamo esserci!) è FORTEMENTE PROBABILE che questi depositi di ghiaccio, in alcune regioni ed in alcuni periodi dell'anno, POTREBBERO TRASFORMARSI - o resistere in maniera perpetua - IN ACQUE CORRENTI.

    Il fatto che Marte si stia "risvegliando", da un punto di vista Vulcanologico, come il Pennacchio di Arsia sembra suggerire, sarebbe/è una prova del fatto che queste "sorgenti sotterranee significative di calore" ESISTONO. E se esiste il ghiaccio (e sappiamo che esiste) ed esiste il calore adeguato per scioglierlo (e, adesso, sappiamo che esiste), la conseguenza è solo una: effettivamente, nel sottosuolo di Marte (dalla sub-superficie e sino a qualche chilometro di profondità), SCORRE ACQUA!

    Le conseguenze di una tale costruzione, se confermata, capisci bene che sono di importanza Storica!

    E te ne dico un'altra: come vedrai nel montaggio realizzato da Marco Faccin (e che vado a pubblicare tra poco) - un montaggio ottenuto da 34 frames Mars Express scattati nell'arco di circa 30 minuti - la Nube/Pennacchio ci appare stabile e compatta!
    Ora, se si fosse trattato di una nube "leggera" (tipo vapore acqueo), i fortissimi venti Marziani l'avrebbero diradata/disintegrata in pochissimo tempo (diciamo qualche decina di minuti o, al massimo, un paio d'ore), probabilmente facendo passare l'intero fenomeno eruttivo sotto silenzio (nel senso che esso sarebbe rimasto, praticamente, invisibile).

    E invece no! Il Pennacchio, a quanto pare, RESISTE e SI E' ALLUNGATO, denso e compatto (guarda l'ombra che proietta al suolo) , per oltre 400/450 Km!!!

    Conclusione (provvisoria): il Pennacchio è costituito - MOLTO probabilmente - da elementi relativamente pesanti ed estremamente densi, quali - appunto - i gas e le ceneri vulcaniche.
    Pensa al "Pennacchio" che si sollevò dal Vulcano Pinatubo, sulla Terra, qualche anno fa, il quale - si dice e si pensa - fu idoneo a modificare, sebbene solo localmente (alcuni dicono "globalmente", ma secondo me esagerano), il clima e la temperatura terrestre...

    Ecco, il fenomeno di Arsia Mons, a mio modo di vedere, così come ci appare ora fa "impallidire" - in termini di magnitudine - il fenomeno del Vulcano Pinatubo!

    C'è di che essere curiosi ed entusiasti. Speriamo solo che la NASA, adesso, ci mostri qualcosa...Ma anche oggi, a quanto pare, tutto tace.


    (Penso sia una spiegazione validasotto tutti i punti di vista!)







    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-18-2009, 13.08
    340682 in risposta a 340676

    Re: re:Rispondetemi...

    Interessante sito riguardante i "Crops-Circle", segnalatomi da un utente: alieniemisteri.altervista.org/eventi_astronomici.htm Per chi fosse interessato,farebbe bene visitarlo...



    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-18-2009, 13.29
    340684 in risposta a 340682

    Re: re:Rispondetemi...

    La Nasa mette in Rete le foto dei moduli LEM delle Missioni Apollo rimaste sulla Luna. Potrete ingrandire le immagini! http://www.nasa.gov/mission_pages/L...losites.html

    Eccone un esempio:








    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-18-2009, 18.23
    340716 in risposta a 340684

    Re: re:Rispondetemi...

    La NASA e gli UFO

    Avvistamenti degli astronauti, strutture artificiali sulla Luna, battaglie nello spazio
    di Antonio Manera


