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 L’ultimo Festival di Sanremo ha registrato un record: non parliamo di audience, ma di parolacce. In 59 anni di storia, la kermesse canora ha sfornato varie canzoni con espressioni forti, ma quest’anno ha fatto il pieno: 7 parolacce in 3 canzoni diverse. Ulteriore sintomo del degrado dei nostri tempi? O chi le ha criticate era solo un bacchettone che non concepisce la libertà artistica? Né l'una né l'altra ipotesi mi trovano d'accordo. Ora che i riflettori del Festival si sono raffreddati, è arrivato il momento per una riflessione più lucida. Ricordando che la prima parolaccia festivaliera risale al 1981 con “Roma spogliata” di Luca Barbarossa (la strofa: “Roma puttana quattro dischi, un gatto, una serata strana”). Come racconto in “ Parolacce” in origine si intitolava “Roma puttana”, ma l’artista fu invitato a cambiarne il titolo per mitigarne l’impatto...
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