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Collisione cosmica

Il 20 gennaio scorso pubblicai un post dal titolo “Un asteroide con la coda”, in cui commentavo la scoperta di un asteroide della Fascia Principale, tra Marte e Giove, che improvvisamente aveva mostrato la presenza di una coda appariscente. La scoperta era stata fatta da uno degli strumenti del progetto LINEAR (Lincoln Near-Earth Asteroid Research), che da anni va alla caccia di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra. Adesso, su questo strano oggetto che è stato battezzato con la sigla provvisoria P/2010 A2 (il tipo di sigla con cui vengono indicate le comete) ha “puntato l’occhio” il Telescopio Spaziale Hubble. Queste osservazioni, però, non fanno che rinfittire il mistero. L'immagine di Hubble, ottenuta il 29 gennaio scorso, mostra che P/2010 A2 non è una cometa normale, ma uno strano oggetto a forma di X che appare nella parte posteriore del suo “nucleo”. Le polveri che formano questa strana coda, inoltre, appaiono essere  molto differenti da quelle che circondano una normale cometa. L'immagine mostra chiaramente un oggetto puntiforme, delle dimensioni di circa 150 metri e posto a poco più di 1.500 km dalla X, che sembra essere connesso a questa da un “ponte” di materia.

Immagine ottenuta dal Telescopio Spaziale 'Hubble' dell'oggetto P/2010 A2 , che, classificato come cometa al momento della sua scoperta, è molto probabilmente il risultato dell'impatto tra due piccoli asteroidi. Clicca qui per l'alta risoluzione.

 

A parte la sua lunga coda di detriti, tuttavia, P/2010 A2 non assomiglia ad una cometa nell'immagine di Hubble. In particolare, negli spettri ottenuti mancano anche le righe di emissione prodotte da atomi di gas ionizzati che normalmente vengono osservate nella chioma e nella coda delle comete normali.

La spiegazione più plausibile è quella di una collisione tra due piccoli asteroidi ad una velocità di circa 20 km/s, a seguito della quale si sarebbe formata una grande nube di polveri e detriti che in breve tempo si sarebbe dispersa nello spazio, dando origine alla stana formazione ad X e alla lunga coda.

Non ci sono ancora le prove certe a sostegno di questa ipotesi. Altre osservazioni di Hubble, già programmate per i prossimi mesi, potranno fornire ulteriori informazioni anche sulla rotazione del “nucleo” e su altre caratteristiche fisiche dello stano oggetto.

Quando P/2010 A2 è stato osservato dal telescopio spaziale, si trovava a circa 290 milioni di chilometri dal Sole e a 145 milioni di chilometri dalla Terra.

Pubblicato mercoledì 3 febbraio 2010 21.12 di Mario Di Martino
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