    A partire dall'inizio degli anni '60 alla NASA furono numerose le richieste di chiarimenti sulla questione UFO. L'opinione pubblica, incuriosita sempre più dal fenomeno, cominciava a chiedersi quali potessero essere le informazioni dell'ente governativo americano. L'ente spaziale, pressato da più parti diramò una circolare standard prestampata, in cui ribadiva le conclusioni della Commissione Condon: non esistono prove che gli UFO siano velivoli extraterrestri, che costituiscano una minaccia per la sicurezza nazionale e, di conseguenza, dimostrino uno sviluppo tecnologico superiore a quello terrestre. Insomma, la NASA si allineava alle decisioni di Stato, convergendo sulla politica del silenzio e discredito sistematico della faccenda, gestita dalle autorità politiche.
    Durante la campagna elettorale alla presidenza del 1976, il candidato democratico Jimmy Carter affermò che il governo degli Stati Uniti era in possesso di molte informazioni sulla questione degli UFO aggiungendo di ritenere molto probabile che "un'altra civiltà stia tentando di mettersi in contatto con il nostro mondo". Una volta eletto presidente, Jimmy Carter chiese ulteriori chiarimenti alla NASA, il cui portavoce, Dave Williamson, assistente ai progetti speciali, ribadì che la NASA non era "ansiosa di inserirsi nel dibattito, perché non sarebbe stato opportuno effettuare ricerche su un fenomeno non misurabile come quello degli UFO". Williamson aveva aggiunto che "non si dispone ancora di prove certe ed elementi materiali, analizzabili inequivocabilmente, comprovanti l'esistenza fisica degli UFO e che le stesse documentazioni fotografiche non costituiscono una prova", precisando che entro la fine del 1977 avrebbe fornito una risposta al consigliere scientifico del Presidente. In effetti la risposta pervenne tramite l'amministratore della NASA, il dott. Robert Frosh il quale, declinando l'incarico proposto dalla presidenza, ritenne l'iniziativa "uno spreco del tutto improduttivo", pur rimanendo ufficialmente disponibile ad analizzare "autentiche prove fisiche fornite da fonti attendibili". Il primo febbraio 1978, l'ente spaziale USA emanò una circolare con numero di serie 70-1 dove si asseriva che "i rapporti su oggetti volanti non identificati, penetranti lo spazio aereo statunitense, sono di interesse della Difesa, come parte regolare del sistema di sorveglianza". Si affermava inoltre che la NASA non aveva nessun programma di ricerca sugli UFO.
    Gli astronauti e gli UFO
    Al di là delle pubbliche dichiarazioni, la NASA in quel periodo era certamente a conoscenza del fenomeno e ne sapeva certamente molto di più di quanto dichiarasse pubblicamente. Sono, infatti, tanti gli astronauti che hanno avvistato, nel corso delle loro missioni, oggetti volanti non identificati dotati di
    caratteristiche e capacità di volo del tutto simili a quelle degli UFO. In tempi recenti, svincolati dal segreto militare, molti di questi viaggiatori dello spazio hanno ammesso di essere stati protagonisti di incontri ravvicinati nel cosmo. Le loro testimonianze sono particolarmente significative per l'ufologia, soprattutto per due motivi: essendo gli astronauti persone scelte per la loro competenza e per il loro equilibrio psicologico, non si possono ritenere i loro avvistamenti semplici errori di interpretazione di fenomeni naturali, né visioni o allucinazioni. In secondo luogo, questi avvistamenti sono avvenuti nello spazio, e quindi non possono essere attribuiti a fenomeni atmosferici, a velivoli sperimentali o palloni sonda.
    Il programma spaziale americano, sin dagli inizi, sembra essere stato costantemente monitorato da oggetti di origine non terrestre. Il maggiore Gordon Cooper, astronauta delle missioni Mercury e Gemini 5, disse di aver avvistato il 16 maggio 1963, durante la quindicesima orbita della sua navicella, sopra il continente australiano e ad una velocità di 17.000 miglia orarie, un oggetto di colore verde con una scia di scarico rossa, in rotta di avvicinamento alla sua capsula. Tale rapporto venne trasmesso dall'emittente NBC, ma la NASA si rifiutò di rispondere alle domande dei giornalisti sull'episodio, vietando allo stesso Cooper di farlo. Ma Cooper, successivamente, parlò della sua esperienza, così come hanno fatto altri astronauti, fra i quali O'Leary.
    Tra i tanti episodi che si possono narrare, quello più conosciuto riguarda proprio il primo allunaggio americano del 20 luglio 1969. Un radioamatore sovietico, sintonizzato sulle frequenze di trasmissione della NASA, avrebbe intercettato una comunicazione riservata tra gli astronauti scesi sulla Luna e la base americana, nel corso della quale uno sbalordito Neil Armstrong commentava: "Questi oggetti sono spaventosi, enormi. Non ci credereste. Ci sono delle sonde spaziali laggiù. Sono in fila sul fondo del cratere, sul lato opposto al nostro. Sono sulla Luna e ci stanno osservando", e ancora "... mio Dio è incredibile. È una forma di vita quella lì", mentre da Houston perveniva la seguente risposta "Andate dall'altra parte, sappiamo di loro, andate dall'altra parte e cambiate canale di trasmissione". Attorno a quest'episodio, mai confermato dalla NASA, è fiorita una vasta pubblicistica, non sempre critica e spesso avida di rivelazioni sensazionali, secondo la quale sarebbero state scattate anche diverse fotografie della presenza dei dischi volanti sulla Luna, tra cui una che mostra un'astronave aliena lenticolare spuntare da una collinetta. Uprova della presenza di alieni sul nostro satellite si troverebbeuna sequenza filmata, divulgaall'epoca da uno dei più noti giornalisti statunitensi, Walter Cronkite, in cui si vedono in maniera molto distinta delle strane luci sull'orizzonte lunare. Sebbene queste ed altre sequenze filmiche e
    n'altra in ta
    fotografiche non abbiano trovato una risposta definitiva, gli astronauti americani che allunarono nel '69 hanno sempre negato di avere incontrato gli UFO sulla Luna. Esiste però un filmato, girato dall'astronauta "Buzz" Aldrin il 19 luglio, durante le fasi di allunaggio, in cui si vedono due globi di luce bianco-bluastra che sembrano inseguire la capsula americana. Il filmato in questione è disponibile per chi ne faccia richiesta direttamente alla NASA, ma l'ente ha seccamente smentito l'episodio, dapprima in maniera informale, in seguito ufficialmente, con una nota datata 1975. Eppure, nel 1993, proprio Aldrin, ormai in pensione e non più legato al segreto militare, doveva ammettere di avere realizzato il filmato, dicendosi certo di avere incontrato gli UFO. La vicenda ha spinto altri ex dipendenti NASA, come lo scienziato Maurice Chatelain, a prendere posizione affinché l'ente spaziale americano divulgasse tutti i dati relativi all'allunaggio. Chatelain, in particolare, si diceva sicuro che Neil Armstrong avesse visto addirittura alcuni alieni sul bordo di un cratere, e che la NASA avesse imposto il silenzio sulla vicenda. A conferma della teoria che gli americani abbiano incontrato navi aliene sulla Luna, Chatelain fa notare che, in una missione prevista per il 1996, l'ente spaziale aveva intenzione di depositare sul nostro satellite due robot muniti di telescopi proprio nel punto in cui - secondo altre voci - gli astronauti dell'Apollo 14 (1971) avrebbero trovato tracce inconfutabili del passaggio di UFO. Il veterano dello spazio Alan Shepard, che già durante il volo verso la Luna aveva avvistato una serie di luci misteriose che inseguivano la sua astronave, una volta sceso sul nostro satellite avrebbe trovato molte strane impronte. Questa storia trova conferma in quanto dichiarato all'ex pilota della Lufthansa Werner Utter dall'astronauta americano Charles Conrad (missione Apollo 12), secondo il quale tutti gli equipaggi Apollo, succedutisi sulla Luna tra il luglio del '69 ed il dicembre del '72, avevano trovato sulla polvere lunare un gran numero di queste orme. Conrad ne aveva parlato anche pubblicamente, ad una conferenza stampa a Budapest nel 1970, durante la quale aveva affermato che le impronte rinvenute dovevano appartenere per forza ad esseri alieni. Le tracce erano state poi fotografate ed analizzate dai tecnici della NASA, che avevano mantenuto il più stretto riserbo attorno alla vicenda. In seguito Conrad, entrato a far parte di una società aeronautica fornitrice della CIA, negò tutto, smentendo anche "di aver mai visto qualcosa, nello spazio, che potesse far pensare all'esistenza di forme di vita aliena". Un altro fatto che sembra confermare gli incontri ravvicinati degli astronauti americani è la schedatura, effettuata il 29 gennaio 1971 dal Centro spaziale Goddard, di tutti gli oggetti in orbita terrestre, di cui tre rimasero di natura ignota. Non si può escludere che, in fase di preparazione della missione Apollo 14, la NASA tenesse quindi in conto anche la possibilità di incontri ravvicinati nello spazio. Nel 1994 la veridicità di questi episodi è stata ribadita dall'autorevole documentarista svizzero Luc Buergin, già redattore dell'ormai scomparsa rivista ufologica "Sign", nel libro Mondblitze (Lampo di luna). Buergin, autore di diverse
    interviste ad importanti scienziati vicini alla NASA, ha dichiarato: "Ho saputo che la sonda Lunar Orbiter 5 ha registrato strane tracce di veicoli sul suolo lunare già nel 1967, e impronte simili furono viste dall'astronauta Harrison Schmitt, dell'Apollo 17, nel dicembre del 1972".
    Strutture artificiali sulla Luna?
    Secondo il geologo NASA Farouk El Baz in alcune delle quasi centocinquantamila fotografie lunari raccolte dalla NASA fra il 1960 ed il 1980 sarebbe possibile scorgere, "guglie e pinnacoli molto più alti di qualsiasi edificio terrestre. Può darsi che abbiamo sott'occhio i prodotti tecnologici di visitatori extraterrestri e non riusciamo a riconoscerli". Quest'idea fu condivisa, negli anni Cinquanta, anche dall'astronomo ed ufologo americano Morris Jessup, convinto che qualcuno ci avesse preceduto sulla Luna millenni fa, e che sul satellite erano presenti antichissimi manufatti alieni.
    La storia delle strutture lunari artificiali era iniziata con le segnalazioni degli astronomi inglesi Patrik Moore e Percy Wilkins (che nel 1954 fu anche testimone di un avvistamento UFO). Winkins, grande conoscitore e studioso della superficie lunare, nonché direttore della British Astronomical Association, ebbe modo di osservare diversi fenomeni insoliti sulla superficie della Luna, molti dei quali prima del 1947, quando ancora non si parlava di UFO. Ad essi Wilkins dedicò un intero capitolo di Guida alla Luna (titolo originale Our Moon, 1958). Il 12 agosto del 1944, Wilkins osservò una macchia rotonda luminosa al centro del cratere Plato. Tre punti luminosi brillanti come stelle furono visti da Patrick Moore il 19 ottobre 1945 sulla parete oscura di Darwin, e ancora il 3 agosto 1944, Wilkins osservò l'interno del grande cratere circolare di Schickard punteggiato di misteriose macchie bianche, scomparse la sera seguente. Fenomeni ancora più appariscenti furono poi osservati da Wilkins su Copernicus, dove un bagliore durato diverse ore illuminò tutti i rilievi molto prima del sorgere del sole (1939). E nel cratere Aristarchus, dove bagliori e luci furono visti anche nell'imminenza dello sbarco degli astronauti americani dell'Apollo 11. Wilkins affermò di aver notato non solo fenomeni luminosi temporanei, ma anche evidenti modificazioni permanenti della superficie: delle cupole, o "bombette", che prima non c'erano; la maggior parte di queste presenta una singolare buca proprio sulla sommità. Nel 1953 Wilkins e Moore ne avrebbero scoperte quasi cento nei crateri Cepheus, Picard, Reinhold, e in Theaetetus. Le zone occupate da questi crateri erano state osservate e disegnate con accuratezza negli anni precedenti e tali "bombette" non erano mai state viste prima. Lo stesso discorso vale per numerose "fenditure" scoperte sempre nel 1953. Un'ultima straordinaria anomalia sulla superficie lunare è stata rilevata nel Mare Crisium, una delle zone più esaminate del satellite. Si tratta di un colossale "ponte" di una sola arcata, che unisce i due promontori di Olivium e Lavecnium. John O'Neill, il redattore scientifico del "New York Herald Tribune", osservando questa zona il 9 luglio del 1953 si rese conto che i due promotori
    erano collegati da questo incredibile arco di roccia, lungo 19 chilometri. Secondo O'Neil la struttura era dritta come un fuso e proiettava una lunga striscia d'ombra. La scoperta trovò in seguito una spiegazione naturale: l'immagine sarebbe un gioco di luce prodotto dalla struttura rocciosa del terreno.
    Nel 1976 gli ambienti scientifici venivano messi in subbuglio dall'uscita del libro di uno studioso americano, Ceorge H. Leonard, Qualcun altro è sulla Luna. Pur non disponendo di precise competenze scientifiche, Leonard era arrivato a dichiararsi certo dell'esistenza di vita intelligente sulla Luna, dopo avere osservato centinaia di fotografie raccolte dalla NASA. Secondo Leonard dalle foto visionate "si vedono chiaramente cupole abitative, macchine al lavoro e strutture, che dimostrano l'esistenza di una vita aliena sulla Luna". Il volume passò sotto silenzio negli ambienti accademici ma riscosse un grande successo di pubblico. Le convinzioni di Leonard si basavano essenzialmente sulla testimonianza di un certo Samuel Wittcomb pseudonimo dietro il quale si sarebbe celato uno scienziato della NASA in possesso di materiali segretissimi e censurati, in seguito allontanato dall'ente spaziale. Il fantomatico informatore avrebbe rivelato a Leonard i retroscena di una colossale truffa attuata dai servizi segreti statunitensi.
    La teoria di Leonard era che l'ente spaziale americano sapeva dell'esistenza di una civiltà aliena che aveva colonizzato da tempo il nostro satellite e che non avrebbe permesso lo sbarco degli astronauti. Pertanto in un periodo di grandi ristrettezze economiche, non avrebbe potuto investire milioni di dollari per una missione che non poteva concludersi felicemente. Tutto sarebbe stata una messinscena per far vedere al mondo la superiorità degli Stati Uniti sull'URSS in fatto di missioni spaziali. Le missioni per la colonizzazione della Luna sarebbero, però, dovute "fallire". Leonard cita il Proget Horizon del 1959 dal "inspiegabilmente" bloccato e quello proposto nientemeno che dal presidente George Bush, nel luglio del 1989, per la costruzione di una base terrestre sulla Luna, in collaborazione con russi, europei e giapponesi.
