Spizzichi e smozzichi

È una malattia non aver voglia di fare sesso?


 
Questa è la terza puntata di una serie di post sulle marchette nel campo del giornalismo medico-scientifico. Le altre puntate le trovi qui.
 

La disfunzione sessuale femminile è un inquietante caso di disinformazione scientifica. Qui addirittura, con la collaborazione dei giornalisti, si arriva a inventare una malattia e a convincere i sani che sono malati per vendere loro un farmaco.
Della disfunzione sessuale femminile aveva parlato già nel 2003, uno dei più stimati giornalisti scientifici, Ray Moynihan, sulle pagine del British Medical Journal (1). E aveva ripreso l’argomento in un suo libro a due mani con Alan Cassels, ricercatore canadese che si occupa da tempo di politiche farmaceutiche (2).
L’invenzione di malattie inesistenti si chiama in inglese disease mongering, cioè commercializzazione di malanni, e serve a creare nuovi mercati per le aziende medicalizzando processi naturali.
In cosa consiste la disfunzione sessuale femminile? Vediamo i sintomi: ridotto desiderio, rapporti dolorosi (se non c’è desiderio non potrebbe essere altrimenti) e incapacità di raggiungere l’orgasmo. È una malattia non aver voglia di fare sesso?

Come si inventa una malattia
Moynihan racconta che la disfunzione sessuale femminile è nata nel maggio 1997 quando 19 urologi si riunirono per tre giorni nel Cape Cod Hotel per definire la “female sexual disfunction”, patologia fino a quel momento sconosciuta. Il 4 gennaio 2003 la rivista scientifica British medical Journal (3) racconta che il co-presidente di quel convegno, Raymond Rosen, in una mail abbia scritto «è interamente sponsorizzato dalle aziende farmaceutiche e metà degli esperti sono rappresentanti dell’industria».
Più o meno un anno dopo, nell’ottobre 1998, sulla spinta dell’enorme successo del Viagra, prima terapia per i problemi dell’erezione maschile, si cominciò a parlare di Viagra femminile, e a Boston si riunisce la prima conferenza internazionale sulla disfunzione sessuale femminile. Sempre il British medical Journal riporta che il convegno è finanziato da 8 aziende farmaceutiche, e che 18 dei 19 autori della definizione della nuova malattia hanno interessi economici con 22 aziende farmaceutiche. 

Poco sesso... e malvolentieri
Quante donne soffrono di questa nuova malattia? Secondo un sociologo dell’University of Chicago, Ed Laumann, il 43% delle donne ha difficoltà sessuali (4).
Come si spiegano questi dati così allarmanti? Racconta Leonore Tiefer, sessuologa e docente di urologia e clinica psichiatria all’Albert Einstein College of Medicine e alla New York University «Poco prima Lauman era diventato consulente della Pfizer, produttrice del Viagra e si era alleato con Raymond Rosen, psicologo clinico e altro consulente Pfizer».
Ma prova e riprova, il Viagra nelle donne non c’è verso, non funziona. La sessualità femminile non è di competenza idraulica. Ecco allora scendere in campo il testosterone, ormone sessuale maschile, in cerotto.

Conflitto di interessi
In Italia a decantarne i pregi nelle conferenze stampa organizzate dal produttore, la Procter & Gamble, sono tre medici: Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele di Milano, Andrea R. Genazzani, docente del dipartimento di medicina della procreazione dell’Università di Pisa e Rossella Nappi, ricercatrice della Fondazione Maugeri di Pavia. Fonti attendibili e neutre? Basta citare il caso della Graziottin che quando ha dovuto elencare i suoi conflitti di interesse, non la finiva più (4), senza che questo le impedisca di essere nel board di parecchie società cosiddette scientifiche (5).
E così, grazie alle conferenze stampa organizzate dalla Procter & Gamble, e ai ricercatori al suo servizio, il testosterone è finito sulle pagine dei più prestigiosi quotidiani italiani: su Repubblica.it (6) e sul Corriere (7) dove è stato persino pubblicato il test fornito nella cartella stampa fatto per convincere qualsiasi donna che lo completi di soffrire della nuova malattia.
Non senza responsabilità.
La rivista Ricerca e Pratica (8), dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano le elenca. «Aver esagerato i benefici, gonfiato il numero delle potenziali pazienti, minimizzato danni ben noti e ignorato importanti conflitti di interesse». E continuano i ricercatori del Mario Negri. Il cerotto al testosterone non è infatti una novità dato che negli Usa lo assumono oltre due milioni di uomini. È nuovo il mercato: finora nessuno si era sognato di dare ormone sessuale maschile a delle donne. Per sottolineare l’efficacia del farmaco gli articoli riportano uno studio condotto su oltre 500 donne in menopausa chirurgica (l'asportazione delle ovaie provoca infatti un'improvvisa mancanza di testosterone) alle prese con il crollo della libido: nelle donne trattate con testosterone si sarebbe verificato un aumento dell'attività sessuale del 74%.

