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 La foto qui sopra mostra quello che ho mangiato oggi a pranzo: tre buste di insalata, una scatola di ceci cotti , una confezione piccola di tonno e una di fiocchi di latte. Secondo me, ho mangiato in modo sano.
Ho anche prodotto tre buste di plastica, tre contenitori di plastica, due lattine in banda stagnata e una confezione di plastica "accoppiata" a un coperchio di alluminio. Siccome ho mangiato in ufficio, ho usato l'insalata in busta, già lavata. Ho gettato via la plastica nel contenitore della raccolta differenziata (solo quella pulita dell'insalata), ma l'alluminio e plastica dei fiocchi li ho invece gettati nel cestino qui accanto alla scrivania. Io ci metterò qualche ora a... ehm... smaltire il pranzo. L'ambiente ci metterà migliaia di anni a degradare le confezioni.Mangio sano e mi lascio alle spalle una montagna di rifiuti. C'è una soluzione? Io, sinceramente, non ce l'ho. Mangiando così spendo poco. Mi porto la busta quando scendo al supermercato, sto attento a lavare la ciotola con pochissimo detersivo. Ma non si può fare di meglio? Qualcuno ha suggerimenti? P.S. Continuano le inziative "Alza la voce con Focus" e "Vota la terra". Clikkate, clikkate...
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 Gli Stati Uniti sono noti per i grattacieli, le auto grandi e i campi sconfinati. Sono noti anche perché consumano oltre un quinto dell'energia primaria mondiale, pur avendo meno del 5% della popolazione. L'India è nota per le mucche sacre, la religione, la natura e perché la sua popolazione cresce a ritmo esponenziale: e vuole "occidentalizzarsi", prendendo il peggio dei nostri prodotti (industrializzazione, auto giganti, alimentazione da obesi...). Il Sud del Mondo (Sudamerica, Sudest Asiatico, Africa...) consuma tra il 2 e il 3%. Ma ci preoccupa, perché vuole diventare ricco. E vuole consumare per crescere, secondo i dettemi di un'economia lontana dalla realtà e dai problemi. Non è così per tutti. Due ricercatori, uno indiano e uno brasiliano, hanno vinto un premio internazionale (promosso dalla Illy Caffè): e hanno parlato di agricoltura intensiva e di cambiamento climatico in Asia. Hanno parlato di danni e di effetti di questi danni. Lo hanno fatto da luoghi che noi pensiamo disinteressati all'inquinamento. Hanno detto di smetterla con le colture intensive, in tutto il mondo: dal Nordamerica al Brasile. Qui sotto trovate gli abstract dei loro lavori. Non tutti gli abitanti del Sud del Mondo vogliono avere un Suv e ingozzarsi di hamburger davanti a un tv al plasma. Ricordiamocelo, quando pensiamo che "loro" inquinano...
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Gli omogeneizzati sono buoni. E sono anche sani, a patto di scegliere quelli con gli ingredienti giusti, certificati. Gli omogeneizzati, secondo me, vanno bene per l'alimentazione del bambino.Ma a me, personalmente, fanno schifo. Mi fanno schifo perché ho provato ad assaggiarne uno e a momenti vomito. Forse (spero) il gusto dei bambini è diverso. Ma mi fanno schifo soprattutto perché creano un sacco di rifiuti (confezione, scatoletta, pacchettino...).Perché i genitori usano gli omogeneizzati? Perché il pediatra li consiglia, certo. Ma anche perché sono tanto comodi: già avere un bimbo in casa è faticoso, così almeno non si deve preparare la pappa. Volendo, la tecnologia ci viene in aiuto: bastano un frullatore, qualche barattolo e il forno a microonde. Poi, consigliandovi col pediatra (o con vostra nonna, che se ha più di 80 anni ed è arrivata viva fin lì vuol dire che qualcosa sa) sbizzarritevi con pollo, coniglio, tacchino, trota, verdura, frutta. Frullate e assaggiate. Se piace a voi, il piccolino lo gradirà quasi certamente. Mettete in barattolini (meglio se di vetro tipo quelli delle conserve) e congelate. Al momento dell'uso, un colpetto di microonde. Quanto costa questo tipo di alimentazione? Circa dieci volte meno dell'uso di omogeneizzati. Fa bene al bimbo? Sì. Rompe le scatole? Un po'. Bisogna passare una domenica pomeriggio a frullare. Una domenica pomeriggio. Ma se non avete una domenica pomeriggio libera (mai!)... be, l'ambiente è l'ultimo dei vostri problemi.