    "Si può frugare molto a lungo negli archivi fotografici della NASA aperti al pubblico e non accorgersi di niente", dichiarava nel 1976 lo scrittore, "ma io ho esaminato personalmente parecchie migliaia di ottime diapositive, notando delle anomalie e trucchi fotografici evidenti. Alcune foto sono state ritoccate, altre censurate perché sollevavano una serie di problemi, in quanto dimostravano che la Luna è occupata da una o più razze tecnologicamente molto progredite". Fra le prove scoperte dallo scrittore americano spiccavano i "superimpianti" già notati da Wilkins. Citando il suo informatore NASA, Leonard sosteneva che essi erano degli strumenti robotici telecomandati il cui compito era quello di scavare sulla superficie lunare. "Me ne sono convinto anche analizzando attentamente diverse fotografie di una stessa zona. In alcune foto si vedono i servomeccanismi che sollevano della polvere - sosteneva - mentre in altre immagini scattate in altri momenti della giornata non appare nulla, né polvere, nebbia o vapore. In una foto NASA, nota come 72-AH-1109, si vedono diversi servomeccanismi abbandonati ad est del Mare di Smith, vicino al cratere Saenger. Altri manufatti emergono osservando attentamente le foto
    72-AH-839 e 72-AH-834, scattate al cratere King dopo un intervallo di quindici rivoluzioni attorno alla Luna, cioè a due giorni di distanza. Nella prima foto si vede nettamente un grosso getto di vapore uscire da un cratere. Nella foto successiva il getto non c'è più, segno che la macchina che l'ha prodotto si è spostata. Ne sono sicuro in quanto ho scoperto una terza foto, la 72-H-836, in cui si nota una sorta di macchina che sembra uscire dal cratere, quasi che avesse finito il proprio lavoro di scavo.... Ho poi individuato altri servomeccanismi, alcuni dei quali curiosamente a forma di croce greca, nella Valle delle Alpi, nei crepacci di Hyginus e, in gran numero, nel cratere di Copernico. Alcune di queste croci hanno probabilmente una funzione diversa. Non servono a scavare, ma sono dei veri e propri segnali di posizione. Esse sono difatti visibili anche ad una distanza di duecento chilometri. Un tecnico della NASA mi ha poi confermato che l'ente spaziale americano era convinto che il cratere King meritasse uno studio in profondità; vi erano difatti diverse foto del cratere, prese in giorni diversi e in diverse condizioni di luce, che a volte mostravano dei manufatti e a volte no".
    Un altro superimpianto sarebbe stato individuato dall'astronauta Shepard della missione Apollo 14, durante la circumnavigazione della Luna, nel 1971. In una registrazione fuoriuscita dagli archivi NASA, Shepard, riferendosi all'avvistamento di un impianto in movimento, così si sarebbe rivolto ai colleghi Mitchell e Roosa: "Guarda laggiù. A Houston non ci crederanno. Guardate quelle tracce che scendono nel cratere". Roosa avrebbe risposto: "Come si fa a non vedere una cosa del genere? Obiettivi, non traditeci proprio ora!".
    Uno dei primi superimpianti, presumibilmente inattivo e vecchio di millenni, sarebbe stato messo a nudo da un terremoto lunare nell'area di Bullialdus-Lubinicky. Osservazioni astronomiche risalenti agli anni Settanta avevano individuato, nella zona incriminata - un'immensa pianura circondata da pareti incombenti ove spicca un cratere di trentadue chilometri - i resti di uno strano meccanismo dentato. "Sulla Luna - dichiarava Leonard - ci sono impianti di trivellazione di diversi chilometri di lunghezza, capaci di demolire l'orlo di un cratere e di spianare e livellare dieci acri di terreno. In una foto scattata dall'astronomo giapponese Matsui si vede una sorta di enorme cannone che emette una specie di filamento. Il cannone era collocato sull'orlo di un cratere curiosamente quadrato". Una struttura cupolare veniva invece fotografata, sullo sfondo lunare, dalla missione Apollo 16 nell'aprile del 1972, durante una ricognizione degli astronauti Young, Duke e Mattingly nella Regione di Cartesio.
    Altre venti cupole comparivano in fondo al cratere Tycho; si stimò avessero un diametro di circa quattrocento metri; altre ancora erano state fotografate dalla sonda americana Ranger VII, il 31 luglio 1964, a trecentocinquanta chilometri dal cratere di Bullialdus; secondo Leonard la sonda americana era stata inviata intenzionalmente in quella zona, proprio per spiare le strutture aliene. Le foto ricavate, prese da altezze variabili, sarebbero state in seguito occultate in gran parte; alla stampa vennero fornite soltanto delle copie sgranate e ritoccate, di pessima qualità. Negli originali si sarebbe intravisto, secondo il suo informatore Samuel Wittcomb, addirittura l'ingresso ad una città sotterranea. L'esistenza di una copertura di informazioni a questo riguardo venne denunciata anche dallo
    scienziato Ivan Sanderson, che ammise pubblicamente che "le sonde russe e americane avevano addirittura fotografato due di queste costruzioni a distanza assai ravvicinata".
    Era possibile che queste anomalie rappresentassero i resti del passaggio di un'antica civiltà? Lo stesso Leonard non lo escludeva, ed anzi sottolineava l'esistenza di certe strutture apparentemente abbandonate ai quattro angoli del satellite: una, conica, presente in un cratere di Bullialdus (foto NASA 67-H-327) e certi misteriosi geroglifici il cui disconoscimento portò ad una vibrata protesta, il 20 ottobre del 1973, da parte della Lega dei Giovani Astronomi di Rockville, Maryland. Questo gruppo di studenti astrofili scrisse risolutamente alla NASA chiedendo delucidazioni sulla presenza di curiose incisioni trovate nel cratere di Tycho. "Spiccava - scrisse Leonard - un geroglifico, che in particolare poteva ricordare la scritta PAF, inciso su una collina ottagonale e non lontano da una sorta di tunnel circolare, simile ad una vite gigantesca, e da certe grosse strutture poligonali, apparentemente abbandonate. Sempre nella stessa zona venivano evidenziate, quelle che ribattezzai linee di sutura, delle sagome rettangolari che sembravano ricucire il terreno. Altre lettere di notevoli dimensioni e simili a delle A, X, E, F e P spuntavano un po' ovunque, ma soprattutto nei crateri di Platone e Gassendi e nel fondo di Copernico, sulla faccia di una struttura piramidale che poteva ricordare la sagoma di un tempio antico. In un'altra foto, la 69-H-8, scattata dalla missione Apollo 8, si notava una scalinata all'interno di un cratere; una sorta di diga nella foto 69-H-737 e le cupole di una città, denominata la città d'alabastro scintillante, in 71-H-1300 e 1765".
    Altre ipotesi più o meno fantastiche sono state formulate da diversi studiosi, da Erich von Daniken e dall'ex naturalista della NASA Richard Hoagland . Secondo questi ricercatori la Luna potrebbe essere stata, secoli addietro, un punto di sbarco di "antichi astronauti". Hoagland, convinto che buona parte delle fotografie rilasciate dall'ente spaziale americano siano state ritoccate, ha compiuto una ricerca personale visionando materiale fotografico proveniente da diversi centri astronomici. Da uno di questi, il Lick Observatory di Monte Hamilton in California, ha ottenuto una nitida istantanea su cui spicca, nel cratere Ukert di Sinus Medii, una rovina tetraedrica, chiaramente artificiale, assai simile a quelle che lo studioso afferma di avere individuato anche su Marte. Altre strutture anomale sarebbero, secondo Hoagland, una guglia chiamata "Shard" e quanto resta di una sagoma di castello, apparentemente costruiti con un materiale vetroso.
    Gli anni Novanta sono stati all'insegna delle rivelazioni, volute o fuoriuscite circa gli incontri ravvicinati nello spazio. Donna Tietze, un ex tecnico fotografico presso il Johnson Space Flight Center della NASA, a Houston, nel maggio 1995 ha dichiarato che l'ente spaziale americano commissionava lavori di trucco e manipolazione fotografica per far sparire gli UFO dalle foto degli astronauti, scattate durante le missioni Gemini e Apollo. Lo scopo era di renderle adatte per la pubblicazione sui giornali. In effetti molte foto "lunari" sembrano essere truccate, come esposto nel libro NASA Mooned America di René (pseudonimo dell'autore). In quello stesso anno diversi tecnici, da
    Houston mentre seguivano sullo schermo le fasi della missione Shuttle videro comparire degli strani globi bianchi che procedevano a zig-zag attorno all'astronave terrestre, per poi allontanarsi rapidissimi in picchiata verso la Terra. Il filmato di quell'incredibile intercettazione nello spazio è stato in seguito acquisito e trasmesso in America dalla Fox TV, che ne è entrata in possesso grazie ad alcuni tecnici NASA i quali, non essendo militari, non hanno il vincolo del silenzio. Ma già il 14 marzo 1989 il Centro Spaziale NASA di Goddard veniva allertato da una comunicazione dallo Shuttle Discovery, che diceva: "Houston, abbiamo un problema. Abbiamo un incendio (fire)". E, sette minuti dopo: "Noi, ahh... abbiamo ancora l'astronave aliena sotto osservazione". Quest'incredibile comunicazione, intercettata da un radioamatore dell'Amateur Radio Club di Greenbelt nel Maryland, sarebbe avvenuta tra il Centro di Houston e l'astronauta John Blaha, il quale aveva presumibilmente dimenticato di fare uso di certe procedure interne NASA e aveva tranquillamente usato il termine ?astronave aliena?, invece del nome in ?fire?. Inutile dire che le autorità hanno negato ogni cosa, liquidando la registrazione del dialogo come la burla di un radioamatore.
    Tutti questi episodi confermano una volta di più che la NASA, riccamente sovvenzionata dal Pentagono per le ricerche belliche svolte a bordo dello Shuttle, è pienamente coinvolta nel coverup. Ciò spiega anche il silenzio di molti astronauti che in privato, hanno più volte dichiarato di essere stati testimoni di avvistamenti, come ha potuto verificare il romanziere Sidney Sheldon. Sheldon nel 1991, volendosi documentare per la stesura di un libro di fantascienza, The Doomsday Conspiracy, ha intervistato molti astronauti, scoprendo che alcuni fra loro avevano effettivamente incontrato gli UFO. Tra gli altri, il colonnello Gordon Cooper che gli confermò di essere stato personalmente testimone di parecchi voli di UFO durante i propri viaggi nello spazio, e che altri astronauti avevano avuto esperienze simili ma preferivano non parlarne. Il riserbo di queste persone va ben oltre la prudenza scientifica o la paura del discredito, ed è imposto per ragioni di sicurezza.
    Battaglia nello spazio?
    Nel 1995 il ricercatore americano Richard Hoagland tecnico NASA e fondatore del gruppo Mars Mission, un pool di studiosi che cerca da tempo di combattere il cover up rendendo noti tutti quei fatti che l'ente spaziale americano cerca di occultare, come ad esempio la presenza della famosa "sfinge" sul suolo di Marte, divulgò un filmato (vedi) che fece molto discutere e che potrebbe gettare ombre inquietanti sui reali scopi di certe missioni spaziali americane. Il filmato sarebbe stato ripreso dallo Space Shuttle Discovery il 15 settembre 1991. In quel momento la navetta era in orbita attorno alla Terra ad una quota di 570 km e stava passando sulla verticale della città di Perth (Australia) ad una velocità di quasi 28 mila km/h. La curvatura del pianeta è ben visibile nel filmato, così come la linea chiara che separa la zona della Terra illuminata dal Sole da quella ancora immersa nell'oscurità. Improvvisamente compare un oggetto che si sposta verso la parte sinistra dell'inquadratura ed entra nell'atmosfera terrestre. Subito dopo si notano un lampo di luce ed una scia luminosa che sembra dirigersi verso l'oggetto, il quale cambia immediatamente
    la propria traiettoria, compiendo una virata ad angolo acuto, e torna nello spazio esterno a grande velocità.
    Il filmato (vedi) venne trasmesso da molti canali televisivi (anche in Italia) suscitando un certo scalpore. L'impressione che si ricava osservandolo è quella di assistere ad una vera e propria battaglia spaziale fra un ordigno di origine aliena e un'arma terrestre di difesa situata in orbita attorno al nostro pianeta. Questa è la conclusione a cui è giunto il gruppo di studio di Hoagland dopo aver analizzato scrupolosamente il filmato. È da rilevare l'anomalia dell'oggetto inquadrato: la NASA afferma che si trattava di un rottame staccatosi dallo Shuttle accompagnato da pezzi di ghiaccio formatisi nell'atmosfera. Tuttavia quest'ipotesi è smentita dalla traiettoria e, soprattutto, dal velocissimo movimento dell'oggetto. Inoltre è stato fatto notare che il ghiaccio e i rottami avrebbero riflesso la luce solare, mentre l'oggetto in questione sembrerebbe brillare di luce propria. Le dimensioni di quest'ultimo, poi, sarebbero notevoli, addirittura superiori a quelle dello Shuttle. È da escludere anche l'ipotesi di bolidi o asteroidi, infatti, una meteora o un asteroide non possono fuoriuscire dall'atmosfera terrestre sfuggendo alla forza di attrazione del pianeta. È semmai possibile che rimbalzino contro l'atmosfera, ma in tal caso ciò non avviene con un angolo di incidenza negativo rispetto alla loro traiettoria originale. Le manovre pertanto effettuate dall'oggetto del filmato presuppongono un comportamento di tipo intelligente. La velocità dell'UFO inquadrato dalla telecamera di bordo dello Shuttle è stata calcolata nell'ordine degli 87 mila km/h mentre in seguito al cambiamento di rotta esso accelera ad oltre 300 mila km/h, subendo un'accelerazione di gravità superiore di 14 mila volte a quella terrestre. Tale possibilità è inconcepibile per qualunque ordigno conosciuto, tanto da far pensare a quella che Hogland definisce una tecnologia "iperdimensionale". Per quanto riguarda il flash scaturito dallo Shuttle la NASA ha sostenuto trattarsi di un lampo causato dall'accensione dei razzi della navicella. L'accensione avrebbe però dovuto causare anche uno spostamento orbitale della navetta e di conseguenza anche delle stelle sullo sfondo, mentre nel filmato ciò non avviene. Secondo Hoagland, in realtà, il lampo di luce e la scia luminosa diretta verso l'oggetto sarebbero la conseguenza della messa in funzione di una sorta di cannone al plasma costruito dalla tecnologia militare statunitense. Questo cannone sarebbe stato posto su una piattaforma in orbita attorno al nostro pianeta nell'ambito di un progetto di difesa contro invasioni aliene. Il filmato evidenzierebbe, quindi, un vero e proprio scenario di guerra fra gli USA ed una razza extraterrestre. "Questo filmato - ha dichiarato Hogland - è stato trasmesso in diretta dallo Shuttle nel corso di un programma di meteorologia. Al momento, alla NASA nessuno si era reso conto immediatamente della sua importanza, anche perché non si poteva prevedere quanto sarebbe accaduto". Va aggiunto poi che, dopo questa svista, le trasmissioni Shuttle sono state criptate ed ora non è più possibile vedere in diretta quanto viene ripreso nello spazio. Hogland ritiene
    che in seno alla NASA vi sia una lotta di potere fra chi vuole che si sappia degli UFO e chi intende mantenere il segreto a tutti i costi. La divulgazione televisiva di questo filmato sarebbe stata orchestrata da qualcuno nelle alte sfere. Questi concetti sono stati ripresi da Brian O' Leary, ex astronauta, astronomo e professore di fisica all'Università di Princeton, il quale ha dichiarato, che in base alla sua esperienza e ricerca, di essere in grado di affermare che da cinquant'anni le informazioni sugli UFO è probabilmente orchestrata da un gruppo d'élite di uomini CIA, NSA, DIA e similari. La NASA, come ente spaziale legato con un cordone ombelicale al sistema militare, agirebbe in base a precise direttive provenienti dall'alto.