Numeri ingannevoli
«Il dato a prima vista può sembrare più che promettente e giustificare l'entusiasmo suscitato» precisa ancora Ricerca e Pratica. «Questo finché non si scopre che si tratta di un valore relativo che, riportato in termini assoluti, fa molta meno impressione: le donne trattate con l'ormone per sei mesi sarebbero in vantaggio solo di un atto sessuale al mese (o anche meno) rispetto a quelle che hanno assunto un placebo. Secondo molti esperti, per quanto questo possa essere significativo all'interno di un rapporto di coppia in crisi, il gioco non varrebbe la candela: alcuni effetti collaterali del testosterone nelle donne sono infatti ben noti (aumento della peluria, del peso eccetera), ma rimangono meno noti quelli a lungo termine».
Tutti effetti collaterali taciuti negli articoli pubblicati dai giornalisti italiani.

Note
(1) Moynihan R. The making of a disease: female sexual dysfunction. BMJ 2003; 326: 45-47
(2) Moynihan RM, Cassels A. Farmaci che ammalano e case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti. Nuovo Mondi Media 2005 cap. 10 Sovvertire le vendite: la disfunzione sessuale femminile p 164-181.
(3) Moynihan R The making of a disease: female sexual dysfuncion. BMJ 2003; 326: 45-7.
(4) Laumann EO, Paik Am Rosen RC. Sexual dysfunction in the United States: prevalence and predictors. JAMA. 1999 Feb 10;281(6):537-44.
(5) http://www.medscape.com/viewprogram/3645_authors . Disclosure: Alessandra Graziottin, MD, has reported that she is on the speakers' bureaus of Janssen-Cilag, Novo Nordisk, Organon, Pfizer, Procter & Gamble, Rottapharm, Schering, and Theramex, and that she serves on the Advisory Boards for Bayer, Boehringer-Ingelheim, Johnson & Johnson, Pfizer, Rottapharm, and Solvay. In addition, Dr. Graziottin has served as a consultant for Epitech Lab, Fater, Novo Nordisk, Procter & Gamble, Sanofi-Synthelabo, Rottapharm, and Theramex.
(6) http://www.fsdeducation.eu/GB/Prog/index.htm From 1997 to 2001, Graziottin served on the board of the Italian Menopause Society, as Vice-President of the Female Sexual Function Forum (FSFF) from 2000 to 2001, and as President of the International Society for the Study of Women’s Sexual Health (ISSWSH) from 2001 to 2002. She is currently a member of the board of the Italian Society of Psychosomatic Obstetrics and Gynaecology (ISPOG), the Italian Menopause Project (IMP), the European Society of Menopause and Andropause (EMAS), the Italian Society of Gynecology of the Elderly (S.I.G.I.T.E.) and the International Society for Sexuality and Cancer (ISSC). In June 2004 she was awarded with Honorary Membership of the Society of Obstetricians and Gynaecologists of Canada. Frequently invited to international meetings, in October 1998 she participated as a member of the board of the First International Consensus Conference on Female Sexual Dysfunction (FSD), held in Boston.
(7) Antonio Caperna Arriva il cerotto al testosterone riaccende il desiderio nelle donne, repubblica.it 15 febbraio 2007.
(8) Adriana Bazzi, Arriva il cerotto del desiderio Corriere della sera luglio 2007, p 47
(9) Simona Calmi, Pietro Dri I dubbi sul cerotto del piacere

Pubblicato martedì 25 settembre 2007 6.28 di amelia beltramini
Archiviato sotto: - Invia ad un amico

Commenti

 

ika_30 ha detto:

Guardi, io pensa che un promblemma c'è.scusate l'italiano ma sono rumena.
allora, io ho questo problema ma non saprei rispondere se questo e solo un problemma moi ò c'entra anche mio marito.Non so se il desiderio verso di lui che e diminuito o forse c'e un problemma che ho io.Non lo so.Io dico sempre a lui di avere qualche disfunzionalità......Non so proprio cosa pensare.L'ho amo però non riesco a fare l'amore con lui.
dicembre 12, 2007 17.14
Commenti anonimi sono disabilitati - registrati o fai login

Calendario di pubblicazione

<settembre 2007>
lumamegivesado
272829303112
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
1234567

News

Notizie, curiosità, inchieste, spunti e riflessioni sul mondo della medicina, della scienza... e di tutto il resto.

Syndication