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 Da un articolo del San Francisco Chronicles (lo vedete qui), abbiamo imparato una cosa. Se non ci danno una caramella, non facciamo niente. Ma con la proposta di scontare 10 centesimi alla nostra spesa, diventiamo disposti a portarci la borsa da casa.Va be, è la natura umana. Niente per niente. Molti di noi non fanno la raccolta differenziata... tanto si paga la stessa tassa rifiuti, no? Proposta per il legislatore: se è vero che un comportamento virtuoso fa risparmiare la società, perché non premiarlo con un piccolo incentivo, minore del beneficio collettivo? Dieci centesimi di sconto per chi si porta la borsa sono meno del guadagno che ha lo stato (in termini di beneficio ambientale). A San Francisco, però, fanno anche di meglio: 5 00 $ di multa al negoziante che non fa lo sconto.Quindi, visto che siamo come criceti, perché non trattarci da criceti? Dateci il biscottino e ci comportemo bene. Chissà. Forse un giorno lo faremo anche senza biscottino...
P.S. Continuano le inziative "Alza la voce con Focus" e "Vota la terra". Clikkate, clikkate...
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4 - Poi, vai sulla pagina del gruppo Alza la voce con Focus, iscriviti e iscrivi la foto insieme alla tua "firma": il tuo nome, o il nickname e, se vuoi, la tua città.
4 - Noi selezioneremo le foto migliori, le "firmeremo" con il nome dell'autore e le useremo per il nostro video "Alza la Voce con Focus".
Il video "Alza la voce con Focus" sarà tanto più ricco quante più immagini manderete: e ciascuno degli autori che ne faranno parte sarà citato nei crediti.
Non è più tempo di lasciar perdere. La tua voce e il tuo pensiero sono importanti per la Terra. Fa' che lo siano anche per i Grandi.
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 A casa abbiamo piatti di ceramica, bicchieri di vetro, posate di metallo, tovaglie di stoffa. E' normale. In ufficio, invece, usiamo tazzine di plastica (bicchierini), bicchieri di carta, posate di plastica, tovaglie di carta. E anche questo è normale.Nelle mense scolastiche della sola Milano si usano ogni anno 13 milioni di set (piatto, bicchiere, posate, tovagliolino) da buttare nella spazzatura. Fanno 550.000 tonnellate.Tutto normale. Qualcuno produce, molti usano, qualcuno ricicla. E tutto questo muove l'economia. Eppure, ci dicono gli scienziati nei Panel sui cambiamenti climatici, se andiamo avanti a muoverla così, ne abbiamo ancora per poco. Ma chissenefrega? Non è un problema mio, no? Al limite se ne occuperanno i miei figli o i miei nipoti. Se non ne ho, meglio ancora. Si può pensarla così. Ma si può anche pensarla diversamente. Noi la pensiamo diversamente.E crediamo sia giusto fare come propongono alcuni genitori di alunni milanesi, di portarsi il piatto da casa.In ufficio, si può cominciare riempiendosi un bicchiere, sempre lo stesso, al boccione. Invece di usarne uno ogni volta. Se invece del boccione si usa il rubinetto è ancora meglio. Nelle scuole, si può anche fare di più. Per esempio, mangiarsi il piatto. Un piatto fatto di pane, che costa 30 centesimi, va in microonde e può essere riempito di solidi o liquidi. Un'invenzione italiana, premiata al Salone delle Invenzioni di Ginevra. Si mangiano i bordi del piatto, sfogliandolo come una margherita. Guardate qui. Avete mai pensato di dare a vostro figlio un bicchiere (di plastica dura, lavabile) per l'acqua da portarsi a scuola?
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 In provincia di Pavia c'è un piccolo Comune, Linarolo, che non fa nemmeno 3000 abitanti: ma che ha preso una decisione importantissima, che gli altri dovrebbero copiare. Abbandonare le borse di plastica. Così riporta oggi La Provincia Pavese. L'assessore Giuliana Ricci ha acquistato borse in tela riutilizzabili (costano 30 centesimi l'una). E le distribuirà ai bambini delle scuole.Borse che reggono fino a 15 kg di peso. Borse che usavano le nostre nonne. Borse che faranno di Linarolo il primo Comune d'Italia "No Shopper".Siamo tutti Linarolini (o Linarolesi?). Ci sono altri sindaci che se la sentono?
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