    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-19-2009, 13.27
    340776 in risposta a 340716

    Re: re:Rispondetemi...

    Un bell'articolo di Pasquariello Domenico

    http://alieniemisteri.altervista.org/

     

    LA BUFALA DEI VEICOLI AEREI DALLE PRESTAZIONI ECCEZIONALI...




    Da tempo circolano su internet racconti su aerei e UAV (veicoli senza pilota) che avrebbero prestazioni eccezionali, molto superiori a quelle degli aerei conosciuti: il problema è che questi veicoli aerei non esistono!

    Infatti, si inventano incredibili prestazioni e racconti su veicoli aerei che sono solo dei disegni su carta, ma che vengono considerati reali da molte persone senza alcun motivo. Di conseguenza le persone prendono per buoni questi discorsi ed a loro volta parlano a terzi di questi veicoli aerei come se fossero reali.

    Si tratta di disegni, modelli 3D, progetti, che diventano magicamente reali per alcune persone, ed a cui vengono attribuiti delle caratteristiche fantastiche. A volte queste caratteristiche fantastiche vengono attribuite a vari prototipi di veicoli aerei, spesso solo perché hanno una forma bizzarra, ma si tratta di dati completamente inventati.

    Addirittura si fantasticano prestazioni su veicoli aerei in servizio, nonostante non corrispondano alla verità, oppure si inventano veicoli aerei in servizio di cui non esiste neanche un disegno ufficiale.

    Un oggetto delle fantasie molto quotato sono i veicoli senza pilota, gli UAV, a cui vengano attribuite prestazioni fenomenali nonostante basti una piccola ricerca per rendersi conto che gli UAV in servizio hanno prestazioni molto modeste, e che la maggior parte di questi ha un motore ad elica che praticamente ha una tecnologia di 60 anni fa. Inoltre, gli UAV in servizio sono molto scarsi in combattimento.

    Alcuni utilizzano le fantasie sulle super prestazioni inesistenti per fare paragoni con gli UFO, ma è ovvio che si tratta di ragionamenti senza senso.

    Fare disegni o avere idea di costruire veicoli aerei con caratteristiche eccezionali, avendone un barlume di quello che possono essere le potenzialità è una cosa, avere padronanza del progetto è un'altra. Infatti talune innovazioni si sono concretizzate solo dopo decenni, e non senza fatica di anni di ricerca. Una cosa è sognare e realizzare disegni, ed un'altra realizzarla.

    Non sono mai esistiti e non esisteranno mai motivi validi per cui una tecnologia avanzata non sia inserita in campo militare, dove si investono miliardi l'anno per realizzare aerei sempre più complessi. Quindi se non vediamo certe cose è perché non è possibile realizzarli, per un motivo o per l'altro, tutto qui.

    Si possono fare fantasie su fino a quando si possa andare nello sviluppo aeronautico di veicoli aerei, ma fintando non sarà fatto qualcosa di reale e funzionante, si tratterà solo di pura fantasia e basta.

    L'esistenza di fantomatici quanto improbabili aerei/prototipi segreti dalle prestazioni eccezionali è dovuto ad una nota fantasia che vuole utilizzarli per spiegare il fenomeno degli UFO negli ultimi 60 anni. Ovviamente non esiste alcuna prova o anche solo una traccia dell'esistenza di questi aerei/prototipi segreti che dovrebbero spiegare gli UFO, anzi la progressione tecnologica in aereonautica militare esclude categoricamente l'esistenza di veicoli del genere, non a caso siamo più nel campo della fantasia che della realtà quando si parla degli ufo terrestri.
    L'aereonautica militare è un campo finito, dove se una cosa esiste allora lascia innegabili prove o indizi verificabili della sua esistenza, riscontrabili nell'immensa documentazione ufficiale della storia dell'aereonautica o semplicemente osservando il progresso tecnologico militare aereonautico. Qualsiasi esperto aereonautico sa che non esistono e non sono mai esistiti aerei super avanzati con i quali si vogliono spiegare gli UFO e, tra l'altro, questi fantomatici aerei non risultano da nessuna fonte attendibile, ed è impossibile che si siano avute a disposizione tecnologie così avanzatissime ma si sia continuato per decenni ad investire triliardi in tecnologie obsolete e primitive.

    Oggi conosciamo tutti gli aerei militari esistenti, i prototipi di aerei e perfino i progetti degli aerei mai realizzati. Inoltre, conosciamo tutta la linea temporale dello sviluppo delle tecnologie aereonautiche, che si presenta lineare, formata da piccoli miglioramenti che hanno portato allo sviluppo graduale degli aerei fino a quelli dei giorni nostri: di tutto ciò si ha enorme documentazione che mostra ogni dettaglio di come si sia ideato, progettato, testato, costruito, implementato e migliorato qualsiasi tecnologia aereonautica ed aereo. In tutto ciò non sono mai esistiti aerei dalle prestazioni eccezionali che non rientrino tra quelli già conosciuti, né tantomeno aerei in grado di spiegare le prestazioni degli UFO.



    La bufala del TR-3B



    Il TR-3B è considerato un aereo segreto che in realtà non è mai esistito, su cui molti si divertono a fantasticare, aggiungendo di tanto in tanto false informazioni per creare storielle interessanti.

    Il TR-3B, il TR-3A Black Manta e altri progetti dai nomi molto attraenti sono quei classici disegni con i quali si divertono i progettisti per dar sfogo alle loro idee (e desideri).
    Tutte queste idee, compresi anche alcuni UAV di forma triangolare, furono riuniti sotto il programma COMPASS COPE della seconda metà degli anni '70, e furono anche realizzati alcuni prototipi in scala.
    Fu da questo programma che nacque la tecnologia stealth.
    Il programma Compass Cope fu chiuso, ma da esso nacquero due filoni: uno portò all'F-117 (che è di forma triangolare), ed è stealth, l'altro portò ai ricognitori rpv delle serie TIER (cui appartengono i Predator ed i Global Hawk).
    Noterete che TR si legge TIER. Non è una coincidenza: sta a significare che i TIER di oggi nascono dai progetti TR di quegli anni.
    Questo è tutto.
    La leggenda ha poi fatto il resto, scatenando la fantasia di ufologi e cercatori di misteri.
    Ma anche in questo caso, la verità è ancor più affascinante della leggenda.



    La bufala dell'Aurora



    L'aurora è considerato anch'esso un aereo segreto che in realtà non è mai esistito, su cui molti si divertono a fantasticare, aggiungendo di tanto in tanto false informazioni per creare storielle interessanti, nonché tantissime foto false che ora riprendono un modellino ed ora sono delle manipolazioni digitali.

    C'è un fatto vero: l'USAF e le industrie aeronautiche americane hanno certamente avviato degli studi per verificare la possibilità di realizzare un ricognitore destinato a sostituire l'SR-71 e l' U-2.
    Di questi studi c'è traccia: ci sono i disegni concettuali, qualche progetto, e anche qualche specifica di massima. Si trattava di progetti per un ricognitore stealth in grado di volare oltre i Mach 5 e oltre i 30.000 metri di quota, propulso da un motore ramjet a metano.
    In effetti sono prestazioni molto simili a quelle che la McDonnell Douglas studiava nei primi anni '80 per realizzare un aereo ipersonico commerciale denominato HSCT.
    A questo fatto vero, si è poi aggiunta un'altra circostanza.
    Proprio nel 1985 (l'anno in cui la McDonnell aveva presentato il suo progetto civile HSCT) un documento di bilancio del Dipartimento della Difesa, sotto la voce TR-1 (che era la designazione, all'epoca, dell'ultima versione dell'U-2), presentava la voce "Aurora" e prospettava un finanziamento di 80 milioni di dollari nel 1986 e di ben 2,2 miliardi di dollari nel 1987.
    Di qui nacquero le voci, le illazioni e la leggenda Aurora, pompata anche da qualche profittatore che non mancò di vendere alla Jane's la sua testimonianza e alcune foto contraffatte. In realtà la leggenda fu creata proprio dalla stampa specializzata che incominciò a speculare e lanciare l'idea che si doveva trattare del successore dell'SR-71, l'aereo militare più veloce del mondo. In breve, l'Aurora diventò una leggenda metropolitana, su cui si inventarono storie ed avvistamenti di ogni tipo.
    L'Aurora, purtroppo, non esiste.
    Il nome "Aurora" sul bilancio del 1986 era un nome in codice, che nascondeva i finanziamenti per il B-2, allora coperti da segreto.
    In altre parole, Aurora era il B-2.
    Come disse un generale dell'USAF: "Ci piacerebbe molto che esistesse, ma purtroppo non è così"
    In effetti da allora sono passati vent'anni, e sono un po' troppi anche per un programma segreto. Tanto più che il fantomatico programma super-segreto apparve pubblicamente sui bilanci, tanto è vero che lo notarono tutti gli appassionati.

    L'importante è capire che l'Aurora non esiste non perché non ci sia la tecnologia per poterlo fare, infatti lo dimostra il fatto che l'X-43 ha raggiunto Mach 9.8. Inoltre, un aereo ipersonico che vola a quote prossime a quelle orbitali, non è cosa che si possa sperimentare in segreto. Ed è un giocattolo molto costoso.

    Gli americani non potevano permettersi l'Aurora nel momento in cui stavano finanziando il B-2, l'F-22 e l'F-35 (per non parlare di tanti altri programmi meno "combattivi" ma comunque costosi) e non possono permetterselo oggi, con il bilancio della difesa devastato dalle spese per la guerra in Iraq e già pronto per passare sotto la scure di profondi tagli.

    Programmi segreti ormai non ne esistono più, semplicemente perché non esiste più la guerra fredda.
    E poi i veri segreti sono sotto gli occhi di tutti, non c'è bisogno di cercarli.
    Ad esempio, la tecnologia stealth americana è un segreto gelosamente custodito.
    Il radar dell'F-22 è un altro super segreto: si conosce più o meno la sua conformazione e i principi tecnologici che usa, ma nulla si sa circa le sue effettive capacità e prestazioni, specialmente nelle modalità LPI (bassa probabilità di intercettazione).
    Di questi "piccoli" grandi segreti ce ne sono parecchi, ma di aerei segretissimi sperimentati di nascosto e utilizzati per missioni contro un nemico che non esiste più, non ce ne sono.



    La bufala della connessione UFO-F117/B2



    Spesso si legge la nota bufala secondo cui la gente scambiava gli aerei stealth F117 e B2 prendendoli per UFO quando non erano ancora noti al pubblico o anche successivamente: ciò è falso, i fatti smentiscono categoricamente questa bufala, e si tratta solo di una delle tante bufale messe in giro per ridicolizzare chi avvista gli UFO o chi crede nella loro esistenza. Il discorso vale anche per vecchi aerei avanzati e prototipi militari, dove ci si inventa bufale secondo cui le persone li scambiavano per veicoli alieni, ma anche qui non esiste una sola prova a supporto di queste affermazioni.

    Tra l'altro la forma del B2 e dell'F117 è inconfondibile, inoltre sono aerei molto conosciuti, è impossibile che qualsiasi ricercatore UFO non li riconosca e li vada spacciando per UFO.

    Infatti, ho visionato migliaia di casi UFO degli ultimi 60 anni ma non ho mai trovato casi del genere, ma ovviamente non può esistere ciò che non è mai avvenuto.



    Velivoli terrestri immaginari



    La più comune bugia è la pretesa dell'esistenza, dagli anni'40 ad oggi, di veicoli che non risultano da nessuna parte, non esistono neanche tra i prototipi e non esiste neanche una traccia della loro presenza nella storia dello sviluppo degli aerei militari. La causa dell'esistenza di questi veicoli è da ricercarsi nella fantasia e nell'ignoranza delle persone, nonché in libri dove persone per l'appunto si sono inventati l'esistenza di questi veicoli per vendere, oppure a volte si è riscontrato che semplici schizzi su carta di ingegneri grazie alla fantasia della gente sono magicamente diventati aerei realmente realizzati, il che equivale a dire che basterebbe prendere un qualsiasi disegno di fantasia per convincere la gente che si tratta di una cosa realmente esistente: sembra ridicolo ma esistono realmente persone che fanno cose del genere.

    È pratica diffusa di alcune persone lo spacciare aerei di fantasia come se fossero davvero esistiti. Alcune persone con la loro fantasia ed ignoranza in materia credono che dei velivoli siano stati realmente realizzati perché hanno visto dei loro disegni. Questo ragionamento ovviamente non ha senso, chiunque può disegnare qualsiasi velivolo, ma ciò non vuol dire che sia stato realizzato, tantomeno si può pretendere di utilizzarlo per spiegare l'esistenza degli UFO e simili.

    Ad esempio, prendiamo questo sito:

    http://www.luft46.com/

    che riporta la rielaborazione in 2D ed in 3D dei disegni fatti su carta durante la seconda guerra mondiale e successivamente, in sostanza sono aerei che non sono mai stati realizzati ma solo disegnati su carta. Eppure esistono persone che vanno in giro spacciandoli per aerei davvero realizzati, e magari con quelli più strani ci vogliono anche spiegare gli UFO.

    Fare disegni o avere idea di costruire veicoli aerei con caratteristiche eccezionali, avendone un barlume di quello che possono essere le potenzialità è una cosa, avere padronanza del progetto è un'altra. Infatti talune innovazioni si sono concretizzate solo dopo decenni, e non senza fatica di anni di ricerca. Una cosa è sognare e realizzare disegni, ed un'altra realizzarla.

    È un pò come pretendere che poiché è stata disegnata l'astronave di Star Trek allora vuol dire che questo velivolo deve essere stato realmente realizzato. La stessa cosa vale per modellini realizzati di qualsiasi velivoli di fantasia.

    Ovviamente inventare testimonianze, dati e fatti a favore di questi aerei inesistenti non li rende più concreti, ma anzi rende tutto più ridicolo perché queste testimonianze, dati e fatti sono inesistenti o contrastano con quanto scritto, ad esempio, in siti aereonautici fatti da professionisti del settore.

    Ecco qui di seguito un esempio di aerei inesistenti che sono magicamente diventati reali partendo da semplici disegni fatti su carta, ovviamente non meraviglia il fatto che esistano solo disegni, fotomontaggi e ricostruzioni al computer di questi aerei inesistenti:







    Immagine:















    il che equivale ovviamente a credere che esistano realmente cose del genere:



    Le fantasie sui prototipi



    Altra nota bugia è l'attribuire prestazioni eccezionali a noti prototipi militari che sia per motivi fisici e sia per le informazioni disponibili su di loro mostrano chiaramente che non potevano avere in nessun caso prestazioni eccezionali, ma anzi furono abbandonati in quanto le loro prestazioni erano scarse. Quindi paradossalmente si cerca di far passare per super-aerei quelli che in realtà sono veicoli con prestazioni inferiori agli aerei della loro epoca.

    Altra bugia che si accompagna a questa è piuttosto un dimenticanza, cioè il fatto che questi veicoli hanno avuto una sperimentazione limitatissima nel tempo, di solito pochi mesi o un anno, solo raramente si è andato oltre. Il motivo è semplice, erano aerei inefficienti e quindi il progetto, costoso, veniva abbandonato.

    Da notare che velivoli sperimentali di questo genere furono prodotti in pochissime unità, spesso solo uno o due esemplari, e volarono solo su installazioni militari particolari, quasi sempre in zone inaccessibili anche agli occhi dei più indiscreti.

    Vediamo ora la verità sui veicoli dove si fantastica maggiormente.



    Chance Vought V-173/XF5U

    Il Chance Vought V-173, e la sua versione definitiva XF5U, era un progetto per un caccia con capacità STOL (Short Take Off and Landing, decollo e atterraggio corti). Sviluppato negli Stati Uniti negli anni '40 adottava una caratteristica ala discoidale, che gli conferì i soprannomi di 'Flying Flapjack' o 'Flying Pancake'.
    Il progetto nacque negli anni '30 da un'idea di Charles Zimmerman e fu abbandonato nel 1947. Nessun V-173 o XF5U prese mai servizio (furono costruiti infatti solo due prototipi, di cui uno solo volante). Dei due veicoli costruiti, uno fu demolito subito dopo la chiusura del progetto, mentre l'altro fu ceduto allo Smithsonian Museum. Il progetto fu abbandonato in quanto risultò obsoleto rispetto agli aerei dell'epoca, infatti si stavano già diffondendo i primi modelli a jet, mentre l'aereo avevano una vecchia tecnologia ad elica.

    La quantità di bugie raccontate su questo velivolo sono enormi, spesso e volentieri si fa finta di non sapere che furono costruiti solo due veicoli di cui solo uno volante, nonché si fa finta di non sapere che nel 1947 il progetto fu abbandonato definitivamente e non volò mai più. Lo si usa spesso per tentare ridicolmente di spiegare gli UFO.

    Ecco come era:








    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-19-2009, 13.28
    340777 in risposta a 340776

    Re: re:Rispondetemi...

    II Parte:



    Horten Ho.IX (Gotha Ho 229)

    L'Horten Ho 229 (spesso chiamato erroneamente Gotha Go 229 dal nome del costruttore) era un prototipo di caccia-bombardiere tutt'ala sviluppato alla fine della seconda guerra mondiale, progettato dai fratelli Reimar e Walter Horten e costruito dalla Gothaer Waggonfabrik. Era uno degli aerei preferiti dal Reichmaresciallo Hermann Göring. L'aereo era stato progettato inizialmente per migliorare le prestazioni degli alienti nazisti.
    Nel 1943, il Reichmaresciallo Hermann Göring chiese di produrre un bombardiere che fosse in grado di trasportare un carico di 1.000 kg a una distanza di 1.000 km e a una velocità di 1.000 km/h. Gli Horten erano convinti che il loro progetto di ala volante a basso attrito potesse soddisfare gli obiettivi richiesti. Allora proposero al governo il loro progetto personale: l'Ho IX, come punto di partenza per il bombardiere.
    Il primo Ho IX V1, che era un aliante senza motore, volò il 1 settembre 1944. A questo seguì nel dicembre 1944 l'Ho IX V2, che era spinto da uno Junkers Jumo 004 (il progetto originale prevedeva l'impiego del più potente BMW 003, ma al momento questo propulsore era praticamente irreperibile). Il programma non fu fermato nemmeno il 18 febbraio 1945, quando l'unico Ho IX V2 precipitò a terra a causa dell'esplosione di un motore dopo soltanto due ore di volo.
    Durante gli ultimi atti della guerra, l'esercito statunitense catturò alcuni di questi aerei. Un veleggiatore Horten e l'Ho 229 V3, che era quasi completamente assemblato, vennero protetti e inviati alla Northrop Corporation negli Stati Uniti perché fossero sottoposti a dei test.
    L'Ho 229 era di costruzione mista, con il pod centrale fatto da tubi in acciaio saldati assieme e le superfici alari erano costruite principalmente in legno. Le ali erano fatte con due sottili pannelli in compensato incollati assieme con una mistura di segatura e carbonella. Il controllo del velivolo era affidato agli elevoni e agli spoiler. L'aereo utilizzava un carrello di atterraggio triciclo retrattile, e aveva un paracadute per rallentare in fase di atterraggio. Il pilota sedeva su un primitivo sedile eiettabile.
    Un piccolo prototipo monoposto della Northrop (il Northrop N9M-B) e un aliante tutt'ala (Ho IV) sono attualmente esposti al museo Planes of Fame nella California del sud. L'unico Ho 229 sopravvissuto, il V3, è situato al National Air and Space Museum's Paul E. Garber Facility a Suitland, nel Maryland.

    L'aereo, acquisito dagli americani, si dimostrò un progetto fallimentare, era di difficile pilotaggio e consumava troppo carburante, per alcuni anni si fecero test per cercare di realizzare un aereo di questo tipo che avesse una efficienza accettabile, ma i risultati negativi portarono ben presto all'abbandono di questi progetti.

    Anche qui siamo in presenza di un aereo ordinario, senza caratteristiche fantascientifiche, nonostante la forma strana, ma si sa che l'ignoranza delle persone in campo aereonautico porta sempre alla conclusione che "forma strana uguale prestazioni fantascientifiche".

    Ecco come era l'Ho 229:








    Gli USA nel 1942 realizzarono e fecero volare un modello simile, il prototipo Northrop N-9M, che ebbe vita breve a causa di una lunga serie di problemi meccanici che presentava durante i test, principalmente legati allo scarso sistema di propulsione che causò anche incidenti mortali.

    Ecco come era:






    Abbandonato il progetto procedente, fu rivisto e sostituito con il Northrop YB-35, un prototipo di bombardiere pesante che volò la prima volta nel 1946 ed era ispirato anche ad i progetti nazisti. L'YB-35 adottava quattro motori radiali che azionavano eliche spingenti controrotanti. Ne venne ordinato un piccolo lotto di esemplari di preserie, due di questi vennero modificati per adottare motori turbogetto e ricevettero la nuova designazione YB-49. Ma alcuni problemi strutturali e soprattutto lo scarso peso politico della sfortunata ditta rispetto alla Boeing e altre realtà aerospaziali statunitensi ne rovinò la carriera operativa e sia gli esemplari completati che quelli in costruzione vennero smantellati.

    L'aereo ebbe una vita molto breve, furono completati solo 4 prototipi di cui 2 convertiti nel Y-B 49.

    Ecco come era:




    Anche in questi casi, nessuna tecnologia fantascientifica e nessuna possibilità che questi pochi prototipi possano spiegare gli UFO.

    Tra l'altro non c'era alcun mistero su questi velivoli, spesso gli USA li mostravano tranquillamente al pubblico durante i cinegiornali, spesso con spettacolari riprese a colori, tanto è vero che le riprese a colore del Northrop YB-49 prima citato furono riutilizzate nel film "La Guerra dei Mondi" del 1953.






    Avro Canada VZ-9-AV Avrocar

    Eccoci finalmente giunti al prototipo su cui circolano la maggior parte delle bugie. Il Avro Canada VZ-9-AV Avrocar fu un progetto segreto dell'aeronautica statunitense portato avanti durante i primi anni della Guerra Fredda dalla canadese Avro Aircraft di Malton nell'Ontario.

    L'Avrocar cercò di sfruttare l'effetto Coand#259; per il decollo e l'atterraggio verticale VTOL. Esso aveva un forma discoidale, e faceva uso di tre turbine jet per dare la spinta che permettesse il sollevamento da terra. Era un precursore degli aerei a decollo verticale, ma le sue prestazioni erano disastrose.

    Il progetto fu presentato alla difesa canadese che lo respinse nel 1953. Sempre nel 1953, un gruppo di esperti militari visitò l'Avro Canada per visionare tutti i prototipi in scala, i disegni e i progetti per la costruzione del velivolo L'USAF accettò di finanziare il progetto, e l'Avrò Canada iniziò la progettazione e la realizzazione di un velivolo innovativo che sarebbe stato dotato di un sistema di armi avanzate e capace di raggiungere una velocità superiore a Mach 2, ma ciò non avvenne mai.

    Un modello di prova, alimentato da sei motori Armstrong Siddeley Viper che facevano girare un rotore centrale, nella prima fase di test si rivelò un fallimento ed il modello di test supersonico PV-704 presentò delle preoccupanti perdite d'olio che provocarono tre piccoli incendi. Un ultimo e disastroso test del con un motore Viper (che stava per diventare letale) fatto nel 1956, convinse alla necessità di progettare un velivolo più sicuro.
    Dopo aver ridisegnato il modello supersonico per un velivolo molto più semplice, il Gruppo Progetti Speciali della Avro Canadian diede vita al VZ-9-AV Avrocar. Furono prodotti 2 modelli, uno per i test di volo ed un altro non destinato al volo ma alle gallerie del vento della NASA.

    Il modello finale dell'Avrocar apparve come un velivolo a forma di disco volante del diametro di 18 piedi e alto 7,7 piedi. Disegnato per trasportare due persone, un pilota e un osservatore posti in due abitacoli separati ed opposti dotati di tettucci trasparenti a forma di cupola. Il velivolo era alimentato da tre motori jet Continental J69-T-9 che in teoria (ma solo in teroia) avrebbero dovuto garantire una velocità massima di 300 mph ad una altitudine di 10.000 piedi. La spinta dei motori jet alimentava un rotore centrale che convogliava l'aria in una serie di vani e di condotti sotto il velivolo permettendogli di decollare e fornendogli il controllo direzionale. I primi tre test di volo vennero fatti il 12 novembre 1959 a cui si aggiunsero ulteriori test nel gennaio del 1960 e tra il luglio 1960 ed il giugno 1961 per un totale di 75 ore di volo. I risultati del test rivelarono problemi di instabilità ed un insufficiente rendimento dovuto alle intolleranze meccaniche del turbo-rotore. L'Avrocar si rivelò essere un velivolo spinto da un motore di potenza insufficiente ed era stabile solo vicino al terreno come gli hovercraft.

    Fu un fallimento totale, il velivolo sembrava la parodia di un disco volante che barcollava lentamente a un metro del terreno.

    Prima che potessero essere apportate ulteriori modifiche, vennero tagliati i fondi nel marzo del 1961. Le proposte di Frost per alcune modifiche nel disegno non vennero accettate e il progetto Avrocar insieme agli altri progetti inerenti il VTOL vennero cancellati dall'USAF nel 1961. Nonostante l'Avro incoraggiasse ulteriori sviluppi del VTOL, ciò non suscitò interesse né dal governo canadese né da altri paesi, determinando la fine del Gruppo Ricerche Speciali. Giudicato per le sue performance, l'Avrocar fu un totale fallimento, era lentissimo e capace di sollevarsi solo a pochi metri da terra, era limitato dalla sua forma a bulbo per le alte velocità, ed emetteva rumori eccessivamente forti, rendendolo impraticabile come velivolo militare.

    È quantomeno ovvio che questo velivolo non ha avuto alcuna attinenza con gli UFO, né prestazioni eccezionali o tecnologie miracolose.
    Questo filmato mostra l'Avrocar in fase di test, ne mostrando le sue (scarse) potenzialità:

    http://it.youtube.com/watch?v=cmPiZv4q4Ms

    Ed ecco delle sue immagini:







    È quantomeno inutile aggiungere cose sui recentissimi prototipi USA, in quanto appunto per il loro essere recenti non possono in alcun caso spiegare il fenomeno UFO che non è assolutamente recente, tanto più che sono prototipi prodotti in piccolissimo numero e testati in zone isolate. Inoltre, la loro forma è TOTALMENTE diversa da quella degli UFO che vengono avvistati, fotografati e ripresi, pertanto non può esserci alcuna relazione.

    Da notare che nonostante come per l'appunto vengono rese pubblici perfino i prototipi più avanzati in fase di test, addirittura vengono esposti nelle mostre visitate dal pubblico. I loro programmi spesso vengono cancellati o durano molto poco, spesso perché il costosissimo prototipo precipita in fase di test ed hanno interesse nel ricostruirlo. Un programma che rischia di essere cancellato è ad esempio quello di un veicolo stealth senza pilota chiamato Polecat, che volò la prima volta nel 2005 e nel 2006 si schiantò durante un test.

    Invece molti progetti spesso non riescono neanche ad essere realizzati, perché i fondi vengono tagliati al punto tale che il progetto subisce ritardi di anni o addirittura viene cancellato, cosa ovviamente di poco conto per i mitomani ed affini, dove per loro basta che l'aereo sia realizzato su carta per "vederlo" volare in tutti i cieli del mondo. Un esempio è il Blackswift, un dimostratore ipersonico privo di pilota umano in grado di raggiungere Mach 6 che avrebbe utilizzato la tecnologia ramjet/scramjet ed avrebbe dovuto volare la prima volta nel 2012: l’Agenzia per i Progetti di Difesa Avanzati (Defense Advanced Research Projects Agency, DARPA) negli USA ha annunciato la cancellazione del Blackswift dopo il taglio da parte del Congresso statunitense del budget 2009 dedicato al programma da 120 a 10 milioni di dollari.

    È anche necessario sottolineare che i velivoli sperimentali vengono costruiti in un numero ridotto, di solo uno o massimo due esemplari, e volano un numero limitato di volte, solitamente su zone militari inaccessibili anche alla vista dei curiosi. Ad esempio, il Birds of Prey, un aereo creato per testare le tecnologie stealth che volò solo su zone militari inaccessibili dal 1996 al 1999, fu costruito in un solo esemplare. Invece, l'X-36, un aereo creato per testare caccia senza coda che volò dal 1997 al 2003, fu costruito in due esemplari.

    Ecco le loro foto, tra cui lo strano X-45, prototipo senza pilota comandato a distanza (occhio che su internet circolano molte foto fatte al computer di veicoli del genere mai costruiti):


    73,24 KB



    E il futuro non prossimo degli aerei che potranno essere realizzati punta al massimo a forme del genere, come si desume dalla linea di test dei prototipi:





    Un discorso a parte merita invece il Boeing X-43, un prototipo di aereo senza pilota che è il più veloce aereo del mondo, ha infatti raggiunto l'incredibile velocità di circa Mach 10, cioè 10 volte la velocità del suono (la quale è pari a 1.193,4 km/h).

    Ovviamente non monta alcuna tecnologia da film di fantascienza, semplicemente utilizza una propulsione a razzo combinata ad un motore per velocità ipersoniche chiamato Scramjet, che può funzionare solo a partire da Mach 6 e per questo ha bisogno che l'aereo venga portato a quella velocità da un missile. Di X-43 ne sono stati costruiti 3, di cui uno andò subito fuori controllo appena fu lanciato.

    L'X-43 per volare ha bisogno di essere montato sulla testa di un razzo/missile il quale, portato ad alta quota da un bombardiere B-52, viene lanciato dando la possibilità all'X-43 di raggiungere altissime velocità, ed a questo punto l'aereo si sgancia accendendo il suo motore e raggiungendo così velocità ancora più alte.

    L'X-43 può raggiungere alte velocità solo per circa 10 secondi, ed è utilizzabile una sola volta, infatti dopo l'utilizzo precipita senza possibilità di essere recuperato.

    Ecco le sue foto nelle varie sequenze di funzionamento:





    Questo e tantissimi altri velivoli sperimentali non hanno chiaramente nessuna immediata utilità civile o militare, sono per l'appunto costruiti al fine di testare, migliorare e sviluppare tecnologie aereonautiche che saranno applicate agli aerei di prossime generazioni. È così che ha sempre funzionato l'aereonautica, le tecnologie e gli aerei vengono sviluppati gradualmente e con fatica, in modo documentato, e non certo escono fuori dal nulla, né tantomeno possono esistere fantomatici aerei segreti che hanno tecnologie molto più avanzate di quelle note, mentre si investono grandi cifre e grandi sforzi per il miglioramento e lo sviluppo della tecnologia aereonautica conosciuta.

    Una cosa è vivere nel mondo della fantasia ed un'altra nella realtà.

    Inoltre, Tutto quanto prima riportato mostra e dimostra come si continua ad investire soldi e sforzi per sviluppare aerei e tecnologie superiori a quelli attuali, come d'altronde è sempre avvenuto sin dalla nascita dell'aereonautica. Se si avessero già a disposizione tecnologie molto superiori a quelle attuali, chiaramente non si investirebbero tanti soldi e sforzi per ricercare, progettare, testare e costruire tutti i prototipi e i velivoli militari che affollano il panorama degli aerei sperimentali e di quelli che sostituiranno a breve gli aerei attuali.

    Purtroppo persone totalmente ignoranti in campo aereonautico mettono in giro voci prive di qualsiasi fondamento che cozzano in modo evidente con la realtà dei fatti, il tutto per supportare le loro strampalate teorie.


    (E per ora siamo all'F-35 !)






    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-19-2009, 14.19
    340788 in risposta a 340777

    Re: re:Rispondetemi...




    Sea of Tranquillity: the Apollo 11 Descent Stage from orbit
    Ed ora che è stato fatto quello che veniva chiesto da quasi 25 anni (e cioè FOTOGRAFARE le zone di Landing delle Missioni Apollo - affollate di mezzi abbandonati ed utensileria varia - così da essere "sicuri" che sulla Luna ci fossimo andati davvero), che cosa diranno mai i Saggi che, in dispetto dei sacrifici fatti e delle perdite sofferte (anche umane), hanno sempre negato che l'Uomo fosse arrivato a metter piede sulla Luna?
    A che cosa si attaccheranno, questa volta?

    Tranquilli, ve lo diciamo noi: diranno che queste immagini, ritraendo oggetti che "non possono" essere sulla Luna (perchè sulla Luna - ovviamente - non ci siamo mai andati...), sono a loro volta false. E così si potrà ricominciare a discutere, su libri, magazines e public forum (pieni, come sempre, di quegli individui che chiamiamo "Anonimi Sapienti"...) del "Nulla travestito da Qualcosa".
    Perchè è così che si andrà avanti, sino a che il viaggio Terra-Luna non diventerà REALMENTE una routine, alla stregua di un "Roma - New York" o di un "Francoforte - Tokio".

    Questo per gli Uomini di Domani.

    Per quelli di Oggi, invece, solo una serie di fotografie, di ottima qualità ed altamente evocative, che ci riportano, quarant'anni dopo, a contemplare - come fossero "reliquie spaziali" - quello che i Valorosi "Apollo Boys" lasciarono sulla Luna: souvenir per le Generazioni che verranno e che, si spera, saranno più illuminate e lungimiranti di coloro che, oggi, calpestano il nostro Pianeta.

    http://www.lunexit.it/gallery/displ...p?pos=-24929






    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-21-2009, 19.48
    341183 in risposta a 340788

    Re: re:Rispondetemi...

    UN REGALO PER I "MIEI" 40 ANNI, DI ... ATTESA !





    Sempre dal super attivissimo Sito "Lunar Explorer"...

     




    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-22-2009, 20.22
    341335 in risposta a 341183

    Re: re:Rispondetemi...

    La Marina Russa declassifica alcuni avvistamenti

    La “Russian Navy” ha declassificato relazioni di incontri con UFOs (Unidentified Flying Objects), la cui tecnologia supera quello che l’umanità ha mai costruito, riporta il quotidiano online “Svobodnaya Pressa”.

    Le registrazioni risalgono al periodo in cui uno speciale gruppo della Marina ha collezionato rapporti di incidenti inesplicati, consegnati da sottomarini e navi militari. Il gruppo fu diretto dal vice-comandante della Marina, Ammiraglio Nikolay Smirnov, nonchè numerosi documenti rivelano casi di possibili incontri con UFOs, afferma il sito web. Vladimir Azhazha, ex ufficiale della Marina e famoso ricercatore UFO afferma che il materiale divulgato è di grande valore. “Il 50% degli incontri con gli UFOs è connesso con gli oceani. Quindici per cento in più con i laghi. uindi gli UFOs tendono a mantenere l’acqua.” Ha riferito.

    In un occasione un sottomarino nucleare, che era in missione di combattimento nell’Oceano Pacifico, rilevò sei oggetti sconosciuti. Dopo che l’equipaggio non riuscì a liberarsi degli inseguitori, il comandante ha ordinato di uscire in superficie. Dopo di chè videro gli oggetti uscire dall’acqua e sparire via.

    Molti eventi misteriosi avvennero nella regione del Triangolo delle Bermuda, ricorda il comandante dei sottomarini in pensione, Ammiraglio Yury Beketov. Strumenti malfunzionanti senza nessun apparente motivo oppure rilevazione di forti interferenze. L’ufficiale della Marina russa in pensione afferma che potrebbe essere stata una deliberata interruzione causata dagli UFOs. “In varie occasioni gli strumenti rilevarono oggetti che si muovevano a incredibile velocità. Il calcoli hanno dimostrato una velocità di circa 230 nodi, 400 km/h. Accelerare in questa maniera è una sfida anche in superficie. Ma la resistenza nell’acqua è molto più elevata. E’ come se gli oggetti sfidassero le leggi della fisica. C’è una sola spiegazione: questi oggetti sono materiali e costruiti, molto superiori rispetto ai nostri, costruiti da una antica civiltà, aliena o di altri mondi, nascosti dai nostri occhi in acque profonde“.

    Il veterano dell’Intelligence della Marina russa, 1° Capitano, Igor Barklay afferma che: “gli UFOs oceanici appaiono dove ci sono concentrazioni di flotte NATO. Vicino Bahamas, Bermuda, Portorico. Sono più spesso visti nella parte più profonda dell’Oceano Atlantico, nella parte meridionale del Triangolo delle Bermuda e anche nel Mar dei Caraibi.

    Secondo alcuni esperti nella zona di Portorico esisterebbe una base UFO sottomarina“. Un altro posto dove la gente vede molti UFOs è nei pressi del lago Baikal, in Russia, il più profondo lago di acqua dolce al mondo. Marinai hanno continuamente visto nella profondità luci, simili a proiettori, lampeggianti come un “lampo” di saldatura elettrica. Oppure dischi o cilindri argenti e luminosi, che emanavano raggi di luce nell’acqua. In un caso, nel 1982. un gruppo di sommozzatori militari, notano nelle profondità del lago Baikal un gruppo di creature umanoidi, vestite in abiti argentei. L’incontro ravvicinato avvenne ad una profondità di circa 50 metri e i sub hanno cercato di prendere gli alieni. Tre dei sette uomini morirono, mentre altri quattro furono gravemente feriti.

    Fonte: centroufologicotaranto.wordpress.com - svpressa.ru



    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-23-2009, 17.16
    341513 in risposta a 341335

    Re: re:Rispondetemi...

    16/07/2009

    Mi dicano chi l'ha fatto!!!!!

    East field 14 luglio.jpg

    Il 14 luglio è stata riportata l'apparizione presso East Field, Alton Barnes, di un cerchio nel grano semplice nella sua simbologia ma le spighe al suo interno sono intrecciate come un cesto di vimini, analogamente  a quanto era accaduto nel 1999 a Roundway Hill con l'apparizione di una formazione poi denominata "Il Cesto".

     

    Una maglia incredibile che rappresenta una sfida all'ipotesi "falsari". Chi sostiene l'ipotesi "falsi" mi deve dire chi ha potuto realizzare una cosa del genere. La semplicità della formazione sembra voluta proprio per esaltare l'incredibile intreccio di spighe presente in questo cerchio, tutte perfettamente allineate in alternanza di piegatura e spessore. GLI SCETTICI DEVONO DIRMI CHI HA POTUTO FARLO.


    intreccio.jpg

    Gli intrecci in primo piano
     
     
     



    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-23-2009, 17.36
    341517 in risposta a 341513

    Re: re:Rispondetemi...

    Visto dall'interno:







    Le spighe:











    Fonte: cropcircleconnector.com






    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
  • 07-23-2009, 18.04
    341518 in risposta a 341517

    Re: re:Rispondetemi...




    Bisogna essere seri... ma quanno ce vo, ce vo...
    Ma ce lo vedete voi un qualunque "personaggio" (anche del MIT!) comporre una COSA DEL GENERE? Dopo quanti mesi? E... sicuri che ci riuscirebbero...?

     

     




    RADARISTA per 35 anni - (Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare).
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